Archivi del mese: marzo 2012

Giovani

Spesso i giovani vivono le difficoltà in modo un po’ “vecchio” attorcigliandosi in percorsi tortuosi, perdendo la spigolosa e diretta sincerità che dovrebbe caratterizzarli. Recentemente ho letto un discorso di B. Springsteen dedicato a loro. Se pur un po’ “americano” l’ ho trovato stimolante. Ne riporto una piccola parte:

” fate rumore, fate rumore. Aprite le orecchie ed aprite il cuore. Non prendetevi seriamente e prendetevi seriamente. . .

Abbiate confidenza in voi, ma anche il dubbio. Vi terrà svegli e aperti. Crediate di essere i migliori in città e che fate anche schifo. Vi manterrà onesti . . .”

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Insulti e ruolo della Politica

Quanto è avvenuto ieri in Consiglio regionale suscita due considerazioni. La prima riguarda il Presidente Formigoni, l’atteggiamento suo e della maggioranza in aula. È infatti inaccettabile che si possa usare un termine irrispettoso (pirla) nei confronti di un consigliere, sia più volte ribadito con tono ironico e sprezzante e il tutto venga accompagnato dagli applausi di LEGA e parte del PDL. In una situazione normale la Presidenza del Consiglio avrebbe dovuto censurare tale atteggiamento, forse sospendere i lavori e convocare la conferenza dei capigruppo. Già, in condizioni normali, ma come si sa non siamo in condizioni normali, siamo in piena emergenza con un vuoto di autorevolezza e credibilità.

La seconda riguarda l’atteggiamento dell’ IDV altrettanto inaccettabile. Non è infatti sopportabile che questo gruppo, indipendentemente da quanto deciso nelle riunioni di minoranza, si senta libero di cercare in ogni occasione di trovare il modo di conquistare l’attenzione dei media alla faccia del merito e dell’ opportunità. In questo caso prima si è inventato le “false” dimissioni, poi ha cercato la”rissa” istituzionale. Mi chiedo: se è quasi impossibile fare opposizione assieme, come pensiamo di governare insieme? Non mi si dica che sono gli unici a fare opposizione. È sui contenuti, sulle proposte e sulle coerenze che si costruisce il consenso, non sulla capacità di trasformare le istituzioni in un circo, come sta facendo la maggioranza!

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Riforme: Rigore e condivisione

Ieri sera il Min. Fornero da Fazio, non è che sia un gran chè quest’ abitudine che si vada li a raccontare le strategie di governo, ci ha detto cosa intende fare in tema di riforme. È stata convincente, anche nel sottolineare la necessità di farle indipendentemente dal fatto di trovare l’accordo con tutte le parti sociali. Peccato che nel pomeriggio, al supermercato mi abbia fermato un pensionato dicendomi dei suoi problemi e che il mattino in una assemblea di circolo molti mi abbiano manifestato tutte le loro perplessità in tema di lavoro e previdenza. Già peccato perchè alta è l’aspettativa su queste questioni e bassa è la risposta che si rischia di dare. Come PD non possiamo accontentarci di dare una risposta tecnica, seria, credibile anche all’estero, al momento difficile che stiamo  attraversando. Dobbiamo fare in modo che accanto a questo vi sia l’attenzione a rinsaldare un patto sociale tra interessi diversi e tra generazioni diverse. Il rischio è di dimenticarsi qualcuno per strada o di mettere genitori contro i figli. Non deve essere il tempo delle rigidità di principio o di formule, ma il tempo della fermezze sui diritti, accompagnati dai doveri.  Proprio oggi è il decimo anniversario dell’uccisione di Marco Biagi, a cui sono legate alcune riforme, molte volte malamente tradotte rispetto alla sua idea originale. Ha rappresentato già allora la necessità di affrontare in modo serio il tema del lavoro, così come ha pagato con la vita il cercare di farlo, vittima di un clima e di una imperdonabile inadeguatezza di un ministro del tempo, con casa al Colosseo per intenderci. Facciamo le cose per bene con proposte serie, anche difficili, ma frutto se non della condivisione almeno della comprensione. Ce nè estremamente bisogno.

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Il Pd che guarda avanti e quello che guarda indietro

Leggo sull’ Espresso di questa settimana un articolo di E. Scalfari nel quale si auspica che Vendola entri nel PD per accrescerne la componente di socialismo riformista, pena il pericolo, per questo partito, all’ appuntamento del 2013, di far la fine della gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria. Francamente non sono d’ accordo. A cominciare dal considerare il PD un qualcosa di simile all’ iniziativa di sinistra del ’94. Se così fosse non solo saremmo drammaticamente anacronistici, ma si porrebbe un serio problema per molti che si troverebbero a militare in un partito diverso da quello che pensavano. Se esiste un problema per i Democratici è proprio quello di riuscire ad affrancarsi da un’idea di “vecchio” partito di sinistra per interpretare, come detto nella fase di costituzione del PD, la novità  realmente riformista nella politica italiana. Come Scalfari possa pensare di risolvere il problema auspicando l’ingresso di Vendola nel partito mi risulta sinceramente incomprensibile. Apprezzo il serio e importante lavoro del Presidente della Regione Puglia nell’ aggregare a sinistra, ma ciò può rappresentare un alleato, non certo una componente dei democratici. Anzi proprio perchè può rappresentare un alleato diventa assolutamente necessario marcarne la differenza, per unire consenso “diverso”,  non litigare per spartirsi gli stessi voti. Il PD ha l’assoluta necessità di conquistare il voto moderato. Non può pensare di farlo solo cercando alleanze, fra l’altro piuttosto precarie, con l’UDC o il terzo polo in generale, deve ottenerlo ponendosi come partito capace di includere quel tipo di consenso. Certo il continuo esasperare i toni di una certa classe dirigente o le continue fughe in avanti di questo o quel rampollo di belle speranze non aiuta molto. Il tempo che il PD ha davanti non è molto, lo deve utilizzare al meglio a cominciare dall’essere estremamente chiaro sia al suo interno che verso l’esterno. Se non trasmetterà la capacità di dare risposte innovative ai problemi di un paese stagnante, se non sarà capace di liberarsi dalla sindrome di autotutela della solita classe dirigente, se non saprà aprirsi ad energie fresche evitando di crescere in laboratorio i propri rappresentanti, potrà anche vincere le prossime elezioni, difficilmente diventerà l’autorevole riferimento per il Paese nei prossimi anni.

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Tributo a Lucio Dalla

Tante parole, anche a sproposito, sulla morte di un grande artista.  Non aggiungo altro se non il testo di una sua canzone.

“Le Rondini”

“Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle, anche più in là

Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.

Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà

Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni”

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Operazione trasparenza sui ticket solo quando conviene alla Regione

Altro che trasparenza. L’operazione che dal primo marzo avrebbe dovuto responsabilizzare i cittadini sui costi sociali dei loro esami, come prevede la delibera per le Regole 2012, riguarderà infatti soltanto una minima parte di prestazioni, in particolare quelle per le quali Regione Lombardia paga alle strutture ambulatoriali una quota a completamento di quanto corrisposto dai pazienti attraverso i ticket (vedi tabella).

Si tratta ovviamente di una trasparenza a senso unico. Il cittadino riceverà le informazioni annunciate solo quando si tratta di prestazioni per le quali paga in ticket una somma inferiore al costo dell’esame; ma nel 75% dei casi, vale a dire quando paga una prestazione più di quanto costa, non avrà il diritto di sapere quanto è costata effettivamente la prestazione che gli è stata erogata. Chiediamo invece che nella ricevuta rilasciata venga sempre indicato il costo della prestazione, anche quando il costo è inferiore a quanto pagato dal cittadino sommando le voci del ticket regionale e di quello nazionale. Solo così si potrà parlare di trasparenza vera e i cittadini lombardi sapranno quando pagano di più o di meno rispetto al costo di una prestazione sanitaria.

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