Archivi del mese: settembre 2015

Agricoltura vuol dire futuro non nostalgico passato

coldirettiMolte, troppe volte, si è parlato di agrcoltura come tradizione, valori del passato, ricordi di antichi usi. Oppure in chiave estremamente ecologica, confondendo l’attività agricola con interventi educativi, promozionali o turistici.
Il risultato è stato anni di disattenzione, di mancanza di scelte vere, di debolezza in Europa nella difesa di un settore strategico per il nostro Paese. Martedì vedere una marea di rappresentanti dell’agricoltura italiana all’assemblea Coldiretti, circa 30.000, cogliere nelle parole del presidente nazionale Moncalvo, nella Presidente dei Giovani, ma ancor di più nei tanti volti di tanti e tante presenti la determinazione, la consapevolezza, il serio impegno a rivendicare un ruolo strategico ed importante ha segnato l’aria di cambiamento in atto.

Cambiamento che è stato espresso a chiare lettere dal Ministro Martina e dal Presidente del Consiglio Renzi: l’agricoltura non è storia del passato, ma sempre più settore strategico per il futuro, uno dei punti forti sui quali puntare per la ripresa. Importante poi lo spazio dedicato alla lotta alla contraffazione, al caporalato alle AGROMAFIE. Giancarlo Caselli ne ha parlato con l’indiscussa competenza, così come quello dedicato al ruolo dei lavoratori immigrati, indispensabile nel settore, tema affrontato con coraggio e parole di verità e correttezza, caratteristiche che spesso mancano alla classe politica.

Tracciabilità , prodotti di qualità, difesa della produzione italiana, mercati internazionali, prezzo del latte, benessere non solo animale, ma anche e soprattutto di chi opera in agricoltura i temi chiave su cui lavorare, costruire in agricoltura una vera prospettiva di futuro, dove economia, ambiente, cultura, valori si saldano e diventano parte integrante del tessuto sociale della nostra meravigliosa Italia. Meravigliosa, non dimentichiamolo, come meravigliosi sono le tante e i tanti che martedì erano in Expo all’assemblea o, molti, ma molti di più, che erano nelle loro aziende, nelle loro campagne, nei loro allevamenti a lavorare si per la loro impresa, ma anche per contribuire a risollevare il nostro Paese e tracciarne la strada del futuro.

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Sanità e Civile di Brescia: la proposta del PD

Leggi anche l’articolo del Giornale di Brescia

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Auguri Don Luigi e grazie per quanto hai fatto, stai facendo e farai

10 settembre 1945: a Pieve di Cadore nasceva DON LUIGI CIOTTI. Vangelo e Costituzione i suoi riferimenti, esserne testimone la sua vita.
Auguri Don Luigi e grazie per quanto hai fatto, stai facendo e farai. Ma ancor di più per essere per tutti noi un esempio vero, un sicuro riferimento nel difficile percorso verso la vera libertà e democrazia!
Il regalo che possiamo farti? Esserti vicini in questo cammino, soprattutto quando il sentiero va in salita e tu, invece che fermarti e riposare, procedi spedito, mantenendo il passo, come fanno i montanari, quelli veri.

don ciotti

 

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L’esempio di Carlo Alberto Dalla Chiesa

dalla chiesaPalermo 3 settembre 1982 ore 21:00 – Il nuovo Prefetto, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, mandato in Sicilia per contrastare la ricrudescenza  dell’attività mafiosa, sta andando a cena con la moglie Emanuela Setti Carraro. Viaggiano su una A 112, dietro di loro l’Agente Domenico Russo su un’alfetta fa loro da scorta. In via Carini, due motociclette e un’auto li affianca e li massacra a colpi di kalashnikov.

Un anonimo cittadino poco dopo lascia sul luogo dell’eccidio un cartello che presto fa il giro del mondo, “Qui è morta la speranza dei siciliani onesti!“. “Povera Palermo” gridò dal pulpito il Cardinal Pappalardo, pronunciando parole durissime contro la mafia. In modo vergognoso, qualche tempo dopo, il  presidente del Consiglio, Andreotti, alla domanda del perché non avesse partecipato ai funerali del Prefetto rispose “preferisco andare ai battesimi”.

Ripercorrendo la vicenda umana e istituzionale del Generale Dalla Chiesa emerge in tutta chiarezza l’ambiguità di un Paese, l’Italia, combattuto tra il determinato e generoso impegno civile di eroi come Carlo Alberto Dalla Chiesa, e l’omertà, la connivenza, la colpevole omertà e la codardia di tanti esponenti istituzionali. Una storia molto antecedente al barbaro assassinio del 3 settembre 1982, una storia che é continuata nel tempo, fino ai giorni nostri, costellata dal sacrificio di tanti martiri della legalità, alcuni noti, altri nemmeno ricordati.

Su questo la mafia è cresciuta, si è sviluppata, ha messo radici sempre più profonde in tutta Italia e non solo. In questi due anni di impegno come Presidente della Commissione Speciale Antimafia di Regione Lombardia ho incontrato vari esponenti dell’antimafia, conosciuto realtà diverse fra loro. Fra tutti oggi voglio ricordare Nando, uno dei figli del Generale. Da lui ho imparato diverse cose, la necessità di conoscere, approfondire, mai banalizzare, dare concretezza alla propria attività. In lui ho trovato un valido aiuto, un sicuro riferimento, un esempio da avvicinare, per me  impossibile eguagliare. Ma soprattutto da lui ho imparato che il contrasto  alla mafia è fatto di lavoro serio, molte volte silenzioso, che non insegue riflettori e notorietà, ma che si preoccupa soprattutto di essere testimonianza dei valori che si cerca di trasmettere.

Ricordare – “rimettere nel cuore” è il bellissimo significato di questa parola – il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, significa soprattutto essere fedeli ciascuno al proprio ruolo istituzionale, avere il coraggio delle proprie responsabilità, in fondo concepire la propria vita non come l’elenco delle cose da rispettare, ma come il copione degli impegni da assumere, senza accontentarsi di recitare un’onesta di facciata, ma sforzandosi fino in fondo interpretare il ruolo di uomini e donne difensori della giustizia e della legalità come mezzi per raggiungere libertà e democrazia.

Grazie Generale Dalla Chiesa, tante vie, tante piazze, tanti parchi sono a Lei intitolati in tutta Italia, ma ancor di più in tanti cuori è ben presente il suo sacrificio. Spero che sempre di più lo sia anche la determinazione, il desiderio, la civile necessità  di seguirne l’esempio.

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Il contrasto a mafia e illegalità non deve avere sosta

Il contrasto a mafia e illegalità non deve avere sosta. E come sempre è giusto partire da dati concreti, sui quali riflettere e costruire risposte. Eccone alcuni, elaborati dall’amico Massimo Brugnone: L’ITALIA GIUSTA – L’impegno politico per la legalità dopo mafia capitale

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