Archivi del mese: giugno 2014

Prossime scelte, attenti alla zavorra

provinceAbbiamo di fronte una serie di passaggi particolarmente importanti, successivi alle elezioni europee e amministrative che hanno consegnato al Pd un indubbio successo. Elezione degli organismi delle province, così come previsto dalla nuova normativa; nomina dei rappresentanti in Anci o associazioni territoriali; ridefinizione di alcuni uffici del partito, solo per citare i principali.
Vedo un pericolo che di affaccia con forza. Dimenticare il perché del successo elettorale! Renzi é risultato vincente perché ha parlato in modo diretto, ha iniziato – tra non poche difficoltà e conseguenti ritardi – a toccare alcuni interessi forti e privilegi consolidati. In poche parole ha manifestato la concreta volontà di CAMBIAMENTO. Cosi come in tanti comuni abbiamo vinto conquistando realtà fino a poco tempo fa per noi impensabili, proponendo persone e programmi capaci di essere in sintonia con persone e territori, in altri abbiamo perso (anche in raccaforti storiche) perché abbiamo ragionato con vecchie logiche oramai insopportabili anche “ai nostri”. Ora mi sembra che da più parti ci sia l’ennesimo tentativo di un gruppo dirigente di “autoconservarsi” e ritagliarsi  un ruolo decisionale decisamente NON riconosciuto dall’elettorato e dalla base del partito. Qualcuno non ha ancora compreso  che é finito il tempo delle cene “onorevoli”, a volte davvero imbarazzanti,  per decidere gli assetti e del manuale cencelli applicato in modo esasperato per garantire il “quieto vivere”. Non si tratta di età delle persone, si tratta di idee. Dobbiamo liberarci di chi ha un concetto burocratico della politica, una sorta di “cursus” automatico dove dare soddisfazione all’incapacità di emergere in altri campi, così come di chi non mostra la necessaria dose di coraggio per mettersi in gioco e affrontare in modo diverso il governo delle istituzioni. I soliti furbi, abituati a vivere sulle rendite di posizione, a dare priorità alla loro esigenza “di salvarsi”, rispetto alle esigenze di tutti, sono il nostro vero pericolo.
Le scelte sulle Provincie, sugli organismi di rappresentanza, sulle responsabilità nel partito NON tradiscano la richiesta di freschezza, di coraggio e forte novità che l’elettorato ci ha con chiarezza manifestato. Questo é il momento in cui tutto il Partito deve dare il massimo apporto nel sostenere lo sforzo in atto, non quello in cui qualcuno cerca di capitalizzare per  sé il consenso generale, tradendone fin da subito lo spirito. La classe dirigente, a tutti i livelli, va sostenuta e incoraggiata verso questo processo che davvero può rappresentare la ripresa del nostro Paese e l’affermazione del progetto politico del PD anche in territori difficili come il nord, come la Lombardia!

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , | Lascia un commento

Approvata la mozione presentata in difesa della sede Tar a Brescia

tar_bresciaPenso che abbattere la burocrazia, snellire la struttura Istituzionale, puntare sull’innovazione e l’efficienza della pubblica amministrazione, siano le sfide più difficili che l’Italia ha davanti. Alcuni si sono cimentati nell’impresa, con idee più o meno intelligenti, ma veramente pochi sono riusciti a cambiare “qualcosa”. Anzi in alcuni casi, vedi Bassanini, i buoni propositi si sono trasformati in risultati mediocri. É quindi apprezzabile lo sforzo del Governo Renzi di mettere mano alla materia, a volte forzando un po’, ma con la dichiarata volontà di smuovere qualcosa, portare significativi cambiamenti. Importante però é che la determinazione non porti ad analisi poco approfondite e quindi a scelte non in sintonia con l’obiettivo, che  a volte vanno in direzione diametralmente opposta.
É il caso della paventata soppressione della sede staccata del TAR di Brescia (qui la mozione che ho presentato ieri in Consiglio Regionale). Se infatti una razionalizzazione non era solo auspicabile, ma davvero necessaria, non penso sia la soppressione di TUTTE le sedi distaccate la soluzione. I numeri dei casi trattati e la loro particolare complessità, , il territorio servito, la Lombardia orientale, l’autorevolezza della sede bresciana, in molti casi considerata un riferimento giurisprudenziale e, non ultimo, il conseguente recente investimento nella nuova sede,  sono lì a motivare il perché della richiesta del mantenimento della sezione TAR di Brescia.
Si tratterebbe infatti non di un miglioramento, ma di un evidente peggioramento della macchina della giustizia amministrativa del nostro territorio. Il Consiglio regionale in modo unanime lo ha capito, speriamo possa essere compreso anche dal Governo. Questo non significa essere contro la spinta al cambiamento, significa collaborare perché avvenga in modo effettivo ed efficace.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica, Mobilità | Taggato , | Lascia un commento

E STASERA SI FA IL TIFO: FORZA ITALIA!!!!

EURO 2012: ITALY NATIONAL TEAMPopolo di poeti, santi e navigatori, una volta si diceva di noi italiani. Poi si é aggiunto di C.T. della Nazionale, ultimamente anche di Presidenti del Consiglio. Popolo latino d’altronde, portato a vivere con passionalità le vicende della vita, anche al nord, un po’ più freddino, ma pur sempre animato da quello spirito “vivo” che é un poco la bella caratteristica della nostra Nazione.
Vi è però la necessità di indirizzare tutta questa partecipazione in modo corretto, farla diventare “tifo” intelligente, non lasciarla degenerare in disfattismo o critica assoluta.
Vale per ogni situazione. Stasera gioca la nazionale di calcio, avversario é l’Uruguay. Nel giro di qualche giorno si é passati dall’eccessiva esaltazione della vittoria con gli inglesi, ad un giudizio completamente negativo, dopo la sconfitta con il Costa Rica. Domani, a secondo del risultato, avremo titoli e commenti completamente diversi. Prandelli, e i suoi, bravi e “quasi” eroi, oppure incapaci e disastrosi. Certo é evidente che anche nello sport, specie ai massimi livelli, ci vuole preparazione e competenza, ma, proprio perché di gioco si tratta, anche di grande affetto, di sano tifo insomma. Può non piacerci la formazione, possiamo preferire un giocatore ad un altro, non comprendere alcune scelte tattiche, ma non può scomparire il sostegno, l’emozione, il calore che ogni sostenitore può e deve esprimere.
Badate bene, sia pur in modo diverso, questo vale anche in altri campi, come per esempio la politica. Dove, sia chiaro, ognuno ha le proprie idee, sostiene il proprio partito, individua il leader di riferimento, ma non deve mai venire meno la speranza che il Paese vada bene, l’apporto perché questo avvenga, un profondo senso di appartenenza.
Su questo molto abbiamo da migliorare, caduti come siamo in un persistente corto circuito dove tutti sono contro tutti.
Non sempre arriva la vittoria a far facilmente cadere le difficoltà, a volte bisogna fare i conti con l’insoddisfazione o la sconfitta.
Quindi stasera facciamo il tifo, facciamolo con intensità, con serenità, con sincero attaccamento alla correttezza umana di Prandelli, alle caratteristiche, a volta “molto” particolari, dei giocatori.
E facciamo il tifo anche per l’Italia, non calcistica, perché possa uscire dalla crisi socioeconomica che la attraversa, con caparbietà, attenzione e INSIEME, già perché se i convocati per la sfida calcistica con l’Uruguay li decide l’unico vero C.T., nella partita della quotidianità siamo tutti in campo, anzi dobbiamo assolutamente impedire che qualcuno si senta in panchina o, peggio ancora, in tribuna!
FORZA ITALIA, allora!!!

Pubblicato in Blog Dem, Cultura e sport, Idee e politica | Lascia un commento

Non è Kabobo

disagio_socialeLa cronaca in questi giorni ci ha consegnato episodi particolarmente efferati. Un marito che uccide moglie e figli per poi andarsene a vedere la partita, un energumeno che semina morte e terrore nel milanese e molti altri casi, meno mediatici, ma sempre portatori di tragedia e morte. Certo questa volta i “politici” dello sciacallaggio NON hanno potuto cavarsela con quattro slogan, puntare il dito sugli immigrati, parlare di leggi insufficienti, di Europa degli interessi. No, i protagonisti delle tristi vicende non sono Kabobo, non hanno un aspetto inquietante, non possono essere agitati come spauracchi. Sono persone apparentemente “normali” tranquillizzanti, perbene, ci dicono i vicini di casa. Se si vuole affrontare il tema bisogna quindi fare un passaggio in più, sforzarsi in qualche modo di dare una lettura a questi fenomeni per tentare forme di soluzione e prevenzione. Molti sono i temi su cui riflettere.
La condizione delle donne, il dramma del femminicidio che non può essere oggetto di grande interesse in alcuni (pochi) momenti e poi trattato distrattamente, il disagio sociale di chi rimane senza lavoro ed é portato ad assumere atteggiamenti estremi, il tema di una società sempre più variegata e multiculturale, additato come causa di tutti i problemi – cosa inaccettabile – o non considerato come criticità da conoscere e affrontare, atteggiamento altrettanto sbagliato. Più difficile capire cosa fare, anche se é evidente che solo un serio intervento sul disagio sociale può produrre degli effetti. Potenziare e rendere reali i centri di aiuto alle famiglie in difficoltà (le violenze che si consumo entro le mura domestiche sono impressionanti), una presa in carico reale delle persone con crisi depressive o disturbi psichici lasciate spesso a “loro stesse” con conseguenze sconvolgenti, una legislazione capace di tutelare realmente le vittime di comportamenti che non sono solo particolarmente fastidiosi, ma possono diventare davvero pericolosi, sono alcuni esempi di misure importanti da adottare. Ma non basta.
Un grande investimento va fatto sulla ricostruzione di una maggior socialità, un maggior senso di appartenenza, una maggior capacità di individuare il disagio. Nell’epoca in cui viviamo che sembra consegnarci mezzi infiniti rischiamo di perdere i fini, gli obiettivi. É il caso di impegnarsi tutti davvero per impedire che tragedie sociali diventino fatti inevitabili, da controllare statisticamente o da usare per mera speculazione politica ed elettorale.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , , | Lascia un commento

No alla doppia morale

mineoSulla vicenda Mineo si sta consumando l’ennesimo travaglio (!) interno al PD. Ovviamente c’è chi si é subito schierato a difesa del gruppo degli “autosospesi”, ne invoca la libertà di opinione e sotto sotto tende ad indicarli quali eroi, difensori della Costituzione, delle buone riforme e strenui avversari del pericolo di combutte e accordi improponibili con il nemico. Poco importa che in realtà sul tema delle riforme si siano consumati anni di inutili discussioni, si sia dato un’immagine esterna dell’incapacità o della mancata volontà della politica di cambiare se stessa e di contro si sia finalmente intrapreso una strada, non semplice, ma con passaggi e tappe ben definite per raggiungere l’obiettivo. No per loro l’importante é tenere aperto il cantiere PD, evitare che il voto delle europee diventi la fondamentale spinta verso la nascita di un vero soggetto politico DIVERSO e INNOVATORE capace di avere regole di democrazia interna, capace di porsi come autorevole interlocutore per le altre forze politiche.
É chiaro che per chi é abituato a vivere di utilità marginale, é propenso ad interpretare il ruolo di rappresentante delle minoranze, con annesse prebende e convenienze, é difficile accettare il cambiamento. Ma proprio per questo bisogna insistere. La vicenda Mineo, ma ancor di più dei Senatori autosospesi, rappresenta infatti il rifiuto di accettare le scelte fatte dal Partito e dal Gruppo di appartenenza, rappresenta l’arroganza di considerare la propria opinione sempre e comunque migliore, indipendentemente dal consenso raccolto. Su questo é nata la difficoltà del PD nel raccogliere consenso, dando il rimando dell’incapacità di decidere ed agire.
L’elezione di Renzi, il risultato delle europee vanno nella direzione opposta, ci dicono che gli elettori sono disponibili a scommettere su un partito capace di fare quello che dice, capace di rompere con i riti medioevali di una certa politica, capace soprattutto di ridare alla rappresentanza politica credibilità. Ecco perché non si può essere teneri con certi comportamenti, non si può accettarne l’obiettivo dilatatorio sulle scelte: in gioco non c’è la visibilità politica di qualcuno, ma il futuro del PD e del centrosinistra. Sono più che convinto che “mettere mano” alle istituzioni implica serietà e rigore, così come capacità di dialogo e di condivisione, ma vuol soprattutto dire prima maturare e sostenere una posizione di partito, poi portarla al confronto con quelle di altri partiti.
Difficile essere autorevoli se si é divisi. Non é un caso che M5S e Lega abbiano chiesto ora un confronto, dopo aver visto la volontà del PD di “tirare dritto” e sostenere la propria posizione senza timori o tentennamenti. Nessuna epurazione, ci mancherebbe altro, ma rispetto delle decisioni prese sì. Vale per quanto avvenuto in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica, vale per la votazione in Commissione parlamentare. Non é accettabile una DOPPIA MORALE che qualcuno intende applicare,  a seconda dei propri convincimenti.

Pubblicato in Blog Dem | Taggato , | Lascia un commento

Enrico Berlinguer, l’etica della politica

enrico_berlinguer1L’11 giugno 1984 moriva Enrico Berlinguer in seguito a un ictus che lo aveva colpito il 7 giugno durante un comizio per le elezioni europee a Padova.
Politico italiano fra i più amati  e apprezzati, ma anche contrastato, in particolare nella fase finale della sua attività. Aveva infatti avvertito il pericolo incombente della degenerazione del sistema istituzionale e dei partiti  “…ridotti a macchine di potere e clientela…”, rivendicando, forse con eccessiva benevolenza, la diversità della sua parte politica. La questione morale, che per percorsi diversi aveva ben individuato anche l’ultimo Moro, era per lui diventata l’emergenza da affrontare con determinazione, pena la disgregazione del sistema politico con la messa in discussione dello stesso impianto democratico. In pochi, come con Moro, colsero la gravità  di quella denuncia e solo la storia successiva ne fece comprendere la drammatica veridicità.
La morte di Enrico Berlinguer colpì tutto il Paese, commosse il popolo italiano al di là delle appartenenze politiche. Sull’onda dell’emozione per la prima, e unica, volta il PCI superò la DC in un’elezione, in quel caso erano le europee. Quasi a voler riconoscere la grande autorevolezza, l’indiscussa onestà e il grande rigore morale che quel minuto politico sardo aveva sempre e fortemente testimoniato. Suscita una forte commozione rivedere le immagini di quell’ultimo comizio, il suo tentativo di concludere l’intervento, l’ultimo richiamo ad impegnarsi tutti in un’idea di partito fatto di tante persone che si impegnano per un unico obiettivo. In molti, in questo periodo, hanno ricordato Berlinguer, altri lo faranno. Non sempre con competenza, a volte per pura convenienza. Personalmente non ho certo voluto “parlare” di lui, non ne ho la capacità, ma semplicemente ricordarlo con la stessa tensione emotiva di quel 1984 quando giovane appassionato di politica, sia pur con matrice diversa, ho vissuto quel tragico momento. Ma ho voluto farlo soprattutto con la consapevolezza che nelle radici del PD, nella sua esperienza di incontro tra culture politiche, nel suo tentativo di essere un partito vicino alle persone, c’è molto dell’insegnamento di Enrico Berlinguer.
Così come rimane drammaticamente attuale  la sua ultima battaglia politica, quella della QUESTIONE MORALE. Di una politica ONESTA, libera e trasparente vi é infatti estremo bisogno, così come di rappresentanti istituzionali che sentano  la tensione etico-morale che il loro ruolo richiede.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato | Lascia un commento

Nei vecchi, la speranza

Pope Francis Meets Israeli President Shimon Peres, Palestinian President Mahmoud Abbas And Patriarch Bartholomaios IShimon Peres, 91 anni, Abu Mazen, 79 invitati da un non giovane Papa Francesco: ma che freschezza! Le tre personalità hanno partecipato nei giardini del Vaticano ad un momento di preghiera condivisa (perché di questo si è trattato) come passo di un percorso teso a riaprire il dialogo fra Israele e Palestina. Fa riflettere.
Se non è certo il caso di alimentare eccessive speranza – Peres é in scadenza, Abu Mazen ha non poche difficoltà nell’affermare la propria autorevolezza -, l’incontro rappresenta un avvenimento inconsueto che, sia pur in forma e sostanza diverse, ricorda i tempi di Camp David.
Il semplice atto di buon senso di Papa Bergoglio, invitare i “contendenti” ad incontrarsi, ha assunto un valore politico impressionante. Ha di fatto ricordato che anche le questioni più complesse e delicate, a volte, hanno semplicemente bisogno di un po’ di coraggio, di una dose  di ingenua determinazione, possono e devono essere affrontate in modo diverso. Mi auguro che l’iniziativa dei giorni scorsi di Papa Francesco abbia un seguito “politico”, che venga colta come opportunità sulla quale costruire un’idea di accordo diversa del passato, capace di affrontare le questioni vere. Penso che UE, ONU e altri organismi internazionali possono avere la forza e l’autorevolezza di farlo, a condizione che sappiano mettere in secondo piano interessi economici e geopolitici per privilegiare il dialogo e la coesione fra i popoli.
Poniamo speranza nella provocazione di questi grandi VECCHI che come spesso accade sanno essere oltre che saggi più coraggiosi di tanti giovani!

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , , | Lascia un commento