Archivi del mese: luglio 2015

Situazione profughi fra paure (create) e risposte (da dare)

profughiSindaci che tappezzano di manifesti contro l’accoglienza dei profughi i loro paesi; sezioni della Lega che inneggiano alla “caccia al clandestino” invitando a segnalare (non si sa come e a chi) eventuali irregolari; parlamentari, presidenti di Regione che benedicono tali comportamenti. Una storia triste che per ora rasenta più il folklore che la serietà, ma che se non affrontata con la dovuta determinazione rischia di riconsegnarci tragedie e drammi già conosciuti.
La risposta deve svilupparsi in due direzioni, entrambe importanti e fondamentali.

Innanzi tutto va stigmatizzata questa deriva culturale, prima ancora che politica. Va fatta con forza chiedendo a questi sindaci se hanno una vaga idea di cosa comporti il loro ruolo e quale sia il loro dovere. Certo ad alcuni/e di loro, coinvolti/e in vicende giudiziarie personali, forse il concetto di legalità e rispetto delle regole è davvero poco chiaro. Sono loro i veri clandestini della democrazia, sono loro che vanno cacciati dalla vita istituzionale. Va altresì indicato chi, dal Parlamento alle Regioni, non fa altro che agitare paure, esasperare o addirittura inventare situazioni, con il solo scopo di raccogliere consenso. Molti di questi  hanno rivestito ruoli di governo, lo hanno fatto gestendo il tema  con superficialità, siglando accordi internazionali per noi penalizzanti, e registrando  un flusso migratorio simile, se non superiore, a quello attuale. La risposta deve venire non solo dalla politica, ma anche da quei mondi da sempre impegnati nei temi dei diritti e che hanno caratterizzato  in positivo la storia delle nostre comunità. Deve finire il periodo di certe connivenze di certe accondiscendenze, dove in cambio di qualche contributo si sono svenduti principi e valori.

Ma contestualmente bisogna comprendere come dare risposta al malessere presente fra le persone, ai sensi di paura, alla percezione di insicurezza sempre più diffuso. Non ci si può limitare a facili slogan “al contrario”. Bisogna essere intransigenti, nelle piccole e nelle grandi cose. Se da un lato va distinto con la massima chiarezza lo stato di un profugo da quello di un immigrato e ancor di più di un clandestino, dall’altro bisogna saper individuare con determinazione le diverse situazioni e trattarle di conseguenza.
Così come vanno combattute le realtà di degrado dove molte volte si sviluppano e proliferano situazioni di microcriminalità. Alcuni esempi. I parchi pubblici non devono essere trasformati in bagni pubblici, non possono diventare il bivacco di qualcuno, sono e devono rimanere luoghi di aggregazione e di socialità per i cittadini, per le famiglie, in particolare per chi vive in quelle zone. Vanno controllati, ripuliti con correttezza, determinazione e metodo. Non serve il blitz una volta l’anno, serve il controllo giornaliero. Il rispetto delle regole, dal pagamento dei biglietti dell’autobus, a quello delle code al pronto soccorso, non è un optional è un dovere che va fatto rispettare anche con forza. Chi viaggia senza pagare va semplicemente cacciato dal mezzo di trasporto, senza deroghe e concessioni o inutili multe “sulla carta”. I venditori irregolari , i parcheggiatori e molestatori abusivi vanno sradicati, cacciati dalle nostre strade. Certi campi, ricettacolo di illegalità diffusa, vanno semplicemente smantellati, individuando e punendo i colpevoli  non solo formalmente, ma concretamente. I bambini “usati” per raccogliere denaro vanno liberati da queste schiavitù e messi in condizione di crescere in un contesto di serenità e speranza come tutti i bambini.

Altrettanta fermezza va usata verso chi approfitta di questa situazione, affittando case, sfruttando manodopera in nera, utilizzando clandestini per attività illecite. Sono numerosissimi i casi in questo senso. Anzi verso di loro va usata una misura ancora più dura, specie se poi scopriamo essere fra quelli che sono in piazza contro le istituzioni e il degrado. È successo, più di una volta. In sintesi va riaffermato il principio di legalità che un po’ alla volta si é molto indebolito fra di noi e risulta a volta comodo a chi giunge fra noi, utilizzare.

Bisogna agire in fretta, partire da momenti di fermezza per sviluppare una vera capacità di risposta, basata non sul buonismo, ma su un vero spirito di interazione, secondo le possibilità e le potenzialità di ciascuno. Dove “aiutiamoli a casa loro” deve tradursi in azioni vere dove é possibile, dove l’accoglienza di chi sfugge veramente da situazione di guerra e orrore deve essere decorosa, dove l’individuazione e l’espulsione di chi ha comportamenti illegali deve essere certa e conosciuta, dove il significato di reato e di pena deve essere chiaro a tutti nel merito e nelle conseguenze.
Ma dove soprattutto la lotta alla illegalità si sviluppa basandosi su fondamenta solide di rispetto delle leggi, dei ruoli ricoperti, del riconoscimento del valore fondamentale di uguaglianza fra le persone.

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A proposito di migranti e delle nostre comunità

mappa_migrantiDi fronte alle grandi sfide i pericoli più grandi da evitare  sono l’ignoranza, la paura, la strumentalizzazione. (Fonte mappa)
Parlare di profughi, di immigrati con toni inaccettabili, raccontando fandonie e seminando odio e separazione è culturalmente e politicamente criminoso.

I sindaci che riempiono i muri di manifesti “contro” i profughi, non sono eroi, sono semplicemente incapaci di svolgere il ruolo nel quale sono stati eletti, preferiscono coltivare i timori dei cittadini invece che assumersi delle responsabilità. Amministrare significa “sentire” il peso delle scelte, sapere dire dei no, ma anche dei sì. Saperlo fare non solo quando la strada è in discesa, ma anche e soprattutto quando ë in salita. In Italia c’è bisogno di rispetto di regole condivise, di maggior senso della legalità. Vale per i cittadini italiani, per quelli stranieri, vale soprattutto per chi rappresenta le istituzioni.
In ogni caso questa cartina aiuta ad inquadrare meglio il tema immigrazione, partendo da elementi di conoscenza e di verità, non da slogan o manifesti intrisi di demagogia e disonestà intellettuale.

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Fenomeno mafioso al Nord, ne abbiamo parlato con Dalla Chiesa e Vago

Il rapporto sulle infiltrazioni al Nord e la nuova “Rivista di studi e ricerche” dell’Università Statale: ne abbiamo parlato con Nando Dalla Chiesa e Gianluca Vago

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Il processo sulla strage di Piazza della Loggia

brescia_loggia28 maggio 1974  la strage di Piazza della Loggia: 8 morti, 102 feriti. Una ferita in tante famiglie e nella Brescia democratica lasciata per anni senza verità, senza giustizia.
Ieri, dopo 41 anni, la condanna di due colpevoli all’ergastolo. È la risposta ad un dolore che non può essere colmato, a domande  che mantengono ancora punti oscuri. Soprattutto deve diventare il nostro no al neofascismo che qua e là tenta di rialzare la testa, appropriarsi del disagio sociale, tornare a raccogliere sostenitori. Non dimentichiamo che Piazza Loggia ha questo marchio, è l’esempio di questa cultura politica, fatta di intrighi, complotti, annullamento della democrazia e della libertà.
Oggi più che mai il ricordo delle vittime è intenso, il dolore dei loro cari ancora una volta richiamato ad una dura attualità. Da oggi forse con maggior fiducia e con l’impegno a fare in modo che mai più nel nostro Paese si vivano drammi come questo.

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Sanità: il diritto del cittadino al primo posto

La sanità, un diritto del cittadino, sancito dal l’art. 32 della nostra Costituzione, deve rappresentare uno dei più grandi impegni per le istituzioni e la politica. Ha bisogno di conoscenza, di approfondimento, di competenza nell’essere normata.
L’esatto opposto di quanto la Giunta e la Maggioranza in Regione Lombardia ha finora fatto vedere nella stesura della riforma in atto. Un vero mercato, un tira e molla tra forze politiche, l’assoluta ignoranza nel merito, il trionfo delle sciocchezze,  é quanto hanno saputo mostrarci.

Da qui un’opposizione forte, dura, senza sconti. Un’unica possibilità vera di dialogo: rimettere il diritto del cittadino al primo posto, parlare di merito e competenza, abbandonare un uso partitico della gestione sanitaria. Nessuno pensi di tenerci buoni con l’accoglimento di qualche emendamento o  qualche concessione di facciata. Più che mai è nel merito, nell’idea di sanità, di diritti dei cittadini, di ruolo e metodi della politica che vogliamo marcare la differenza, caratterizzare il centrosinistra, PD e Gruppo Ambrosoli, in Regione Lombardia.

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Trasporto soggetti dialitici, la mia interrogazione

La necessità della massima informazione e trasparenza è sempre una necessità, così come sempre deve essere totale la fiducia nelle forze dell’ordine e nella Magistratura.
Nondimeno per il livello regionale e giusto conoscere ogni aspetto autorizzativo e gestionale. A volte la confusione burocratica o la contraddizione gestionale sono all’origine di tante situazioni.

IL TESTO DELLA MIA INTERROGAZIONE SUL TRASPORTO SOGGETTI NEFROPATICI SOTTOPOSTI A TRATTAMENTO DIALITICI

 

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Disservizi 118, la mia lettera per chiedere chiarimenti

ambulanzaTroppi i disservizi legati alla nuova organizzazione del 118. E’ ora di fare chiarezza e chiedere spiegazioni per difendere i diritti dei cittadini. Certo più che mai rimango convinto che chiudere la centrale 118 di Brescia NON è stata una buona scelta.

Ecco la lettera che ho inviato al dottor Alberto Zoli, direttore generale dell’agenzia regionale emergenza unica

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Legge di contrasto alle mafie, un punto di partenza

Vi segnalo l’intervista che ho avuto il puiacere di fare con Lo stivale pensante sulla legge da poco approvata in Consiglio regionale sul contrasto alle mafie.

Legge Antimafia di Regione Lombardia, intervista a Girelli: “Un punto di partenza, bisogna partire dalle piccole cose, far rete e sensibilizzare”

girelli

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