Archivi del mese: maggio 2011

Lo tsunami…

Il 22 giugno una consistente delegazione del gruppo PD regionale parte per la Terra Santa sotto la sapiente guida di Fabio Pizzul.

I colleghi Mirabelli e Costanzo non lo sanno, ma il viaggio rappresenta l’adempimento di un voto, fatto in gran segreto, che ha a che fare con Milano, Napoli. Sono però subentrate alcune variabili, vedi Pavia, che non si sa se comportano un prolungamento della visita o ulteriori futuri impegni.

In ogni caso gran bella giornata quella di oggi: tutti ne siamo felici a parte il Presidente Formigoni, che prevede il Quirinale per Berlusconi che a sua volta invita alla preghiera i cittadini napoletani e milanesi per prevenire imminenti sciagure, non accorgendosi che lo stanno già facendo, ma come ringraziamento di quanto avvenuto!

Ora però non facciamoci prendere da un eccesso di entusiasmo. Quanto avvenuto dimostra che possiamo farcela anche al Nord, ma solo se sapremo stare uniti e mettere in campo proposte condivise, serie e vicine ai problemi delle persone.

Al lavoro dunque con determinazione ed entusiasmo e con un grande spirito di squadra. I risultati ottenuti non devono diventare il risveglio delle singole aspirazioni o il riscatto delle personali delusioni, bensì l’occasione del “popolo” democratico di ridare fiducia al paese e tornare a governare in modo serio ed efficace.

Anche a Brescia

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Agricultura e sicurezza alimentare, il governo trova i soldi

“Finalmente una buona notizia, il governo ci ripensa e trova le risorse”

Era ora! Alla fine il Governo ha trovato 25 milioni di euro da destinare alle attività di controllo del Sistema allevatori, in particolare quelle di miglioramento genetico, di emergenza fitosanitaria e per l’esecuzione delle prove varietali. Lo ha comunicato il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali al termine dell’incontro con le segreterie delle Confederazioni sindacali degli allevatori.

Il Partito Democratico nei mesi scorsi aveva richiamato l’attenzione sui i rischi di una Finanziaria che aveva azzerato il capitolo di spesa per i laboratori delle Associazioni e anche a livello regionale aveva presentato un’interrogazione per sapere quali sarebbero state le azioni di Regione Lombardia per chiedere al Governo di tornare sui suoi passi.

La comunicazione del Ministero è sicuramente un primo segnale verso la soluzione dei problemi. Passare, come aveva fatto il Governo, da 65 milioni di euro a zero non permetteva nessun tipo di politica di qualità. A marzo avevamo chiesto un ragionamento di prospettiva, che aiutasse la ricerca di una soluzione di più lungo periodo, anche attraverso la rivisitazione del Programma annuale di controllo e la ricerca di nuove forme di finanziamento. Per noi era ed è prioritario il mantenimento dei livelli di qualità dei servizi offerti dalle APA e dei livelli occupazionali. Ricordo che per la sola Lombardia i tagli avrebbero riguardato 15,5 milioni di euro di risorse e il rischio occupazionale di 500 tecnici e personale.La Lombardia così avrebbe pagato un prezzo salatissimo a fronte di un settore di gran lunga il più avanzato del nostro Paese. Faccio notare che le APA della Lombardia controllano 540.000 vacche, circa il 40% del lavoro nazionale di selezione sui bovini da latte, assorbendo però solo il 25% del totale di finanziamenti per le APA italiane. Le 4.192 aziende seguite producono l’83% del latte lombardo. Il laboratorio Aral riceve circa 20.000 campioni al giorno. Numeri imponenti che non possono essere immolati in nome di una politica economica indirizzata ad evitare gli sperperi.

Qui non si tratta di sprechi; se vogliamo mantenere un primato dei nostri allevamenti dobbiamo essere avvertiti che le attività di prevenzione e sicurezza sono fondamentali. A chi ritiene che si tratti solo di un problema di pochi ricordo che il funzionamento dei laboratori APA riguarda la sicurezza alimentare, l’innovazione genetica, il benessere, la tracciabilità degli alimenti, la ricerca e non ultimo i posti di lavoro qualificati che, per la sola provincia di Brescia, riguardano circa 60 addetti. La decisione del Ministero e l’imminente decreto sono un primo passo che risolve la contingenza. Ma, è bene dirlo subito, le risorse sono state attinte da fondi già destinati alle Regioni. Non ci sono risorse in più, e quindi rimane la necessità di mettere in campo un discorso più ampio che garantisca per gli anni a venire un rilancio complessivo delle attività, dando più poteri e soprattutto le risorse necessarie alle Regioni, come è nell’auspicio di tutte le parti in causa

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Tra Tv, campagna elettorale e “porta a porta”..

Guardo poco la TV.

E quel poco in cerca di informazione “libera” e approfondimenti, merce non semplice da trovare. Capita però di “passare” da rai uno, imbattersi nella signora Moratti in piena campagna elettorale, che in versione “popolana” è al mercato a spiegare quali sciagure incombono su Milano se solo un pericoloso eversivo diventa sindaco. Sinceratomi che di “porta a porta” si trattava e non dell’ennesima interpretazione di “ballantini” a striscia la notizia, ho fatto due riflessioni:

  1. Perchè non organizzare un blitz e chiedere alla signora Moratti di indicarci dieci mercati rionali di Milano e magari qualche prezzo “al dettaglio”?, oro e pellicce escluse ovviamente.
  2. Penso sia proprio il caso che anziani burattinai, dediti ad “ars” amatoriali e personali interessi, con la loro corte di nani e ballerine “accompagnati” a casa lascino libero il campo, permettendo finalmente di ricominciare a dare ruolo e dignità alla politica e alle istituzioni.

Facciamolo a cominciare da Milano, dove la seria possibilità che un centrosinistra riformatore e innovativo possa governare nei prossimi anni la città con l’apporto determinante del PD. Non rispondiamo alle provocazioni, non smettiamo di dire quello che di buono vogliamo fare, lasciamo che sia chi governa che invece di spiegarci cosa di buono (?!?) hanno fatto, preferiscono denigrare gli altri!

P.s. Rimandare a casa la signora Moratti tranquilizzarebbe anche i commercianti di via montenapoleone, che temono di aver perso una cliente, “momentaneamente” in giro per bancarelle di mercati, in questo perioso di crisi….

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Tagli: no a quelli al sociale

Centinaia di disabili hanno riempito ieri Piazza Duca d’Aosta davanti alla stazione di Milano per chiedere di non vedere cancellati i loro diritti a causa dei tagli sul sociale avviati dall’ultima Finanziaria.

Il presidio così come l’incontro che è seguito in Commissione Sanità hanno avuto il merito di mettere all’ordine del giorno il tema, con particolare riferimento al Fondo per la non autosufficienza azzerato dal Governo a partire dal 2012.

Come Commissione dobbiamo farci carico della questione affinché il Governo torni indietro sulle scelte appena fatte che si tradurranno altrimenti in immediate ricadute negative sui servizi e quindi sui diritti delle persone.

Formigoni faccia per primo seguire alle sue parole di oggi in piazza dei fatti concreti, a partire dalla Conferenza Stato Regioni. Poi la Regione intervenga sulle variazioni di bilancio trovando i soldi che mancano e definendo la ripartizione del Fondo Sociale Regionale”.

Mi piacerebbe poi che la Regione trovasse il modo di finanziare il Fondo Regionale per la non Autosufficienza, la cui istituzione si è rivelata per ora soltanto una scatola vuota. Per questo abbiamo  appena depositato un progetto di legge che chiede proprio l’implementazione e la disciplina del fondo.

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Milano – Brescia:Un pochino di prudenza…

Con la prudenza del caso e a volume basso penso si possa dire che questo turno elettorale ci ha dato fiducia, soprattutto quella di tanti cittadini che hanno affidato a liste con noi protagonisti o partecipi attivi la guida delle loro comunità. Anche Milano, oserei dire indipendentemente da quanto avverrà al ballottaggio, ha dimostrato che non esiste un centro destra – lega invincibile, bensì una profonda voglia di cambiamento.

Vedo che a Brescia c’è una certa corsa quasi ad approfittare del risultato. Consiglio prudenza, in qualche caso anche silenzio.

Il lavoro di tessitura  politica necessario, che è ben altro rispetto il lodevole lavoro svolto in consiglio comunale, è buona cosa venga svolta innanzi tutto nei luoghi deputati che per quanto ne so si chiamano “Partito”, per poi individuare metodi e persone chiamate a “costruire” percorsi e proposte. Consiglierei di frenare la fregola di apparire sui giornali per esprimere nomi, progetti e alleanze, perché le opinioni, anche se autorevoli rischiano di essere molto autoreferenziali e sintomo di una qualche “conturbazione” interna. Sbaglio o è un copione già visto?

Per quanto mi riguarda penso che per l’individuazione delle persone abbiamo uno statuto che basta sapere leggere… per quanto riguarda le alleanze e i programmi deve cominciare a lavorare “la politica” quella seria, scevra da personalismi esasperati e libera da condizionamenti delle singole carriere. I cittadini, i militanti che con grande entusiasmo hanno permesso l’elezione di molti esponenti democratici meritano rispetto e non  permetteranno certo che qualcuno, arrogandosi meriti altrui, rovini tutto. E’ il momento di un ulteriore sforzo e salto di qualità; è il momento, persino inaspettato, di raccogliere il frutto di tanta fatica. Non roviniamo tutto!

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Comunità montane: salve grazie al PD

E’ passata oggi, martedì 17 maggio 2011, in Consiglio regionale, la mozione presentata dal Gruppo regionale del Pd, che consentirà alle Comunità montane di fare i bilanci per il 2011 avendo certezza di poter disporre delle stesse risorse degli anni scorsi, cioè 28 milioni di euro contro i 19 attualmente disponibili. L’operazione si concluderà con una variazione di bilancio a luglio, garantita dall’assessore Colozzi in Aula.

La mozione “impegna la Giunta a recuperare nel prossimo assestamento di bilancio, nel rispetto degli equilibri finanziari, risorse, anche di parte corrente, che garantiscano l’operatività e la regolare attività delle stesse comunità montane nel rispetto della vigente legislazione regionale e del loro ruolo istituzionale sancito dallo stesso Statuto d’autonomia della Lombardia”.

E’ un risultato importantissimo perché garantisce alle comunità montane lombarde finanziamenti sufficienti a proseguire la loro attività. Credo ora sia importante verificare criteri omogenei di bilancio, perché tra le varie comunità ci sono disparità nel trattare la spesa. E credo altresì necessario rivedere e assestare i criteri di finanziamento degli aiuti, che devono essere concentrati nel sostegno alla montagna. Inoltre, il nostro impegno come Consiglio deve essere orientato verso l’Unione europea per ottenere le risorse a disposizione e per attivare tutte le possibili procedure in difesa del distretto alpino a scavalco delle Alpi.

Ancora una volta il PD si dimostra il partito più attento ai territori e alle nostre comunità…

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La primavera è arrivata!

Niente male il sole di questa mattina! Non so perché, ma sembra ancor più splendente del solito. E rinsalda pure soprattutto quando con il treno, direzione Milano, si passa da Ospitaletto. Cosa è successo? E’ successo che qualcosa sta cambiando, che le tante italiane e i tanti italiani che davamo per addormentati hanno dato in primi segni di risveglio, del resto siamo a primavera inoltrata.

Ed è successo nelle grandi città, bene Torino e Bologna, omissis su Napoli, grande Milano, bene anche nei paesi di periferia anche nel bresciano !

Godiamoci, qualche ora, questa piacevole sensazione, ma poi rimettiamoci al lavoro perché quello che abbiamo ricevuto è una……   fiducia condizionata dovuta a validi candidati che dobbiamo trasformare nella convinta adesione ad un innovativo progetto politico.

Alcune raccomandazioni:

-          Nessuno cerchi di “intestarsi” il risultato, da Roma fino a Brescia.  I successi, come le sconfitte sono di tutto il Partito ! Gli elettori hanno scelto proposte unitarie e aggreganti e ci chiedono di essere “uniti”.

-           Non illudiamoci di aver già vinto politicamente. Di lavoro ne resta da fare soprattutto nel far capire che siamo credibili, abbiamo idee e soprattutto vogliamo fare cose “diverse”.

Il treno sta quasi arrivando a Milano, stamane c’è Consiglio. Il sole continua a sembrare più bello, persino nell’hangar della stazione centrale. Che Milano sia come Ospitaletto? Penso di si, anche Milano vuole qualcuno  che come l’amico Gian Battista, scaldi il cuore, si occupi dei problemi della gente, anche della “povera” gente, voglia bene alla sua città!

Con fiducia e serenità al lavoro!

Ps: tra un festeggiamento e l’altro mi raccomando la doccia! Senza esagerare che porta bene.

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Una nuova primavera da lunedì…

Siamo alla fine di una campagna elettorale piuttosto vivace, molto puntata sulle grandi città, ma vissuta con l’intensità anche nelle piccole comunità interessate. Di certo ancora una volta qualcuno ha cercato di parlare d’altro rispetto ai problemi dei territori e dei cittadini, come se la gente fosse chiamata non a scegliere non i propri sindaci e amministratori, ma all’ennesimo referendum pro o contro Silvio.

Si sono mossi in tanti, trasferendo l’indecoroso spettacolo romano anche in periferia.Anche da noi bel bresciano abbiamo avuto visite illustri e “volanti”! Formigoni non ha voluto risparmiarci alcune apparizzioni, in elicottero per l’appunto, mezzo con il qualo ha raggiunto alcuni nostri comui senza usare treni interregionali o percorrendo l’autostrada della valtrompia (?!?) e dimenticandosi di spiegare su quali interessi Lega e PDL in molti comuni si sono presentati separati ma solo raccontandoci che lui e la sua parte sono la politica dell’amore contro il regno del male.

Care democratiche e cari democratici, “rimbocchiamoci” le maniche anche in queste ultime ore facciamo capire a tanti che si stanno disinteressando delle elezioni, che è il caso che lo facciano.perche?Semplicemente perchè così non va, tanto a Roma quanto a Milano e Brescia.Cambiare chi ci governa si può, a cominciare da chi governa alcune delle comunità in cui viviamo!

Al lavoro dunque…

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che puzza…

Questa mattina mi sono alzato prima. Essere “di provincia” causa a volte l’amplificazione di alcuni complessi, di conseguenza la doccia del mattino è durata non i canonici 10 minuti, bensì 20. Non posso correre il rischio che, sentite le parole del premier Berlusconi: “quelli della sinistra si lavano poco….”, che qualcuno annusi per verificare la verità al riguardo. Basterà la mia provenienza centrista a mettermi al riparo! Meglio prevenire, doccia doppia e tanto… tanto profumo!

Vorrei però ricordare, soprattutto a chi ha elaborato cotanto “approfondimento” che in politica la “puzza” è estremamente fastidiosa, ma non necessariamente quella “fisiologica”, bensì quella della corruzione, della mala gestione, degli interessi personali, delle penalizzazioni, degli illeciti, dei processi impossibili…. e potrei continuare. Ma allora chi deve lavarsi? Chi deve togliere di mezzo la “puzza”? Vista la ritrosia all’autolavaggio mi auguro ci pensino gli elettori!

Ps:  Ammesso e non concesso che sia vero, il vero motivo per cui a sinistra ci si lava poco e che li vi sono …. “capi delicati” ! La battuta non è mia ma mi è stata raccontata da Pippo Civati, carina vero?

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Brescia:tra cattolici e liste civiche

Che dibattito in quel di Brescia! Sia nel PDL che nel PD, e sia pur in modo “segreto” nella Lega. Ovviamente mi occupo del PD.

Non credo che sia nostro compito agitarci sull’iniziativa delle “liste” civiche. Hanno una loro vita, una loro dinamica, una loro capacità di raccogliere attenzione e consenso.

Spetta a noi saper costruire con loro un dialogo franco, teso a sviluppare un confronto sul programma, gli obiettivi, il “futuro” che vogliamo costruire per il nostro territorio e i nostri concittadini. Confronto che mi auguro possa condurci ad alleanze e percorsi condivisi.

Non agitiamoci, non “preoccupiamoci”, semplicemente “occupiamoci” a costruire l’autorevolezza di una politica aggregante. La politica è fatta di competizione che è virtuosa se tesa a far “uscire” il meglio di ciascuno.

Altro tema: il mondo cattolico.

A mio giudizio è “fantasioso” pensare di costruire un partito dei cattolici. Ipotizzarlo significa semplicemente non avere coscienza del tessuto sociale e del modo di guardare alla politica anche da parte dei cattolici. Sono convinto che i valori sociali del cattolicesimo democratico possano trovare una più efficace concretizzazione nel PD che altrove e penso che questo possa realizzarsi soprattutto grazie all’impegno di tanti amministratori locali, di tanti militanti del partito che cercano di dare concretezza politica a tali valori. Altro che improbabili “curie” laiche!

Il Pd, che spero di contribuire a costruire, è quel soggetto realmente innovativo, non una riedizione del già visto.

PS: Vedo il ritorno di un certo “personalismo”, non alla Maritain, nel nostro partito. In politica ci sta. Senza esagerare però e soprattutto senza dimenticare che le candidature sono decise, con gli strumenti necessari, dal partito, non espresse come “volontà” personale. Chi non resiste abbia almeno l’accortezza di aggiungere al “mi candido”, “ se il partito lo riterrà opportuno”. Sarebbe carino.

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