Archivi del mese: maggio 2015

Contrasto alla mafia, dalle parole ai fatti

mafiaPassare dalle parole ai fatti è quanto mai indispensabile per mostrare concretamente la volontà politica e istituzionale di contrastare mafia e corruzione. Se nell’arco di qualche anno si è passato dal disconoscimento del radicamento mafioso (‘ndrangheta in particolare) al Nord e in Lombardia ad una sempre più convinta consapevolezza, è ora tempo di trasformare questa consapevolezza in un cambio di passo nell’azione legislativa, formativa e di contrasto. Va fatto a livello locale, con la Regione Lombardia quale capofila, va fatto a livello nazionale. Sia pur nelle difficoltà che sempre accompagnano le scelte impegnative qualcosa di significativo sta avvenendo.

In Regione – mi auguro che la data del 16 giugno venga rispettata – andrà in Aula la rinnovata “Legge sul contrasto all’illegalità e alle mafie“. Non si tratta di una semplice rivisitazione di una norma esistente, ma dell’unificazione di più provvedimenti e della loro “messa a punto” per poter avere una rilevante efficacia. Raccogliere tutte le informazione sulla presenza mafiosa, dando vita ad un vero e proprio dossier quale riferimento dal cui partire per sviluppare azioni legate alla realtà e non alla descrizione della stessa, organizzare corsi di formazione per amministratori e funzionari pubblici nel saper leggere i segnali di presenza mafiosa sui propri territori, intensificare l’attività di educazione alla legalità nelle scuole e nelle realtà sociali, consolidare una rete di collaborazione tra tutte le realtà impegnate in  questa non facile azione, sono alcune delle principali finalità che ci siamo dati.
Il testo é in via di definizione, non riuscirà probabilmente ad essere il “miglior” risultato possibile (anche perché ogni sensibilità ha una sua visione di “migliore”) di certo sta prendendo forma un lavoro serio, necessariamente il più possibile condiviso, teso a consolidare il processo di crescita in corso, non certo a rappresentare un punto di arrivo ancora da conseguire.

Non va però dimenticato quanto avvenuto a livello nazionale. Aver affrontato il tema dei reati ambientali, aver reintrodotto la classificazione del falso in bilancio quale reato, aver inasprito le sanzioni su mafia e corruzione, sono fatti rilevanti che indicano una precisa volontà. Certo anche in questo caso i testi approvati hanno dovuto fare i conti con resistenze e timidezze tutt’ora troppo presenti nelle aule parlamentari. Rappresentano  in ogni caso una significativa manifestazione della volontà politica di affrontare nel concreto delle fondamentali emergenze nazionali.

Far crescere una cultura anti mafiosa, interpretare la politica come affermazione di legalità e trasparenza, sconfiggere definitivamente ogni forma di corruzione e malaffare è un dovere di ciascuno, non una delega da affidare ad altri, non un argomento, interessante, da convegnistica. Interpretiamolo fino in fondo questo dovere mettendoci in condizione, quando ci verrà chiesto, di poter raccontare cosa abbiamo fatto e insieme ai nostri errori e alle nostre inadeguatezze narrare anche della ferma volontà e dei sinceri tentativi messi in atto per raggiungere lo scopo.

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Letta a Brescia: occasione di dialogo e confronto

lettaLunedì 11 Maggio, ore 20:45, Istituto Artigianelli a Brescia, come Associazione X Giornate abbiamo invitato Enrico Letta a presentare il suo libro “Andare insieme, andare lontano” di recentissima pubblicazione.

Sì lo abbiamo invitato proprio perché ha scritto un libro, per avere direttamente una illustrazione dei contenuti e delle indicazioni in esso contenuti. Ho notato che la cosa ha suscitato non poche reazioni sia in chi considera un errore invitare chi non ha votato la riforma elettorale, quasi fosse un oltraggio al Presidente del Consiglio, nonché Segretario del PD, sia in chi invece vuole cavalcarne la presenza proprio come incoraggiamento alla minoranza interna del PD stesso.

Ora vorrei precisare che obiettivo dell’associazione X Giornate è suscitare dibattito, confronto, analisi su temi politici e culturali, all’interno del centrosinistra, ma non solo. Farlo invitando personalità di indubbia autorevolezza ed esperienza, capaci di suscitare riflessioni e approfondimenti in modo non banale e superficiale come purtroppo particolarmente in uso oggigiorno.

Certo non nascondo, anzi rivendico con tranquillità, un rapporto di amicizia nei confronti di Enrico Letta. Ne ho seguito il percorso istituzionale, nonché accademico, cogliendone sempre e comunque una qualità umana, oltre che politica. Ho particolarmente apprezzato il suo non tirarsi indietro quando gli è stato chiesto di assumere ruoli delicatissimi in momenti drammatici, guardando realmente all’interesse del Paese, non al suo futuro politico.
Come, non nascondo, di aver concepito l’area che a lui faceva riferimento come un luogo di confronto, non come una caserma chiusa dove esiste “un capo” che indica la via. Certo di questi tempi la cosa ha mostrato tutta la sua fragilità, soprattutto la possibilità di molti di usare questa appartenenza per poi “saltare” su altri carri ritenuti vincenti. Pazienza, rimane comunque impagabile l’esperienza di un’esperienza  politica e culturale libera, fresca, non condizionata.

Con tranquillità comprendo la lettura critica da lui fatta di alcuni passaggi del Governo, partendo  dalla sua nascita, forse inevitabile, ma forzata nei modi e nei tempi, così come di alcune riforme. Non condivido la scelta di voto contrario a quanto deciso in Partito e in Gruppo Parlamentare alla Camera. Non perché non colga la criticità di una legge che oltretutto senza riforma del Senato rischia di non produrre l’effetto desiderato, ma perché il dissenso, a mio parere, non può tradursi in un distinguo in aula. Certo a differenza di altri malpancisti – al netto di quelli che, preso un buon Buscopan, si sono ben adeguati – non ha mostrato interesse a ritagliarsi un ruolo, anzi ha dichiarato di voler intraprendere un’altra esperienza presso l’università di Parigi. Una delle tante opportunità  che fra l’altro gli sono state offerte da più  parti. Certo é davvero simpatico leggere commenti di persone, più o meno impegnate in politica, al riguardo. Specie quelli fatti da parte di chi a Parigi può andarci a visitare la torre Eiffel, essendo evidente che il Louvre risulterebbe per loro davvero troppo impegnativo. Pazienza.

L’invito ha questo scopo, spero venga colto da molti come opportunità per ascoltare considerazioni interessanti  e, perché no,  dire ad Enrico Letta cosa si pensa riguardo le sue ultime scelte. Essere vicini ad una persona, stimarla, apprezzarne qualità e potenzialità, non significa essere ipocriti, non significa rinunciare a dire con trasparenza quello che si pensa, anche quando non si é d’accordo.
Penso sia un’occasione, come altre in questo periodo organizzate a Brescia, per ascoltare, comprendere, maturare idee basate su riflessioni serie, non improvvisate e superficiali. Mantenendo in vita una delle caratteristiche fondanti del PD, l’incontro fra culture e idee diverse per dar vita ad un soggetto politico realmente innovativo. Perderla, e prima di tutto la mia é una sincera autocritica, significherebbe impoverire il partito, prendere una scorciatoia che alla fine allunga, non abbrevia, l’impegnativa strada che attende la politica italiana.

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