tagli al fondo sociale regionale

Il Pirellone non ha ancora erogato le risorse del Fondo Sociale Regionale 2011 ai comuni della provincia di Brescia. Generalmente queste importantissime risorse venivano trasferite in concomitanza con i contributi del Fondo Nazionale Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze ma quest’anno, purtroppo,  così non è ancora accaduto e l’allarme cresce. Non è ancora dato sapere se e come verranno garantite queste risorse essenziali per la gestione dei servizi sociali operati per lo più dalle realtà del Terzo Settore.

Gli amministratori locali e le associazioni del settore sono giustamente molto preoccupati. A oggi il bilancio regionale prevede un taglio che porterebbe a Brescia dai 10 milioni dell’anno scorso ai 4,7 milioni di euro di quest’anno e alla Valcamonica (che ha un’Asl indipendente) da 1 milione di euro a 475 mila euro che sarebbero serviti a  garantire la tenuta dei servizi sul territorio.

Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio delle risorse.

La Regione ha il dovere di rispondere rapidamente a questo tema rifinanziando il Fondo Sociale regionale almeno a livello di quello dell’anno scorso, cioè 85 milioni di euro per tutta la regione e perciò presenteremo in merito una mozione all’Assessorato alla Famiglia.

Articolo scritto in Sanità e welfare e con i tag .

Una risposta a tagli al fondo sociale regionale

  1. patrizia avanzini scrive:

    E’ davvero preoccupante il taglio alle risorse del sociale. Siamo anche preoccupati per l’evoluzione a noi sfavorevole della questione sulla compartecipazione al costo delle rette di strutture per disabili e anziani non autosufficienti. Come procede la legge lombarda che disciplina tale questione? E’ ferma? Bisogna che vada nella direzione di prevedere la compartecipazione dei familiari altrimenti sarà il massacro economico per i comuni.
    A presto
    Patrizia Avanzini




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