In Regione serve un cambio di passo

Il testo del mio intervento nell’Aula del Consiglio regionale martedì 20 ottobre, in occasione della discussione sulla mozione di sfiducia a Maroni presentata da tutte le opposizioni in seguito all’arresto del vice presidente Mario Mantovani

lombardia_pirelloneNella vita di un Consiglio regionale vi sono momenti che necessariamente assumono un significato particolare, escono dalla normale dialettica, dal confronto che in un modo o in un altro porta all’assunzione di responsabilità legislativa. Uno di questi, sicuramente é rappresentato dalla mozione di sfiducia, sia essa presentata nei confronti di un’assessore che del presidente. Significato particolare dicevo, perché impegna da un lato l’opposizione ad assumere un atteggiamento di forte contrapposizione, portare alla massima espressione il proprio dissenso dalla guida dell’istituzione, la maggioranza a rispondere con puntualità a quante le viene  cosí pesantemente contestato, ma non solo.

Ora noi possiamo vivere questo momento caricandolo solo dell’inevitabile peso politico-mediatico che necessariamente porta con se. Possiamo farlo mettendo in campo valide argomentazioni, capacità oratorie, a onor del vero quasi mai ascoltate in quest’aula, persino la frutta e verdura a disposizione, come in altre occasione gli amici del m5s ci hanno mostrato. Fare insomma, ciascuno per la propria parte, la recita di un copione già scritto, dal finale non certo a sorpresa, ma anch’esso già noto, dato che la recita, la richiesta di sfiducia a seguito di fatti di una  certa gravità, rischia di diventare un classico nella vita del consiglio regionale lombardo.

Oppure possiamo, accanto a questo, affiancare una serie riflessione che riguardano la nostra istituzione, il modo di intenderla, di viverla, sia da parte di chi ha la responsabilità della guida che da chi ha invece ha quella del controllo, oltre che della proposta alternativa. Ed entrambi, badate bene, abbiamo il problema di vincere, o meglio sconfiggere, l’opinione che le persone, i cittadini, hanno della politica, di chi fa politica e di conseguenza delle istituzioni. Io non so, o meglio so benissimo, come questa mattinata si concluderà. Spero però che da domani si possa affrontare con piglio deciso e un sostanziale cambio di passo il contrasto alla corruzione, il cammino verso una sempre maggior trasparenza di ogni atto, cominciando ovviamente dalla gestione degli appalti, di regione lombardia. Alcune segnalazioni  ci erano già state date dall’osservatorio sulla trasparenza, altre dai lavori della commissione di indagine sul san raffaele, altre ancora dall’iniziativa in atto a brescia proprio riguardo il trasporto dializzati, per restare nel merito.

Ora non spetta a noi trasformarci in accusatori o in difensori. Tocca a noi chiedere chiarezza e creare le condizioni affinché sempre meno vi siano situazione che potenzialmente possono portarci a rivivere momenti come questo. Si tratta di evitare fin dall’origine situazioni di palese conflitto di interesse nelle nomine, cominciando da quelle degli assessori, si tratta laddove si manifestino chiari comportamenti eticamente  censurabili, prima ancora che penalmente rilevanti, intervenire con la necessaria fermezza, si tratta laddove non vi é chiarezza di sospendere procedimenti e atti in corso. Si tratta di affrontare presto e con la dovuta fermezza il tema della autoregolamentazione dei gruppi regionali.

Ora la legge 17/2015 prevede molto di tutto questo. Dobbiamo darne attuazione al più presto. Come da subito dobbiamo far scattare importanti azioni di prevenzione. Un esempio? Abbiamo un’idea di quanti appalti in questi giorni i direttori generali di Asl e AO stanno bandendo e affidando? Ne conosco alcuni che al di la del merito, in alcuni casi discutibili, sono perlomeno inopportuni in questo momento di passaggio da un sistema sanitario ad un altro.

Infine vorrei sperare che in ogni caso da oggi vi sia anche una vera riscossa etica nel modo di concepire la vita della nostra istituzione. Potremmo infatti da parte della maggioranza dare prova di grande compattezza politica, anzi per assurdo usare questa difficoltà per superare tensioni e difficoltà  in atto da tempo, da parte della minoranza rimarcare ulteriormente la gravità di quanto avvenuto.

Spero non sia solo così. Che qualcosa va cambiato è evidente, come è evidente a chi tocca farlo ciascuno per la propria parte, tocca a noi.

E non dimentichiamo che ad essere in gioco, in modo più che mai serio non é tanto e solo la fortuna di questa o quella parte politica, ma della politica nel suo insieme, della  nostra credibilità e capacità di svolgere il ruolo che siamo chiamati a ricoprire. Non servono prove muscolari, minacce legali o altro. Servono assunzioni di responsabilità in chi evidenzia grandi criticità nel farlo nel merito e non per slogan, ma in chi governa nella pazienza di ascolto e nella consapevolezza di dover fare qualcosa di diverso e di più. Tocca infatti a coloro ai quali la democrazia ha consegnato la maggioranza farsi maggiormente carico di questo compito, non banalizzando quanto avviene, ma dandogli il giusto peso e attivando le dovute contromisure. Credo che in più occasioni il mio gruppo ha dato prova di esserci quando si tratta di costruire soluzioni condivise, ma saprà dare sempre più prova di esserci anche e soprattutto nel portare sempre maggior trasparenza e maggior credibilità nella vita istituzionale della nostra regione, patrimonio non di questa o quella parte politica, ma di tutte le lombarde e di tutti i lombardi.

 

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