Archivi del mese: novembre 2014

Il PD e Renzi sono l’unica vera opzione politica in campo

renziE’ oramai aperto il dibattito nel PD. Anzi la vera incertezza nel quadro politico nazionale è la dinamica interna al nostro Partito. Sulla scorta dei toni – sinceramente in alcuni momenti secondo me un po’ esagerati – usati nei confronti delle parti sociali e dei dati dell’affluenza alle elezioni regionali, si è innescata una dialettica esasperata che ha prodotto un primo effetto concreto nel voto alla Camera sul Jobs Act, con la non partecipazione al voto di una trentina di deputati del PD  e il voto contrario di due.
Intanto nel centro destra sta prendendo quota la figura di Salvini, non credo però possa realmente rappresentare il leader di quell’area. Ha saputo, sull’esasperazione di alcuni temi, raccogliere un voto molto di protesta, attingendo a destra e nel M5S, in evidente difficoltà, e che in prospettiva può rappresentare un prezioso supporto ad un vero riferimento di sintesi.
Personalmente sono convinto che Renzi abbia intrapreso una strada senza alternativa, dove può essere prevista una qualche correzione di rotta, ma che deve essere percorsa fino in fondo. Di cambiamento c’era e c’è bisogno, non dimentichiamolo. E a dover essere cambiati sono nodi cruciali del nostro sistema socioeconomico, oltre che politico. Il consenso fra i cittadini è stato raccolto su questo forte messaggio, la lieve flessione di questo periodo deriva dalla difficoltà di attuarlo. E’ quindi davvero fuori luogo la posizione di chi attacca dall’interno la linea del PD su aspetti fondamentali: se qualcuno ha “antiche” nostalgie prenda la valigia e vada. Non è infatti pensabile dover prima trattare con una sinistra interna e poi trovare alleanze con la sinistra esterna, ne uscirebbe, in questo caso sì, snaturato il progetto del PD.
Come è imbarazzante la pletora di quelli che non ammettano alcuna osservazione o suggerimenti critici all’azione del Governo. Penso invece che essere di aiuto al Governo, al Pd, a Renzi significa saperne evidenziare le doti e contribuire a correggere i difetti. Non dimentichiamo infatti che il nostro Segretario ha capito e attuato una semplice strategia comunicativa, si rivolge ai cittadini direttamente, non agli addetti ai lavori della politica, usa termini comprensibili a tutti, fa commenti, che anche l’elettore sente propri. Certo a volte con toni un po’ sopra le righe, a volte non cogliendo in pieno il problema. É qui l’aiuto che gli esponenti del partito – dagli eletti, ai coordinatori di circolo, dagli iscritti ai simpatizzanti – possono e devono dare. Cominciando dal rendere partecipi i cittadini dei cambiamenti in atto. Dobbiamo far maturare in modo concreto la volontà di innovare tante cose, superare vecchi privilegi, affrontare e superare nuove povertà e discriminazioni. Senza ipocrisie e vecchi slogan, molte volte paravento di diritti enunciati e diseguaglianze nascoste.
O si riesce a consolidare questo progetto,  o rischiamo di perderlo definitivamente.
Allora le criticità del momento analizziamole per quelle che sono e affrontiamole di conseguenza.
La disaffezione al voto alle Regionali, in particolare della “rossa” Emilia? La responsabilità é di Renzi o di un potere ingessato da anni e da qualche vicenda giudiziaria che ha portato al voto anticipato? La risposta è tornare al passato o far capire che si vuol davvero cambiare?
La protesta di parte dei parlamentari del PD? E’ l’ennesima messa in scena di chi altrimenti non riuscirebbe a ritagliarsi uno spazio o l’effettiva manifestazione di un pensiero politico? E la soluzione è un’infinità mediazione sui “posti”, alla fine di questo si tratta, o un coraggioso arrivederci rimandando ai cittadini elettori il giudizio?
Questo  non vuol dire perdere la capacità critica e il diritto ad esprimere un proprio apporto, ma è cosa diversa dall’attacco sconsiderato o peggio ancora dalla messa in discussione della natura del PD, anche se è sempre più evidente che per qualcuno la differenza tra sinistra e centrosinistra risulta di difficile comprensione.

Un’ultima considerazione. Il PD e Renzi al momento sono l’unica vera opzione politica in campo. E’ una responsabilità enorme che implica passaggi delicati e difficoltosi, il dialogo con tutti sulle riforme, scelte chiare, le alleanze politico programmatiche, decisioni coraggiose, superamento di corporativismo e conservazione. Non vi è alternativa se non il fallimento del sistema Paese. Contribuiamo a raggiungere l’obiettivo, se necessario critichiamo costruttivamente nel merito, non diventiamo zavorra di noi stessi.

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I dolori del giovane Matteo

renziSecondo alcuni sondaggi il premier Renzi, il suo Governo e il PD mostrano un calo di consensi. È la seconda volta che succede. La prima, poco dopo il voto europeo, si era ritenuto fosse di normale “assestamento” e quindi non considerata. In realtà le cause del calo sono diverse, alcune da imputarsi all’azione politica dei protagonisti, altre a fenomeni del tutto esterni.
Da un lato l’esasperazione dello scontro con una parte del sindacato ha prodotto un certo allontanamento  dell’elettorato più a sinistra all’interno del PD e di quell’area progressista desiderosa di un accordo futuro con Sel e dintorni. Dall’altro i dati economici generali, che in sincerità non dipendono certo solo dall’azione del Governo, che continuano a produrre seri effetti negativi su bilanci di imprese e famiglie.
La via da percorrere penso sia solo una e senza particolari colpi di teatro o radicali cambiamenti di rotta: proseguire nella stagione di riforma istituzionale, dalla Legge elettorale al bicameralismo, dalle Provincie alle Regioni. Serve però intraprendere una seria azione  di riforma fiscale e abbattimento della burocrazia, più che mai resistente e a vari  livelli asserragliata in una vera e propria difesa della propria posizione, a volte MOLTO privilegiata.
Nello stesso tempo è però necessario tradurre il messaggio di cambio di impostazione della politica economica in atti concreti. L’Europa (del sinceramente imbarazzante Junker al riguardo) deve definitivamente coniugare rigore con sviluppo e smettere di essere l’ancella di una sempre più insopportabile Merkel. Da li passa molto della possibilità futuro non solo dell’Italia, ma anche di diversi altri Stati. Il Governo deve intraprendere una concreta campagna di investimento su formazione, dall’università alla formazione professionale continua, e innovazione, che significa puntare su una qualità e una specializzazione sempre maggiori, ma anche affrontare con piglio e autorevolezza nodi strategici come energia e infrastrutture.
Sullo sfondo però va superato quell’eccesso di scontrosità che ha caratterizzato il confronto con le parti sociali, in particolare Cgil e Fiom. Sia chiaro questo non significa “fare” quello che vuole il Sindacato, l’autonomia dell’azione é una prerogativa necessaria del Governo, ma avere una maggior capacità e pazienza nell’ascolto e un modo più rispettoso nel decidere. Salvaguardare un principio di coesione sociale, ribadire l’importanza della difesa di valori come la solidarietà, parlare insomma alle fasce che in questo momento sembrano maggiormente in difficoltà e sfiduciate è e rimane una delle priorità, anche da qui passa il necessario “ottimismo” della ripresa.
Di certo, per tornare al dato del sondaggio elettorale, impressiona la malcelata soddisfazione della lettura anche all’interno del PD di chi probabilmente ha scordato il 25% delle ultime elezioni politiche, ma soprattutto la grande difficoltà da sempre mostrata dal centrosinistra della cosiddetta  seconda Repubblica. Ma forse si tratta di quella classe politicante per la quale l’importante è controllare il Partito, goderne delle nomine e dei ruoli di spettanza, difendere le carriere e le posizioni personali, più che cambiare il Paese. Ecco di loro non c’è bisogno, sono semplicemente la parte meno nobile della politica.

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Treni: tutte le domande a cui manca ancora una risposta

trenoAnnunciati importanti investimenti sulla rete ferroviaria. Lasciando senza risposta alcune questioni importanti. La Tav passa da Brescia o non? Le linee Brescia-Parma e Brescia-Cremona  quando verranno adeguate? Lo sperato maggior numero di utenti in previsione di Expo con quali fondi verranno gestiti? E ancora é vero che quando in Lombardia comperiamo i treni li paghiamo  almeno il doppio che altrove?

L’interrogazione
La nota di Rfi sul piano investimenti

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Fondo non autosufficienza, il governo aumenta le risorse

221556_bambino_ospedale_1Il Pd ha approvato in Consiglio regionale la mozione per ripristino del fondo per la non autosufficienza. Abbiamo dato voto favorevole perché questa mozione richiamava l’attenzione su un tema delicato e importante su cui è giusto stanziare risorse adeguate. Ci si è già attivati come Pd nei confronti del Governo e tre ministri ci hanno assicurato il ripristino. Segnaliamo che poche ore dopo questo voto, è arrivata la notizie che il governo ha già provveduto a implementare il fondo a 400 milioni, cifra più alta mai impegnata finora, e la decisione di un tavolo interministeriale per dare sostanza e azioni al fondo, per anni dimenticato.
Ricordo a chi avesse la memoria corta, che questo fondo fu istituito dal Governo di centrosinistra nel 2007, rifinanziato per successivi due anni e poi azzerato dal Governo di centrodestra, per essere ripristinato solo nel 2013 dal Governo Letta. Sarebbe stato utile che la stessa capacità di reazione Regione Lombardia l’avesse dimostrata anche con i Governi di centrodestra. E’ chiaro che il tema della non autosufficienza deve diventare argomento da approfondire nella stesura definitiva del Libro Bianco della riforma sociosanitaria lombarda: su questo si misurerà l’oggettiva volontà di affrontare con scelte e risorse un tema così prioritario.

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