Verso il congresso. Qualche idea per il Paese, per il PD e per Renzi

pd_bandiereCon estrema fatica ci avviciniamo all’assemblea nazionale del PD per conoscere le regole con le quali si svolgeranno i congressi. Con fatica perché ancora non si è perso del tutto il vizio di pensare che si possa usare il metodo per determinare il risultato. No, la partita va giocata più che mai in modo “aperto”, puntando sui contenuti, sull’affidabilità dei candidati e sulla loro capacità di comunicare con l’elettorato. Proprio su questo mi permetto due considerazioni, una sul livello nazionale, l’altra  su quello provinciale.
A Renzi, candidato sempre più in crescita di consenso e sostegno all’interno del Partito e non più solo “fuori”, raccomando di prestare attenzione ai sostenitori più o meno della prima, seconda o terza ora, che in realtà sostengono  solo ….loro stessi. Alcuni sono protagonisti di TUTTE  le novità da anni salvo poi, per manifesta incapacità, essere ridimensionati. Rischiano seriamente di appesantire la proposta, impedire di mantenere quell’energia e quella leggerezza che deve avere. Senza mortificarli, vanno ricondotti alla loro dimensione.
Ancor di più lo stesso Renzi deve ricordare da un lato la serietà degli altri contendenti – diversi ma sotto certi aspetti interessanti – dall’altro l’enorme responsabilità che ha. La sua vittoria alle primarie, i ruoli che nel tempo gli potrebbero essere assegnati non sono auspicabili per il suo personale percorso, ma cruciali per il PD, per il centrosinistra, per l’intero Paese. Un suo fallimento sarebbe il fallimento di un progetto politico in cantiere dalla nascita dell’Ulivo al PD. Non può e non possiamo permettercelo. Quindi basta con rivendicazioni e facile battute, simpatiche sì, ma che rischiano di diventare i “titoli” di giornali non certo imparziali. Parli sempre di più di contenuti e di programmi di lavoro. Veda in Letta e in quanti nel PD hanno a cuore l’innovazione, non i contendenti, ma gli alleati con i quali costruire il cambiamento. E a chi lo accusa di non essere all’altezza della tradizione politica del centrosinistra risponda con proposte che sappiano interpretarne nel profondo la radice e l’identità!
Per quanto riguarda le realtà locali si sia chiari. Si rompa il tentativo, sempre presente, degli eletti di controllare il Partito. È ora che i deputati rendano conto al Partito di quello che fanno e non siano loro a scegliersi i segretari per tutelarsi e avere il Partito al proprio servizio. Siano la base, i circoli, gli iscritti, i simpatizzanti a scegliere e costruire il PD. Solo così sarà in sintonia con il Paese e con le/i cittadine/i. Bisogna ribadire con forza alcuni principi dal finanziamento dei Partiti (nessuno si illuda che l’arrabbiatura della gente sia “passata) alla scelta “vera” dei parlamentari, temi percepiti importanti come la ripresa economica proprio per innescare quel volano di credibilità, impegno, cambiamento, persino entusiasmo di cui ha bisogno non solo il PD, ma l’Italia!

Articolo scritto in Blog Dem, Idee e politica e con i tag , , , .



Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>