Archivi del mese: febbraio 2014

E ora tutti socialisti!

renzi schulztLa votazione dei giorni scorsi della Direzione Nazionale del PD sull’adesione al PSE, “quasi” all’unanimità suscita una qualche riflessione. Infatti quello che sembrava un nodo politico di estrema complessità si é trasformato in un intervento, e voto, solitario di Fioroni, ma come é ancora in Direzione?, che più che una rivendicazione é suonata come una patetica difesa di una perduta identità. Certo un passaggio così delicato avrebbe richiesto un minimo di condivisione dei territori e i membri della Direzione più che esprimere il loro personale parere, o meglio accordare il loro indiscusso assenso alla proposta del Segretario, avrebbero potuto aprire un minimo di confronto con i territori che li hanno espressi, anche qui si pagano le conseguenze dell’infelice metodo della nomina. Di fatto il pericoloso Renzi che lasciava presagire una sciagurata deriva “democristiana”, si é trasformato nell’artefice di un passaggio tanto delicato quanto indolore.

Scelta tattica, quale metodo migliore, assieme ad alcuni posti al Governo, per ricucire con la parte più a sinistra del Partito?, o convinta adesione? Lo scopriremo presto alla prova di alcuni temi, tra tutti quello dei diritti civili. Di certo anche la battuta di D’Alema “….importante non morire….”, ma come anche Lui ancora in Direzione?, lascia trasparire l’ammissione che il PSE ha oramai da tempo sposato in vari campi le tesi del popolarismo, prima di tutto attorno all’idea di Europa stessa, ed é qui che è si vero che qualcuno ha dovuto scegliere una nuova sigla, ma che altri hanno dovuto aderire a ben altre idee. Piuttosto ho trovato particolarmente interessante il richiamo di Richetti, si é astenuto al momento del voto, che ha sottolineato come questa scelta abbia azzerato una delle ambizioni originarie del PD, dare vita in Europa ad una formazione politica che rappresentasse  una vera novità, la sintesi migliore fra le due grandi idee che si sono confrontate in questi anni. La prospettiva rimane bella, ma se non siamo riusciti a concretizzarla veramente nemmeno in Italia, come possiamo pretendere di farlo a Bruxelles? Deve rimanere però l’aspirazione a raggiungere questo traguardo. Da questo dipende il consolidamento del PD come forza affidabile di Governo, togliendolo dalla precarietà del momento,  da qui dipende la reale possibilità della costruzione di un reale cambiamento del modello sociopolitico del nostro Paese. Ecco perché, pur non nascondendo una certa delusione per l’occasione mancata, un grande  PD europeo, non credo che sia manifestando inutili resistenze, o sbandierando vittorie inesistenti che va affrontato il tema, ma più semplicemente dando concretezza all’azione politica di un Partito che deve rimanere ad essere un nuovo punto di incontro fra idee, progetti e, perché no?, grandi speranze.

Pubblicato in Blog Dem, Economia e lavoro | Lascia un commento

Sulla metropolitana di Brescia Maroni mantenga gli impegni

Brescia_metropolitanaMaroni mantenga gli impegni e attribuisca il giusto corrispettivo alla metropolitana di Brescia. 1,75 euro al Km è irrisorio. Lo chiediamo con forza dal consiglio regionale con il collega Tomasi, ma soprattutto dal territorio con il segretario del PD di Brescia Giorgio De Martin. (Guarda il video)
Ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale: la metro di Brescia, seconda solo a quella di Milano, è l’unica realtà metropolitana sul territorio lombardo. Il successo è indiscutibile lo dimostrano i dati relativi al numero di passeggeri 12 milioni rispetto ai 10 preventivati nei primi 10 mesi. Ma evidentemente questo non basta per l’ottenimento di un adeguato corrispettivo. Al momento per la metropolitana di Brescia è previsto un rimborso di 1,75 euro a chilometro, “troppo esiguo” se confrontato ai 16 euro a Km previsti per le metro di Milano o ai 5,3 euro a Km corrisposti a Bergamo per il tram che collega il capoluogo ad Albino. È evidente la disparità di trattamento tra Milano e Bergamo con Brescia. Noi non rivendichiamo uno spostamento di risorse tra le città, noi chiediamo alla Regione che venga applicato quanto essa stessa chiede a livello nazionale per la definizione dei costi standard per il trasporto pubblico regionale.
Nel tempo ci sono stati diversi passaggi istituzionali che avevano portato ad accordarsi su 8 euro al km. A parole sono stati promessi 10 milioni per la start up della metropolitana di Brescia, ancora adesso visibile sul sito istituzionale, come comunicazione del presidente, però l’impegno di Regione Lombardia per ora è di 6 milioni spalmati 3 nel 2014, 2 nel 2015 e 1 nel 2016. Vogliamo dall’assessore Del tenno risposte concrete e la Commissione Trasporti sarà il luogo opportuno in cui chiederle.
Brescia al di là dei dieci consiglieri presenti in Consiglio regionale, può contare su ben tre assessori in Giunta. Questa non è una questione di appartenenza politica ma di bilancio. Noi chiediamo agli assessori di farsi carico di riequilibrare la situazione. Se infatti Brescia era meritoria nella scorsa legislatura a guida centrodestra di avere un corrispettivo equo deve essere altrettanto meritoria adesso che è cambiato il colore politico della Giunta comunale. Tra i consiglieri vi sono inoltre l’ex vicesindaco di Brescia e la ex presidente comunale il problema esiste ed è conosciuto: adesso è necessario che vi sia un impegno forte di tutti al di là delle appartenenze politiche.

Pubblicato in Blog Dem, Mobilità, Territorio | Taggato , , , , | Lascia un commento

Per chi suona la campanella

letta_renzi_campanella_01“È finita la ricreazione”! Vero, caro Presidente del Consiglio, è finita. Ma sono certo che NON ti riferivi al lavoro di chi  ti ha preceduto e che, diciamo in modo particolarmente ruvido, hai di fatto voluto sostituire. Non puoi infatti dimenticare che LETTA ha accettato un incarico non facile in una situazione drammatica, con un PD sbrindellato e umiliato dopo il tentativo di dar vita ad un Governo Bersani e un Parlamento che vergognosamente mostrava tutta  la sua inadeguatezza sull’elezione del Presidente della Repubblica. Se avesse guardato all’interesse personale avrebbe detto NO grazie. Qual era la convenienza in quel contesto a dar vita ad un Governo con un accordo, NON alleanza, con il PDL, incontrare Berlusconi, NON a casa sua, tentare di dar vita ad un Esecutivo capace di affrontare alcuni nodi spinosi, dalla riforma elettorale e istituzionale al rilancio economico? Ma chi ha il senso dello Stato sa che in alcuni casi tocca a te, solo a te, e non puoi dire di no. E così Letta ha fatto. Non è riuscito in tutto, troppe le difficoltà e forse troppo corretto lo stile stante la “qualità” dell’ambiente politico. Però…forse che la nascita del NCD è casuale o frutto del NO ad una sottesa richiesta di immunità? Forse che il “vero” ritrovato ruolo europeo, ben diverso dalla finzione di Monti, non nasce dalla riconosciuta competenza e autorevolezza del Presidente del Consiglio? Forse che il lento segnale di ripresa, guardate alcuni indici di dieci mesi fa e quelli odierni, è frutto dei borbottii di Squinzi o dell’inizio di un percorso diverso? E infine, forse che il tentativo di fare qualche riforma vera, che rappresenta un buon punto di partenza per il nuovo Governo, non è frutto del coraggio di “andar contro” a tanto conservatorismo anche di casa nostra?
Questa determinazione e serietà meritava una maggior considerazione e, per dirla chiara, di rappresentare il nostro Paese e l’intera UE nel migliore dei modi durante il semestre europeo a guida italiana. Così non è stato. E il freddo passaggio di consegne, la serietà contempla anche la sincerità, NON significa una presa di distanza. Ma appunto  ”LA RICREAZIONE È FINITA”, ma per te quale nuovo Presidente del Consiglio e per il NOSTRO PD chiamato, questa volta probabilmente davvero, all’ultima possibilità.
Non è più il tempo dei facili slogan, di efficaci proclami e di sforzi di rinnovamento. È il tempo dell’azione, in un contesto più semplice, grazie a chi ti ha preceduto, ma non facile. Possibile però. Sappi che avrai senza ipocrisia l’aiuto di tutti, almeno me lo auguro. Di certo chi ha sostenuto e apprezzato il lavoro di Letta è rimasto un po’ deluso del tuo comportamento, ma che sa che sei il NOSTRO Segretario e da oggi il NOSTRO Presidente del Consiglio. Ma che soprattutto sa che in gioco c’è il futuro dell’Italia, dei nostri concittadini, in particolare di quelli in difficoltà, e si chiede non come trarre giovamento dall’essere”renziani”, ma come aiutare il Presidente Renzi nella conquista del traguardo che ci ha indicato.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , , | Lascia un commento

Saranno questi i treni che presenteremo ai visitatori di Expo?

treno_girelliÈ da un po’ che non parliamo di treni. Perché è tutto a posto? Hanno iniziato ad arrivare in orario? Sono caldi, puliti, garantiscono un servizio ottimo ed efficiente? No, niente di tutto questo.
Forse ci si è un po’ stancati di dirlo. Ma non è il caso. Non pensino quelli di RFI che non ci siamo accorti che non sono i ritardi di 10/15 minuti ad essere scomparsi, ma semplicemente il loro “annuncio”. Così come non pensino TreNord e l’assessore regionale che non ci siamo accorti che a fronte dei disservizi, che continuano, la risposta è stata…il prolungamento del contratto!
Intanto Expo 2015 si avvicina. Sarà una vetrina per l’Italia. Tutti ci auguriamo che i 20 milioni di visitatori attesi possano conoscere ed incontrare le tante bellezze del nostro territorio. Non vorrei che approfondissero troppo i paesaggi visibili dai treni fermi (!) sulla tratta Milano-Venezia, non sempre sono un granché. Allora vogliamo cominciare a cambiare rotta, o meglio binario? Magari cominciando dalla pulizia dei treni. Ecco la foto di quello “preso” oggi. In ritardo c’è anche una bella “lavata”. Probabilmente per quanto riguarda il settore lo sporco sotto il tappeto non ci stava più.
Nel 2015 la Lombardia, l’Italia devono dimostrare al mondo il meglio della loro efficienza, per poi garantirla ai tanti utenti che ogni mattino vogliono poter andare al lavoro, a scuola o anche a visitare una delle nostre belle città, utilizzando un servizio adeguato.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica, Mobilità | Taggato , , , , | Lascia un commento

Lettera aperta al segretario regionale

Caro Alessandro
alfieri_fotodomenica uno degli appuntamenti più difficili di “primarie” ti ha eletto segretario regionale del PD. Un risultato atteso, anche se con una percentuale al di sotto delle attese. Fin troppo facile, al di là del valore e della serietà della proposta di Diana De Marchi, individuarne le motivazioni: lo sconforto verso quanto avvenuto  a proposito delle vicende nazionali e la voglia di discontinuità con la gestione passata del partito regionale.
Responsabilità che NON possono esserti attribuite d’ufficio, che per certi aspetti rischiano di essere persino grottesche se abbinate ad un “renziano” della prima ora come te, ma che devono portare ad una seria riflessione sul futuro del pd lombardo e del gruppo in regione. È del tutto evidente che gli umori dei simpatizzanti e potenziali elettori del PD sono particolarmente sensibili, sempre meno legati ad accordi a tavolino, a consenso organizzato, sempre più legati a scelte nazionali e ad una reale proposta innovativa.
Questo implica un necessario cambio di passo nel pensare il lavoro del partito in particolare sui territori: meno pesantezza “centrale”, più presenza nelle periferie, meno funzionari, magari anche pagati, più competenze volontarie valorizzate, più incisività sui problemi aperti sui territori e non solo sui maxi sistemi nazionali. Infine una squadra al lavoro non costruita sulle sensibilità da soddisfare, ma dalla reale rappresentatività di problemi e cittadini.
Stesso discorso vale per il gruppo. Il cambio del Capogruppo va deciso dal gruppo, non da altri o altro. Va premiata l’autorevolezza – in democrazia ha a che fare anche con il consenso – la competenza, ma anche la capacità di rilanciare l’attività del Pd in Consiglio, uscendo dalla rincorsa critica all’attività della Giunta per arrivare alla proposta scomodante di una seria alternativa.
Alessandro, nel progetto Lombardia 2018 molto di questo c’è. Per realizzarlo però ricordati che da un lato va valorizzata quella pare di partito che in occasione delle primarie ha lanciato un non banale segnale di insoddisfazione, dall’altro che devi liberarti dai soliti “angeli custodi”, già si sono visti, che in realtà compaiono in ogni momento di tentativo di cambiamento per tutelare non il rinnovamento, ma la riconversione, specie di loro stessi. La potenzialità e la possibilità di dare concretezza ad una speranza ci sono, persone sinceramente disposte a mettersi in gioco anche. Affrontiamo senza timori la sfida?

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , , | 1 commento

Direzione nazionale PD: “…e tutto ad un tratto il coro!”

Enrico_Letta“…e tutto ad un tratto il coro!” gridava ad un certo punto il grande Carlo Dapporto in una nota pubblicità degli anni…. Beh lasciamo perdere. Temo sia quanto è avvenuto ieri quando la Direzione Nazionale del PD ha di fatto sfiduciato il Governo Letta.
E il coro, composto dai vari Massimo, Dario, Walter, Giuseppe, Piero, Gianni (suvvia, i cognomi metteteli voi tanto li conoscete) ha cantato “….uno di noi, uno di noi, Matteo sei uno di noi!”. Infatti al di là delle possibili considerazioni sulla coerenza,  il grande pericolo che Renzi, e con lui il PD, corre é di essere percepito come uno dei tanti, proclami, promesse e poi alla prima occasione
Non so se la Direzione Nazionale di nominati – rigorosamente e “coerentemente” in Assemblea si è votato una lista bloccata – e i gruppi parlamentari – che hanno dimostrato un vero attaccamento…al Paese? no, alla possibilità di rimanersene a Roma fino al 2018  - hanno bene interpretato il voto delle primarie per l’elezione del Segretario. Di certo NON il mio che era volto a costruire un Partito realmente nuovo,  determinato a sostenere il Governo Letta nel percorso di riforme, capace di mettere in campo una proposta vincente alle elezioni, guidata da un Renzi LEGITTIMATO dal voto popolare, non da una anomala crisi extraparlamentare.
Ma forse sono io ad aver  capito male. Si sa, il toscano è una lingua “da interpretare”. Non mi iscrivo alla lista di quelli che “conviene adeguarsi”,  non ho seggi da difendere, ho un ruolo istituzionale, svolto e legittimato più che altro dal territorio, messo a dura prova più dalla dirigenza romana che dalla rabbia e dal disagio dei cittadini.
Mi sento perciò libero di dire che il cinismo con il quale è stato trattato LETTA sia una brutta pagina per il PD. Soprattutto se usato sia da chi deve ancora dimostrare cosa vale, sia da chi nel giro di pochi giorni è passato all’interno del partito dalla minoranza alla maggioranza, mantenendo del resto viva una “certa” tradizione.
Sia chiaro però che con un po’ di disillusione in più, é oramai a livello polare, sarò comunque come  sempre in trincea a difendere un’idea di società solidale che spero  tanto sia ancora un riferimento per il mio partito.
Un’ultima riflessione. Grazie ad Enrico Letta. Ha retto il Governo in un momento non difficile, ma difficilissimo. Ha ridato una vera dignità internazionale all’Italia. Ha dato esempio di sobrietà e serietà, nonché di normalità nel ricoprire le più alte cariche pubbliche. Lo ha fatto con una maggioranza di “emergenza” e con un PD non certo graniticamente solidale. La politica italiana di questi anni, è vero, è troppo paludosa per cogliere queste potenzialità. Preferisce i proclami e gli effetti speciali.
Speriamo bene. Buon lavoro Renzi, auguri Italia.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , , | 1 commento

Genitore 1 e Genitore 2, e Dudu?

Francesca Pascale fidanzata di Silvio Berlusconi e il suo cane Dudu .Ieri in Consiglio si é consumata l’ennesima sceneggiata. Tema? Alcuni moduli del Comune di Milano. Al di là dell’evidente scorrettezza degli estensori della mozione, si dice che in detti moduli si parla di “genitore 1 e genitore 2“, quando in realtà si indica solo il termine genitore, tre sono i motivi a dir poco scandalosi che vanno evidenziati:
1. È inaccettabile che il centrodestra non perda occasione di trovare pretesti per attaccare il Comune di Milano. Il Consiglio Regionale non é lo sfogatoio della minoranza di Palazzo Marino. I temi di Milano vengano discussi nel Consiglio Comunale di quella città. I milanesi saranno chiamati a giudicare Pisapia, così come fecero quando lo elessero al posto della Moratti, nel momento del voto amministrativo.
2. È vergognoso che si usi strumentalmente un aspetto burocratico, un modulo, fra l’altro artatamente presentato in modo scorretto, per aprire un dibattito su un tema delicato come la famiglia. Se si vuole entrare nel merito penso ci sia bisogno di un cambio di marcia nell’affrontare i tanti disagi di tante famiglie. Personalmente vorrei una Regione meno impegnata a “descrivere” come deve essere una famiglia e più capace di mettere in atto misure concrete a favore della stessa, magari con particolare attenzione verso quelle con maggiori difficoltà economiche, con figli numerosi e/o con presenza di anziani.
3. É perlomeno preoccupante che si usino mezzi di questo genere per allargare la discussione all’analisi di una società complessa, che ci pone davanti a nuove domande, a nuove situazioni che, condivise o non condivise, vanno considerate, rispettate e normate. Usare toni perentori, sconfinare in una lettura “moralistica” delle situazioni, rappresenta una preoccupante deriva, tipica di alcune società che confondono la sfera personale con quella pubblica e tendono a voler imporre la propria visione, fra l’altro senza aver avuto alcun mandato elettorale nel merito.
Infine in aula si sono sentiti richiami alla coerenza religiosa. In particolare ai “cattolici” del PD. Orbene vorrei ricordare a questi neo apostoli che i valori nei quali si crede non vanno mal predicati nelle aule istituzionali, ma tuttalpiù praticati nella propria esperienza di vita. A di là della necessità di una qualche lezione di laicità, consiglierei Papa Francesco, senza alcuna volontà di esprimere giudizi, “chi sono io per giudicare?”, e rispettando la sfera personale di ciascuno, non vorrei che se si dovesse passare dal dire al fare sui famigerati moduli si dovesse prevedere una serie di caselle, tipo padre1, padre2, madre1, madre2 e via dicendo. E perché non prevederne una anche per Dudu?
Ovviamente il tutto con la consapevolezza della inadeguatezza di chi si sforza di declinare i principi a cui si ispira in azioni concrete con la convinzione, questa si ferma, che il peccato sia quello di omissione, delle cose non fatte, delle cose volutamente non viste, delle morali applicate ad altri e non a se stessi.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , , | Lascia un commento

Essere classe dirigente

parlamentoIn questo periodo più che mai nel “fare” politica ci si sente messi in discussione. Capita quando incontri realtà difficili, quando devi affrontare scelte complesse, quando ti accorgi di non esserti accorto di alcuni aspetti, quando ti manca la forza, forse anche il coraggio, di gridare la tua indignazione di fronte a comportamenti e situazioni davvero insopportabili. Certo, è vero la politica è l’arte del compromesso, ma dovrebbe esserlo nel senso di promettere insieme alcuni impegni, non nel trovare la soluzione che non scomoda nessuno. Ma soprattutto a volte ci si interroga sull’inadeguatezza e sull’incapacità che si ha nel risolvere i problemi. Sia le proprie che quelle del progetto politico che si sostiene.
Non credo serva cercare di resistere all’ondata di anti politica dilagante, magari stando sottovento, in attesa che “passi la nottata”, e neache tentare di cavalcarla, quasi assecondandola, unendosi cioè al coro dilagante. Piuttosto è meglio cercare di dare delle risposte, che non possono e non devono essere timide.

Ci viene chiesta trasparenza e coerenza?
Bene si rispettino le regole che ci siamo dati. Limiti di mandato, divieto di sovrapposizioni di incarichi, applicazione del risultato delle primarie, per fare degli esempi.Non siano delle  enunciazioni di principio, ma comportamenti da concretizzare.
Ci viene chiesto di abbassare i “costi” della politica?
Agiamo con determinazione. In Lombardia qualcosa é stato fatto, si può fare di più, ma in altre Regioni, in Parlamento molto rimane da fare. Perché non rendere pubblici i dati delle indennità percepite dai vari livelli e quelli di contribuzione degli eletti al partito? Vengono rispettati, o semplicemente”regolarizzati” a ridosso della conferma delle candidature?
Ci vengono chieste decisioni vere di contrasto al disagio sociale crescente e in favore della ripresa economica e del lavoro?
Comunichiamo in modo chiaro quali sono le nostre proposte, senza troppi appesantimenti, senza facili demagogie, ma soprattutto senza discrasia tra quanto proposto e quanto adottato quando si è al governo delle Istituzioni. In particolare a livello nazionale evitando di creare confusione adottando provvedimenti con misure di natura completamente diversa e limitandosi a promettere con estrema sincerità e trasparenza quanto e quando è possibile fare.
Ma soprattutto è importante riscoprire il senso dell’impegno politico. Riuscire a trasmettere l’autenticità dell’impegno, la ferma volontà di mettere a disposizione esperienza e competenza , l’assoluta priorità della ricerca dell’interesse pubblico, il bene comune, rispetto alle ambizioni personali. Impegno questo che deve portare TUTTI a mettersi in discussione, a non sentirsi sempre e comunque nella condizione di rivendicare ruoli, a considerare la politica non come una professione da difendere, ma come l’esercizio di una sincera ed intensa passione covile. Lo dimostri chi in questo momento ha ruolo, lo ricordi chi aspira ad averne.

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , | Lascia un commento

Cambiamento

pd_bandiereE allora?
Sondaggi alla mano, ahimè piuttosto uniformi, se si votasse oggi, applicando la legge elettorale in discussione, il centrodestra vincerebbe. Certo, è un’ipotesi che prefigura una ricostruzione di una coalizione che vede assieme FI, NCD, Fratelli d’Italia e Casini (chissà come deciderà di chiamarsi). Processo che però è velocemente in atto. Bisogna prendere atto che l’elezione di Renzi alla segreteria del PD non é sufficiente a risolvere la difficoltà del centrosinistra a conquistare in modo forte la guida del Paese. L’indubbia crescita del consenso, inferiore rispetto a quanto ci si augurava, difficilmente in queste condizioni basterà per arrivare alla fatidica soglia del premio di maggioranza o alla conquista del turno di ballottaggio.
Allora bisogna mettere in atto, senza ansia perché ci sono tempi e potenzialità per farlo, delle contromisure adeguate.
Comincerei con il messaggio che ha accompagnato l’elezione di Renzi: CAMBIAMENTO. Deve essere mantenuto e rafforzato. Troppe volte viene sacrificato in nome di vecchi riti e di soliti compromessi. Non basta dare un messaggio nazionale se poi sui territori si inseguono altre logiche. Persino imbarazzante rilevare come una classe politica senza consenso “galleggi” in questo modo e cerchi di perpetuarsi. Il problema è che poi ne risente la credibilità della proposta! La stessa vicenda Cuperlo era facilmente prevedibile ed evitabile. Quando mai il leader di un’area può rappresentare un ruolo di garanzia come quella del Presidente del Partito?
Lo stesso iter della proposta di riforma della legge elettorale rischia di essere un appesantimento per il PD. L’aver rinunciato alle preferenze, ma soprattutto aver dato l’impressione di aver assecondato FI, non è stata una scelta particolarmente lungimirante.
Allora va cambiato anche il rapporto con il Governo. Se infatti bisogna chiedere con forza di evitare decreti pasticciati e poi difficilmente difendibili, è altrettanto utile valorizzare quanto di positivo viene fatto. In condizioni difficilissime, ma viene fatto. Ci piaccia o no i cittadini vedono questo esecutivo come espressione del PD, teniamone conto evitando di lasciare il presidente Letta, in alcune occasioni, solo.
Allora dobbiamo riprendere con forza il tema delle alleanze. Sembra quasi che per noi non esista. Invece esiste eccome. Dove governiamo, lo facciamo in coalizione. Alle prossime amministrative è in coalizione che ci presenteremo. Senza alleanze come pensiomo di raggiungere l’ipotetico 37%? Vogliamo riaprire un momento di confronto nel merito e sui problemi, teso a costruire coalizioni vere? Rivendicando il ruolo che ci compete, che non é l’esasperazione di una “magnifica solitudine minoritaria”.
Allora vanno superate tante resistenze interne e tante incoerenze. Va testimoniata la volontà di cambiamento dove tutti gli esponenti del PD si chiedono cosa possono fare per aiutare il Segretario Nazionale, non come possano trarne vantaggio proclamandone l’appoggio.
Allora si tratta di metterci al lavoro, con determinazione perché l’illusione di aver già risolto il problema è già svanita…

Pubblicato in Blog Dem, Idee e politica | Taggato , , , | Lascia un commento