Senatori…

sordiRicordate “I Vitelloni di Fellini”? In particolare la scena nella quale un grande Alberto Sordi saluta in modo piuttosto pittoresco un gruppo di lavoratori? Sia pur con stile molto più educato é quanto il Governo sta attuando al Senato: una decisa accelerazione della sua trasformazione. O meglio, il suo sostanziale superamento. In fondo sta avvenendo quello che era stato detto e promesso. Superando a piè pari tutti i tentativi di resistenza, di apertura di tavoli e tavolini di confronto tesi più a rimandare che approfondire le riforme.
Non c’è che dire, Renzi sta tenendo il passo, lo ha fatto con le Provincie, lo sta facendo con il Senato. Quello che dice cerca di attuarlo in tempi certi. In questo si nasconde gran parte del segreto del suo successo!
Certo è scattata un po’ di reazione. Se piuttosto attesa quella dell’opposizione, divertente rilevare i veri e propri “testa coda” di alcune posizioni, un po’ sorprendente, e a mio giudizio inopportuna, quella di alcuni senatori PD. Che all’interno del Partito vi siano alcuni distinguo é noto. Inevitabile direi, e per certi versi persino positivo. Di fronte ad una riforma istituzionale, che di fatto azzera il bicameralismo perfetto, partire da sottolineature diverse é utile e fondamentale per giungere ad una sintesi felice. Meno se i distinguo vengono non esposti e sviluppati in un confronto interno nel partito, ma tradotti in una proposta di legge alternativa a quella del Governo.
Sia chiaro, anch’io penso che il testo proposto possa essere migliorato e mostri alcune palesi semplificazioni discutibili, ma é altrettanto evidente che la volontà di cambiamento é da anni che viene promessa dai partiti, richiesta dai cittadini e costantemente rimandata. Non é più tempo di confronto fra proposte diverse nate in senso al PD, é utile presentare emendamenti da esaminare, in alcuni casi a mio giudizio anche approvare, ma che abbiano un percorso ben definito per modi e tempi. Il Governo Renzi e il Pd su questo si giocano la credibilità del loro progetto politico, l’idea di modernizzazione del Paese e del suo modo di essere, partendo dalle istituzioni per arrivare alle altre forme di organizzazione sociale. C’è chi dice che mettere mani a certi argomenti é pericoloso per la democrazia? Non lo é forse di più far ulteriormente crescere il distacco, se non l’ostilità dei cittadini verso le Istituzioni stesse continuando con un oramai inaccettabile immobilismo?
Nel film di Fellini a Sordi una qualche disavventura capita. Spero proprio non succeda a Renzi, anche perché con i Senatori sono stati usati toni sì decisi, ma pur sempre rispettosi. E inoltre quelli di Sordi erano lavoratori …..

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