Archivi del mese: maggio 2013

In diretta web con Umberto Ambrosoli: il video completo

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Tutti insieme con Emilio Del Bono

emilioDomenica  26 e lunedì 27 maggio si vota per il rinnovo del Consiglio Comunale di Brescia. Un’occasione importante per cambiare il modo di governare la nostra città, per ristabilire un patto fiduciario tra chi amministra e i cittadini, per affrontare  in modo diverso  le tante criticità socio economiche che viviamo e per iniziare a costruire la comunità del futuro. Da qui nasce il sostegno convinto ad EMILIO DEL BONO, non  solo  dall’essere contro chi ha governato  in questi anni. Certo rispetto all’attuale amministrazione non c’è condivisione su molte questioni, sulla maggioranza delle scelte prese, ma vi è soprattutto una forte critica rispetto l’assoluta mancanza di visione del futuro. In tema di problemi sociali, ricordate la vicenda “Bonus Bebè”?, in tema di mobilità, emblematico il parcheggio sotto il castello, in questioni urbanistiche, un PGT non certo all’altezza quello presentato, e potremmo proseguire, si é manifestata  l’inadeguatezza di una coalizione di centrodestra  più impegnata a “demolire” quanto fatto precedentemente che a contribuire a predisporre un progetto, un’idea di città. Emilio, coadiuvato dai consiglieri del Centrosinistra,  in questi anni ha svolto con puntuale e certosina costanza un’opposizione attenta e nel merito. Ma soprattutto ha costruito un Programma condiviso, attento a cogliere le istanze, le intime necessita, i bisogni e le speranze della comunità bresciana. Lui, le/i candidate/i delle liste a suo sostegno meritano il nostro impegno, il nostro lavoro nel convincere i cittadini a votare per loro per affidargli  il non facile compito di guidare Brescia fuori dalla profonda crisi che sta attraversando e per riconsegnarle  quel ruolo di locomotiva che ne ha caratterizzata la  storia. Al lavoro dunque con determinazione ed entusiasmo, con una forte capacità di coinvolgimento in una speranza concreta da realizzare INSIEME!

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Rispondiamo all’appello di Giovanni Falcone: diamo il meglio nel nostro ruolo istituzionale

“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle Istituzioni”
Giovanni Falcone

falconeDal 1992 ad oggi ogni anno il 23 maggio ricordiamo la strage di Capaci e l’assassinio di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca e degli uomini della sua scorta Vito, Rocco e Antonio. Accompagnato nel ricordo in modo oramai indissolubile con Paolo Borsellino e di tanti magistrati, esponenti delle forze dell’ordine e cittadine/i che sono state vittime della ferocia mafiosa. Da quel giorno tra luci e ombre la Giustizia ha svolto il suo percorso giungendo a dei pronunciamenti. Da allora il fenomeno mafioso, in tutte le sue declinazioni, non ha smesso di operare, radicarsi sul territorio, trovare altri canali economici attraverso i quali operare. Anche in Lombardia dove non solo la triste vicenda che ha provocato la caduta della giunta regionale, ma una serie di riscontri segnalano quanto sia presente l’infiltrazione mafiosa vedendo coinvolte pubbliche amministrazioni e operatori privati.
Accanto a settori da tempo conosciuti, stupefacenti, prostituzione, pubblici appalti, se ne scoprono sempre di nuovi, quali il gioco d’azzardo e l’usura. Recentemente è stata istituita la Commissione Regionale Antimafia. Per ora una presa di coscienza, più che una risposta. Una presa di coscienza che DEVE però diventare una risposta. Far conoscere nella sua cruda realtà il fenomeno, insegnare a individuarlo con precisione, produrre norme, per quanto ci compete, capaci di ostacolarlo in tutti i modi, favorire leggi tese a prevenire le situazioni di possibile esposizione, essere vicini in tutti i modi alle vittime dell’attività mafiosa, favorire una ferma e decisiva risposta politica e sociale attraverso una mobilitazione “culturale”, è l’obiettivo che ci si vuole dare.
Senza clamore, consapevoli del ruolo che non é di indagine o di giudizio, ma anche senza timori, consapevoli della necessità di fare tutto quanto è nelle nostre possibilità, facendo magari qualcosa in più. Lo faremo creando una rete fra tutte le istituzioni lombarde e di altre Regioni, cercando un patto con le cittadine e i cittadini della nostra Lombardia dove la legalità deve diventar un vero e proprio “marchio” territoriale.
Questo significa svolgere il ruolo al quale siamo stati chiamati, questo significa rispondere all’appello di Giovanni Falcone di dare il meglio nel nostro ruolo istituzionale, questo significa trasformare il ricordo di un sacrificio da retorica abitudine a concreta testimonianza.

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Per sapere di più cosa succede in Regione e non solo

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Dipendenze da gioco: la situazione in regione e in provincia di Brescia

Vi segnalo la relazione sulla Ludopatia in Lombardia pubblicata dall’Ufficio Analisi Leggi e Politiche regionali. Quello delle dipendenze da gioco è un fenomeno preoccupante che va contrastato a tutti i livelli: in Parlamento, Regione e Comune!

LEGGI QUI LA RELAZIONE: Ludopiatie in Lombardia

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Il PD può e deve fare la sua parte, ma non a tutti i costi!

Partito di lotta e di governo. Si è detto della Lega, lo ha interpretato in modo devastante una parte di sinistra, lo sta attuando in modo inusuale, e a mio giudizio particolarmente preoccupante, il centrodestra. Il vecchio vezzo tutto italiano di dire una cosa e poi farne un’altra è parte del nostro sistema politico. Se confrontiamo gli slogan leghisti alla loro azione di governo ci accorgiamo di quanto distanza vi sia, se pensiamo al periodo a guida Prodi con ministri che il mattino sedevano in Consiglio e il pomeriggio manifestavano in piazza contro il Governo, se ricordiamo il refrain del PDL “meno tasse” e scopriamo che in anni di potere le hanno “semplicemente” aumentate, abbiamo uno spaccato piuttosto evidente di questa abitudine.
Anche il PD non è venuto meno a questa tradizione, anche se più sul fronte interno che nell’attività governativa. Rinnovamento, cambio della legge elettorale, limiti di mandato rigido, congressi aperti, sono stati promesse e impegni non sempre mantenuti. Persino il M5S fatica ad essere coerente, sulle diarie, sul rispetto del principio che “ognuno vale uno” e altro. Non sempre questo comportamento viene peraltro punito dall’elettorato – a parte nel centrosinistra dove si bacchetta con più facilità quasi in preda ad una sottesa forma di masochismo – che sembra più incline a seguire i proclami urlati in piazza che le concrete azioni di governo.
Ora però ci troviamo di fronte ad uno scenario diverso. Abbiamo avuto parti contrapposte che si sono “dovute” incontrare su un programma non esaustivo, ma impegnativo sul fronte sociale ed economico. Tutti sappiamo che è una convivenza difficile e che contestualmente al rispetto degli impegni assunti vi è anche la necessità di marcare la propria identità. Rilevo che il PD su alcuni temi (immigrazione, cassa integrazione, esodati, mi auguro presto tassazione sul lavoro, giovani e donne), ha posto all’attenzione del governo questioni per noi importanti e non sempre inserite nel programma di governo. Vedremo cosa uscirà dal confronto politico.
Rilevo poi che il PDL, a parte il tema IMU che del resto non era sua esclusiva, è sulle vicende del suo leader che esercita il suo differenziarsi. Ha cominciato a riempire (a onor del vero tolti i contestati solo a metà!) le piazze per contestare le sentenze dei giudici, lo fa con i suoi Ministri e soprattuto con toni e contenuti che stravolgono l’impianto stesso del nostro sistema costituzionale. L’obiettivo è chiaro, delegittimare il lavoro della magistratura evocando un giudizio del “popolo”. Al di là della storia (la folla è incline a scegliere Barabba) non si può trascurare la pericolosità di tale deriva. Davanti ad eventuali sentenze definitive cosa dobbiamo aspettaci? Scontri in piazza? Rivolta di una parte politica rispetto all’indipendenza della Magistratura? Non voglio entrare nel merito dei processi in corso, ma trovo vergognoso il fatto che in ogni occasione si siano portati i dibattimenti negli studi televisivi.
Voglio qui ribadire il principio che NON può essere messo in discussione il ruolo della Giustizia. Si vogliono riforme? Si proponga una legge e si verifichi in Parlamento la possibilità di farla approvare. Su questo non sarà possibile essere indulgenti: o il PDL riporta il confronto all’interno di un normale dibattito politico e parlamentare o è impossibile non stigmatizzarne la deriva populista al di fuori del nostro tracciato costituzionale. Non sono giustizialista, anzi ho sempre pensato che l’aver concentrato l’attenzione sulle vicende giudiziarie più che su quelle politiche sia la fonte di molti errori del PD, ma un fermo difensore delle REGOLE sì. Il Paese ha bisogno di coesione e di riforme per uscire dalla profonda e grave crisi che sta attraversando, il PD può e deve fare la propria  parte, ma, come ha ricordato Enrico Letta, non a tutti i costi!

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La DIA via da Malpensa, decisione difficile da comprendere

La Dia (Direzione Investigativa Antimafia) ha comunicato la decisione di chiudere il Nucleo informativo presso l’aeroporto di Malpensa. Solo pochi giorni fa il Presidente del Consiglio Enrico Letta, in visita a Milano per la nomina del commissario Expo, ha ribadito fortemente la necessità di lavorare con determinazione per impedire le infiltrazioni mafiose in vista di Expo 2015. Davanti all’impegno del Governo e delle istituzioni tutte certamente risulta difficilmente comprensibile la decisione di chiudere la Dia a Malpensa. Già nel gennaio 2012 il Direttore della Dia era intervenuto sottolineando l’importanza del mantenimento di tale presidio e oggi più che mai vanno raddoppiati gli sforzi, anche considerato che da Malpensa passa circa il 60% del traffico di stupefacenti nazionale. È necessario mandare un segnale di massimo impegno dello Stato verso il contrasto di ogni forma di attività mafiosa e, nell’immediato, di verificare le motivazioni e di attivarci con la Commissione Antimafia per cercare una soluzione, consapevoli che certe strutture andrebbero potenziate e moltiplicate.

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ImMUniziamoci e parliamo di politiche concrete

Per il PDL è diventato un mantra. Via l’IMU o cade il Governo. Immagino l’entusiasmo dei neo ministri, viceministri e sottosegretari del centrodestra nel sentirsi così convintamente sostenuti. Rilevo il silenzio della Lega: a quando una proposta realmente federalista in tema fiscale? Forte il timore dei comuni che non sanno come chiudere i bilanci. Prudente il chiarimento del Pd. Intanto al bar, sul lavoro, a “far la spesa” gli argomenti mi sembrano altri: il posto di lavoro che non si trova per i figli o che i genitori perdono, i soldi che non bastano  mai, le spese che continuano ad aumentare, e la politica che…
Letta fa bene a richiamare con forza il discorso di insediamento, dove si è parlato di rivedere il tema casa non solo per la tassazione, ma anche riguardo affitti agevolati e ristrutturazioni, ma dove si è detto molto riguardo lavoro, giovani, riforma elettorale e istituzionale oltre che  ad un nuovo patto europeo fra le assolute priorità da perseguire.
Ecco che allora rispetto alla continua cantilena sull’IMU – per la prima volta il Cavaliere sembra voler mantenere una promessa elettorale! -, si contrappone un’idea di sviluppo che sappia guardare un po’ più in là del giorno dopo, ma soprattutto di una politica che si sforza di ridare un progetto, finanche una speranza alle persone.
La sfida è tutta qui. Non diamo l’occasione ora di far polemiche, cominciamo a mettere in cantiere una serie di proposte, in parte già in via di definizione, realmente capaci di rimettere in moto il Paese. Facciamolo ridando all’Europa il giusto ruolo di motore di sviluppo non di gabelliere tedesco. Questo è il lavoro che il PD e Letta si sforzano di fare, non perchè sono entusiasti di quanto avvenuto, ma perchè cercano di fare quello che serve al Paese. Se gli altri sostenitori vorranno concorrere nel merito lo facciano puntando in alto, per spessore e qualità della proposta. Se riterranno invece di staccare la spina per pura convenienza, si accomodino pure, penso che le/gli italiane/i sapranno giudicare.
Perciò senza timore ImMUnizziamoci e parliamo di politiche concrete. Così possiamo riconquistare credibilità e sostegno, così potremo scrollarci di dosso un passaggio elettorale e post elettorale di grande imbarazzo.

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