Archivi del mese: gennaio 2014

I 20 anni di Forza Italia, storia di un fallimento

Berlusconi-Forza-ItaliaL’appuntamento dei  vent’anni di Forza Italia e il tentativo del suo fondatore, Silvio Berlusconi, di rilanciarne il ruolo, devono porci alcuni interrogativi e portarci a mettere in campo iniziative politiche all’altezza. Voglio qui sfuggire da una lettura di questo periodo sulla base di riflessioni sia pur legittime, quali vicende giudiziarie, imbarazzi internazionali, leggi “ad personam”, conflitti di interessi e altro. Desidero piuttosto cercare di dare una lettura strettamente  di “merito”, su questi 20 anni e da questa trovare gli argomenti per lanciare la sfida al tentativo di rifondazione di Forza Italia.
20 anni fa nessuno poteva prefigurare quanto sarebbe successo. Si fronteggiavano la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto, che poi così gioiosa non era, il tentativo di Martinazzoli di difendere una “storia politica” che veniva con una superficialità estrema derubricata come superata e crollata sulla vicenda “tangentopoli”, e la novità di Forza Italia, fondata su due messaggi estremamente semplici e diretti: impedire alla sinistra di guidare il Paese, tema sempre presente nella società italiana, e cambiare radicalmente la struttura del Paese, abbattendo la burocrazia, snellendo le procedure, aumentando l’efficienza della pubblica amministrazione, ma soprattutto rilanciando l’iniziativa del “privato”.
Riguardo questo (ripeto lasciando perdere tutto il resto) quale bilancio stendere?
La sinistra di fatto ha cristallizzato la parte identitaria attorno a SEL, unendo invece la parte più riformista con quella radice cattolico democratica che Martinazzoli aveva cercato di mantenere in vita. Ha superato prove difficili, ha fallito per un eccesso di frammentazione alcune occasioni e si presenta ora, con la vittoria di Renzi, fortemente cambiata. Potenzialmente rappresenta la vera novità!
Forza Italia ha clamorosamente fallito nel suo intento. In vent’anni, di cui la maggior parte trascorsi al Governo con maggioranze “bulgare”, non solo non ha saputo affrontare in modo sistematico e incisivo il tema dell’ammodernamento dello Stato, ma di fatto ne ha ulteriormente “impantanato” il metodo, favorendo l’appartenenza, più del merito, fallendo ogni interlocuzione con il livello europeo, ma soprattutto partorendo una riforma istituzionale, bocciata dai cittadini e una riforma elettorale che …….diventa inutile commentare. La dimostrazione dell’assoluta inadeguatezza si è manifestata poi in occasione della crisi economica, prima negata, poi sottovalutata ed infine necessariamente consegnata ad una gestione “tecnica” stante a sua manifesta incapacità a portarne avanti una  politica.
Per quale ragione il protagonista, Berlusconi,  e rispettivi comprimari dovrebbero ora riuscire dove hanno clamorosamente fallito? Non ne vedo una.
Ma quella richiesta di cambiamento, di ammodernamento delle Istituzioni, di efficienza, di rilancio dell’iniziativa imprenditoriale, di rilancio del lavoro e della capacità competitiva  di 20 anni fa è ancora li, con molta rabbia in più, con molti disagi in più, con molte disillusione in più visti i fallimenti di Lega prima e Forza Italia poi. Rabbia e disillusione che hanno dato corpo al non voto e al M5S, realtà che vanno analizzate ed interpretate più che frettolosamente criticate e basta.
A questa domanda noi dobbiamo dare risposta. In questo va data fiducia, assieme ad un contributo di idee, al tentativo di Matteo Renzi di affrontare in modo diretto e deciso i temi caldi e di farli conoscere ai cittadini con un linguaggio nuovo, facilmente comprensibile e “vicino” ai cittadini. Sfida non facile, ma decisiva. In gioco vi è il ruolo del PD, il futuro del Paese. In Lombardia più che altrove.

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Su Stamina non c’è più tempo da perdere

comm-sanitaSu Stamina non c’è più tempo da perdere. O si procede alla svelta alla calendarizzazione dell’indagine conoscitiva della Commissione sanità, o come opposizione chiederemo la formalizzazione di una Commissione d’inchiesta. Le commissioni, quando deliberano di procedere ad un’indagine conoscitiva devono sottoporla all’approvazione dell’Ufficio di presidenza del Consiglio e poi predisporne il programma organizzativo: la prossima riunione dell’UdP sarà lunedì 3 febbraio, data nella quale scadrà l’ultimatum, se il presidente della Commissione sanità non avrà fatto pervenire la richiesta.
La Giunta pecca di omissione su una questione grave che riguarda la vita di intere famiglie, il lavoro di diversi medici e una struttura pubblica importante come gli Spedali Civili di Brescia. Da giorni chiediamo con fermezza che venga previsto un calendario per l’indagine conoscitiva e abbiamo anche individuato alcuni soggetti da audire, ma continuiamo ad assistere a continui rimandi, mentre la maggioranza sembra volersi affidare ad un’indagine della Giunta, è assolutamente inaccettabile.

Ecco cosa è successo oggi in Aula fra silenzi e uscite dall’Aula

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Un paio di scarpette rosse

SAMSUNG TECHWIN DIGIMAX-340Anche quest’anno i vergognosi episodi di Roma che hanno profondamente offeso la Comunità ebraica ci hanno ricordato l’importanza del Giorno della Memoria.
Non dimentichiamo come in alcuni momenti di crisi socioeconomica fomentare l’odio contro ogni tipo di diversità può  diventare strumento di manipolazione e portare l’uomo a gesti profondamente inumani.
Voglio condividere con Voi questa poesia di Joyce Lussu

 

“Un paio di scarpette rosse”

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica:
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima ad un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

Per non consumare il ricordo, per non ripetere l’orrore del passato…

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Stamina, Maroni scarica le responsabilità su Brescia? Inaccettabile

staminaRespingiamo al mittente l’iniziativa di Maroni su Stamina. Chiediamo inoltre con forza che venga avviata l’indagine conoscitiva da parte della commissione sanità del Consiglio regionale, come proposto dall’opposizione oltre dieci giorni fa.
È inaccettabile il tentativo del presidente Maroni di derubricare la vergognosa vicenda Stamina a una responsabilità del presidio ospedaliero di Brescia. È impensabile che la Giunta regionale possa garantire la necessaria terzietà nella valutazione di una vicenda che la vede pesantemente coinvolta. Da tempo, prima con l’assessore Bresciani e poi con il vicepresidente Mantovani, chiediamo chiarimenti in merito senza avere alcuna risposta, quando risulta evidente un diretto ruolo svolto da funzionari e amministratori di Regione Lombardia. Chiediamo quindi con fermezza che nella seduta di mercoledì della commissione sanità vengano calendarizzate le convocazioni di seduta per svolgere un’indagine conoscitiva su tutta la vicenda Stamina.
Occorre che si raccolga materiale e si chiamino in audizione le persone interessate. Tra queste, noi riteniamo necessario sentire, oltre al personale medico degli Spedali Civili, anche i vertici dell’assessorato, i “saggi” nominati da Maroni per la sanità lombarda, a partire dai professori Veronesi e Remuzzi, i responsabili dei tre laboratori lombardi certificati a livello internazionale per la manipolazione delle cellule staminali, nonché il vicepresidente di Fondazione Stamina Marino Andolina, autore di dichiarazioni inquietanti rispetto al coinvolgimento di Regione Lombardia. Chiediamo inoltre che si attivi una forte sinergia con le commissioni sanità di Camera e Senato che devono più che mai svolgere il proprio ruolo di garanzia in favore dei malati, delle famiglie, degli operatori sanitari e dei cittadini.
Stamina è una vicenda nata sulla NON chiarezza, che si è sviluppata più per sensazionalismi mediatici che per rigore scientifico e che ha ora bisogno di momenti di assunzione di responsabilità e di individuazione della verità. Non siamo disponibili ad avallare il tentativo in atto di risolvere il caso come una semplice “questione bresciana”. Basta con le omissioni, i silenzi, le posizioni contraddittorie e le inaccettabili speculazioni politiche.

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Trasparenza negli appalti, aumentare l’impegno

expoCome Commissione Speciale Antimafia  abbiamo incontrato il Presidente, generale Mario Forchetti, e i membri del Comitato per la trasparenza degli appalti e sulla sicurezza dei cantieri della Giunta regionale.
L’interessante audizione del Comitato ha permesso di evidenziare, fra gli altri temi, la necessità di incrementare ulteriormente le forme di controllo nella gestione dei sub-contratti avvalendosi della normativa esistente  e sviluppando sempre più forme di monitoraggio, tese ad individuare segnali di possibili tentativi di infiltrazioni mafiose.
Il Comitato, istituito con legge regionale, ha il compito di monitorare contratti e appalti e ha iniziato i suoi lavori nel giugno dello scorso anno. Il presidente Forchetti ha illustrato alla Commissione l’attività svolta, con particolare riferimento ai cantieri aperti in vista di Expo 2015. Il generale ha ricordato come dagli incontri e dagli  atti esaminati  sia emersa la necessità di intensificare la  tracciabilità dei flussi finanziari e dei contratti, riferiti agli appalti e ai sub appalti. In sinergia con Infrastrutture Lombarde Spa, si è quindi deciso di mettere a punto una nuova metodologia informatizzata che consenta una precisissima radiografia di tutta la filiera relativa ai contratti in essere e di tutti i flussi degli appalti e la tracciabilità del denaro pubblico speso per le opere. La  documentazione sarà quindi messa a disposizione anche delle forze di Polizia, per contrastare i rischi di infiltrazioni mafiose.
Abbiamo chiesto inoltre di intensificare i rapporti con la Commissione e messo in calendario un’ulteriore audizione, non appena pronta la relazione semestrale, e l’organizzazione di un momento pubblico di presentazione della stessa.

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Corri Lombardia, corri!

pd-urneSi avvicina l’appuntamento del ricambio della Segreteria Regionale del Partito Democratico. Un momento non banale, ultimo della serie che sta rinnovando il Partito, dal livello comunale a quello nazionale. Si tratta infatti di gettare le basi per costruire un progetto, una proposta capace di affrontare, anche in Lombardia, in modo competitivo la sfida che abbiamo davanti.
Il PD è attraversato da una ventata di novità e freschezza. Che si sia, come é avvenuto per me, o non si sia sostenuta l’elezione di Matteo Renzi, è per tutti evidente che c’è un’aria, se non di fiducia, almeno di attenta aspettativa verso il nuovo corso. Non possiamo mancare l’appuntamento. Fallire significherebbe non rilevare l’insuccesso di un Segretario (esperienza che abbiamo già e troppo volte sperimentato), ma con tutta probabilità segnare la conclusione del tentativo di dar vita ad una forza politica riformista di assoluta novità non solo in Italia, ma anche in Europa. In questo senso va letta la strategia di Renzi: affrontare di petto i temi aperti, parlare in modo diretto ai cittadini non per raccontargli i problemi che hanno (li conoscono), ma proponendo alcune soluzioni, condizionare in modo positivo il Governo non per mettere in difficoltà il presidente Letta, ma per permettergli di affermare e concretizzare le NOSTRE priorità. Lo stesso dialogo avviato  a tutto campo su riforma elettorale e riorganizzazione istituzionale, è la dimostrazione della volontà di passare dalle parole ai fatti. Certo anche con qualche spigolosità, qualche disagio interno, ma è lo scotto da pagare per ogni cambiamento vero!
E in Lombardia? Se possibile dobbiamo fare ancora di più. Sia perché siamo in territorio difficile (Maroni ha vinto nonostante tutto quanto è successo), sia perché senza un rilancio del PD in Lombardia, al Nord, difficilmente si può riuscire a guidare il Paese, cambiandolo.
E allora? Cominciamo con una seria autocritica su quanto è avvenuto. Passaggio che non c’è stato, derubricato in fretta e in furia come se estraneo al Partito e a chi ne ha guidato i processi. L’intelligente intuito del Patto Civico e della candidatura di Ambrosoli ha coinciso con la rinuncia del Pd a porsi come proposta nuova e determinante, ripiegando su vecchie logiche e proposte. Così come certe vicende giudiziarie non hanno certo aiutato, anzi rischiano di essere state determinanti per la sconfitta. È facendo cose nuove e in modo diverso che possiamo tentare il rilancio. Interessante è il progetto che Alessandro Alfieri, attuale “reggente”, sta mettendo a punto. La volontà è quella di sforzarsi di trovare una proposta il più possibile inclusiva e aperta, senza però rinunciare ad un vero rinnovamento. Credo vada analizzata con attenzione e sostenuta con convinzione. Importante é che la volontà di costruire un quadro il più possibile condiviso non affievolisca la spinta di cambiamento e novità che é necessaria. Ridare ruolo ai territori (la Lombardia non é solo la città di Milano), riaprire i dialoghi con la società lombarda, così complessa e varia, tornare ad essere punto di riferimento di mondi socioeconomici che hanno bisogno di proposte politiche capaci di aiutarli e accompagnarli nelle enormi sfide che si trovano davanti, proporre un nuovo modello di  welfare capace di rispondere ai bisogni di una opposizione sociale completamente mutata: sono alcuni atti concreti che bisogna mettere a punto e che devono trovare nell’appuntamento regionale un momento di forte espressione di volontà e attuazione. Non facciamo l’errore di affrontare l’appuntamento con disattenzione, considerarlo il meno importante della filiera congressuale che stiamo vivendo. Se al prossimo appuntamento elettorale potremo essere competitivi, lo saremo se da adesso cominceremo a prepararci in modo adeguato alla sfida!
CORRI LOMBARDIA, CORRI!

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Agfa: fondamentale la salvaguardia dei posti di lavoro e la massima trasparenza nella comunicazione

Abbiamo chiesto in Aula all’Assessore alle Attività produttive Melazzini maggiore chiarezza sulla situazione di crisi aziendale dello stabilimento Agfa Graphics di Manerbio. Il progetto di re industrializzazione Agfa Ziletti, come ha confermato l’Assessore, è stato ritenuto impraticabile sia da parte del presidente di Agfa Graphics che da parte di Regione Lombardia, cui era stato chiesto un finanziamento di 15 milioni di euro a fondo perduto. Tramontata l’ipotesi Ziletti è ora al vaglio quella della società lussemburghese Optimize che verrà ricevuta da Melazzini a breve. La dichiarazione dell’Assessore fa chiarezza su una situazione ingarbugliata. E’ importante l’impegno che Regione Lombardia sta profondendo nella soluzione di questa crisi aziendale. Per noi resta fondamentale la salvaguardia dei posti di lavoro e la massima trasparenza nella comunicazione e spiegazione di quanto sta avvenendo, per questo ho proposto di tenere periodicamente dei tavoli territoriali, in casi come questo, che informino giorno dopo giorno sulle trattative in corso. E’ questo a mio avviso il metodo giusto per affrontare la gestione delle crisi aziendali.

Il video del mio intervento e la risposta di Melazzini

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Stamina, occorre dissipare ogni ombra che ricade sulla Regione

staminaIl vice presidente Mantovani venga immediatamente in commissione sanità a spiegare che ruolo ha avuto la Regione nella vicenda Stamina. L’assessore non ha mai risposto alla nostra interrogazione e finora ha avuto un atteggiamento omissivo. Se non avremo risposte esaurienti chiederemo di istituire una commissione d’inchiesta.
Occorre dissipare ogni ombra che ricade sulla Regione a partire dalla spiegazione delle motivazioni che hanno portato alla convenzione tra gli Spedali Civili di Brescia e la Fondazione Stamina. Occorre comprendere su che basi scientifiche si sia agito e quali siano stati i criteri di individuazione dei pazienti ammessi all’applicazione del metodo Stamina, rispondendo anche all’accusa secondo cui vi sarebbero state pressioni per ammettere al trattamento congiunti di personalità di vertice della Regione. Occorre inoltre conoscere dettagliatamente il costo economico complessivo per la sanità regionale della somministrazione del metodo Stamina agli Spedali Civili, comprese le spese legali sostenute e da sostenersi per far fronte ai numerosi ricorsi promossi da cittadini che chiedono di poter accedere alla terapia.
Vorremmo anche sapere come la Regione intende difendere la credibilità e la professionalità del personale medico degli Spedali Civili, così messe a dura prova da tutta questa vicenda. Fare chiarezza è un dovere nei confronti di tutti, soprattutto dei pazienti e delle loro famiglie

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Rispetto della democrazia

bresciaLa visita del Ministro Kyenge a Brescia e le manifestazioni che l’hanno accompagnata non possono essere archiviate come una semplice giornata di tensione in un momento socialmente difficile. È la dimostrazione che proprio quando la convivenza di una società sempre più multiculturale deve fare i conti con una crisi economica da tempo dimenticata, invece che cercare tutti e con fatica il cemento per costruire un solido futuro, c’è chi gioca allo sfascio. (Foto tratta dal Giornale di Brescia)
A costo di essere antipatico, e con serenità correre il rischio di essere criticato, non mi iscrivo tra gli entusiasti del Ministro. Trovo a volte un po’ troppo semplici le sue affermazioni, ma soprattutto mi sembra in alcuni passaggi di coglierne la fatica ad intravedere con chiarezza il percorso da intraprendere per giungere all’obbiettivo desiderato. In altre parole, penso si possa discutere anche criticamente su alcune sue proposte, specie da parte di alcune forze politiche con posizioni molto più “conservatrici” rispetto il tema immigrazione. Questo non vuol dire che non abbia grande considerazione della sua preparazione e potenzialità politica.
Ma ancor di più sia chiaro che ritengo inaccettabile il merito e il modo con i quali il Ministro è stata contestata, e sia di particolare gravità che a farlo siano stati esponenti politici eletti nelle istituzioni. È lecito essere più o meno d’accordo sullo “ius soli”, discuterne in modo serio e rispettoso è indispensabile, ma non è accettabile che venga attaccato la presenza di un Ministro perché nata in altro Stato ma a tutti gli effetti cittadina italiana. La multietnicità, che sempre più caratterizzerà la nostra composizione sociale, non può essere accettata, oltretutto con interessato favore,  solo alle Olimpiadi e ai Mondiali di calcio. Deve diventare una normale presenza nella composizione dei vari livelli organizzati, comprese le Istituzioni.
Così come il rifiuto di riconoscere ad un Ministro la corretta  autorevolezza che gli spetta da parte di altri rappresentanti politici è l’indice del decadimento e inadeguatezza di una certa classe dirigente. Esasperare le difficoltà delle persone, indirizzare il disagio e la rabbia contro le altre forze politiche e i soggetti deboli, come gli immigrati, è di una gravità e responsabilità enormi. Chi è eletto ha il diritto-dovere di prospettare soluzioni, non può stressarne i contenuti, mischiarne il merito (immigrazione-clandestinità), fare un uso conveniente della facile strumentalizzazione per un ritorno elettorale. La cosa assume contorni persino grotteschi quando i  ”secessionisti” fanno tutto questo in nome dell’italianità, come avvenuto a Brescia!
La risposta deve essere forte e determinata, non ci si può permettere di far crescere un vero e proprio clima di scontro e intolleranza, oltre che essere politicamente e moralmente inaccettabili, sono storicamente fuori contesto e non in grado di rappresentare una proposta. Brescia ha risposto con fermezza. Anche chi era in pazza a contestare  rifletta. Avere rispetto degli altri, protestare in modo corretto, lavorare per un’alternativa senza screditare “l’altra /o”, significa avere rispetto della democrazia, valore, questo sì, che è un patrimonio di libertà di cui tutti devono poter usufruire e che TUTTI devono proteggere e conservare.

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Il Vangelo secondo…Maroni

maroni“Il Vangelo secondo…Maroni”. Potremmo intitolarlo così il lavoro del Presidente della Regione dopo che, a seguito dell’approvazione (a maggioranza) di una mozione sulla sburocratizzazione nel settore delle produzioni di armi, Maroni ha detto che per Lui le mozioni consiliari sono vincolanti, “…come il Vangelo…”, per l’appunto.
Penso anch’io che DOVREBBE essere così. Se non altro perché in Consiglio siedono gli eletti provenienti da tutto il territorio con il preciso compito di controllo ed indirizzo verso la Giunta.
Dovrebbe perché di fatto NON è così ……
Vorrei infatti ricordare che dall’insediamento dell’attuale Legislatura sono state approvate, più o meno all’unanimità, 95 mozioni (NOVANTACINQUE), alcune di particolare interesse. Situazioni ambientali, crisi aziendali, treni soppressi, violenza sulle donne, infrastrutture strategiche, servizi e prestazioni sanitarie, burocrazia, solo per citare alcuni dei temi toccati più importanti . Orbene cosa è successo dal passaggio in aula in poi? Siamo in attesa di saperlo. A parte la trasformazione dell’impegno, come chiesto alla Giunta in semplice invito, di rimandi non se ne abbiamo avuti…
Ecco che allora il Vangelo secondo Maroni rischia a tutti gli effetti di essere iscritto fra i Vangeli apocrifi, certo interessante, capace di sollecitare attenzione e curiosità, ma di fatto NON riconosciuto e in pratica senza effetto.
Ma allora, per usare un detto popolare, perché non continuare a “…scherzare con i fanti, ma lasciare in pace i Santi…”? E cioè perchè senza considerarle Vangelo non si  comincia semplicemente a tener conto delle mozioni approvate agendo di conseguenza, evitando di considerarle una specie di sfogatoio per i singoli Consiglieri, ma una seria richiesta di azione? In una lettura del ruolo Istituzionale del Presidente di Regione Lombardia NON di Governatore assoluto di un territorio, ma di propositore e sintesi di richieste sentite dai cittadini e presentate dai loro rappresentanti.

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