Archivi del mese: ottobre 2013

Lo sciopero in banca apre una riflessione sul sistema bancario e finanziario

bancaE oggi sciopero in banca! A scioperare sono i dipendenti che si sono visti disdettare il contratto nazionale con largo anticipo rispetto la sua scadenza. Lontani i tempi in cui il lavoro “in banca” era un punto di arrivo non indifferente, una vera e propria conquista sociale. Ora tra inserimenti “precari”, stipendi non più sopra la media, budget “imposti” è da un po’ che questo lavoro è meno attrattivo.
L’occasione stimola una riflessione sul sistema bancario e finanziario del nostro Paese. Sistema che mostra da tempo la sua inadeguatezza rispetto al cambiamento dei tempi, ma ancor di più ad essere lo strumento di difesa e rilancio del tessuto socio economico italiano. Se infatti le vicende oltre oceano lo hanno ampiamente dimostrato (non possiamo permetterci di “far fallire” il sistema bancario), è altrettanto vero che possiamo e dobbiamo cambiarne impostazione e presenza sul territorio. Lo possono fare le Istituzioni per la semplice, ma fondamentale, ragione che il sistema creditizio è alla politica che ha chiesto un sostanziale aiuto per uscire dalle enormi difficoltà dove era finita. Cambiare significa togliere ogni conflitto di interesse tra amministratori degli Istituti e i “clienti”, significa rinnovare il management (il ricambio è peggio di quello politico), significa modificare il modo di porsi sul mercato. Ma soprattutto significa diventare lo strumento a servizio del tessuto economico. Siamo passati  dall’eccesso di affidamenti al diniego di finanziamenti più che “normali”. A farne le spese sono soprattutto piccole e medie imprese, trattate senza considerarne la storia e la credibilità, classificate su fredde e superficiali letture dei bilanci, e le famiglie dove l’idea di un vero microcredito e ben lungi dall’essere attivato. A continuare a beneficiare di attenzioni, spesso  immeritate,  sono grossi gruppi, specie finanziari, che sono talmente esposti che risulta “quasi impossibile” intervenire in modo drastico. Ora è necessario intervenire e fare in modo che l’esame delle pratiche sia fatta con competenza, investendo sulla capacità, sulla conoscenza, sulla voglia di chi vuole mettersi in gioco a contribuire al rilancio del nostro sistema economico. Così come intervenire come parte attiva in alcune vere e proprie emergenze sociali a favore di famiglie e nuove povertà.
Lo sciopero di oggi idealmente é quindi condiviso da tanti imprenditori, da tanti lavoratori, da tanti cittadini che vedono le banche come le descriveva Mark Twain, ovvero il posto dove “… ti prestano l’ombrello quando fuori c’è bel tempo e te lo chiedono indietro quando fuori comincia a piovere …”!

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Con Letta e Renzi lungo la strada del futuro

letta_girelliSi è chiusa la prima  parte dei congressi provinciali del PD. Non mi dilungo nel commentare i risultati. Mi limito a ripetere quanto detto “prima”, ribadendo che è stato un errore non aver aperto la consultazione a simpatizzanti e sostenitori, ma averla ridotta ad una “conta interna”, a volta più “spintanea” che spontanea.
Ora si apre di fatto il mese di confronto che ci porterà all’ 8 dicembre, data nella quale con primarie “aperte” eleggeremo il Segretario nazionale del PD. Non ho dubbi, da sostenitore di Enrico Letta da sempre, voterò e sosterrò Matteo Renzi. Lo farò dopo aver appoggiato, sia pur con qualche tiepidezza a suo tempo non nascosta, Bersani. Lo farò perchè ritengo che proprio quanto avvenuto dopo le  ultime primarie nazionali ci dimostra la necessità di una cesura verso un gruppo dirigente monolitico, verso un modo di concepire la politica superato e ormai completamente incomprensibile per i cittadini. Lo farò perché sono più che convinto che è dalla convergenza tra l’autorevolezza e competenza di Letta e l’energia e capacità di coinvolgimento di Renzi che può nascere la proposta capace, finalmente!, di permettere al centrosinistra di governare con autonomia.
Certo non è una  strada in discesa quella che abbiamo davanti, bisogna fare i conti con nuovi e vecchi vizi, ma è un’opportunità che NON possiamo mancare. Fondamentale è che il Governo possa attuare con decisione alcune azione tese al rilancio economico, ma anche e soprattutto che il PD, eletto il suo segretario, cominci a lavorare ad una  squadra realmente capace oltre che nuova. Riforma elettorale e della giustizia (i tempi di quella civile sono davvero inaccettabili) sono importanti, ma non certo sufficienti a “innovare” il Paese che ha si bisogno di interventi di forte “manutenzione” istituzionale, ma anche di spinte a modificare gran parte delle sue organizzazioni, non solo pubbliche. Renzi, per poterlo fare, dovrà aggiungere all’entusiasmo la capacità, alla comunicazione “che arriva” i contenuti “che cambiano”, agli amici della prima ora, che in politica non sempre sono i più sinceri, i sostenitori e i collaboratori che gli servono per mettere in campo una squadra di qualità. L’ 8 dicembre sarà un giorno importante. Rispetto le altre proposte in campo, ma più che mai penso che l’unica vera opportunità di ricominciare a dialogare con i cittadini sia rappresentato da Renzi.

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Congresso PD: sostengo con convinzione Pietro Bisinella

Care amiche, cari amici
bisinella2Siamo oramai prossimi all’appuntamento dell’elezione del segretario provinciale del nostro PD. Va fatto cercando di coinvolgere il più possibile territori e persone,  stimolando la riflessione e la scelta, evitando ordini di scuderia o indicazioni dall’alto. Credo che un buon segretario debba essere libero da condizionamenti, in particolare dei “nominati” o eletti nelle istituzioni, capace di sintetizzare esigenze diverse, rappresentare una provincia ricca di tante spiccate peculiarità. Penso anche che il modo di far politica debba svilupparsi con criteri nuovi, con linguaggi diversi, con metodi comunicativi innovativi.
Il rischio è che il Congresso, che poi altro non è che una chiamata al voto circolo per circolo, si trasformi in una conta interna con aggregazioni improbabili dal punto di vista dei contenuti, ma utili per raccogliere consenso, che di fatto rimandano il confronto vero su cosa possa e debba essere il PD.
Tutti e tre i candidati sono persone di sicura serietà. In ogni caso il confronto ci dà la possibilità di scegliere tra proposte competenti e appassionate. Ma siamo chiamati a scegliere. Personalmente sostengo con convinzione Pietro  BISINELLA. Per rispetto del lavoro svolto, per i risultati  positivi raggiunti durante la sua gestione, per lo spirito libero con cui ha interpretato il ruolo. Ha cercato di essere il segretario di tutti, del Pd. Per alcuni questa è una colpa. Secondo me é un pregio che va conservato e valorizzato. Proprio perché l’unità del partito non è un assemblaggio di idee e persone diverse attorno ad un compromesso, ma lo stile con il quale si interpreta il ruolo. Bisinella ha dimostrato di essere un candidato unitario nel considerare allo stesso modo, da segretario, chi lo ha eletto e chi aveva sostenuto altre proposte.

Lo ha fatto non solo rappresentando e sintetizzando le varie  origini del PD, ma indicandone l’approdo futuro. Certo alcuni aspetti, forse molti, vanno migliorati. Va fatto insieme, liberando una volta  per tutte l’attività dai condizionamenti di associazioni, fondazioni, personalità molte volte autoreferenziali, ma ancor di più dall’attivismo di chi ricompare solo in occasione dei congressi. Va fatto con persone che si sentono parte di una squadra unita e determinata, va fatto evitando di coinvolgere chi lavora solo per sé stesso o per la sensibilità di appartenenza.

Spero che ciascuna/o di noi partecipi e faccia partecipare a questo momento di democrazia con spirito libero, senza “biglietti” in tasca, ma con la voglia di indicare un Segretario capace, autorevole e all’altezza del compito.

Ripeto, di mio sono più che convinto che questa persona sia Pietro Bisinella.

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Un’idea diversa di trasporto, a partire dai treni Milano-Venezia

treviglioE in un treno affollato si arriva a Treviglio per “comunicare” lo stato dei trasporti nella nostra regione. Sporcizia, posti “in piedi”, ritardi, soppressioni, alternative costose, o inesistenti, preannunciate soppressioni. Questo è lo stato dell’arte, questa é la condizione che tanti pendolari, studenti e lavoratori, ogni giorno deve affrontare. La locomotiva d’Italia, come veniamo spesso chiamati, in tema trasporti è più che mai “a vapore”!
Noi vogliamo qualcosa di diverso. Vogliamo concepire il trasporto, la mobilità di merci e persone in modo alternativo all’attuale. Il treno deve rappresentare il nostro futuro modo di spostarci.
Nel concreto chiediamo che si lavori in modo omogeneo tra Lombardia e Veneto per sviluppare il trasporto su rotaia. Si pensi a collegamenti costanti tra Venezia e Milano in favore di studenti, lavoratori, turisti. Va fatto in modo sistemico guardando ad altri Paesi europei molto più avanzati di noi nel settore. Con mente aperta, innovativa, con persone capaci di programmare e gestire.
Nel 2015 ospiteremo a Milano Expo: un servizio di qualità nel trasporto ferroviario a servizio dei possibili 20 milioni di visitatori sarebbe un ottimo biglietto da visita. Riproporre la fotografia attuale sarebbe un’imperdonabile brutta figura!

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Mafia: partire dalla consapevolezza per arrivare all’azione

mafiaParlare di mafie al nord significa parlare di qualcosa di concreto che opera, si insinua, si ramifica in mezzo a noi. Le classifiche delle aree coinvolte ce lo indicano con chiarezza estrema.
Una mafia diversa dalla solita, meno appariscente, ma altrettanto pericolosa perché mira al controllo del territorio, dell’economia, della gestione dei servizi. Lo fa adattandosi al nostro tessuto sociale, lo fa sfruttandone le debolezze e i vizi. Traffico  di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, riciclaggio, contraffazione, caporalato, false fatturazioni, inquinamento degli appalti, controllo del gioco d’azzardo, usura, infiltrazione delle pubbliche amministrazioni; mafia, ndrangheta, cosa nostra, camorra …..non ci facciamo mancare nulla, a secondo delle zone geografiche.
Dobbiamo partire dalla consapevolezza per arrivare all’azione. Capire che parliamo di qualcosa che succede vicino a noi, scorrendo la localizzazione dei beni confiscati fa impressione leggere i nomi di tanti “paesi” lombardi, ci fa comprendere che bisogna cominciare a reagire partendo da noi. Istituzioni forti e autorevoli, leggi  capaci di ostacolare il fenomeno, amministratori preparati e capaci di riconoscere l’attività mafiosa, forze dell’ordine e magistratura adeguatamente supportate da risorse finanziarie e umane, sono necessità urgenti. Ma non va dimenticato il valore dell’educazione alla legalità, impegno che riguarda l’intera collettività lombarda. Solo una società che riesce a  riconoscere naturalmente il valore del rispetto delle regole, dei dritti e dei doveri, che riesce a cogliere il disvalore di ogni atto illecito partendo dal più piccolo, può fronteggiare adeguatamente ogni forma di mafia. Perché accanto alla repressione e alla condanna va completamente prosciugata ogni forma di connivenza, di accettazione di omissione. Non farlo sarebbe una grave colpa.

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Vedo, sento e parlo

Il coraggio della ribellione di una donna, barbaramente punito con la morte dalla mafia, merita di gridare forte lo slogan che oggi Libera ci suggerisce: VEDO, SENTO E PARLO! Questa è la risposta che tutti dobbiamo dare ad ogni forma di mafia!

lea_garofaloLea Garofalo, nata a Petilia Policastro ne 1974, era una testimone di giustizia sottoposta a protezione dal 2002, quando aveva deciso di testimoniare sulle faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco.
Era il novembre del 2009 quando Cosco attirava l’ex compagna in via Montello 6 con l’intento di parlare del futuro della loro figlia Denise. Alcune telecamere inquadrarono madre e figlia nelle ore del pomeriggio lungo i viali che costeggiano il cimitero Monumentale: sono gli ultimi fotogrammi prima della scomparsa definitiva di Lea Garofalo. Il piano per il rapimento era stato organizzato quattro giorni prima: il noleggio del furgone da un cinese di via Paolo Sarpi, l’arma del delitto, il magazzino dove svolgere l’interrogatorio e l’appezzamento dove la donna è stata successivamente fatta sparire. Sabatino e Venturino rapirono la donna in strada e la consegnarono a Vito e Giuseppe Cosco, i quali la torturarono per ore per farla parlare e poi la uccisero mediante strangolamento. Il corpo venne portato in un terreno nella frazione di San Fruttuoso (Monza) ed in quel luogo venne bruciato all’interno di un bidone metallico e poi sepolto.
Il 30 marzo 2012 il processo si conclude con la condanna di tutti i 6 imputati e il riconoscimento delle accuse di sequestro di persona, omicidio e distruzione di cadavere, ma non l’aggravante mafiosa: i giudici condannano all’ergastolo con isolamento diurno per due anni Carlo Cosco e suo fratello Vito, all’ergastolo e ad un anno di isolamento Giuseppe Cosco, Rosario Curcio, Massimo Sabatino e Carmine Venturino, ex fidanzato di Denise

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Caso Sedriano: serve un cambio di passo nella lotta alla mafia

La notizia dello scioglimento del consiglio comunale di Sedriano è l’ennesima dimostrazione di quanto sia grave e delicato il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel territorio lombardo. Ciò implica un ulteriore cambio di passo nell’attività che le istituzioni devono fare nell’affrontare il fenomeno e l’assoluta urgenza di intensificare la protezione legislativa e la formazione degli operatori nel riconoscere e fronteggiare ogni tipo di infiltrazione malavitosa. La vicenda pone anche la politica, e i partiti, di fronte alla necessità di attuare una forma di selezione più accurata nell’individuazione delle persone cui vengono affidate responsabilità. Come presidente della Commissione Antimafia ritengo che quanto accaduto debba essere un ulteriore motivo per incentivare e rendere il più possibile utile l’azione della Commissione.


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Cibo e nutrizione: bisogna cambiare, con coraggio e determinazione

brescia_expoCementifichiamo dieci ettari di territorio al giorno. Basta fare un giro in molti comuni lombardi per capire cosa è avvenuto nel corso di questi anni. Molti insediamenti produttivi, ora tristemente vuoti e a volte MAI utilizzati, molte espansioni urbanistiche, che hanno svuotato bellissimi centri storici, centri commerciali a dismisura, con relativa chiusura di tanti negozi di prossimità. Il “vizio” non é solo italiano. (Guarda l’iniziativa del Gruppo PD “Una foto per dire stop al consumo di suolo”)
Nel frattempo, un po’ alla volta, siamo sempre meno capaci di produrre alimenti sufficienti per nutrire “il pianeta”. Anzi rischiamo di andare in sofferenza anche dove ora il problema è quello della “sovralimentazione”, in questo mondo contraddittorio dove c’è chi muore di fame e chi muore  per troppo cibo.
Bisogna cambiare, con coraggio e determinazione. Devono farlo le Istituzioni, nel programmare l’utilizzo del territorio, lo devono fare i cittadini, riscoprendo il valore della vocazione agricola del nostro grande e imparagonabile patrimonio naturale. Expo può essere, deve essere, l’occasione per un cambio di rotta, per un salto di qualità nel modo di vivere il presente e programmare  il futuro.

Qui un bell’articolo sull’incontro di lunedì sera a Brescia sul tema della nutrizione organizzato dal PD (nella foto)

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Stamina, la posizione non può essere caricata solo sulle spalle dell’ospedale bresciano

staminaLa decisione presa dal Ministero a seguito della valutazione di un comitato di esperti che ha dato parere negativo sulla continuazione della sperimentazione pone Regione Lombardia nella necessità di assumere una posizione che non può essere caricata solo ed esclusivamente sulle spalle dell’ospedale bresciano.
Sinora la posizione di Regione Lombardia in tutta questa vicenda è stata opaca. Ora si faccia finalmente chiarezza. Proprio a questo scopo pochi giorni abbiamo presentato un’interrogazione urgente per sapere quali valutazioni avessero portato alla stipula dell’accordo tra Spedali Civili di Brescia e Stamina Foundation Onlus; quali risorse del sistema sanitario regionale fossero impegnate per la somministrazione in corso dal 2011e per le eventuali spese legali sostenute e da sostenersi per far fronte ai numerosi ricorsi promossi da cittadini che chiedono di poter accedere alla terapia e quali iniziative Regione Lombardia intendesse assumere per tutelare l’immagine dell’AO Civili di Brescia.

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PD, non sprechiamo l’occasione con congressi farsa

pd_bandiereNon possiamo perdere l’occasione del prossimo congresso per “marcare” il PD. Non possiamo attardarci su infinite discussioni attorno a regole e ricerca di equilibri fra interessi, anche se più che legittimi. C’è uno statuto, vi sono dei criteri, usiamoli; se non vanno proponiamo delle modifiche; evitiamo però di criticare le stesse norme che nelle sedi deputate concorriamo ad approvare.
La necessità invece  è quella di trovare la capacità  di dar vita ad un contenitore “partito” in grado di sviluppare al proprio interno un dibattito vero, un’analisi dei problemi, la produzione di possibili soluzioni credibili e fattibili. Inutile cercare false unità, che nascondono  invece la conservazione di posizioni consolidate e l’esclusione di novità vere. Si tratta di un approccio cultuale, prima ancora che di scelta programmatica. Approccio che di per sé è il presupposto non sufficiente, ma indispensabile, per rilanciare il ruolo del PD.
Si tratta di aggregare chi é disponibile a dar vita a un modo diverso di concepire il Partito. Non una struttura pesante, statica, con funzionari-dirigenti, con professionisti della politica, con poche sedi centrali, con convegnistiche per gli addetti ai lavori, con responsabili di settori che non hanno mai veramente sperimentato, con spese di gestione pesanti e non trasparenti, ma un Partito dinamico, strutturato sul territorio, con sedi snelle e “diffuse”, con il recupero del volontariato vero, con costi ridotti e investiti in “periferia”,  con la capacità di coinvolgere tante persone ricche di esperienze personali “vere”, capaci di dare un valore aggiunto all’azione politica, alle proposte da mettere in campo, in grado di essere una potenziale classe dirigente di “qualità”.
È questa la novità di cui vi é la necessità, più che del confronto fra presunte appartenenze che rischiano di nascondere al loro interno il vecchio modo di lasciare tutto com’è! Ci rendiamo conto che inseguendo questo schema, facendo proclami, regolarmente smentiti dai comportamenti, abbiamo perso molta della nostra credibilità? Ora lo “stile” Letta, al di là dei gufi interni, e la forza comunicativa di Renzi ci aprono la possibilità di conquistare finalmente l’opportunità di guidare e cambiare il Paese, persino i sondaggi ci danno questa indicazione. Non sprechiamo l’occasione con congressi farsa, organizzati dai soliti capo-bastone, fatti di richiami  unitari, ma che in realtà soddisfano le “piccole” ambizioni di ciascuno, lasciano tutti i temi irrisolti, tranquillizza vecchi e nuovi “nominati”, ma soprattutto non supera i  vizi di sempre!

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