Archivi del mese: settembre 2013

Ora le carte sono scoperte

governo_letta_quirinaleOra le carte sono scoperte. L’unica vera richiesta che Silvio Berlusconi e i “suoi” ponevano per sostenere il Governo, ora è evidente, era il suo “salvataggio”, badate  bene NON politico, ma giudiziario, perché di questo si tratta. Chiunque  parli di IMU, di IVA non merita nemmeno risposta perché è ora di smettere di rapportarsi con la falsità, l’imbroglio, la demagogia. Letta va ringraziato per lo sforzo fatto, per lo stile dimostrato, per aver mostrato al mondo che in Italia esistono  politici seri e dignitosi, non solo  inaffidabili imbonitori. Mi auguro che i cittadini e la “politica” lo ricordino.
Ora si tratta di verificare cosa si può fare. Mi auguro, per l’immediato,  si riesca a trovare una proposta capace di affrontare le due criticità che abbiamo davanti:
- non vanificare gli sforzi fatti nel tentativo di ripresa economica
- affrontare il tema della riforma elettorale.
Poi, alla luce della situazione, penso non vi sia alternativa al voto anticipato. Voto che ci deve trovare pronti. Con persone riconosciute autorevoli dai cittadini, non da loro stesse o dalle segreterie dei partiti, con programmi che sappiano essere chiari e nuovi. Abbiamo sia le une che gli altri, basta con coraggio e convinzione metterle in gioco. Senza deleghe in bianco, ma con un mandato fiduciario vero, basato su serietà e “condivisione”. Su questo si tratta di verificare nel PD chi veramente lo ritiene  un progetto politico innovativo e chi invece lo considera un comodo autobus, nella coalizione chi sinceramente è disposto a cambiare un Paese sempre più in difficoltà nel liberarsi da tante, troppe, insopportabili cattive abitudini, e chi invece preferisce continuare a gestire comode, per loro, rendite di posizione.

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Treni Milano-Venezia: abbiamo scritto al ministro dei Trasporti

trenoInsieme ai colleghi del Pd Jacopo Scandella (in Regione) e Matteo Mauri (in Parlamento) abbiamo scritto al ministro dei Trasporto Lupi. Chiediamo che venga convocato un tavolo per discutere e migliorare il coordinamento del sistema ferroviario interregionale del Nord Italia. Con la lettera si formalizza quanto annunciato martedì dopo aver appreso, a mezzo stampa, l’esito negativo della riunione tecnica convocata a Verona tra le delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia per trovare una soluzione alla decisione unilaterale del presidente Zaia di sopprimere 8 treni interregionali che collegano Milano a Venezia dal prossimo 15 dicembre.

Gent.  Ministro delle Infrastutture e dei Trasporti On. Maurizio Lupi

A distanza di venti giorni dalla precedente missiva,  Le sottoponiamo nuovamente  la questione dei treni di collegamento tra Venezia e Milano, alla luce degli ultimi sviluppi.
Come certamente già saprà stiamo parlando della linea ferroviaria Milano-Verona-Venezia che è tra le più frequentate dell’intero territorio nazionale, con una media di 36.000 viaggiatori al giorno. 24 corse al giorno sono svolte da Trenord sulla linea Milano-Verona e pagate dalla Lombardia. Ulteriori 8 corse sono svolte da Trenitalia sulla linea Milano-Verona-Venezia e pagate dal Veneto. Questa situazione deriva da Accordi di programma del 2000 tra Stato e Regioni, tuttora vigenti. Da dicembre 2013, Regione Veneto intende unilateralmente sopprimere la tratta Milano – Verona delle proprie 8 corse mantenendo con orari leggermente diversi la tratta Verona – Venezia. Ricordiamo che queste 4 coppie di treni rappresentano gli unici collegamenti, non commerciali, che percorrono l’intera tratta con risparmi economici sul prezzo del biglietto, rispetto ai costosi Freccia Bianca, che vanno dal 50% al 70% a secondo del percorso.
Lunedì scorso a Verona è stata convocata una riunione tecnica alla presenza delle delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia, che pare non aver sortito gli effetti sperati. Le posizioni fra le parti sono ancora distanti, Regione Veneto sembra non voler recedere dalla decisione unilaterale della soppressione dei convogli in oggetto. Le proposte fatte dai tecnici di Regione Lombardia, che tendono a mantenere il servizio e ad integrarlo ulteriormente nell’ottica della spesso dichiarata ma mai attuata razionalizzazione del trasporto ferro sulla linea Milano – Venezia, sembrano ricevere solo dinieghi dalla controparte veneta. Regione Lombardia, per ritorsione,  minaccia di far fermare le proprie 24 corse a Desenzano del Garda (confine amministrativo della Regione). Il tutto si sta giocando nella visione di una ridefinizione interna alle singole regioni degli orari, quando invece stiamo parlando della direttrice che per importanza è la seconda dell’intero territorio nazionale.
A tutto ciò si ha notizia inoltre che, analogamente a queste quattro coppie di treni, sono a rischio altri convolgi di tipo interregionale con collegamento festivo e più precisamente che percorrono la linea Lecco – Bergamo – Brescia – Verona – Venezia che, specialmente nella stagione estiva, hanno importanza rilevante soprattutto dal punto di vista turistico.
A questo punto, trattandosi dell’ultimo caso di una serie che riguarda i rapporti fra le varie Regione del Nord Italia, riteniamo non più rinviabile chiedere al Governo di intervenire e di indire un apposito tavolo, in cui il suo Ministero svolga un ruolo attivo e fondamentale nella ricerca di una soluzione che vada al di là dei semplici steccati amministrativi ma che veda la ricerca di una risposta meno locale e più di sistema. Un tavolo che veda coinvolte tutte le componenti (oltre al Ministero, le Regioni del Nord d’Italia, Trenitalia e Trenord) onde evitare il solito sistema di esprimersi in maniera diversa a seconda dell’interlocutore.
Le ragioni di questo contenzioso sono difficilmente comprensibili agli occhi dei cittadini utenti; i tecnici parlano di miglior cadenzamento dell’orario, ma con uno sguardo tutto locale, la parte politica sottolinea la carenza di risorse economiche. Davanti a questa situazione riteniamo che il Ministero debba fare la sua parte sia per quanto riguarda le soluzioni tecniche che quelle di bilancio.
Il tavolo dovrebbe diventare il luogo dove trovare una soluzione alla mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti, non solo per quanto riguarda questa tratta ma anche per tutte le criticità che si evidenziano laddove il trasporto su ferro conosce interconnessioni fra Regioni diverse. Le sfide che hanno di fronte queste regioni, EXPO 2015 in testa, richiedono di lavorare in maniera coordinata e programmata andando oltre i campanilismi e le divisioni politiche.
Infine, come immaginerà, la questione evidenziata è di grande attualità tra i pendolari e gli utenti del servizio ferroviario in Regione Lombardia; grande attenzione è infatti dedicata dai media locali, anche per questa ragione siamo certi che il Governo metterà in campo tutte le azioni al fine di individuare una soluzione adeguata che salvaguardi i collegamenti esistenti.

Confidando in un Suo autorevole e pronto intervento di fronte a questa nostra sollecitazione, la salutiamo con cordialità.

Milano, 26 settembre 2013

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Sanità vogliamo una riforma per i cittadini, non per i partiti!

sanitàDi sanità molto si è parlato, molto si parla e molto si parlerà. E’ un servizio/diritto fondamentale, coinvolge prima o poi ogni famiglia, ogni persona, impegna risorse ingenti, consegna potenzialità sempre più grandi.
In Lombardia è necessario metterci mano. NON come sta facendo la maggioranza che prima  nomina una commissione di saggi, poi il Presidente di Commissione presenta una sua “personale” proposta, poi lo fanno alcuni consiglieri in ordine sparso, l’assessore ne prende in gran parte le distanze, così come il Presidente del Consiglio e, sia pur in forma sfumata, il Presidente della Giunta. Basta! È ora di riportare il confronto nei luoghi deputati a farlo (commissione e consiglio regionale e consiglio) uscendo dagli scantinati e dai solai dei partiti o delle correnti dei partiti. È evidente che quella in atto è una lotta per accaparrarsi il controllo di un settore strategico come la sanità, più che la volontà di riformare un sevizio nell’interesse dei cittadini.

A mio parere due sono le necessità preliminari:
- chiarire gli scandali avvenuti, evidenziandone le responsabilità e rimuovendone le origini. Che fine farà la Legge “Daccò”? Come recupereremo le risorse indebitamente erogate? Che criteri intendiamo adottare per indicare i nuovi manager? Che regole  di trasparenza vogliamo introdurre? Come vogliamo regolamentare in modo corretto il rapporto pubblico-privato?
- Partire  da un’analisi dei bisogni sociosanitari di una Lombardia che nel corso di questi anni è profondamente cambiata, per età e composizione della popolazione, per patologie, per mutamento socioeconomico.

Così come fondamentale è fissare alcuni principi:
- È ora di parlare di benessere, più che di pura sanità. Accanto alla “cura” bisogna infatti puntare sulla prevenzione, da sempre non sufficientemente sviluppata in Lombardia, non solo in senso classico di screening, ma anche come educazione a stili di vita corretti.
- Bisogna riscoprire la medicina di territorio da affiancare a quella ospedaliera. Implica rivedere il ruolo delle ASL, riscoprirne la vocazione di erogatrici di servizi più che di controllori della burocrazia, ripuntare sui distretti, investire sui medici di “famiglia”.
- Riorganizzare la rete ospedaliera è necessario, ma va fatto rispettando i territori e i cittadini, anche quelli delle “periferie”. Questo rende indispensabile il coinvolgimento degli Enti Locali nella programmazione e nella scelta delle priorità.
- Dobbiamo guardare in modo diverso alla netta separazione tra sanità e sociosanitario, divisione molte volte incomprensibile e fonte di confusione e dispersione di risorse.
Il PD ha espresso una proposta chiara al riguardo che voglio  riassumere in un messaggio di sintesi: si pensi alla riforma sanitaria nell’interesse delle persone, non delle ambizioni dei parti e dei loro esponenti.

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Operazione antimafia in Lombardia: come si è arrivati a questo punto?

L’operazione antimafia che si svolta stamattina (martedì 24 settembre) in Lombardia dimostra ancora una volta quanto sia necessario tenere alta la guardia sulle infiltrazioni della criminalità organizzata, capace davvero di penetrare i gangli della vita civile del nostro Paese e della nostra regione.
Oltre al plauso doveroso a inquirenti e forze dell’ordine, la politica e le istituzioni devono ancora una volta interrogarsi sul perché sia stato possibile arrivare a questo punto e soprattutto, d’ora in poi, come evitare che una così pesante contaminazione continui, in particolare, come ho ribadito più volte, in vista dell’Expo, evento che richiama gli appetiti malsani dei sistemi mafiosi. La Commissione che presiedo sarà sempre in prima fila per combattere la presenza delle infiltrazioni in Lombardia.

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Assicurare continuità ai finanziamenti per la vita indipendente dei disabili in Lombardia

disabiliNon è passata sotto silenzio la forte provocazione di Cinzia Rossetti. Oggi è nato un gruppo di lavoro (che coordinerò con il collega del Pdl Giulio Gallera) che si occuperà di predisporre lo strumento più idoneo per portare all’attenzione del Consiglio regionale la richiesta di linee guida e certezza di finanziamenti per la vita indipendente dei disabili gravi in Lombardia. E’ quanto si è stabilito oggi in Commissione Sanità e Assistenza, a seguito dell’audizione con il Comitato Lombardo per la Vita Indipendente dalla quale sono emerse le difficoltà quotidiane di soggetti e famiglie che quotidianamente affrontano questa condizione di non autosufficienza facendo i conti con una continua mancanza di risorse.
È necessario dare continuità ai finanziamenti per ora legati alla sperimentazione spot o al puro trasferimento delle risorse del fondo nazionale per le disabilità. E’ fondamentale garantire l’opportunità di un progetto di vita in conformità con quanto previsto dalla nostra Carta costituzionale. Questo implica la necessità o di promulgare una legge specifica come hanno già fatto altre regioni o di prevederlo come intervento da inserire nella programmazione dei piani di zona.

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Verso il congresso. Qualche idea per il Paese, per il PD e per Renzi

pd_bandiereCon estrema fatica ci avviciniamo all’assemblea nazionale del PD per conoscere le regole con le quali si svolgeranno i congressi. Con fatica perché ancora non si è perso del tutto il vizio di pensare che si possa usare il metodo per determinare il risultato. No, la partita va giocata più che mai in modo “aperto”, puntando sui contenuti, sull’affidabilità dei candidati e sulla loro capacità di comunicare con l’elettorato. Proprio su questo mi permetto due considerazioni, una sul livello nazionale, l’altra  su quello provinciale.
A Renzi, candidato sempre più in crescita di consenso e sostegno all’interno del Partito e non più solo “fuori”, raccomando di prestare attenzione ai sostenitori più o meno della prima, seconda o terza ora, che in realtà sostengono  solo ….loro stessi. Alcuni sono protagonisti di TUTTE  le novità da anni salvo poi, per manifesta incapacità, essere ridimensionati. Rischiano seriamente di appesantire la proposta, impedire di mantenere quell’energia e quella leggerezza che deve avere. Senza mortificarli, vanno ricondotti alla loro dimensione.
Ancor di più lo stesso Renzi deve ricordare da un lato la serietà degli altri contendenti – diversi ma sotto certi aspetti interessanti – dall’altro l’enorme responsabilità che ha. La sua vittoria alle primarie, i ruoli che nel tempo gli potrebbero essere assegnati non sono auspicabili per il suo personale percorso, ma cruciali per il PD, per il centrosinistra, per l’intero Paese. Un suo fallimento sarebbe il fallimento di un progetto politico in cantiere dalla nascita dell’Ulivo al PD. Non può e non possiamo permettercelo. Quindi basta con rivendicazioni e facile battute, simpatiche sì, ma che rischiano di diventare i “titoli” di giornali non certo imparziali. Parli sempre di più di contenuti e di programmi di lavoro. Veda in Letta e in quanti nel PD hanno a cuore l’innovazione, non i contendenti, ma gli alleati con i quali costruire il cambiamento. E a chi lo accusa di non essere all’altezza della tradizione politica del centrosinistra risponda con proposte che sappiano interpretarne nel profondo la radice e l’identità!
Per quanto riguarda le realtà locali si sia chiari. Si rompa il tentativo, sempre presente, degli eletti di controllare il Partito. È ora che i deputati rendano conto al Partito di quello che fanno e non siano loro a scegliersi i segretari per tutelarsi e avere il Partito al proprio servizio. Siano la base, i circoli, gli iscritti, i simpatizzanti a scegliere e costruire il PD. Solo così sarà in sintonia con il Paese e con le/i cittadine/i. Bisogna ribadire con forza alcuni principi dal finanziamento dei Partiti (nessuno si illuda che l’arrabbiatura della gente sia “passata) alla scelta “vera” dei parlamentari, temi percepiti importanti come la ripresa economica proprio per innescare quel volano di credibilità, impegno, cambiamento, persino entusiasmo di cui ha bisogno non solo il PD, ma l’Italia!

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Giusto il premio Bulloni per Eleonora Cantamessa

eleonora-cantamessa-chiuduno-10-420x532Eleonora Cantamessa è morta mentre soccorreva un uomo picchiato in una rissa. La dottoressa, ginecologa, viveva in provincia di Bergamo e lavorava a Brescia, nella clinica Sant’Anna.
Condivido e sostengo in pieno la proposta del sindaco di Brescia Emilio Del Bono di candidare la dottoressa di Trescore Balneario al premio «Bulloni», che riconosce i protagonisti della solidarietà vissuta, i testimoni dei valori di altruismo, generosità, civismo e accoglienza.
Non si tratta solo di un gesto simbolico, ma del riconoscimento – con il premio più importante della nostra comunità – a una persona che ha pagato con il prezzo più alto la scelta di non girare la faccia dall’altra parte e di prestare soccorso a chi in quel momento ne aveva bisogno.

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Grazie Cinzia della tua fortissima provocazione

Cinzia Rossetti in uno scatto del progetto «La femminilità è donna» (Brescia Oggi)

Cinzia Rossetti in uno scatto del progetto «La femminilità è donna» (Brescia Oggi)

Cinzia Rossetti, ragazza davvero in gamba, e non solo perché bresciana (eh, eh!) ci ha spedito una lettera di grande provocazione. Ha praticamente chiesto agli 80 consiglieri regionali di sostenere il suo progetto di vita indipendente, finanziato, per un po’ di tempo da Regione Lombardia e ora lasciato in uno stallo di incertezza dove però, di fatto, i fondi non vengono erogati.
Per Cinzia, ragazza in gamba con qualche difficoltà fisica, significa veder messa in discussione la scelta di vita autonoma che si è costruita. A venir meno non é un semplice servizio, ma una speranza, un’aspirazione di una semplicità estrema: essere il più possibile indipendente. La sua non è una battaglia “personale”, ma una più che giusta rivendicazione a nome di quanti come Lei hanno fatto con coraggio e determinazione una scelta come la sua.
A Cinzia bisogna dare una risposta, e in fretta. Cominciando dal ristabilire un principio, a mio parere fondamentale. Garantire ad ogni cittadina/o italiana/o la possibilità di decidere il più possibile della propria vita, delle proprie scelte é un dovere per una Paese democratico. È la semplice applicazione di un rincipio di solidarietà tra persone che sta alla base della nostra Carta Costituzionale. Non é quindi l’esercizio di un di più, quasi fosse un esercizio di carità!, ma la semplice applicazione di un valore che ci siamo dati.
Nei prossimi giorni lavoreremo perché a Cinzia e alle tante “Cinzie” che vivono in Lombardia, vengano date non semplici risposte che risolvano il problema per un po’, ma una scelta definitiva che sancisca una volta per tutte un indirizzo politico per la Lombardia. Ricordando un aspetto. Nella vita TUTTI abbiamo bisogno di TUTTI, a volte chi sembra più autonomo ha più bisogno di altri che gli venga ricordato che l’efficienza, la velocità, finanche la bellezza, non é certo quello che appare, ma quello che è “dentro” le persone. Su questo dobbiamo puntare per costruire un mondo migliore, più bello, più solidale. Grazie Cinzia della tua fortissima provocazione! Ci aiuta a fare politica in modo più attento, utile e rispettoso del ruolo che la politica dovrebbe avere!!!

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Sanità: un diritto da garantire a tutti, con trasparenza, efficenza, efficacia

221556_bambino_ospedale_1Sulla sanità molto si è dibattuto nella passata consigliatura regionale. Se non si fosse abbattuto lo tsunami “ndrangheta” sarebbe stato questo (con l’aiuto di cave e discariche) a far traballare il totem Formigoni. San Raffaele, Santa Rita, Maugeri, “legge Daccò”, e molto altro, gli argomenti oggetto di indagini, di avvisi, di garanzia, di arresti, di processi e condanne. Il tutto in un contesto di un servizio che per onestà intellettuale va definito di qualità rispetto alla professionalità degli operatori, all’adeguatezza di gran parte delle strutture, in generale alla percezione che si ha della sanità lombarda. Ma questo non può in alcun modo giustificare quanto avvenuto, anzi a maggior ragione bisogna riflettere sul futuro. Già il futuro. Molto si sente parlare di riforma. Lo fa il Presidente Maroni, il Vicepresidente, nonché Assessore, Mantovani, il Presidente di Commissione, qualche solerte Commissario. È stata persino istituita una apposita commissione di esperti. Di fatto escono indiscrezioni varie, a volte contraddittorie fra di loro.
Ora credo sia tempo di ricondurre il confronto in un corretto percorso istituzionale.
Esiste un Consiglio Regionale, democraticamente eletto, che si è dotato di una Commissione dove tutti i Partiti sono rappresentati, è li che si deve aprire un percorso condiviso.
Esiste la necessità di confrontarsi con i territori. Razionalizzazioni, riconversioni, ricollocazioni di servizi, non sono decisioni da prendere al di fuori del contesto sul quale incidono. Confrontarsi è faticoso, ma si chiama “politica”!
Esiste l’esigenza di conoscere le idee e le proposte della Giunta. Ridurre il numero delle ASL, delle AO? Chiudere alcuni presidi ospedalieri? Riprendere l’idea del country hospital? Cosa significa nel concreto? Affrontare l’emergenza riabilitazione e lungodegenza che scelte e tempi prevede?
Esiste, fatto di per sé fondamentale, la necessità di aprire un serio confronto sulla sanità del futuro, in Lombardia.

Per noi significa garantirne l’accesso a tutti abbattendo i ticket per i redditi più bassi, razionalizzando i servizi, ma senza creare territori e cittadini di serie B, pensare sempre più alla prevenzione come priorità e sostituire l’idea di salute con quella di benessere, tornare ad una presenza sui territori, riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato.
Per farlo bisogna riscrivere i termini della spesa, rivedere la ripartizione tra sanità e sociale, abbattere i tanti, troppi sprechi che hanno caratterizzato e rischiano di condizionare tutt’ora la sanità lombarda.
Su tutto bisogna reintrodurre un principio di trasparenza, nelle scelte, nella gestione, nell’esercizio quotidiano del servizio. Trasparenza, la cui mancanza ha stigmatizzato negativamente gli ultimi anni di Regione Lombardia.

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Ci attende un autunno impegnativo. Affrontiamoli con determinazione, entusiasmo e voglia di fare

gruppoAutunno impegnativo quello che ci attende! Lavoro, casa, legge urbanistica, riforma sanitaria, nuovo modello di welfare, treni soppressi, ludopatie, riforma del commercio, lotta alle mafie, riassetto istituzionale, aiuti alla piccola e media impresa, Expo 2015, risorse finanziarie …..e potremmo continuare.
Ci sono richiesti un grande impegno, uno sforzo di “pensiero“, una capacità di coinvolgimento non indifferenti, probabilmente con sempre maggiore capacità di innovazione e apertura.
Ci è sembrato bello riprendere l’attività con un momento di condivisione in una realtà sociale che ben richiama i temi sopracitati, ma che soprattutto ci ricorda che ogni decisione, ogni proposta, ogni legge che andremo ad esaminare, proporre ed approvare deve avere dentro di sé si i principi di efficienza, efficacia ed economicità, ma soprattutto deve essere caratterizzata da un grande principio di SOLIDARIETÀ! Da questo periodo di crisi socioeconomica, nonché politico-istituzionale, possiamo, dobbiamo, uscirne con un modo di stare insieme più corretto, più equo, più attento a chi per una ragione o per l’altra rischia di rimanere indietro.
Al lavoro dunque, con determinazione, entusiasmo, voglia di fare e grande spirito di autentica amicizia!

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