Archivi del mese: ottobre 2011

Cara Bce ti scrivo…

Se Silvio fosse Lucio (Dalla ndr) direbbe “… cara Europa ti scrivo, così mi distraggo un po’, e siccome sei molto lontana più forte ti scriverò……… ” Già perché oramai siamo alle letterine scritte di notte col fido Umberto.  Si dice che abbiano fatto un taglia e incolla di alcune note della Bce con qualche aggiunta federalista, riflessioni di Scilipoti sul sud e la transumanza dei valori e l’impegno, questo si immediato, di intervenire sull’eredità: tutto il debito, il peso della manovra, i tagli della finanziaria, la riduzione dei servizi, i licenziamenti ed altro ancora verranno lasciati in modo diverso agli italiani: ai più, quelli in difficoltà, quasi tutto; ai pochi altri, quel che rimane, poco o nulla. Si dice anche che Letta (Gianni ndr) abbia dato una sistematina al tutto pur rimanendo non completamente soddisfatto. Vediamo un po’ oggi come in Europa la pigliano…. Speriamo che apprezzino lo sforzo (!) di … fantasia e sia pur con sorrisi più o meno trattenuti alla fine facciano finta di crederci. Importante che non ci credano gli italiani e che finalmente si rendano conto che cambiare non è utile, ma indispensabile per uscire da questo momento di profonda crisi. Capiscano che è ora di dire basta con un Presidente del Consiglio regolarmente spedito dietro la lavagna con il cappello d’asino in testa a scrivere “prometto che non farò più debiti”. Ridiamoci dignità e ruolo, torniamo ad essere tra i protagonisti della vicenda politica europea smettendo di gestire lo spazio che al circo viene riservato ai “pagliacci”. Lo meritano e lo devono pretendere le tante italiane e i tanti italiani che conoscono la serietà e l’impegno, sanno cos’è il dovere verso se stessi e gli altri. Apriamo una nuova stagione che Pierluigi se fosse Lucio (Dalla ndr) chiamerebbe “…Futura..”

Pubblicato in Blog Dem | 1 commento

“Palazzo” e vita reale

dal Corriere della Sera - (Fotogramma)

Fa impressione vedere il distacco che ogni giorno si fa più ampio tra i cittadini e le istituzioni. Anche oggi dove in regione si doveva discutere di “Esame dei problemi inerenti la situazione industriale regionale”.

Di fatto siamo stati pesantemente insultati dai rappresentanti dei lavoratori che di certo non si sentono in alcun modo da noi rappresentati. Quando si perde il posto di lavoro, quando si fanno i conti con le risorse che non ci sono, è difficile essere rincuorati da Formigoni, brevemente presente, ma anche da noi.

Non so se ne hanno parlato a Todi, a Bologna, o ne parleranno a Firenze o altrove, so che è meglio che ce ne occupiamo al più presto con parole nuove e impegno diverso dal “coccolarne” l’opportunità.

Rimettere insieme impresa e lavoro, ricreare la coesione sociale è il nostro obbiettivo.

P.S.

Cara Sara, presiedendo il consiglio durante le interperanze di alcuni rappresentanti dei lavoratori, hai dovuto farli allontanare dall’aula.

Il ruolo e la difesa, nonostante tutto, dell’istituzione lo imponeva.

So quanto ti è costato. Sappi che ancora una volta ti ho apprezzato.

Pubblicato in Economia e lavoro | Taggato , , , | 1 commento

Giovani

Che in Italia esista un’emergenza giovani è un dato drammaticamente reale. Riguarda trasversalmente vari settori, dalla scuola al lavoro, dalla famiglia alla casa, ma in sintesi riguarda il futuro stesso del nostro Paese. Bisogna occuparsene al più presto, il Pd dovrebbe farne un riferimento fondamentale nella sua proposta politica. Attenzione però a non fare confusione. I Giovani non credo possano essere ricondotti e rappresentati come quelli che in forme variamente organizzate sfilano nelle manifestazioni, compresa quella di Sabato a Roma.

Certo anche quelli sono giovani, ma non sempre quelli che ogni mattina si alzano, ce la mettono tutta per crescere e costruire il proprio futuro, che sanno che accanto al diritto di realizzare il proprio progetto di vita vi è anche il dovere di concorrere fino in fondo a creare condizioni affinché ciò avvenga per tutti.

Troppe volte esistono i professionisti della protesta. L’Università non dà sbocchi? E’ completamente avulsa dal contesto socio-economico? E’ vero, evitino però gli over30, fuori corso, di farsi interpreti del problema! Trovare lavoro, o trovarne solo a condizioni di vero e proprio “moderno”  sfruttamento, è realmente e in modo inaccettabile vero? Si eviti però di avere chi si è scelto il lavoro di protestare perché non c’è lavoro.

In sintesi vorrei dire alla stragrande maggioranza del mondo giovanile di appropriarsi del proprio ruolo, senza deleghe in bianco, con l’impegno a far sentire il proprio disagio e le proprie proposte. Nel Pd conosco tante ragazze e tanti ragazzi che sanno che non basta andare in piazza a protestare se non ci si impegna a costruire se stessi e un modello sociale migliore per tutti. Basta slogan, facili proclami, improbabili promesse, cominciamo a mettere assieme generazioni ed idee, investiamo sul futuro! Anche nel Pd.

PS: Non ho fatto riferimento agli atti di violenza di Roma, non perché non abbia letto i giornali o guardato la tv. Semplicemente perché ritengo siano veramente altro rispetto al tema che ho voluto, sia pure in modo molto sintetico toccare. Questi gruppi violenti, oramai ricorrenti nel nostro Paese, è ora che vengano definitivamente sgominati. Esistono pesanti responsabilità anche governative nel non aver saputo prevenire ed evitare ciò che era facilmente ipotizzabile e con più serietà e competenza scongiurato. La forte condanna la accompagno alla riflessione che quanto avvenuto non è certamente utile a chi si oppone ad un Governo del Paese non solo inadeguato, ma oramai quasi grottesco, serve piuttosto a garantire la peggior conservazione, a spaventare le persone per bene, a fermare quel vento di speranza, di cambiamento e di autentica innovazione che in molti a fatica stanno cercando di far alzare. Soffiamo tutti per la nostra parte, il vento si può far nascere anche così.

Pubblicato in Economia e lavoro | Taggato , , | Lascia un commento

I piccoli Comuni si mobilitano e scende in campo anche il Pd

Da bresciaoggi:LA MANOVRA. Gazebo nei paesi della provincia e manifestazione nazionale il 5 novembre

Gazebo nei paesi della provincia e mobilitazione in Regione contro la parte della manovra finanziaria che riguarda gli enti locali, bollata come «irricevibile». Pietro Bisinella, segretario provinciale del Pd, e Giantonio girelli, consigliere regionale sempre del Pd, illustrano la mobilitazione del partito che sfocerà il 5 novembre nella manifestazionale nazionale a Roma.
«Abbiamo allestito un centinaio di banchetti tra oggi e domani in numerosi centri della provincia – spiega Bisinella – per illustrare le nostre controproposte alla manovra finanziaria perchè non basta protestare, è importante offrire delle alternative».
Sul piano locale è altrettanto netta la bocciatura di quella parte della manovra che interviene sull’organizzazione istituzionale dei Comuni e sulla gestione dei servizi in forma associata. Giantonio girelli calca la mano sui due aspetti più controversi del provvedimento: «Si tratta di una materia di competenza regionale e non può essere affrontata all’interno di una manovra finanziaria, così come è ora di smetterla di definire i piccoli Comuni uno spreco, un centro di spesa. L’aggregazione deve essere fatta tenendo conto delle specificità e delle realtà esistenti, così come è necessario sostenere finanziariamente le unioni. Infine riteniamo indispensabile attivare un tavolo di confronto sulla riorganizzazione degli enti locali».
L’oggetto del contendere più aspro è la novità introdotta per i Comuni con meno di mille abitanti di dar vita ad unioni per la gestione di tutte le funzioni, e almeno due funzioni per i Comuni tra i 1000 e i 5000 abitanti, con l’introduzione pressochè generalizzata del patto di stabilità. Il Pd si rivolge alla Regione con lo strumento della mozione in cui chiede di convocare urgentemente «la Conferenza unificata e ad operare in quell’ambito perché sia modificata la normativa in materia».

Pubblicato in Idee e politica | 1 commento

Chiesa dei Morti di Barbaine, 9 ottobre 2011

Voglio invitarvi a leggere l’intervento di una cara amica, Enrica, tenuto a Barbaine di Livemmo in occasione della ricorrenza partigiana del 9 ottobre. Con grande chiarezza ha voluto ricordare facendo riflettere. Non aggiungo altro, potrei solo “rovinare” quanto detto da Enrica:

Non bisogna piangere per loro.
Ma che dobbiamo fare?
Dobbiamo imparare da loro.
Imparare dai morti?
Cosa possono insegnarci i morti?
Quello per cui sono morti.
(Elio Vittorini)

È con queste parole tratte da una poesia sulla Resistenza che vorrei iniziare la mia riflessione qui, a Barbaine, davanti ai cippi di marmo in ricordo dei partigiani della Brigata Perlasca.

Questo monumento, per la sua semplicità, mi ricorda quello di un altro luogo simbolo della resistenza italiana: Sant’Anna di Stazzema, dove nell’agosto del 1944 vennero massacrati 560 innocenti, in gran parte donne, bambini e anziani.

Il monumento posto davanti al sagrato di quella piccola chiesa ha una particolarità: le pietre, all’apparenza squadrate, che lo formano sono scavate: se le si guarda dall’alto, si intravedono dei volti malformati. Sembrano proprio volti di persone che urlano di dolore. Ma non solo: con quell’urlo, sembrano dirci qualcosa. Ma che cosa?

Proprio come queste pietre, ci chiedono di ricordare i loro sacrifici, i valori per cui hanno combattuto o semplicemente il sogno che hanno inseguito. Ci chiedono di continuare a testimoniare nella nostra vita, ogni giorno, in famiglia, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel sociale, in politica, continuare a testimoniare questi valori perchè sia chiaro a tutti l’importanza che il sacrificio di queste persone ha avuto per noi oggi nella nostra vita di tutti i giorni.

Con il passare del tempo si riduce sempre più il numero di chi ha vissuto da protagonista la Resistenza, donne e uomini che hanno lottato, hanno fatto scelte difficili, preso decisioni coraggiose, hanno vissuto successi ed insuccessi per liberare l’Italia dall’oppressione della dittatura; con il loro impegno hanno contribuito a ridare agli italiani la dignità che era stata loro negata.

La nostra società, sempre più distratta e frenetica, rischia di dimenticare la storia di questi uomini e donne: ma questa storia non può restare solo materia per gli studiosi o per qualche nostalgico.

Si minaccia di cancellare il 25 aprile: un modo come un altro per banalizzare il sacrificio di chi ha saputo dare tutto per il bene di tutti. E allora, dobbiamo essere capaci di risvegliare in noi quegli ideali, quei valori di Patria, Libertà ed Unità più volte riascoltati nelle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia.

Noi siamo gli eredi di ispirazioni nobili; come tali, abbiamo una grande responsabilità: dobbiamo tramandare costantemente quelle esperienze per non sbiadire l’immagine del movimento di liberazione.

Diceva un grande politico che ci ha recentemente lasciato: “i giovani non hanno bisogno di grandi discorsi, ma di testimonianze”.

Non stanchiamoci di ricordare ai giovani, ai nostri figli o ai nostri nipoti, che Libertà e Democrazia vanno difese ogni giorno; che la Costituzione, che nacque dallo spirito che animò la Resistenza, con i suoi principi e valori è la base della convivenza civile dell’Italia ed ha permesso un sistema di equilibri tra i poteri che ha garantito e garantisce la libertà e i diritti di tutti i cittadini italiani.

Il presidente Napolitano ci ha ricordato che la Costituzione va amata e rafforzata ogni giorno: prendiamoci quest’impegno, facciamo in modo che ogni giorno si faccia memoria, per migliorare la nostra società.

“Facci limpidi e diritti”; “moltiplica le nostre forze”, perchè non ci siano più prevaricazione, violenza e guerra; perchè l’esempio per le giovani generazioni non sia quello di persone di basso profilo, che sempre più fanno notizia, ma sia quello vero, di persone autentiche, che hanno a cuore il bene comune, disponibili ai sacrifici, come lo furono i “Ribelli per amore”.

Enrica Peli

Pubblicato in Cultura e sport, Territorio | Taggato , , | Lascia un commento

Caro PD è ora di cambiare passo.

Caro PD è ora di cambiare passo.

Non basta raccontare tutto quello che non va, non basta evidenziare l’inadeguatezza di una classe dirigente di Berlusconi, Calderoli, Brunetta, Matteoli, Bossi…., non basta.

Non è sufficiente stilare programmi, più o meno articolati, sperticarci in analisi, non sempre nel merito, avventurarsi in scenari futuri, non sempre credibili.

Non è sufficiente.

Bisogna cambiare passo.

Prima di tutti bisogna avere un messaggio univoco. Esistono gli organismi del confronto, usiamo sempre di più quelli ufficiali e sempre meno quelli ufficiosi, così come si devono rispettare le decisioni prese.

E’ ora di finirla con ex leader, aspiranti leader e leader di se stessi che cercano visibilità mediatica semplicemente avventurandosi in una gara a chi la spara più grossa, specie contro il nostro partito.

Così come è ora di finirla di immaginare prima le candidature e poi i percorsi per arrivarci.

Dobbiamo anche avere il coraggio di sciogliere alcuni cordoni ombelicali con alcuni mondi da cui qualcuno attinge risorse, non solo ideali, ma che piegano l’indipendenza e l’autorevolezza del partito a questo o quello.

Sia chiaro questo non coinvolge solo Roma, ma anche Milano, anche Brescia. Diamo prova di sobrietà e serietà nella proposta, meno vignette contro, più idee per…

Diamo prova di capacità di ascolto e di inclusione, non pretendiamo di essere sempre in cattedra o sui giornali, a spiegare ogni cosa.

Generiamo una vera e virtuosa gara tesa a premiare il “merito” delle disponibilità, non la sfrontatezza, l’irruenza e la convenienza delle persone, sopratutto smettiamo di pensare che quando si dice qualcosa di “diverso” lo si faccia contro qualcuno e non a favore di un processo di maturazione che riguarda tutti.
E’ ora di cambiare passo o finiremo con l’essere irrilevanti sugli scenari politici futuri, che come tutti sappiamo sono fortemente in evoluzione.
Essere i protagonisti del domani, che mi auguro veramente prossimo, significa essere i reali interpreti delle esigenze dell’oggi, non i loro irriverenti narratori.

Pubblicato in Idee e politica | Taggato , , | 1 commento