Archivi del mese: gennaio 2012

Un saluto a Oscar Luigi Scalfaro

Oggi ci ha lasciato Oscar Luigi Scalfaro.

Molto si è detto, molto si dirà su di lui. Voglio ricordarlo come un grande difensore della nostra costituzione, dalla resistenza fino ai giorni nostri. Lo ha fatto non avendo timore, lui il “conservatore”, di prendere posizioni molto forti e “rivoluzionarie”.  Non é strano che da Arcore non giunga che il silenzio e da qualche giornalista, o meglio scrivano di corte, giungano solo commenti negativi tesi a rispolverare vecchie e mai provate calunnie.

In realtà ha rappresentato un argine non al cambiamento, che forse non poteva fino in fondo comprendere, ma alla degenerazione in atto.

Ricordo un convegno in quel di Castenedolo, con Scalfaro, Martinazzoli e Elia che con la voce tremante per l’emozione e la manifesta inadeguatezza avevo introdotto. L’ho conosciuto come una persona particolarmente cordiale e diretta, molto diversa da come a volte poteva sembrare.

Ieri invece si è celebrato il funerale di Adolfo, un grande amico di Bovezzo, che nel corso della sua lunga vita ha veramente servito la sua comunità sia nell’impegno amministrativo che sociale. Questo mi fa riflettere che accanto agli importanti esempi di testimonianza fedele resa dalle massime rappresentanze istituzionali,  vi deve essere l’ altrettanto fondamentale impegno di tutti noi, ciascuno per quello che possiamo e dobbiamo fare.

Sia pur in forma diversa due esempi per tutti noi.

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Manager e Casta…..

Proprio ieri il Corriere della Sera pubblicava l’elenco degli stipendi di alcuni manager di società che anche se non direttamente pubbliche con il pubblico molto hanno a che fare visto che i risultati, leggi “perdite”, delle loro performance li abbiamo fortemente socializzati. Poco tempo fa anche la nostra stampa locale ci narrava di quanto i manager delle società pubbliche che interessano il bresciano percepiscono come compenso. Nulla si sa di ufficiale, ma molto di ufficioso, sui costi di advaisor, consulenti e dintorni. Perchè la gente non si arrabbia di brutto? Perchè solo quando si tratta della politica si deve alzare il tono e dire che vergogna c’è gente che non arriva a fine mese e loro. . . Penso che la politica debba cambiare, ridimensionarsi anche dal punto di vista economico, ma penso che anche nel resto del pubblico e nel  tanto pseudo privato che c’è nel nostro Paese vada fatto altrettanto, sia perchè si parla di cifre “vergognose”, lascio a voi il piacere di andarle a scoprirle, sia perchè la maggior parte di questi geni dell’industria e della finanza non mi sembra si siano mostrati all’altezza. Anzi mi sentirei di fare un doppio invito: alla classe politica di trovare il coraggio di valorizzare, con sobrietà, il meglio di sè e ai manager di ritrovare il coraggio della sfida dell’innovazione puntando su giovani e ricerca, non scegliere la scorciatoia delle speculazioni finanziarie o della gestione di pubblici servizi. Facciamo una battaglia su questo, penso ne valga la pena!

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Se il carcere non è solo detenzione, ma anche recupero e prevenzione

Oggi in consiglio regionale discuteremo di carceri, o meglio dell’emergenza carceraria in Lombardia. I dati sono evidenti su una capacità di capienza regolamentare di 5398 e una tollerabile di 8540 abbiamo nei 18 istituti lombardi ben 9242 detenuti. Come non occuparsene!

Se da un lato siamo un paese dove va meglio marcata la certezza della pena, per “tutti” i colpevoli, e abbattuti i tempi dei processi. Dall’altra non possiamo dimenticare che un detenuto è un cittadino che ha sbagliato, ma che è nostro impegno recuperare. Questo significa essere uno stato di diritto, questo significa avere chiaro il concetto di giustizia.

Nei prossimi mesi, molto si parlerà di carcere, di decreti “svuota-carceri” e altro. Mi piacerebbe che si parlasse anche di recupero del detenuto e prevenzione al crimine, due “indispensabili” per cambiare marcia sull’argomento. In consiglio spero si dia vita ad uno strumento di approfondimento per uscire da questa intollerabile emergenza, certo come prima cosa forse basterebbe evitare di contribuire con esponenti regionali e intasare le carceri lombarde, ma….

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Il grillo parlante

Non credo, o almeno spero, che qualche negoziante mi impedisca di entrare nel suo esercizio, come ha invitato a fare un certo Grillo, sia perchè ho sempre pagato il conto, sia perchè non mi sono mai sentito politico a tempo pieno ma soprattutto perchè in fondo chi mi conosce a parte gli amici, gli addetti ai lavori e . . .qualche sfegatato della politica? Penso proprio sia questo il punto chi li conosce “quelli” della politica, che ne sanno delle loro vite dei loro percorsi, del loro lavoro, di come si comportano nelle scelte istituzionali, di come usano o non usano i cosiddetti privilegi, come “contribuiscono” allo sviluppo del propria appartenenza politica? No è più semplice giudicare la categoria, senza distinzione, senza confronto, parlando alla tanta esasperazione che c’è in giro. Magari riuscendo a raccogliere anche un discreto consenso elettorale, per poi . . . Poi? Francamente mi sono stufato di essere giudicato da questi comici che, a pagamento si intende, ci fanno la morale, ci dicono cosa è giusto e cosa non è giusto, hanno la verità sempre e comunque in tasca.

Troppo comodo.

Se vogliono il confronto facciamolo, sulle cose vere però, su come vogliamo cambiare questo paese, abbattere i tanti privilegi che sono nella politica come nello spettacolo, comici compresi si intende. Non apprezzo chi sa usare solo toni truculenti ultimatori.           Lo concedo a chi si trova nella disperazione, non a chi nel proprio agio si autonomina loro rappresentante. Grillo mi è sempre piaciuto, sapeva dare suggerimenti estremamente scomodanti, indicare quale era la cosa giusta da fare, mi è spiaciuto quando sia pur per mano innocente ha fatto una brutta fine. . . ovviamente è del Grillo del pinocchio di Collodi che parlo, che sono convinto dal Paradiso dei Grilli dell’uso improvvido del suo nome un pochino scocciato sarà . . .

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