Archivi del mese: aprile 2011

Gianni ospita: Dino Santina

Volentieri ospito una riflessione dell’amico Dino Santina sull’ottimo corso di formazione organizzato dal PD Bresciano

SUCCESSO PER GLI INCONTRI DI FORMAZIONE SULLA COMUNICAZIONE PROMOSSI DAL PD BRESCIANO

Dino Santina

Il Dipartimento Comunicazione del PD bresciano, nel periodo febbraio – aprile 2011, ha realizzato un corso di formazione, suddiviso in 4 serate (ore 18.45 – 22.00) : “Saper fare, far sapere. La comunicazione parte integrante dell’attività del PD”, allo scopo di  rafforzare la capacità di comunicazione delle persone che – a tutti i livelli – operano nel PD (organismi provinciali, locali, Circoli, rappresentanti nelle Istituzioni).

Per consentire una organizzazione efficace, dopo il primo incontro, di natura introduttiva e aperto a tutti,  è stata prevista l’iscrizione (costo simbolico di 5 euro).

Il Dipartimento Comunicazione si è reso disponibile, per i partecipanti al corso, ad un affiancamento per la messa in pratica degli argomenti appresi al corso : per aprire un sito web, per progettare un manifesto, e così via.

Gli incontri di formazione

Il corso ha avuto inizio venerdì 25 febbraio,  un incontro aperto a tutti,  con la relazione introduttiva di Fabio Pizzul, giornalista e consigliere regionale PD  “La comunicazione, valore aggiunto delle politiche del PD”. Ha fatto seguito l’intervento sul tema “Nuove identità, linguaggi, unità di crisi, guide” a cura di Vincenzo D’Abbraccio  (designer e docente del Politecnico MI).

E’ stata anche l’occasione per una breve carrellata in cui si sono presentati esempi di prodotti di comunicazione del  Partito Democratico di  Brescia.

Dal secondo incontro, per la partecipazione era richiesta l’iscrizione.

Venerdì 11 marzo il tema era “I siti internet, you tube, face book, un’opportunità per il PD” e si è aperto con la relazione di Marco Giovannelli di Varese news che ha anche presentato BLOGDEM, il portale del gruppo consiliare PD di Regione Lombardia.

Nella seconda parte sono state presentate esperienze e testimonianze relative al  sito del PD provinciale, al  sito  / blog di un Circolo, all’esempio di utilizzo di face book e di twitter e al  Sistema di Comunicazione Integrato – S.I.C.

Venerdì 18 marzo l’attenzione è stata rivolta al tema delle “Campagne di comunicazione e rapporti con stampa, radio, TV” con Massimo Lanzini (Giornale di Brescia), Massimo Tedeschi (Bresciaoggi), Riccardo Venchiarutti (RAI),  Lucilla Perrini  (addetto stampa PD Brescia).

Nella seconda parte sono state presentate indicazioni ed esempi per redazione, distribuzione, impaginazione di un giornalino di Circolo (L. Fondra, professionista del settore, F. Lussignoli del Giornale di Brescia).

Gli incontri di formazione si sono conclusi venerdì 8 aprile con una serata dedicata al “Public speaking – parlare in pubblico” curata da Christian Lalla dell’agenzia Spindoctoring il cui intervento è stato proposto ed economicamente supportato dal gruppo PD in Regione, grazie all’interessamento del consigliere Girelli.

Valutazioni

Si poteva fare meglio ? Forse sì, sta di fatto che raramente, anche chi ha dimestichezza con i corsi di formazione, ha trovato tanta partecipazione, tanto interesse, tanto gradimento.

Significa che chi è attivo, ai vari livelli, nel PD è consapevole dell’importanza del saper comunicare ed è molto, anzi moltissimo interessato a impararne i meccanismi, le modalità, a conoscerne gli impatti.

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Farmaci generici:finalmente le riduzioni?

Dalla metà di aprile come conseguenza della Finanziaria di Tremonti i cittadini si trovano a dover pagare ancora di più per i farmaci generici anche se acquistati con la ricetta. Infatti l’Agenzia italiana per il Farmaco ha abbassato i rimborsi per i farmaci equivalenti così da far risparmiare il sistema complessivo 600 milioni di euro l’anno e a questo provvedimento non sono seguite immediatamente le previste riduzioni di prezzo da parte delle industrie farmaceutiche e a pagarne le spese sono stati, come sempre, gli utenti. Da domani, l’Aifa fa sapere che al fine di eliminare i “brevi disagi” causati ai cittadini, la maggior parte delle case farmaceutiche allineerà il prezzo di riferimento facendo cessare ogni difficoltà. E senza bisogno di alcun intervento da parte pubblica.

In Lombardia l’assessore Colozzi si era limitato a dare la colpa a una legge scritta male (del Governo di cui è rappresentante sul territorio), senza peraltro proporre soluzioni sulla scorta dell’esempio di regioni virtuose come la Toscana che hanno scelto di compensare immediatamente con risorse proprie la differenza.

Mi aspetto ora che i disagi cessino effettivamente come annunciato da Aifa.

Come gruppo vigileremo a partire dai prossimi giorni affinché l’allineamento sia concreto da parte delle case farmaceutiche. Resta il fatto che la direttiva di Aifa ha un valore discrezionale e che il Governo deve colmare questo vuoto normativo a tutela degli utenti, soprattutto i malati cronici che in questi giorni, pur in presenza di esenzioni totali, si sono trovati a dover pagare costi aggiuntivi.

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25 Aprile: festa che deve essere di tutti

Che il 25 Aprile stia diventando l’occasione per manifestare contro gli “avversari” politici non è una novità.

E’ avvenuto anche ieri in piazza Loggia, dove l’intervento e addirittura la presenza fisica del sindaco Paroli è stata duramente contestata da parte di un gruppo non numeroso ma rumoroso di giovani e “non” dei centri sociali.

Non  è stato risparmiato nemmeno Marco Fenaroli che si è sforzato di riportare tutti alla ragione.

Applaudita invece la presidente delle fiamme verdi, Agape Nulli Quilleri, (grande questa donna) e apprezzato l’intervento dell’oratore ufficiale Padre Bartolomeo Sorge.

Credo che dobbiamo fare nostra l’esortazione che ci ha rivolto di vivere e “attualizzare” la costituzione quale frutto di una conquista duramente pagata e quale sintesi di valori presenti nel nostro popolo.

E questo dobbiamo farlo isolando e condannando chi intende censurare l’altrui pensiero, impedire ad altri di parlare.

La solidarietà al sindaco Paroli e a Fenaroli non è solo “doverosa”, ma indispensabile per impedire che un po’ alla volta la celebrazione del 25 Aprile invece di essere la festa di tutti diventi l’occasione, l’ennesima di questi tempi, di essere gli uni contro gli altri. Così come la difesa dei principi fondamentali che ci siamo dati passa dalla partecipazione che, ahimè, ci ha visto ieri troppo assenti come partito.

Ai giovani e “non” che ieri hanno ancora una volta provato a “rovinare” il 25 Aprile voglio solo dire che lavorare per le proprie idee è qualcosa di più impegnativo e faticoso, che cercare di zittire gli altri urlando, ma sopratutto vorrei dire che è inaccettabile il dileggio fatto da alcuni verso i caduti per il terrorismo.

Il PD è chiamato più che mai a svolgere una doppia missione: impegnarsi per portare la normalità nella vita politica e istituzionale del nostro paese. Impedire che prenda corpo una deriva di protesta pericolosa è inaccettabile.

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Farmaci già troppo cari

Da pochi giorni a questa parte come conseguenza della Finanziaria di Tremonti i cittadini si trovano a dover pagare ancora di più per i farmaci generici anche se acquistati con la ricetta. Infatti l’Agenzia italiana per il Farmaco ha abbassato i rimborsi per i farmaci equivalenti così da far risparmiare il sistema complessivo 600 milioni di euro l’anno ma a questo provvedimento non sono seguite le previste riduzioni di prezzo da parte delle industrie farmaceutiche e a pagarne le spese sono gli utenti.

Apprendo dalle agenzie che Colozzi ha dato la colpa a una legge (ma allora lo dica al suo governo) scritta male, ma in una regione come la Lombardia in cui i cittadini pagano già 200 milioni di euro l’anno di ticket sui farmaci non è pensabile scaricare su di loro altri costi per la spesa farmaceutica .

Regioni virtuose come la Toscana che, ricordiamo, hanno i conti sanitari in pareggio senza aver introdotto alcun ticket, hanno scelto di compensare con risorse proprie la differenza. Mi aspetto dunque che Regione Lombardia segua rapidamente questa strada in attesa che il Governo colmi questo vuoto normativo.

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Albania:pensieri su un bellissimo viaggio…

Sono particolarmente grato agli amici Ezio, Serafino, Enzo di avermi offerto l’opportunità di conoscere Don Gianfranco la realtà in cui opera nel nord dell’Albania.

Quattro giorni trascorsi con fraternità e allegria, ma anche di seria riflessione. Non è qui che la si può far lunga, ma un piccolo ragionamento va fatto.

Ogni considerazione su temi come l’integrazione, i flussi migratori, l’idea di Europa “allargata” deve partire dalla conoscenza. Vale per chi si approccia in modo chiuso se non ostile a questi temi, vale anche per chi con faciloneria ostenta apertura e accoglienza.

Ho avuto modo di riflettere sull’esperienza e su come dare concretezza a qualche idea abbozzata di possibile cooperazione.

Sperando sinceramente di non disperdere la ricchezza di un rapporto che se coltivato con cura può rappresentare un momento di crescita per tutti.

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Stelvio:Formigoni dì qualcosa

Dopo lo smembramento della più grande area protetta  dell’arco alpino italiano che, è apparso a molti come un regalo alle provincie di Bolzano e Trento per il voto di fiducia al Governo Berlusconi, è arrivato lo stop del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che correttamente ha chiesto di avere un documento firmato dai tre presidenti dei territori interessati, le province di Bolzano e Trento e la Regione Lombardia, che confermi che c’è l’accordo di tutti e che sia preservata l’unitarietà del parco.

Voglio ricordare che il 20 dicembre 2010, il giorno prima dello smembramento del Parco nazionale dello Stelvio, il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno n. 0317 che esprime “la propria contrarietà alla modifica del decreto del Presidente della Repubblica n. 279 del 22 marzo 1974, che di fatto abroga la gestione unitaria del Parco nazionale dello Stelvio e che porterebbe allo smembramento e di fatto alla sua provincializzazione”.

Ora Formigoni faccia sentire la propria voce chiedendo il rispetto dell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia che ha deliberato la contrarietà allo smembramento del parco. Non è accettabile sul piano istituzionale che gli interessi di due provincie a Statuto speciale prevalgano, per logiche politiche, rispetto al voto della terza assemblea legislativa italiana. A Formigoni chiedo di uscire dal silenzio su una vicenda che segna una delle pagine più brutte delle aree protette in Italia e di  attivarsi per mantenere una gestione unitaria ed evitare lo smembramento del Parco nazionale dello Stelvio per logiche esclusivamente politiche della Südtiroler Volkspartei.

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Apa: servono nuove forme di finanziamento

Si sta muovendo su tutti i fronti il Gruppo regionale del Partito democratico per cercare di affrontare i rischi cui vanno incontro le Associazioni provinciali allevatori, dopo che la Finanziaria 2010 e il decreto mille proroghe hanno azzerato i trasferimenti dovuti per legge che in precedenza servivano a finanziare il Sistema allevatori, in particolare le attività di miglioramento genetico affidate appunto alle varie associazioni provinciali. Le risorse che servono a Regione Lombardia sono 15,5 milioni di euro.

Un question time in Consiglio regionale, il voto favorevole a una mozione, l’audizione con le stesse associazioni in VIII Commissione Agricoltura.

Ci siamo interessati da subito al caso e in tutte le sedi abbiamo ribadito il valore e l’importanza di queste strutture. E’ fondamentale cominciare a lavorare fin da subito per recuperare le risorse perché si mettono a rischio oltre ai posti di lavoro, che in Lombardia sono circa 500 con l’indotto, l’intero sistema di esercizio delle funzioni relative al controllo funzionale del bestiame, con ripercussioni sull’intero sistema degli allevamenti e delle produzioni lattiero-casearie di cui la nostra regione è leader italiano.

E’ giusto, dunque, impostare, una soluzione di prospettiva, attivando, ad esempio, assieme al Ministero dell’Agricoltura, una iniziativa che ricerchi una soluzione di più lungo periodo e che ragioni in particolare sulla rivisitazione del Programma annuale di controllo e vada alla ricerca di nuove forme di finanziamento. Il tutto finalizzato al mantenimento dei livelli di qualità dei servizi offerti dalle Apa e di quelli occupazionali, appunto. Il settore degli allevatori deve essere tutelato e non può pagare sulla propria pelle le conseguenze dei tagli della Finanziaria Bossi-Tremonti-Berlusconi.

I dati

In Lombardia sono presenti 9 associazioni: Bergamo, Brescia, Como-Lecco, Cremona, Mantova, Milano-Lodi-Monza, Pavia, Sondrio e Varese, oltre all’associazione regionale, l’Aral. Le Apa rivolgono la loro attività ad allevamenti di varie specie e razze con diverso indirizzo produttivo. Le attività principali riguardano la selezione genetica degli animali (controlli funzionali e libri genealogici) che interessa circa 4500 allevamenti, la consulenza tecnica del Sata (Servizio assistenza tecnica allevatori), utilizzata da circa 4300 allevamenti (circa 3800sono iscritti all’uno e all’altro servizio), il servizio Anagrafe zootecnica per bovini, suini, ovicaprini ed equidi (quasi l’80% delle registrazioni in anagrafe è effettuata dalle Apa), il servizio di registrazione dei Cif (Certificato intervento fecondativo) che effettua più del 90% delle registrazioni e altro ancora.

Le Apa della Lombardia controllano 540.000 vacche, circa il 40% del lavoro nazionale di selezione sui bovini da latte, assorbendo però solo il 25% del totale di finanziamenti per le Apa italiane. Le 4192 aziende seguite producono l’83% del latte lombardo. Il laboratorio Aral riceve circa 20.000 campioni al giorno.

I dipendenti sono circa 500 più i collaboratori. L’Apa Milano-Lodi-Monza conta 60 dipendenti che controllano circa 94.000 vacche.

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Fondo sociale: chiediamo l’immediato ripristino

Impossibile per i comuni affrontare il dimezzamento anche delle risorse del Fondo sociale regionale. Eppure nel bilancio di previsione 2011 di Regione Lombardia al capitolo relativo al “Fondo Sociale Regionale” sono  previsti solo 40.000.000 euro a fronte dei 85.900.000 dell’anno scorso. Queste specifiche risorse destinate ai minori, ai disabili, agli anziani e all’integrazione lavorativa sono finalizzate al sostegno alle Unità d’offerta oltre che a contribuire alla riduzione delle rette a carico degli utenti.

A fronte della riduzione generale dei trasferimenti destinati al sociale – 68 milioni di euro in meno di cui 46 milioni tagliati da Regione Lombardia e 22 milioni dallo Stato – aumentano le competenze degli Enti Locali e, soprattutto, aumentano i bisogni dei cittadini e delle famiglie rese sempre più fragili dalla crisi economica e dal progressivo invecchiamento della popolazione. La preoccupazione è dunque generalizzata tra gli amministratori locali, il terzo settore e gli utenti, che questi tagli li vivranno sulla loro pelle.  Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio.

Noi riteniamo che Regione Lombardia, recuperando risorse da altri capitoli di spesa, debba ripristinare il fondo dimostrando che le politiche sociali sono una vera priorità.

Per questo oggi in Aula abbiamo chiesto all’Assessore, con un’interrogazione a risposta immediata, come si intende garantire la continuità degli interventi sociali oggi attivi sul territorio dato che le uniche possibilità per i comuni restano o quella di tagliare alcuni servizi o di caricarli sull’utenza.

L’Assessore quindi vada incontro alla richiesta dei comuni lombardi e si impegni a dare loro al più presto delle risposte concrete.

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Giovani: ministro Meloni pensi al loro futuro…

Il ministro Meloni chiede con forza che vi sia la vera possibilità di essere eletti in Parlamento dai 18 anni essendo questa l’età  dalla quale si vota per la Camera. E brava la ministra invece di preoccuparsi e occuparsi del modo offensivo e oltraggioso con il quale il Suo presidente del Consiglio tratta i giovani e LE GIOVANI, invece che chiedere interventi legislativi volti a superare la drammatica situazione lavorativa e la mancanza di fiducia della nostra gioventù preferisce la facile demagogia, la propaganda, lo slogan. I giovani hanno bisogno di essere messi in condizione di crescere, formarsi, dare il meglio di loro stessi, contribuire  alla indispensabile ripresa di cui il nostro paese ha assoluto bisogno.   Per fare questo bisogno investire sulla scuola, sul mercato del lavoro, sul necessario intreccio tra queste due componenti. Per fare questo ci vuole una politica seria e autorevole capace di scelte coraggiose. Caro Ministro invece che mandare alcuni(e) ragazzi(e) in Parlamento, magari previo selezione in quel di Arcore, rispettiamoli(e) “tutti(e)” facendo realmente qualcosa per loro. favorire il ricambio in politica significa non avere sempre i soliti, ma anche e soprattutto avere al governo persone per bene e preparate!

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L’Aquila, due anni dopo: per non dimenticare

Oggi è il secondo anniversario del terremoto dell’Aquila. Ricordo triste,ricordo di persone scomparse, di famiglie e affetti spezzati, di dolore diffuso. Ricordo reso ancora più difficoltoso da un presente che, nonostante il goffo tentativo mediatico di dissimulare, è fatto di ritardi, di cose non fatte e tante, troppe, promesse disattese.

Perché? La spiegazione l’abbiamo avuta ieri dal voto parlamentare riguardo le competenze a giudicare il comportamento del Presidente del Consiglio.

Qui sta il punto oltre che ad ispirarsi ad un programma e ad un’azione di governo più che discutibile, chi guida il nostro Paese è troppo occupato da altro. Quando si pensa come risolvere le proprie disavventure, a ricostruire maggioranze con “allargamento” costante dei “posti” di Governo, a mediare tra forze politiche con idee diversissime, difficilmente si riesce anche a governare.

A farne le spese sono gli italiani, quelli in difficoltà in modo particolare, e quelli costretti a subire le tante incapacità di chi ci governa. Gli amici dell’Aquila sono un esempio eloquente, una denuncia “vivente” del sistema malato. Di certo non bastano trasmissioni “taroccate” a distrarre l’opinione pubblica. Di certo è ora di dire “BASTA” !

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