Archivi del mese: giugno 2011

Arrivederci cardinale Tettamazi, benvenuto arcivescovo Scola

E’ stato indicato il nuovo arcivescovo di Milano è il Cardinale Angelo Scola.
Si sono sprecati i commenti dei politici, tra tutti quello del Presidente Formigoni pronto a spiegarci tutte le virtù e tutte le prospettive che si possono aprire per la realtà milanese. Imbarazzante quello del l’ ex Sindaco Moratti che quasi  sembra dire: se fosse arrivato un anno prima!
Non so che arcivescovo di Milano sarà Scola. Raccoglie un’eredità impegnativa segnata da Montini, Martini e Tettamanzi, solo per citare i nomi più conosciuti, esponenti di una Chiesa attiva ben presente nella dinamiche sociale, in prima linea sulle battaglie civili che ha saputo essere di stimolo, di  monito a volte persino  di indirizzo per la politica. Mi aspetto, sia pur in un modo nuovo, che questo metodo continui  a caratterizzare la Chiesa milanese.
L’augurio e il benvenuto al Cardinal Scola è appunto questo;  sappia essere fedele interprete del messaggio evangelico che per la politica si traduce  in un forte richiamo all’uguaglianza, al rispetto, al senso di appartenenza alla comunità.
Con buona pace di Formigoni e della Moratti che forse dovrebbe capire che se i milanesi non l’hanno più voluta come Sindaco non è perché Tettamanzi l’ha contrastata, ma semplicemente perché la sua azione amministrativa  non aveva nulla a che fare con  i valori civili della tradizione della Chiesa milanese, che la proposta marcatamente laica di Giuliano Pisapia confido possa pienamente interpretare.

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Emergenza profughi: la Regione non ha fatto la sua parte

da ADNKRONOS: profughi

Oggi ho presentato un’interrogazione all’assessore sul tema dell’emergenza profughi.

Regione Lombardia è in ritardo nel dare una risposta ai disagi causati dall’emergenza profughi, come certificato dallo stesso Ministro Maroni.

E’ incredibile sentir parlare di emergenza che non c’è. Regione Lombardia ha mancato nel ruolo fondamentale di regista dell’operazione lasciando che pesanti disagi si abbattessero sui territori e sui piccoli comuni e non mettendo in atto alcun effettivo né efficace coordinamento. A dover sopperire si sono trovati gli amministratori locali che hanno dovuto surrogare il mancante ruolo regionale. Così l’accoglienza è avvenuta in modo diseguale e non commisurata secondo alcun principio di proporzionalità cittadini/profughi.

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pensieri al ritorno dalla terra santa

Fare il bilancio di un viaggio può sembrare facile, in fondo basta dire mi è piaciuto o non mi è piaciuto e il gioco è fatto. Se questa fosse il metodo di giudizio dell’ esperienza Israele-Palestina il bilancio è sicuramente positivo, ma. . .
Già ma sinceramente non mi basta questa chiave di lettura semplificata e accanto alle impressioni, alle sensazioni e ai sentimenti, li è facile averli fortemente stimolati, cosa rimane dell’esperienza? Come utilizzare le notizie e le riflessioni avute da Padre Pizzaballa, dai rappresentanti dell’Autorità palestinese, dal Vescovo ausiliario, dal Console e tanti altri  ancora?

Dopo aver un po’ giocato ai piccoli diplomatici, ma si sa il vento sta cambiando e dobbiamo  pure prepararci a gestire la politica estera!, e aver imparato che non sempre si devono fare domande e se mancano i contenuti, semplicemente si può ascoltare, cosa si può fare come membri della terza assemblea legislativa italiana, come abbiamo un po’ pomposamente ricordato ai nostri interlocutori? Già la terza assemblea legislativa. . . confesso  che sentirlo dire lì davanti a suor Donatella che ci ha parlato dei tanti risultati ottenuti e dei tanti problemi dell’ ospedale pediatrico di Betlemme, davanti ai rappresentanti palestinesi, davanti al museo dell’ olocausto di Gerusalemme, di fronte a quell’enorme e brutto muro che ben rappresenta quanto separatezza vi possa essere tra gli uomini, donne comprese ovviamente!, e che non può non rimandare al muro del pianto e al significato tradito che vorrebbe testimoniare, è suonato in maniera un po’ diversa dal solito.

Non so di preciso cosa possiamo fare, ma qualcosa va fatto uscendo dal fatalismo del vorrei non vorrei, ma forse. E non si tratta di individuare cosa fare lì nello specifico, anche se qualcosa va fatto e l’idea di essere d’aiuto a suor Donatella a realizzare il reparto di terapia intensiva pediatrica deve trovare una qualche concretizzazione, ma stare attenti a quanto facciamo in generale e a quanto ci viene proposto dal prato di Pontida, da Palazzo Chigi, evitando quello Grazioli perché i gemiti non ci interessano, ma anche da casa nostra.

Vorrei tranquillizzare non è che avessi bisogno di andare in loco per veder stimolata una certa sensibilità, anche se vedere le situazioni con gli occhi di chi le vive quotidianamente è sempre molto diverso, ma semplicemente è una di quelli volte che ti rendi conto un poco di più di assumerti qualche responsabilità. Stamane c’è Consiglio, era tanto che non veniva convocato, spero di ricordarmi il posto dove sedermi! Ma spero soprattutto che parlando di profughi, di farmaci, di acqua e altro ancora si riesca a introdurre un qualcosa di diverso che possa contribuire a cambiare.
Si il viaggio in Israele-Palestina mi è piaciuto, spero soprattutto per quello che mi potrà dare in futuro. . .

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Sensazioni da Israele

Primo giorno:
Ho sempre pensato che il primo impatto con una realtà nuova sia particolarmente efficace per farti capire se un posto ti piace o non ti piace. Gerusalemme è bellissima! Non ho visto ancora un gran che, ma quel poco è bastato per dare l’idea di un luogo ricco di fermento, di diversità, dove fede e laicità, culture e tradizioni si incrociano, si confondono, e si smarcano nello stesso tempo.
Padre Pizzavalla, che abbiano incontrato, ben ci ha spiegato, quanto qui la situazione sia complicata. Ma mi chiedo come può essere che questo quadro d’insieme può essere tanto ricco e colorato, proprio perché fatto di tante specificità, non riesca a trovare la pace e la serenità per tutti?

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Sempre connessi con Brescia, un grazie a tutti

Interessante il tour del gruppo regionale in quel di Brescia.

Grazie ai colleghi che sono stati da noi, un “doppio” grazie a Luca Gaffuri, il nostro capogruppo che ha partecipato a tutte le iniziative mostrando da un lato competenza, dall’altro una grande disponibilità al dialogo e al contatto con le persone, la caratteristica che più piace di lui. E’ emersa una grande attenzione verso i PD, ma sopratutto un sincero apprezzamento verso l’approccio di ascolto con il quale si è pensato all’appuntamento. Si è infatti troppo abituati ad una politica che sa solo parlare senza avere la pazienza di “stare” a sentire. Sarà nostra cura rafforzare i rapporti aperti, di più lavorare per predisporre proposte alle tante domande che ci sono state poste.

Mondo economico e del lavoro, sanità e università, enti locali e territorio chiedono alla politica un salto di qualità, si sono stancati di facili slogan, promesse non mantenute e tanta tanta demagogia, ci stanno aspettando!!!

Preseguiamo quindi in una grande campagna di ascolto e di proposta, proseguiamo quindi a ridare “dignità” alla politica e speranza al paese.

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Pontida: solo fuffa…

Sinceramente pur apprezzando il “fiuto” politico di Umberto Bossi, poche volte ho condiviso il suo “pensiero”. L’impressione che ho avuto dalla domenica in quel di “Pontida” che una certa distanza tra quanto detto dal “senatore” dal palco e quanto stava nella testa della sua base fosse una realtà anche per la lega.

Cosa sta succedendo?

Forse che quel voto molto popolare agitato dallo sventolare di tante paure ha cominciato a capire che il problema non è, o non solo, l’immigrato, la cina, il sud e quant’altro, ma l’incapacità di dare risposte politiche ai tanti problemi sul tappeto da parte di chi governa il paese. D’altra parte penso che prima o poi debba finire un sistema retto da una parte su palazzo Grazioli di giorno e Arcore di notte, e dall’altra su quanto detto in un prato la domenica mattina.

Siamo seri, la gente si aspetta passi e propose veri.

  • Bisogna abbatere i costi della politica?

Invece che ridurre le idennità a parlamentari e consiglieri regionali, si propongono sedi di rappresentanza “al nord” per 4 ministri!

  • Bisogna ridurre il debito pubblico? Si organizza un assalto alla diligenza per “riacquistare” consenso.
  • Bisogna metter mano alla fiscalità? Invece di combattere veramente l’evasione , e tassare le pure rendite finanziarie, si fa demagogia a tutto campo senza intervenire aiutando chi lavora, imprese e lavoratori, e “manda” avanti il paese!

Pochi esempi per dire adesso basta!!

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“Meno tasse per tutti” 10 anni dopo…

E’ diventato comune sentire la notizia di preallarme o allarme meteo. Paventando il peggio si prospetta l’ipotesi di intemperie, temporali e bufere di particolare intensità, accompagnate magari da esondazioni alluvioni o chissà cos’altro. Penso sia il caso di emettere, con una certa urgenza, un pre-allarme bilancio e riguarda lo Stato. E’ infatti evidente che di fronte a due passaggi elettorali particolarmente complicati per PDL e Lega, l’unica risposta che il Governo sa mettere in campo è un braccio di ferro teso a riforme epocali (taglio delle tasse!) e nuovi interventi statali.

Certo c’è il debito pubblico, certo c’è il pericolo “Grecia”, certo c’è la stagnazione economica e la disoccupazione che cresce, ma cosa importa l’urgenza è dare rimandi all’elettorato. Cosa avverrà poi… ci si penserà!

Ecco perché prevedo perturbazioni intense che però possono essere disinnescate.  Come? Rilanciando con forza la necessità di intervenire sull’abbattimento della pressione fiscale e la riaffermazione del principio di progressività della partecipazione al gettito fiscale, che significa che chi ha di più dà di più.

La solita demagogia di Lega e Pdl rischia questa volta di costarci cara. L’aver affidato la guida del Paese a persone che hanno il senso della conquista del facile consenso e non dello Stato rischia di portarci sempre più verso un’involuzione del sistema Paese.

Proseguiamo il lavoro intrapreso, giorno dopo giorno, lavoriamo per mandare a casa chi ha dimostrato e sempre più sta dimostrando di non essere all’altezza del compito.

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referendum, il giorno dopo…

Non credo che convenga esasperare “politicamente” il tema referendum, anche se confesso si fa fatica a non lasciarsi andare a uno “spontaneo” entusiasmo, mi permetto però di fare una riflessione.

Abbiamo votato per 4 referendum riassumibili in tre argomenti: acqua, nucleare ed “impunità” del premier. Il  risultato, sia per quanto riguarda l’affluenza che per la percentuale dei SI, è da ritenersi un plebiscito.  Plebiscito dichiaratamente contro quanto fatto dal governo riguardo i pubblici servizi e l’energia, contro un premier sfuggente a ogni forma di legittimo giudizio.

Urge mettere in campo proposte concrete sui temi referendari, senza confondere i SI come consenso automatico al centro-sinistra, ma come rifiuto di un modo di far politica e richiesta di cambiamento di modi e contenuti. Il Pd molto ha fatto, molto ha ancora da fare per raggiungere l’obiettivo di interpretare queste richieste. Nessuno faccia l’errore di pensare di poter dar vita al solito balletto fra i soliti nomi. Ci vuole altro, più coraggio, più freschezza, più concretezza e più novità.

E’ un bel momento, dove i cittadini sono tornati a fare “i cittadini”, a voler essere protagonisti della loro storia.

Non deludiamoli.

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Carceri, enti locali e sistema di welfare: un piano per un’approccio d’insieme

Nonostante diversi protocolli firmati con il Ministero di Giustizia per l’adozione di un Piano sulle carceri, il problema del welfare legato ai detenuti e alle loro famiglie continua a manifestarsi in tutta la sua gravità e fa notizia soltanto in alcuni periodi dell’anno, particolarmente quello estivo.

Dati alla mano, sono 8094 i detenuti nelle carceri lombarde (fonte DAP 2010) a fronte di 5652 posti, dei quali 4137 stranieri. Le strutture penitenziarie sono 27: 19 istituti, 7 uffici di esecuzione penale esterna e 1 ospedale psichiatrico giudiziario. Le strutture minorili sono 5. Per far fronte ai numerosi aspetti connessi con la gestione dei detenuti, la loro formazione, la reintroduzione sociale, il problema dei minori, il cattivo stato dell’edilizia, occorre agire su diversi piani. Di questo si è parlato oggi nel convegno “Carcere, enti locali e sistema di welfare” organizzato dal gruppo regionale del Pd presso la sede del Consiglio regionale, a cui hanno preso parte esperti e responsabili di strutture e associazioni legate al mondo carcerario, oltre che esponenti politici.

Da poco in Lombardia è stata definita la figura del difensore, la quale assommerebbe in sé anche le funzioni del garante delle carceri. Tra le proposte del gruppo regionale del Pd vi è anzitutto quella di disciplinare meglio la figura del garante (che in questo momento è affidata appunto al difensore civico) e di delinearne precisamente funzioni e compiti.

Per noi non servono nuove leggi ma far funzionare al meglio quelle che esistono, perché se da un lato Regione Lombardia ha un buon impianto nel suo complesso, dall’altra spesso non vengono messe in campo le risorse necessarie a farlo funzionare e soprattutto non viene messa a sistema una vera rete di enti e associazioni.

Esce dal convegno infatti la proposta di realizzare un tavolo interassessorile per dare il via ad un piano che sappia generare una visione d’insieme sul carcerato e sulla sua famiglia e tarare di conseguenza gli strumenti più adeguati per rispondere alle problematiche relative alla detenzione e al reinserimento sociale del carcerato.

Infine grande attenzione va al mondo dell’infanzia, ai bambini che restano prigionieri di relazioni affettive interrotte a causa della permanenza dei genitori in strutture di detenzione. Anche nei confronti di questo target si stanno approntando proposte e attivando momenti di monitoraggio per dar vita a una rete che sappia concretamente rispondere ai bisogni.

Il tema dei figli di genitori di detenuti – ha ricordato Lia Sacerdote, presidente “Associazione bambini senza sbarre” – è un tema di salute pubblica, per questo va superato lo scollamento tra carceri e servizi esterni e va fatto un cambiamento culturale da parte degli operatori del mondo carcerario per favorire, nel modo meno traumatico possibile, l’accostamento bambino-carcere.

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Pensieri sull’assemblea AIB

Il quadro descritto dal presidente Dellera ben descrive la difficile situazione dell’economia.

Necessitano interventi urgenti dal livello nazionale a quello territoriale, per favorire l’innovazione, abbattere la burocrazia, investire sulla formazione e sui giovani.

A Brescia cosa viene fatto? poco o nulla.

Il PD, Milano lo dimostra, può diventare l’interlocutore anche del mondo dell’economia e delle nuove professioni.

Certo deve guardare al mondo del lavoro sviluppando quella propensione alla sintesi tra impresa e lavoro che spetta alla politica

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