Cambiamento

pd_bandiereE allora?
Sondaggi alla mano, ahimè piuttosto uniformi, se si votasse oggi, applicando la legge elettorale in discussione, il centrodestra vincerebbe. Certo, è un’ipotesi che prefigura una ricostruzione di una coalizione che vede assieme FI, NCD, Fratelli d’Italia e Casini (chissà come deciderà di chiamarsi). Processo che però è velocemente in atto. Bisogna prendere atto che l’elezione di Renzi alla segreteria del PD non é sufficiente a risolvere la difficoltà del centrosinistra a conquistare in modo forte la guida del Paese. L’indubbia crescita del consenso, inferiore rispetto a quanto ci si augurava, difficilmente in queste condizioni basterà per arrivare alla fatidica soglia del premio di maggioranza o alla conquista del turno di ballottaggio.
Allora bisogna mettere in atto, senza ansia perché ci sono tempi e potenzialità per farlo, delle contromisure adeguate.
Comincerei con il messaggio che ha accompagnato l’elezione di Renzi: CAMBIAMENTO. Deve essere mantenuto e rafforzato. Troppe volte viene sacrificato in nome di vecchi riti e di soliti compromessi. Non basta dare un messaggio nazionale se poi sui territori si inseguono altre logiche. Persino imbarazzante rilevare come una classe politica senza consenso “galleggi” in questo modo e cerchi di perpetuarsi. Il problema è che poi ne risente la credibilità della proposta! La stessa vicenda Cuperlo era facilmente prevedibile ed evitabile. Quando mai il leader di un’area può rappresentare un ruolo di garanzia come quella del Presidente del Partito?
Lo stesso iter della proposta di riforma della legge elettorale rischia di essere un appesantimento per il PD. L’aver rinunciato alle preferenze, ma soprattutto aver dato l’impressione di aver assecondato FI, non è stata una scelta particolarmente lungimirante.
Allora va cambiato anche il rapporto con il Governo. Se infatti bisogna chiedere con forza di evitare decreti pasticciati e poi difficilmente difendibili, è altrettanto utile valorizzare quanto di positivo viene fatto. In condizioni difficilissime, ma viene fatto. Ci piaccia o no i cittadini vedono questo esecutivo come espressione del PD, teniamone conto evitando di lasciare il presidente Letta, in alcune occasioni, solo.
Allora dobbiamo riprendere con forza il tema delle alleanze. Sembra quasi che per noi non esista. Invece esiste eccome. Dove governiamo, lo facciamo in coalizione. Alle prossime amministrative è in coalizione che ci presenteremo. Senza alleanze come pensiomo di raggiungere l’ipotetico 37%? Vogliamo riaprire un momento di confronto nel merito e sui problemi, teso a costruire coalizioni vere? Rivendicando il ruolo che ci compete, che non é l’esasperazione di una “magnifica solitudine minoritaria”.
Allora vanno superate tante resistenze interne e tante incoerenze. Va testimoniata la volontà di cambiamento dove tutti gli esponenti del PD si chiedono cosa possono fare per aiutare il Segretario Nazionale, non come possano trarne vantaggio proclamandone l’appoggio.
Allora si tratta di metterci al lavoro, con determinazione perché l’illusione di aver già risolto il problema è già svanita…

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