Un’altra predica di Formigoni

Il presidente Formigoni, rinfrancato dal voto di fiducia e come al solito “inconsapevole” sul nuovo penultimatum della Lega, torna a farci prediche. Da un lato sulla capacità Lombarda di essere di esempio al resto d’Italia, dall’altro sull’etica morale.
In particolare bizzarro il richiamo ai cattolici del PD ad uscire per incompatibilità  dei loro valori con le idee del partito. Motivo di questo nuovo rigurgito integralista? Le parole di Bersani sulle unioni tra persone omosessuali. Tralascio le facili ironie, ma esprimo da cattolico che si sforza, senza gran risultato del resto, di essere coerente, alcune considerazioni.
Parto in ogni caso da una premessa: la propria fede è una motivazione all’impegno, non può essere un codice da imporre. Per chiunque sia chiamato a guidare un Paese è necessario dare risposte ai bisogni e alle necessità dei cittadini. Il tutto in un contesto che cambia e pone nuovi interrogativi soprattutto sul tema dei diritti da garantire, come esemplarmente sancito dalla nostra Costituzione, a tutti.  Personalmente penso sia ipocrita non dare risposte al tema delle unioni di fatto, specie tra omosessuali che, al di là degli impropri richiami alle norme già esistenti, non hanno di fatto un riferimento normativo. Non penso sia permesso a nessuno disquisire sui legami che fanno incontrare le persone e le portano a sperimentare un percorso di vita insieme. Credo che per uno Stato questo patto di Unione sia una garanzia della tenuta solidale della società. I passi non possono essere troppo esasperati, ma neanche rimandati, semplicemente con determinazione portati avanti in tempi certi.
Dire questo NON significa essere contro la famiglia, come, Formigoni vorrebbe farci credere. Anzi a maggior ragione è necessario evitare di riempirsi la bocca con questa parola senza poi mettere in campo alcunché di concreto per aiutarla. Sono convinto che l’investimento sulle giovani coppie e sui loro figli sia una delle priorità che dobbiamo darci e che con obiettività dobbiamo riconoscere nella “cattolicissima” Italia non abbiamo saputo fare con coerenza. Basta leggere il nostro tasso di natalità e confrontarlo con quello della “laicissima” Francia.
Ma per quanto riguarda i cattolici, pongo a Formigoni il quesito contrario. È compatibile per un cattolico militare con lui? Non voglio fare lo stesso errore e dare una risposta, ma da Ruby a Daccò, passando per il San Raffaele e il Santa Rita, gestione discariche e mi fermo qui non per mancanza di riferimenti, il dubbio si insinua. D’altra parte, se non ricordo male, su alcune tavole dove erano indicate alcune semplici regole non si parlava di unioni di fatto, ma di altre elementari regole da RISPETTARE. È tempo per i cattolici di ritrovare quella forza di iniziativa che sappia guardare alle persone in difficoltà, ai vecchi e nuovi bisogni e che faccia della solidarietà la caratteristica del nostro modo di uscire dalla crisi. Non voglio suscitare eccessivi dubbi al presidente Formigoni, ma chiedergli di evitare inaccettabili appelli si, se non altro per una questione di pagliuzze e di travi.
Pagliuzze che, ne sono piu che convinto, nulla hanno a che fare con le chiare parole di Bersani.

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