Archivi del mese: settembre 2013

Sentire la mancanza di Mino

mino martinazzoliIl 4 settembre di 2 anni fa moriva Mino Martinazzoli, una delle figure di riferimento del cattolicesimo  democratico dell’Italia degli ultimi decenni. Di Lui molto si è detto e si dirà, molto si è scritto e si scriverà, anche in questi giorni. Purtroppo non  sempre a proposito, come spesso  avviene per le grandi personalità politiche. Martinazzoli, nell’ultima parte della sua vita, si tolse dall’agone politico. Non aderì ai processi di formazione e nascita del PD. Certo fece ben capire con chi NON stava, ma non si convinse della bontà di quanto avveniva nel centro sinistra. Non per nostalgia di vecchi schemi, il gesto veramente coraggioso lo fece Lui con il superamento della DC!, ma per delusione riguardo l’involuzione del progetto dell’Ulivo. Molti suoi estimatori di “oggi” sono proprio gli artefici di quel fallimento, ma si sa, anche in politica molti sono i satelliti che per essere luminosi hanno bisogno della luce altrui, essendo privi della propria, e quindi “attingono” a questa importante “fonte”. Fa sorridere, più che infastidire, registrare questo. Speriamo sia una sorta di redenzione rispetto un passato politico di tanti campioni della tattica, ma nani del pensiero, che recitano sulla scena politica italiana, lombarda e bresciana.

Di Mino spero di ricordarmi sempre alcuni insegnamenti, non semplici da attuare, ma fondamentali. A cominciare da un certo DISTACCO che bisogna avere dalla politica. Bisognerebbe dirlo ai tanti proiettati solo “all’autotutela” del futuro personale. C’è il tempo dell’impegno diretto, c’è il momento di offrire un contributo e utilissimo stimolo culturale, senza ruoli istituzionali o politici. Come fece Mino. Certo è più semplice farlo quando si ha di fronte l’autorevolezza del pensiero, come era per Lui, rispetto a quando ci si trova di fronte alla parodia dell’autoritarismo di “ruolo”, come avviene per tante controfigure dell’oggi.
Ricordando che anche la DUREZZA dello scontro politico deve avere DIGNITÀ. Questo vuol dire far prevalere le convinzioni alle convenienze, vuol dire non sacrificare alla tattica le idee, vuol dire contrapporsi all’altro con rispetto della verità, senza utilizzare la manomissione del pensiero, l’insinuazione o la violenza nel porsi.
Non dimenticando infine che la politica conta, ma la VITA conta di PIÙ! Questo vuol dire svolgere l’attività politica con grande professionalità, ma non considerarla la propria professione. Questo vuol dire portare nell’attività politica quel contributo valoriale che l’esperienza personale ti consegna e che non può avere chi pensa di consumare la propria esperienza umana esclusivamente nello stretto recinto dell’attività politico istituzionale. Questo significa favorire il ricambio, avere l’accortezza di passare il testimone della rappresentanza quando si è ancora in grado di correre, come avviene nell’atletica, non quando si è sfiniti e si rischia di darlo cadere a terra il “testimone” dei valori! Questo vuol dire che la responsabilità di uomini e donne che la vita ci consegna è qualcosa di più che cercare a tutti i costi di essere eletti o nominati, come si usa oggi.
Non so se quanti citano, parlano, “descrivono” Martinazzoli tengano sempre conto di questo. Ho l’impressione di no. Ma sicuramente sono io, come ahimè spesso mi accade, a non essere all’altezza del suo pensiero e del suo insegnamento.
Di Mino si sente la mancanza, delle sue riflessioni, delle sue analisi, dei suoi pacati, ma profondissimi rimproveri.

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Treni Venezia-Milano: la mia lettera a Zaia e Maroni

milano_veneziaMi rifiuto di pensare che le due regioni economicamente più importanti d’Italia fermino il loro ragionamento sul trasporto su rotaia l’una a Peschiera del Garda, di competenza lombarda, e l’altra a Verona. Con determinazione chiedo al presidente Zaia di ripensare la decisione, aprire una confronto serio con il nostro presidente Maroni e trovare una soluzione tesa non solo a mantenere i treni interregionali di collegamento tra Venezia e Milano, ma sviluppare con sempre maggiore determinazione un sistema  di trasporto integrato che attraversi il nord  Italia offrendo un servizio adeguato e all’altezza dei miglior standard europei

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Milano, 2 settembre 2013

Gentile Presidente Regione Lombardia Roberto Maroni
Gentile Presidente Regione Veneto Luca Zaia
e.p.c  Ministro alle Infrastutture On. Maurizio Lupi

É nota la notizia degli ultimi mesi della volontà della regione Veneto di sopprimere alcuni treni interregionali di collegamento tra Venezia e Milano, in particolare 4 coppie di treni che rappresentano gli unici collegamenti, non commerciali, che percorrono l’intera tratta con risparmi economici sul prezzo del biglietto che vanno dal 50% al 70% a secondo del percorso. Decisione che sembra motivata dal fatto che la rimodulazione del servizio ferroviario interno regionale Veneto non preveda più treni di collegamento con altre regioni. Forte è stata la reazione dei pendolari dei territori, sia lombardi che veneti, che in caso di sospensione si troverebbero ad affrontare un ulteriore disagio nell’utilizzare il treno quale mezzo di trasporto per recarsi al lavoro o frequentare l’università, molte e variegate sono le sedi universitarie interessate (Milano, Brescia, Verona, Padova, Venezia) che accolgono studenti in stretta relazione fra di loro e che molte volte si troverebbe in una seria difficoltà nell’affrontare gli onerosi esborsi previsti dai collegamenti garantiti dai Freccia Bianca. Le alternative possibili, oltre che a non essere affidabili, per rispetto degli orari, inadeguate, per qualità del servizio, sono del tutto insufficienti a garantire un servizio efficiente e in grado di rispondere alla domanda delle/i cittadine/i utenti. Va inoltre considerata la potenziale utenza rappresentata dal turismo che tenuto conto delle città e località, Desenzano, Peschiera del Garda, attraversate può davvero essere interessante, ma che necessitano di un progetto, di un’idea, di un’offerta, di adeguati investimenti in particolare pensando all’opportunità di Expo 2015.
Proprio mentre si aprono in varie sedi una serie riflessioni rispetto la necessità di promuovere sempre più un diverso modo di concepire la mobilità, non più su “gomma”, ma su “ferro”, si rischia di assumere decisioni politiche di segno diametralmente opposto.
E questo nel nordest molte volte citato quale esempio di capacità di innovazione per l’Italia intera, nordest fra l’altro impegnato in un confronto istituzionale, non é questa ovviamente la sede di confronto, teso ad aggregare realtà territoriali e socioeconomiche molto simili e omogenee.
Mi rifiuto di pensare che le due regioni economicamente più importanti d’Italia fermino il loro ragionamento sul trasporto su rotaia l’una a Peschiera del Garda, di competenza lombarda, e l’altra a Verona. Con determinazione chiedo al Presidente Zaia di ripensare la decisione, aprire una confronto serio con il nostro Presidente Maroni e trovare una soluzione tesa non solo a mantenere i collegamenti in oggetto, ma sviluppare con sempre maggiore determinazione un sistema di trasporto integrato che attraversi il nord Italia offrendo un servizio adeguato e all’altezza dei migliori standard europei. Sono consapevole delle non indifferenti possibili difficoltà di natura economica. Anche in questo caso però invito ad una valutazione di più lungo respiro dove non ci si limita agli effetti di “oggi”, ma che instauri un sistema virtuoso con positive ricadute in tutti i sensi, anche economici, “domani”. La risposta non può a mio parere essere ” …Mancano cinque milioni di euro non si può fare altrimenti. Non ci saranno meno treni, si dovrà solo scendere da un treno ed aspettarne un altro, perchè il cadenzamento fra regioni non riusciamo a farlo…”. Davvero Veneto e Lombardia insieme non riescono a reperire queste risorse e scaricano su tante/i cittadine/i un disservizio cosi pesante? Diventa altresì importante che anche il Governo nazionale, in questo senso ho ritenuto di inviare la nota anche al Ministro Lupi, senta sua questa esigenza e agisca in modo puntuale e importante a sostegno di scelte indispensabili per lo sviluppo del Paese.
Ridisegnare il nostro modello socioeconomico, renderlo nuovamente pienamente competitivo rispetto ad uno standard di concorrenza sempre più alto, esige scelte coraggiose e lungimiranti che a volte possono trovare un intelligente inizio anche mantenendo dei semplici collegamenti ferroviari tra Venezia e Milano.
Ringrazio per l’attenzione che vorrete dedicare alla mia sollecitazione garantendo l’assoluta attenzione e contributo alle soluzioni che riterrete proporre.
Gian Antonio Girelli

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Grazie ragazzi del Mortirolo e grazie Fiamme Verdi di Brescia e Val Camonica

mortirolo1945 – 2013: è importante ricordare le battaglie del Mortirolo combattute dalle Fiamme Verdi della Val Camonica contro i repubblichini della RSI. Momenti di storia che ben rappresentano la ribellione di una valle, dei suoi abitanti contro l’oppressione nazifascista.
La resistenza italiana non ha portato solo un sostanziale contributo alla guerra di Liberazione, ma ha soprattutto rappresentato il riscatto morale, la riconquista di una morale e di un senso  etico per il  Popolo italiano. Protagonista una giovane generazione che senza indugi si è spesa, a volte a durissimo prezzo, per i valori di giustizia e libertà.
Giovani ricordati come eroi non solo perchè in tanti casi hanno sacrificato la loro vita, ma per come hanno vissuto la loro gioventù con l’intensità, la generosità, la tensione morale e l’amore verso i loro fratelli e la democrazia che non possono  essere solo un ricordo, ma diventare un esempio. Esempio quanto mai di riferimento in questo momento di grande smarrimento e caduta dei valori fondanti del nostro stare insieme.
Grazie ragazzi del Mortirolo e grazie Fiamme Verdi di Brescia e Val Camonica che ogni anno ne tenete viva la memoria!

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Partire dalla legalità e dalla trasparenza

berlusconi_santanchèChe si dovesse giungere ad una decisione sull’IMU lo si sapeva. Era negli accordi attorno ai quali ha preso vita questa “strana” maggioranza. Più che oramai inutili discussioni su quanto avvenuto, si lavori ora per applicare alla Service tax i principi di equità e progressività che sono indicati nella nostra Costituzione quali cardini della fiscalità.
Politicamente, invece, si è tolta al PDL la foglia di fico dietro la quale si nasconde il tema vero, “l’agibilità” politica di Berlusconi. Agibilità! Che strano termine viene usato. Rilevo che nei regolamenti urbanistici si rilascia quando sono rispettate TUTTE le regole! Su questo non vi è alcun patto di alleanza, ma ancor di più non vi può essere alcuna disponibilità del PD a trovare un “aggiustamento”. Sarebbe inconcepibile in ogni sistema democratico dove qualsiasi condannato si sente in dovere di dimettersi spontaneamente dai ruoli ricoperti, portando avanti le legittime battaglie per rivendicare la propria innocenza, senza travolgere e condizionare negativamente la vita politica e istituzionale della Nazione.
Su questo dobbiamo essere chiari, ne va della credibilità del sistema, del PD, della politica in Italia. Su questo il PDL minaccia di far cadere il Governo (a onor del vero in modo perlomeno schizofrenico)? Lo faccia e se ne assuma la responsabilità nei confronti del Paese. Soprattutto verso disoccupati, giovani, imprenditori, amministratori locali, persone con disabilità, insomma verso tutte le criticissime situazioni che si sta cercando di affrontare. Se la drammaticità del momento può portare a governi di emergenza, non va mai dimenticato che è solo partendo da una base di legalità e trasparenza che si può costruire una reale e credibile via d’uscita. Perlomeno per il PD e il Centrosinistra.

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