Per la Lombardia serve una proposta completamente “diversa”

In questi giorni ricorre spesso  la frase “cambio epocale” riguardo alla caduta (a onor del vero “al rallentatore”), del Presidente Formigoni e della sua maggioranza.
In molti si stanno attrezzando per l’evento. C’è chi richiama il necessario ritorno al ruolo guida della politica, chi, pensando magari a sé, evidenzia la necessità di mettere in campo le migliori energie e competenze. Modestamente, a mia volta suggerisco alcune idee. Comincerei con il rivendicare il lavoro del gruppo consiliare. Non ci si è limitati ad una semplice opposizione, ma si sono sviluppate proposte alternative all’azione di governo. E lo si è fatto uscendo dal Palazzo e cercando il più possibile di costruire con i territori un dialogo costante e diffuso. Da qui si può partire per costruire un programma innovativo per la Lombardia, compito  che non deve essere affidato a gruppi di lavoro completamente indipendenti, slegati e decontestualizzati. Affrontare una consistente rivisitazione del sistema sanitario, riscrivere un rinnovato patto per il welfare, avere parole nuove e politiche conseguenti in tema di mobilità e trasporti, di ambiente ed energia, tornare a rivendicare con orgoglio il ruolo della Regione, tanto per fare alcuni e importanti esempi, non è compito facile. Ma anche estremamente entusiasmante.
E poi dobbiamo individuare il candidato premier del centrosinistra. Il metodo non mettiamolo in discussione: le primarie. Altre forze hanno già avanzato proposte, tutte rispettabili e significative, ma tocca al PD individuare il nome capace di vincere il confronto. In molti cercano soluzioni pensando a leader nazionali o personalità della società civile. Ragioniamoci. Di una cosa però sono convinto, indipendentemente da chi rappresenterà il centrodestra, ex sindaco o ex ministro/a che sia, noi dobbiamo avanzare una proposta completamente “diversa”. Alla figura di un Governatore, un po’ alla volta diventato la caricatura di sé stesso, distante, avvolto da un’aurea di presunta efficienza, forte di un carisma che si è trasformato in senso di onnipotenza, noi dobbiamo contrapporre un proposta “normale”. Quella di una persona, capace, preparata, ma consapevole che non le consegniamo i nostri destini, ma la responsabilità di mettere insieme persone e idee. Onestà, trasparenza, sobrietà sono le premesse dalle quali partire per innescare un’azione di buon governo. Ridare autorevolezza e riconquistare la fiducia dei cittadini è il principale compito che gli viene chiesto. Abbiamo persone adatte, sia nel gruppo consigliare, sia nel partito, sia “attorno” a noi.
Coraggio lavoriamo al progetto con l’entusiasmo e la serietà che bisogna avere quando si affrontano compiti importanti. É così che possiamo far diventare questo momento un “cambio epocale” e non solo un cambio di chi governa Regione Lombardia.

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