Tra Calderoli e la serietà Maroni sceglie Calderoli

calderoliHo aspettato un po’ a scriverne. Dentro di me speravo che alla fine prevalesse la ragionevolezza  e un ritrovato senso dell’istituzione. Così non é stato, anzi abbiamo assistito ad un crescendo di demagogia, esasperazione e banalizzazione davvero imbarazzanti.
Sì, mi riferisco alle “battute” del senatore Calderoli sul Ministro dell’integrazione Cécile Kyenge, tanto più gravi dato il suo ruolo di Vice Presidente del Senato. Che l’esponente leghista avesse scarso rispetto  degli altri,  che usasse appellativi insultanti e toni provocatori lo si sa da sempre, è nel DNA del suo partito, è  stato il modo di far politica di tanti suoi esponenti che poi hanno adeguato il loro linguaggio. Lui ne è rimasto, assieme a Borghezio, che riesce ad essere persino peggio, Boso e pochi altri, fedele interprete, quasi a ricordare, in fondo, qual’è il sentimento vero che cova sotto la cenere.
Quanto detto sul Ministro Kyenge è però inaccettabile, perchè è dettato da un rifiuto “dell’altro”, dalla volontà, ancora una volta, di cavalcare il malessere sociale per scagliarlo  contro qualcuno. È tipico di chi fa politica limitandosi ad essere megafono stonato dei disagi invece che cercare di provare a dare risposte. È abitudine soprattutto della Lega mascherare i propri insuccessi dietro slogan e proclami. Su questo bisogna essere duri e intransigenti. Verso Calderoli: avrebbe dovuto dimettersi immediatamente. Verso Maroni e la dirigenza del suo partito: hanno nicchiato sulla gravità del fatto, fortemente minimizzato con la loro base . Non è un interlocutore serio un Presidente di Regione, nonché segretario di partito, che non impone a Calderoli di dimettersi da vicepresidente del Senato. Non lo é verso l’istituzione che rappresenta e persino verso i tanti esponenti Leghisti che in varie sedi  con serietà ed impegno provano  a mettere in campo azioni politiche che, anche se non sempre condivise, nascono comunque dalla volontà di offrire soluzioni.
Di contro anche a sinistra  è ora di smetterla. Berlusconi, Brunetta, Schifani vanno contrastati su base politica e istituzionale, gli argomenti non mancano certo, non sulla base del dileggio personale. A uscirne ridimensionati, anche in questo caso, è chi pronuncia certe frasi più di chi le subisce. Anche Grillo spero capisca che il turpiloquio verso tutto e tutti non può essere usato nel confronto politico con la stessa disinvoltura dello show comico.
Mi preoccupa vedere le giustificazioni qua e là espresse rispetto il motivo che sta dietro la frase di Calderoli. Non c’è lo spazio “culturale” per farlo. Non ci si può confrontare con chi non rispetta principi fondamentali, universalmente riconosciuti, ma che soprattutto cerca di montare in modo strumentale il malessere sociale indirizzandolo contro qualcuno. Nessuno cada nel tranello e si lasci ingannare da questa facile qanto pericolosa scorciatoia.
Caro Maroni, le/i lombarde/i hanno bisogno di risposte concrete, tagli dei ticket, riduzione dell’Irap e dell’addizionale, treni funzionanti (solo per fare esempi), non di “nemici” da combattere, costruiti e usati solo per nascondere le tante  incapacità e inadeguatezze.

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