Treni Milano-Venezia: abbiamo scritto al ministro dei Trasporti

trenoInsieme ai colleghi del Pd Jacopo Scandella (in Regione) e Matteo Mauri (in Parlamento) abbiamo scritto al ministro dei Trasporto Lupi. Chiediamo che venga convocato un tavolo per discutere e migliorare il coordinamento del sistema ferroviario interregionale del Nord Italia. Con la lettera si formalizza quanto annunciato martedì dopo aver appreso, a mezzo stampa, l’esito negativo della riunione tecnica convocata a Verona tra le delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia per trovare una soluzione alla decisione unilaterale del presidente Zaia di sopprimere 8 treni interregionali che collegano Milano a Venezia dal prossimo 15 dicembre.

Gent.  Ministro delle Infrastutture e dei Trasporti On. Maurizio Lupi

A distanza di venti giorni dalla precedente missiva,  Le sottoponiamo nuovamente  la questione dei treni di collegamento tra Venezia e Milano, alla luce degli ultimi sviluppi.
Come certamente già saprà stiamo parlando della linea ferroviaria Milano-Verona-Venezia che è tra le più frequentate dell’intero territorio nazionale, con una media di 36.000 viaggiatori al giorno. 24 corse al giorno sono svolte da Trenord sulla linea Milano-Verona e pagate dalla Lombardia. Ulteriori 8 corse sono svolte da Trenitalia sulla linea Milano-Verona-Venezia e pagate dal Veneto. Questa situazione deriva da Accordi di programma del 2000 tra Stato e Regioni, tuttora vigenti. Da dicembre 2013, Regione Veneto intende unilateralmente sopprimere la tratta Milano – Verona delle proprie 8 corse mantenendo con orari leggermente diversi la tratta Verona – Venezia. Ricordiamo che queste 4 coppie di treni rappresentano gli unici collegamenti, non commerciali, che percorrono l’intera tratta con risparmi economici sul prezzo del biglietto, rispetto ai costosi Freccia Bianca, che vanno dal 50% al 70% a secondo del percorso.
Lunedì scorso a Verona è stata convocata una riunione tecnica alla presenza delle delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia, che pare non aver sortito gli effetti sperati. Le posizioni fra le parti sono ancora distanti, Regione Veneto sembra non voler recedere dalla decisione unilaterale della soppressione dei convogli in oggetto. Le proposte fatte dai tecnici di Regione Lombardia, che tendono a mantenere il servizio e ad integrarlo ulteriormente nell’ottica della spesso dichiarata ma mai attuata razionalizzazione del trasporto ferro sulla linea Milano – Venezia, sembrano ricevere solo dinieghi dalla controparte veneta. Regione Lombardia, per ritorsione,  minaccia di far fermare le proprie 24 corse a Desenzano del Garda (confine amministrativo della Regione). Il tutto si sta giocando nella visione di una ridefinizione interna alle singole regioni degli orari, quando invece stiamo parlando della direttrice che per importanza è la seconda dell’intero territorio nazionale.
A tutto ciò si ha notizia inoltre che, analogamente a queste quattro coppie di treni, sono a rischio altri convolgi di tipo interregionale con collegamento festivo e più precisamente che percorrono la linea Lecco – Bergamo – Brescia – Verona – Venezia che, specialmente nella stagione estiva, hanno importanza rilevante soprattutto dal punto di vista turistico.
A questo punto, trattandosi dell’ultimo caso di una serie che riguarda i rapporti fra le varie Regione del Nord Italia, riteniamo non più rinviabile chiedere al Governo di intervenire e di indire un apposito tavolo, in cui il suo Ministero svolga un ruolo attivo e fondamentale nella ricerca di una soluzione che vada al di là dei semplici steccati amministrativi ma che veda la ricerca di una risposta meno locale e più di sistema. Un tavolo che veda coinvolte tutte le componenti (oltre al Ministero, le Regioni del Nord d’Italia, Trenitalia e Trenord) onde evitare il solito sistema di esprimersi in maniera diversa a seconda dell’interlocutore.
Le ragioni di questo contenzioso sono difficilmente comprensibili agli occhi dei cittadini utenti; i tecnici parlano di miglior cadenzamento dell’orario, ma con uno sguardo tutto locale, la parte politica sottolinea la carenza di risorse economiche. Davanti a questa situazione riteniamo che il Ministero debba fare la sua parte sia per quanto riguarda le soluzioni tecniche che quelle di bilancio.
Il tavolo dovrebbe diventare il luogo dove trovare una soluzione alla mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti, non solo per quanto riguarda questa tratta ma anche per tutte le criticità che si evidenziano laddove il trasporto su ferro conosce interconnessioni fra Regioni diverse. Le sfide che hanno di fronte queste regioni, EXPO 2015 in testa, richiedono di lavorare in maniera coordinata e programmata andando oltre i campanilismi e le divisioni politiche.
Infine, come immaginerà, la questione evidenziata è di grande attualità tra i pendolari e gli utenti del servizio ferroviario in Regione Lombardia; grande attenzione è infatti dedicata dai media locali, anche per questa ragione siamo certi che il Governo metterà in campo tutte le azioni al fine di individuare una soluzione adeguata che salvaguardi i collegamenti esistenti.

Confidando in un Suo autorevole e pronto intervento di fronte a questa nostra sollecitazione, la salutiamo con cordialità.

Milano, 26 settembre 2013

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