A noi interessa il salvataggio dell’Italia non del padrone di un partito

belusconiLe sentenze non si “giudicano”, si applicano e laddove è possibile e si ritiene giusto, si appellano. Per questo non intendo commentare quanto deciso ieri dalla Corte di Cassazione. Mi limito a sottolineare che quando viene condannato un esponente politico la cosa mi rattrista perché il discredito rischia di cadere su tutte le istituzioni.
Sul video messaggio di Silvio Berlusconi invece mi sento libero di esprimere tutte le considerazioni del caso, perché è di politica che si tratta. Trovo che ancora una volta il nostro ha dimostrato la sua completa inadeguatezza a ricoprire ruoli istituzionali, la sua completa mancanza del senso dello Stato e del relativo primato rispetto agli interessi personali. Inaccettabile la tesi che siccome ha un passato di imprenditore di successo – evito riflessioni sugli aiuti e i “Monopoli” di cui ha goduto – dovrebbe usufruire di una specie di immunità rispetto a comportamenti illegali. Così come pericoloso l’evocare il “consenso” quale sanatoria delle colpe. Da Barabba in avanti il consenso, fra l’altro nel caso di Berlusconi  MAI plebiscitario, non sempre ha scelto per il meglio, anzi ….. Ma soprattutto è consolidato il principio che ogni democrazia matura prevede dei meccanismi di autotutela da possibili degenerazioni della democrazia stessa. Tralascio ogni commento sui presunti successi ottenuti e sulla considerazione all’estero. Come siamo messi lo sappiamo tutti, non solo per colpa sua, ma con grande responsabilità sua, e come viene visto all’estero basta leggere un po’ di stampa estera, dove a parte la Russia di Putin (ma come i comunisti non sono il nemico?) è evidente cosa si pensa.
Infine va  sottolineato il tono da campagna elettorale usato. Deve farci riflettere. Non cadiamo nell’errore di essere noi, o meglio i nostri “soliti” specialisti del “chiamarsi fuori” per scopi congressuali, a provocare la crisi di governo. Piuttosto alziamo il livello dell’azione di governo, affrontiamo subito la riforma della legge elettorale e diamo sostanza ai tanti cambiamenti abbozzati. Rispondiamo a muso duro ai Cicchitto, ai Brunetta che a noi interessa il salvataggio dell’Italia non del padrone di un partito. Decideranno loro di staccare la spina ponendoci condizioni inaccettabili? Lo  facciano, spiegheremo agli italiani dove stanno le responsabilità. Intanto però attrezziamoci, prepariamoci, mettiamo in campo il meglio di noi stessi facendo fare un passo indietro alle tante ambizioni personali e un passo in avanti alla volontà di risollevare l’Italia. Spero che questa vicenda ponga fine non solo al berlusconismo, ma anche ad un certo antiberlusconismo di maniera che ha dato a sua volta ruolo ad una classe politica del tutto inadeguata.

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