Archivi del mese: agosto 2012

Cosa significa essere riformisti? Cambiare!

Cosa significa essere riformisti? Molte volte si rivendica questa identità, poche si riesce a declinarne le linee. Al di la delle singole opinioni, di una cosa ritengo bisogna essere certi: Riformare significa CAMBIARE. Partendo da questa considerazione provo ad ipotizzare alcune indicazioni sull’applicazione del riformismo in politica.

Partiamo dalle persone. Un partito non deve essere uno spazio chiuso per addetti ai lavori, ma un luogo inclusivo dove i cittadini, con una dimensione professionale acquisita e portatori di una autentica rappresentanza, mettono a disposizione la loro passione e capacità. I candidati vengono indicati, salvo rare e chiare eccezioni, attraverso le primarie, specialmente in mancanza di metodi elettivi selettivi. Il numero dei mandati deve essere un vincolo per TUTTI. Pensiamo a Clinton piuttosto che a Blair, mi sembra rappresentino esempi molte esplicativi. Avere chiare le incompatibilità e la separazione tra settori socio economici. Chi ha ruolo politico non può essere portatore di interessi strategici di parte. I ruoli istituzionali devono vedere riconosciuta una indennità dignitosa, ma non diventare una fonte di arricchimento.

Arriviamo agli obiettivi generali. Ovviamente abbozzo alcune idee, incomplete e da perfezionare. Compito della politica è tornare a trovare sintesi tra interessi all’apparenza confliggenti. Basta con il partito di “una” parte. L’obiettivo e far comprendere a ciascuno che solo sul crescere insieme che si fonda il vero sviluppo. Il pubblico non deve soffocare il privato, ma regolarlo. Favorire il mercato non significa non disegnarne il campo d’azione, ma garantirne una vera applicazione e non la nascita di un oligopolio. Deve essere premiato il merito e la competenza, ma deve essere garantita a TUTTI la medesima opportunità di esprimerli. Contrastare ogni forma di discriminazione, di esclusione, di emarginazione è uno dei compiti primari della politica. Il confronto politico autentico e sul merito non può trasformarsi nella delegittimazione dell’altro. Garantire la rappresentanza vera della società in tutte le sue componenti. Raggiungere questi obiettivi cosa ha a che fare con quanto sta facendo il PD? Qualcosa, non a sufficienza. Mi aspetto parole chiare al riguardo, poco importa chi le pronunci, anzi mi aspetto che tutti i candidati alle primarie per la guida del governo le facciano diventare parte fondamentale della loro proposta. Se invece prevarranno altre spinte, molto conservatrici, dove ci si ostina ad usare slogan datati e a promuovere la solita classe dirigente cresciuta in laboratorio. . . . .per chi vuol essere riformista si porrà ancora una volta la necessità di capire come CAMBIARE!

Un’ ultima annotazione. Per dare concretezza al Riformismo, anche riguardo ai traguardi che i programmi di governo dovrebbero darsi, consiglio una fonte giuridica particolarmente ispirata. Si chiama COSTITUZIONE, ha qualche annetto, ma rimane attualissima soprattutto se finalmente e completamente applicata!

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Referendum, una riflessione sul fronte dei promotori

È indubbio che il successo, a onor del vero lasciato molto sotto traccia, della raccolta firme per diminuire l’indennità ai parlamentari ha raggiunto livelli inaspettati anche per gli stessi promotori. È l’ennesima dimostrazione di quanto bassa sia la considerazione dei cittadini verso la politica e nei confronti di chi la “fa”.
Si potrebbe elencare una serie di motivi, il fossato tra le persone e gli eletti, quando si è là si curano solo i propri interessi, è tutta gente privilegiata che non sa cosa sono i problemi, sono tutti uguali e potremmo andare avanti. Anche le risposte rischiano di essere stanche e scontate, tra tutte il NON sono tutti uguali. Ed è vero, ma non facilmente credibile. Lasciando ad altri momenti il discorrere sul cosa fare, o non fare, per riconquistare la fiducia dei cittadini, voglio esprimere una riflessione sul fronte dei promotori del referendum e più in generale su quanti cavalcano quest’onda generalmente definita di anti politica. Si perchè anche per loro non bisogna cadere nell’errore di considerarli tutti uguali. Ve ne sono alcuni che in modo trasparente manifestano il loro dissenso, parola gentile per non usare quella che realmente pensano, verso la politica che non risponde ad alcuno dei loro bisogni. Lo fanno esasperati da difficili situazioni sperimentate o conosciute. A loro deve andare tutta l’attenzione del caso e la speranza che la loro rabbia si trasformi in spinta al cambiamento, ovunque vogliano politicamente collocarsi. Ma ve ne sono altri che sinceramente trovo imbarazzanti. Molti di loro hanno avuto ruolo politico, lo hanno quasi sempre svolto in modo approssimato, molto “clientelale”, talmente vicino ai cittadini che…generalmente sono stati rispediti a casa. Eccoli li, ovviamente rigorosamente il giorno dopo, a pavoneggiarsi del numero delle firme raccolte nei loro Comuni, a volte, con l’approssimazione che li caratterizza, confondendo i referendari con i grillini, come fosse merito loro. Di questi dobbiamo non solo dubitare, ma liberarci, perché non vogliona cambiare, ma semplicemente tornare. Ve ne sono ovunque, ne conosco alcuni anche dalle “mie parti”. Verso di loro con tutta sincerità e ancora una volta usando parole gentili provo solo compassione e misericordia.

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Ticket più bassi? Si può

Ticket più bassi utilizzando i soldi ricavati dall’evasione fiscale. È questa la proposta che come PD Lombardia abbiamo già avanzato in Consiglio Regionale. Ma la maggioranza l’ha bocciato nel mese di luglio. E ora inizia anche la nostra “campagna d’estate”.
La proposta “Meno evasione più sanità” parla concretamente ai bisogni dei cittadini lombardi che si trovano a pagare i ticket più alti d’Italia. Noi proponiamo di esentare le famiglie sotto i 30mila euro e di rendere progressiva l’applicazione in base alle fasce di reddito. Le risorse per fare questa operazione ci sono. Recuperiamole dall’evasione fiscale su IRAP, bollo auto e addizionale IRPEF che per il 2012 sarà di oltre 200 milioni di euro.

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Nelle ultime settimane la Lega Nord ha infine mostrato la volontà di intervenire per abbassare i ticket. Ora li sfidiamo a portare questa proposta in Consiglio, vediamo se avranno il coraggio.

 

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Paesi “poveri”: Olimpiadi in tv solo a pagamento. Persa l’occasione per costruire un ponte fra i popoli

Un amico, don Gian Franco, parroco in Albania, mi ha manifestato una certa delusione riguardo le Olimpiadi. No, non per i risultati, ma perché non riesce a vedere le gare. Certo anche in Albania ci sono le Tv, anche le più sofistificate, così come i segnali.
Peccato che i canali che trasmettono i “giochi” olimpici siano…a pagamento. E si sa con tutte le spese che ci sono, e le risorse che non ci sono, spazio per la pay tv proprio non c’è. E si che in questi pomeriggi straordinariamente caldi sarebbe bello per lui,  per i ragazzi, per tutti insomma, vedere un po’ di quegli sport tanto inusuali, praticati da atleti di nazionali non sempre conosciute che vengono trasmessi solo ogni quattro anni ai giochi olimpici. Sembra che il tema si ponga in molti paesi più o meno “poveri”. Ma come! Uno degli emblemi della pace, della fratellanza, dell’universalità senza un po’ di euro diventa inaccessibile? Mistero degli accordi internazionali, delle concessioni dei diritti televisivi, di un mondo che ha perso l’occasione per costruire un ponte fra i popoli, di offrire le stesse opportunità di conoscere a tutti, e  l’ha trasformata nell’ennesimo modo   di discriminare chi ha meno. Certo don Gian Franco mica si scoraggia, anzi si consola guardando la vita quotidiana della sua comunità, dove cattolici e mussulmani convivono senza problemi, trovano punti in comune e motivi di umana soddisfazione e condivisione, conquistano ogni giorno la loro medaglia per semplici gesti di solidarietà,  anche senza quelle inusuali immagini sportive. Però…

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Mantenere 118 a Brescia? Lega e Pdl votano contro

Per la Lega il territorio è importante solo a “intermittenza”?
La maggioranza ha respinto oggi in Aula la mia mozione per mantenere la centrale operativa 118 in provincia di Brescia. Regione invece nella nuova fase di riorganizzazione dei presidi dell’emergenza urgenza la vuole accorpare alla centrale di Bergamo.
È strano che la Lega Nord che aveva appena votato una mozione in difesa dei tribunali periferici come presidi strategici per il territorio, abbia, al contrario, votato contro la permanenza della centrale del 118 a Brescia. Evidentemente una contraddizione in termini: una forma di tutela degli interessi locali a intermittenza, sottostimando l’importanza di avere una centrale operativa vicino ai territori in grado di conoscere luoghi e operatori.
In nome di un presunto risparmio di spesa si rischia di impoverire il territorio di una potenzialità consolidata ed efficiente come dimostrano anche i dati storici dell’attività svolta dalla realtà bresciana. Dispiace vedere disatteso anche il pronunciamento del Consiglio provinciale di Brescia che a maggioranza aveva approvato una delibera in linea con quanto oggi bocciato nell’Aula regionale.

La votazione è finita con 26 sì e 34 no.
Hanno votato contro
: Alboni (Pdl), Azzi (Pdl), Belotti (Lega), Bianchi (Lega), Boni (Lega), Boscagli (Pdl), Bossetti (Lega), Bottari (Lega), Camillo (Pdl), Carugo (Pdl), Ciocca (Lega), Colla (Lega), Colucci (Pdl), Frosio (Lega), Galli (Lega), La Russa (Pdl), Longoni (Lega), Lupatini (Lega), Maccari (Pdl), Marelli (Lega), Orsatti (Lega), Parolo (Lega), Puricelli (Pdl), Raimondi (Pdl), Rinaldin (Pdl), Riparbelli (Pdl), Romeo (Pdl), Romeo (Lega), Rossoni (Pdl), Ruffinelli (Lega), Toscani (Lega), Valentini Puccitelli (Pdl), Zambetti (Pdl), Zuffada (Pdl).

 

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