Due impegni per settembre

pd_bandiereChe la minoranza del PD, al Senato in particolare, faccia di tutto per mettere in difficoltà il Governo, e di conseguenza il Segretario del PD, lo trovo particolarmente grave e inaccettabile. Soprattutto in considerazione del fatto che i motivi del dissenso, volutamente esasperati, provengono da chi per storia e formazione ha sempre fatto del rispetto delle decisioni del Partito un valore irrinunciabile. Adducono motivazioni del tipo “…ma non é il Partito che volevamo, facciamo politiche di destra, non é possibile andare avanti così…”.

Effettivamente il PD non è il partito che volevamo, non è la riedizione di un passato. È il portare nel futuro valori di solidarietà e sviluppo di culture politiche diverse, ma che in questi valori, sia pur con sfumature diverse, si sono riconosciute. I motivi che questi esponenti muovono sono gli stessi che si sono voluti superare con il PD, perchè oramai anacronistici, incapaci di affrontare le sfide del futuro, utili solo a preservare una gerontocrazia politica che si sbrodola addosso.

Non è un caso che si siano registrate una serie di scissioni a sinistra per questo, come a destra, dove si sono accomodati altrove quelli che nulla hanno capito del pensiero di Sturzo, De Gasperi e Moro. Inoltre volutamente dimenticano che ogni passo delicato, ogni scelta difficile, sono stati fatti affrontando la questione in Direzione Nazionale e nei Gruppi Parlamentari. Credo si chiami “rispetto della maggioranza” o, se si preferisce, democrazia. Questo é l’essere di centrosinistra. É questo un problema che bisogna risolvere e in fretta, perché ritengo davvero inaccettabile questo logorio continuo, teso a riportarci a vecchie stagioni. Di quelle stagioni fatte sì di inciuci sotterranei, di bicamerali imbarazzanti, di conflitti di interessi mai affrontati, anzi volutamente tutelati in virtù di vergognose convenienze. Di questo si tratta non di altro. Facendo in questo modo venir meno quel confronto dialettico, quella giusta differenziazione, che un grande partito deve avere e conservare come un patrimonio importantissimo, ma che deve essere ricondotta, una volta superata la fase congressuale, ad una azione unitaria. Specie quando sullo sfondo vi è l’alternativa di una deriva populista e reazionaria.

Voglio chiudere su una considerazione. Sui dissensi interni al PD a Roma ne parlano tutti. Sulla frattura nella maggioranza in Regione Lombardia nessuno, o quasi. Ritengo questa altrettanto,  se non di più, preoccupante per il futuro dei nostri territori, delle lombarde e dei lombardi. Sanità, trasporti, ambiente, formazione, agricoltura, solo per fare esempi, sono le partite in gioco vengono affrontate in modo superficiale, contraddittorio e conflittuale da parte di una maggioranza che brilla per basso profilo e incapacità.
Due impegni quindi per la ripresa di settembre:
- chiarire definitivamente la questione dei dissidenti interna al PD
- iniziare una campagna in Lombardia forte e intransigente che ci porti nel 2018 ad un confronto vero e per noi vincente!

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