Archivi del mese: febbraio 2012

Non lasciamo nessuno indietro

In questi giorni mi è capitato in più occasioni di incontrare persone non più giovanissime, ma nemmeno troppo adulte, che hanno perso il lavoro. Forte  è il loro disagio, sia per le responsabilità che gravano sulle loro spalle, la famiglia, il mutuo. . ., sia per la difficoltà che hanno nel reinserirsi nel “circuito”.  Ma come, si chiedono, anni di esperienza non contano niente? Forte è anche il mio disagio nel non riuscire ad essere d’aiuto. In fondo compito di chi sta nelle istituzioni è contribuire a creare le condizioni perché non vi siano situazioni di disagio, non sistemare i problemi degli amici mi dico, ma quando la situazione ce l’ hai li davanti non è così facile. . .  Sono sempre  più convinto che accanto al tema giovani, che deve essere al centro dell’ attenzione, dobbiamo collocarci quello di chi il lavoro lo deve “ritrovare”. Agevolazioni fiscali, percorsi di riqualificazione professionale, ammortizzatori reali, devono essere attivati. Non dimentichiamo che dietro le razionalizzazioni, i tagli, i sacrifici, che dobbiamo fare e che a volte chiediamo ad altri anche con un po’ di arroganza, ci sono persone, famiglie in difficoltà, giovani che perdono fiducia nel loro futuro. Dobbiamo ripensare il nostro modello di sviluppo? Penso di si, non facciamolo perdendo persone per strada, creando una società fortemente spaccata in due. Abbandoniamo le spinte egoistiche e ritroviamo un comune senso di “appartenenza”!

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Olimpiche responsabilità

Monti ha detto no! Alle Olimpiadi si intende. Ma allora è veramente cambiato parecchio in questo Paese, c’è chi non ha paura a dire che in questo momento abbiamo altro a cui pensare che organizzare le Olimpiadi. Non perché non siano importanti, semplicemente perché per quanto ci riguarda da un lato dobbiamo prima modificare e molto il modo di finanziare, appaltare e costruire, dall’altro dovremmo investire risorse che non abbiamo. Non vengano a dire che perdiamo un’ importante occasione, la storia, a partire da Italia 90, dimostra che non è mai finita particolarmente bene. Non lo faccia soprattutto il Sindaco di Roma che deve prima dimostrare come si spala, avendo spero capito che non basta mettersi il pile! Dimostrare di essere seri, evitare situazioni imbarazzanti come Expo, significa rilanciare l’ immagine del nostro Paese, significa dire a tutti che stiamo cercando di fare sul serio.

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Il Pd che vogliamo

Strano destino quello del PD, specie quando si tratta di individuare alleanze e candidature. A volte si evidenzia la necessità di guardare “al centro” e quindi accettare candidati “necessari”, altre volte invece si indicono le primarie di coalizione, alle quali però non si schiera solo una proposta, ma due o tre con il risultato che. . .vince il candidato di altri, come a Milano, Cagliari e Genova. In questo caso molto diffuso è il fenomeno di chi prende le distanze, di chi dice di non aver parteggiato per  nessuno, di chi si affretta a salutare il candidato ” altrui” come il migliore possibile. Certo esistono alcune varianti, Napoli per esempio!
Penso che dobbiamo cambiare qualcosa. Innanzi tutto ricordarci che il PD é nato come incontro tra moderati, ma i cattolici democratici sono moderati?, e la sinistra riformista. È quindi perlomeno sgradevole continuare a pensare che candidature centriste debbano essere cercate altrove, o vedere chi si sente più garantito a sinistra da altri partiti invece che organizzare seminari più o meno clandestini . . .accomodarsi pure, altrove per l’appunto!
Il PD potrà veramente diventare forza di maggioranza e di governo se ritroverà il coraggio di rompere i vecchi schemi, di dimostrare la volontà di cambiare il modo di interpretare la politica, di avanzare proposte  coraggiose e realmente riformiste. Ce lo chiedono i giovani, ce lo chiedono gli anziani, ce lo chiede una società completamente cambiata, un’ economia bisognosa di nuove regole, il mondo del lavoro che ha bisogno di nuove garanzie e potremmo continuare con servizi, infrastrutture, mobilità, sviluppo territoriale. . .
Ora lavoriamo per vincere il prossimo appuntamento amministrativo, comunque siano andate le primarie e chiunque siano i candidati, ma. . .se vogliamo riconquistare la fiducia nella politica, il consenso elettorale e vincere le elezioni politiche dobbiamo con decisione e in fretta riprendere il cammino ” nuovo ” che avevamo scelto.

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Rimpastino….

E rimpasto fu. Come sia stata effettuata la scelta non si sa, mica ce lo ha raccontato il Presidente in aula, lo abbiamo letto sui giornali. Il dubbio è che si sia usata la logica del . . . .teniamoci insieme guardando più ai congressi in casa PDL che all’ interesse della Lombardia. Di certo non si è premiata la competenza, di certo, con l’individuazione di Giuseppe Grechi a supervisore dell’ attività amministrativa si è certificata l’ inaffidabilità della regione in tema di trasparenza e legalità, ma di questo ce ne eravamo già accorti.

Bizzarro poi che nello stesso appuntamento Formigoni abbia presentato il progetto di legge su crescita, lavoro ed economia. Ora vorrei ricordare che NON esiste la possibilità da parte della giunta di emettere decreti, so che ci rimarrà male, ma è buona cosa avvertire il Presidente di questo. Se ritiene che la gestione della regione sia insufficiente e abbia bisogno di essere corroborata faccia proposte, le porti all’ interno delle commissioni e le consegni alle decisioni consiliari, eviti di imporle prima alla sua maggioranza e poi al consiglio. Se il rimpasto e le nuove proposte dovevano servire ad un rilancio … credo abbiamo invece ulteriormente certificato il fine corsa del percorso politico di una maggioranza priva di idee e incapace di promuovere merito e competenza.

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Legge elettorale

È partito il dibattito sulla riforma della legge elettorale. Molti esternano le loro opinioni definendole come quelle del PD. Qualcuno ha oggi detto che il PD è contrario all’introduzione delle preferenze, perchê metodo clientelare di raccolta del consenso. Sarà che l’ elezione del consiglio regionale è per preferenza, vorrei ricordare che in ogni caso dare al cittadino il modo di indicare la propria scelta è e rimane il metodo più democratico che conosco per esercitare la libertà di voto. Non vorrei che ancora una volta si arrivi in un modo o in un altro ad escogitare un metodo che consegni ai soliti la scelta dei parlamentari. Certo esiste la necessitá di far emergere una classe dirigente all’ altezza, ma anche di impedire che ancora una volta ne venga cresciuta una in laboratorio per poi imporla in nome di appartenenze o legami di vario genere. Ma soprattutto facciamo in modo che il dibattito sulla riforma coinvolga il più possibile le persone, a partire dai nostri militanti. Impediamo che la discussione e la decisione sia lasciata a pochi, magari gli stessi che senza un’imposizione dall’ alto mai sarebbero entrati e mai entrerebbero in parlamento.

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A volte ritornano

Come ai vecchi tempi si sono trovati, ad Arcore ovviamente perchè le sedi istituzionali continuano a non essere adatte per parlare di riforme e di proposte di legge. Sempre loro l’Umberto e il Silvio, con i fidi(?) scudieri Calderoli e Alfano. Maroni non pervenuto e non causa neve. Cosa si saranno detti? Di preciso non si sa. L’ importante che abbiamo NOI ben chiaro il fatto che va bene sostenere un governo di necessità, va bene il dialogo su importanti riforme, va bene prima di tutto l’ Italia, ma va bene ricordare a tutti gli italiani che il disastro in cui ci troviamo ha responsabili ben definiti ai quali non si deve permettere di costruirsi una nuova verginità politica, ma soprattutto impedito di fingersi divisi di giorno, per poi. . .ritrovarsi di notte. Quelli di Arcore, compreso chi NON è pervenuto e non per causa neve, sono stati il problema, non possono essere la soluzione, dobbiamo impedire che tornino ad essere un problema.

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Lusi e i suoi fratelli

E no caro Senatore Lusi adesso ci devi spiegare ben bene cosa è successo e assieme a te anche chi si ostina a rappresentare la Margherita. Siccome con tanti altri ho militato, e rappresentato a livello provinciale, in quel partito senza ricevere alcun finanziamento, non solo personale e ci mancherebbe!, ma nemmeno per l’attività politica provinciale, com’è che qualcuno faceva girare milioni di euro? Forse è il caso che venga spiegato a tutti quanti soldi sono stati presi e come sono stati spesi, al lordo dell’ uscita Lusi! Per chi come me e l’allora tesoriere della Margherita bresciana hanno chiuso il conto di quel partito saldando personalmente il lieve ammanco, non si era abituati a spendere i soldi che non si avevano, è un diritto conoscere ogni particolare. Infine non è ora di smettere di tenere in vita e finanziare partiti che non esistono più? Non è ora di chiudere fondazioni che sembrano avere come unico scopo l’essere l’ eventuale scialuppa di salvataggio? Non è ora di smettere definitivamente con la cattiva abitudine di coltivare rapporti poco chiari con mondi economici e finanziari in virtù della necessità di pagare i costi del far politica? Se il PD vuole crescere deve avere il coraggio di allontanare chi non è o non è stato trasparente nei comportamenti, deve chiedere chiarezza per il passato e per il presente e deve costruire il futuro senza retro pensieri, ma con il coraggio del cambiamento, non di facciata ma di sostanza.

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