Archivi del mese: febbraio 2011

Acqua: il governo Berlusconi boccia la Lombardia

Dopo l’impugnativa del Governo, mercoledì sera in Consiglio dei ministri, della legge regionale sui servizi idrici siamo intervenuti io e Gianbattista Ferrari.

“La bocciatura da parte del governo di parti sostanziali della legge regionale lombarda sull’acqua è una buona notizia – spieghiamo – Avevamo contestato in Aula quel testo perché toglieva ruolo ai comuni. In particolare il fatto che la società patrimoniale, prevista dalla normativa lombarda, si appropria come soggetto privato delle reti idriche, espropriando le comunità locali che vengono di fatto anche escluse dalle scelte più importanti che riguardano la gestione dell’acqua. La Giunta regionale avrebbe fatto bene ad ascoltare le nostre proposte, perché avrebbe evitato i profili di incostituzionalità che oggi il Governo contesta”.

“L’acqua – concludiamo – è un bene pubblico che ha a che fare con l’alimentazione, la salute e il benessere dei cittadini. Formigoni e i suoi assessori colgano l’occasione per tornare in Aula e modificare profondamente la legge”.

Ecco lo stralcio del comunicato del Consiglio dei ministri:

Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto e su conforme parere dei Ministeri competenti, ha impugnato le seguenti leggi regionali:

2) Su conforme parere del Ministero dell’Ambiente, la legge della Regione Lombardia  n. 21/2010, che detta disposizioni in materia di servizi locali di interesse economico generale e norme in materia di gestione delle risorse idriche. Essa  presenta profili di illegittimità costituzionale poiché stabilisce che gli enti locali, per la gestione del servizio idrico integrato, possono costituire una società patrimoniale di ambito, conferendo la proprietà delle reti, degli impianti, delle altre dotazioni patrimoniali del servizio idrico integrato, e, in caso di partecipazione indiretta, del relativo ramo d’azienda. Tale previsione contrasta con le norme statali di riferimento, contenute nel Codice dell’Ambiente e nell’articolo 23 bis del d.l. 122/2008, che affermano la proprietà pubblica delle reti e delle  infrastrutture idriche. Inoltre illegittima è la norma secondo la quale i nuovi enti responsabili dell’ATO possano assegnare alla società patrimoniale costituita il compito di espletare le gare per l’affidamento del servizio, le attività di progettazione preliminare delle opere infrastrutturali relative al servizio idrico e le attività di collaudo delle stesse. Infatti, la competenza ad aggiudicare la gestione del servizio idrico integrato, in base al codice dell’Ambiente (art.150, comma 2) è dell’autorità d’Ambito, e comunque ad un unico soggetto, non potendosi enucleare una singola attribuzione da devolvere a un soggetto formalmente privato. Le norme regionali invadono quindi la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema e della tutela della concorrenza e della determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 117, comma 2, lettera e), m) ed s) Cost.

Il link al testo della legge impugnata

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tagli al fondo sociale regionale

Il Pirellone non ha ancora erogato le risorse del Fondo Sociale Regionale 2011 ai comuni della provincia di Brescia. Generalmente queste importantissime risorse venivano trasferite in concomitanza con i contributi del Fondo Nazionale Politiche Sociali e del Fondo Nazionale per le non Autosufficienze ma quest’anno, purtroppo,  così non è ancora accaduto e l’allarme cresce. Non è ancora dato sapere se e come verranno garantite queste risorse essenziali per la gestione dei servizi sociali operati per lo più dalle realtà del Terzo Settore.

Gli amministratori locali e le associazioni del settore sono giustamente molto preoccupati. A oggi il bilancio regionale prevede un taglio che porterebbe a Brescia dai 10 milioni dell’anno scorso ai 4,7 milioni di euro di quest’anno e alla Valcamonica (che ha un’Asl indipendente) da 1 milione di euro a 475 mila euro che sarebbero serviti a  garantire la tenuta dei servizi sul territorio.

Dopo l’azzeramento del Fondo nazionale per la non Autosufficienza, le risorse nazionali destinate ai servizi per l’infanzia, la riduzione del Fondo sociale per gli affitti, è impossibile immaginare un ulteriore taglio delle risorse.

La Regione ha il dovere di rispondere rapidamente a questo tema rifinanziando il Fondo Sociale regionale almeno a livello di quello dell’anno scorso, cioè 85 milioni di euro per tutta la regione e perciò presenteremo in merito una mozione all’Assessorato alla Famiglia.

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150 anni di unità:la visione lombarda

Brutto Consiglio, quello di Martedì.  In discussione il progetto di legge “Celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e valorizzazione del patrimonio storico risorgimentale in Lombardia”. Occasione per dibattere sulla celebrazione dei 150 anni dell’Italia.

Si è consumato un vero e proprio “confronto” sulle vicende, in particolare fra Pdl e Lega, che ci hanno portato all’unità. Al di là delle fonti utilizzate, sembra che la storia a fumetti edita da libere edizione per padani sia stata la più consultata, al di là del continuo ripiegarsi sul passato, davvero imbarazzante il dibattito. Imbarazzante e preoccupante. In un mondo sempre più complicato, dalla crisi economica, alla trasformazione sociale e alla “rivolta” di intere aree geo-politiche, c’è davvero spazio per “ripensare”al processo che ci ha portato all’Italia unita? Soprattutto come fanno due forze politiche, Pdl e Lega, a governare insieme le enormi difficoltà che abbiamo davanti, avendo opinioni completamente diverse sull’idea stessa di nazione?

Dobbiamo diventare protagonisti della questione. Dobbiamo ribadire che per noi l’Italia unita dal 1861 ad oggi è una conquista da difendere e migliorare, da considerare come forte appartenenza per costruire un’Europa unita, capace di “influenzare” un mondo “più unito”.

Certo bisogna combattere i cattivi esempi di malgoverno, certo bisogna modernizzare l’impianto organizzativo dello stato valorizzando il ruolo delle autonomie locali, certo bisogna impedire che attorno alla celebrazione dell’unità d’Italia si consumi l’ennesima “speculazione” politica.

Festeggiamo la festa del 17 marzo, con sobrietà e convinzione. La convinzione di un popolo, quello italiano, che nel corso della sua storia ha dato prova di ingegno e capacità, ma soprattutto di accoglienza e solidarietà. Valori che più che mai vanno riscoperti.

Buon compleanno Italia, Buon lavoro Italiani !

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sul libro di Giulio Cavalli

Davvero interessante la presentazione del libro “Nomi, cognomi e infami” di Giulio Cavalli tenutasi Lunedì sera. E’ stato un po’ come uscire dal solito approccio che abbiamo di affrontare il tema mafia, paludato timido e soprattutto distante, quasi che si tratti di un qualcosa che non ci riguardi, o meglio riguardi “altri”. Cavalli ci ha spiegato, con dati ed esempi che così “non è”. Anche gli altri relatori, il Sen Galperti, componente della commissione giustizia e Giuseppe Giuffrida di “Libera” hanno voluto dare un taglio concreto ai loro interventi, così come aveva fatto l’On De Magistris nella sua introduzione.
Ne consiglio la lettura con un duplice intento: conoscere quanto “di mafia” ci sia anche al nord; capire che il “dovere” di difendere la giustizia e combattere la mafia non è relegato ad altri: magistrati, forze dell’ordine o giornalisti che siano, ma a tutti noi.
Buona lettura e complimenti Giulio.

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Stazioni:nemmeno un euro dalla regione

Il lavoro svolto in questi mesi dal gruppo consiliare del Pd, volto alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie lombarde, inizia a  dare i suoi primi risultati.  In settimana la Giunta regionale, incalzata per mesi dal Pd prima con un ordine del giorno votato all’unanimità nel luglio scorso e successivamente con i risultati della campagna “tour delle stazioni” che fotografa un quadro desolante dell’attuale situazione in cui riversano le 415 stazioni lombarde, ha espresso la volontà di favorire la stipula di protocolli specifici tra i Comuni ed RFI.

Prendiamo atto che la Regione abbia focalizzato l’attenzione sul tema anche se constato con rammarico che la comunicazione della Giunta presenta dei limiti evidenti.

Il rammarico è doppio se si pensa all’impegno sottoscritto a fine luglio in cui si è concordata trasversalmente la mappatura della  funzionalità delle stazioni lombarde e la promozione di un  bando in grado di valorizzare le piccole stazioni attraverso la collaborazione e la partecipazione di tutti i portatori di interesse locale.

Partendo da queste premesse, la delibera formulata della Regione non va nella direzione indicata essenzialmente per tre ragioni:  L’ assenza di volontà politica della Regione di promuovere un bando vero e proprio, al contempo la Giunta non si assume la regia delle possibili convenzioni demandando il tutto a specifici protocolli d’intesa con RFI e Ferrovie Nord. Infine, cosa ancor più grave, non prevede contributi propri in favore degli enti e delle associazioni che si fanno carico dei lavori di riqualificazione.

E’ del tutto strumentale dunque sbandierare ai quattro venti la volontà di ridare dignità e identità alle stazioni, qualificandone il servizio in piena sussidiarietà con gli enti locali, se poi non si investe nemmeno un euro.

Con la decisione della Giunta tutto il lavoro portato avanti fino ad ora viene svilito. Speriamo vivamente che la Regione corregga il prima possibile il tiro ricordando nuovamente che le piccole stazioni sono un patrimonio del servizio ferroviario regionale da preservare restituendo loro quel ruolo di aggregazione urbana di un tempo.

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e anche la Baio se ne va…

Ed anche la Sen. Baio ha lasciato il Pd. Ovviamente per ragioni “nobili” ben più nobili di un vincolo di fedeltà ad un partito che in “liste bloccate” l’ha “nominata” in Senato. Prima di lei Mantini, la Binetti, Lusetti, per rimanere in Lombardia, avevano già seguito la stessa strada…

Due considerazioni e una riflessione finale.

Prima considerazione: credo fermamente nell’istituto della conversione anche se giuridicamente non normato dal nostro ordinamento . Da “aspirante” cattolico lo lego però al sacrificio o in ultima istanza al martirio. Metaforicamente parlando si intende. Vorrei ricordarlo ai tanti a alle tante, con o senza cilicio, che in difesa dei “valori” difendono la sedia.

Seconda considerazione: purtroppo le prossime elezioni difficilmente verranno effettuate con una nuova legge elettorale. Di certo il Pd è meglio che eviti di stilare liste infarcite di amici del “capo” modello Calearo per intenderci, imbarazzanti e profondamente “infedeli”. A volte dedichiamo la nostra attenzione alle “nominate” altrui, cominciamo a dedicarci agli “impresentabili” nostri!

Considerazione finale: il Pd ha bisogno di donne e uomini che lavorano, che credono nel progetto del partito, che hanno a cuore il nostro Paese. Basta con il distinguo sul niente, basta con i “soliti” personalismi. Certi borbottii che si sentono dalla periferia al centro cominciano ad essere davvero insopportabili. Il Pd è un partito vero, dialettico e ricco, deve essere frequentato da gente leale che antepone il bene comune alla propria sistemazione. Anche e soprattutto se eletta.

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PGT: Un’altra proroga, l’ultima?

Ci sarà tempo fino al 2012 per approvare i Piani di Governo del Territorio

In provincia di Brescia più della metà dei comuni è in ritardo: proroga necessaria, purché sia l’ultima e si corregga il sistema, La Regione proroga di un ulteriore anno e mezzo il termine per l’approvazione dei piani di governo del territorio. I comuni dovranno adeguarsi alla normativa vigente, approvata nel febbraio del 2005, entro e non oltre il 31 dicembre del 2012, anziché entro il 31 marzo 2011. La proroga si è resa necessaria per l’alto numero di comuni, oltre due terzi, che ancora non ha portato a termine l’iter di approvazione del PGT. Su 1543 comuni lombardi infatti solo 457, il 30%, ha concluso con successo l’iter di approvazione. Sopra la media, ma comunque distante dall’obiettivo, il dato della provincia di Brescia, dove ha concluso l’iter il 46% dei comuni, 94 su 206 (il dato è aggiornato a fine gennaio 2011). Secondo quanto prevede la modifica della legge urbanistica approvata oggi dal Consiglio regionale i comuni non potranno però continuare a utilizzare i vecchi PRG approvando i relativi piani integrati se entro la fine di quest’anno, il 2011, non avranno almeno adottato (approvato in prima lettura) il proprio piano di governo del territorio. L’ennesima, necessaria proroga è motivata dal fatto che solo poco più di un quarto dei comuni lombardi ha già approvato il proprio PGT. Un problema legato alle complicazioni della legge urbanistica ma soprattutto alla mancanza di risorse, in particolar modo per i comuni piccoli. È giusto prorogare i termini ma c’è un evidente problema nel sistema se i comuni non hanno avuto modo di approvare il PGT o, peggio, se hanno avuto in alcuni casi convenienza a continuare ad approvare varianti e piani integrati sui vecchi piani regolatori, in barba alla nuova programmazione urbanistica. Noi abbiamo dato il nostro voto favorevole  a condizione che sia inderogabilmente l’ultima volta e che, com’è scritto nel testo, non sia concesso ai comuni di continuare a programmare in deroga.

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Soddisfatto per approvazione bipartisan della legge regionale per l’educazione alla legalità

È nata in modo bipartisan, è stata elaborata e approvata con la stessa convergenza delle forze politiche di una parte e dell’altra la legge regionale sull’educazione alla legalità licenziata oggi in Consiglio regionale della Lombardia.

Siamo soddisfatti, anche se abbiamo dovuto fare la voce grossa per evitare che un emendamento dell’assessore Romano La Russa contro le associazioni accusate di avere legami con la politica (come sarebbe, secondo quanto l’assessore ha dichiarato in Aula, l’associazione Libera) venisse discusso e approvato in Aula.

Continua quindi il lavoro cominciato con la richiesta di convocazione del Consiglio straordinario dello scorso ottobre da cui uscì un ordine del giorno condiviso.

Abbiamo approvato una legge che è frutto del lavoro comune di tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Consideriamo un segnale importante che sul tema della legalità il Consiglio non guardi alle differenze ma dia seguito a ciò che si è impegnato a fare con l’ordine del giorno approvato nella seduta straordinaria del Consiglio regionale.

Con questa legge il Consiglio regionale prende atto che il pericolo di infiltrazione nella società lombarda è concreto e manifesto. Dobbiamo intervenire seminando nella società lombarda anticorpi culturali che impediscano alle organizzazioni criminali di attecchire e con questo provvedimento facciamo un investimento sul terreno dell’educazione alla legalità coinvolgendo le scuole e valorizzando i mondi e le associazioni impegnati quotidianamente in questo campo.

Due i passaggi di questa legge che si devono all’accoglimento di emendamenti del PD: La giornata contro la criminalità organizzata e in ricordo delle vittime delle mafie in una data, il 21 marzo. Il primo giorno di primavera, che significa speranza di un futuro migliore. La seconda introduzione di cui siamo soddisfatti è l’osservatorio, che sarà aperto ad altri soggetti esterni all’istituzione e che avrà il compito di valutare l’efficacia di questa legge, servendo anche a monitorare la situazione e a orientare gli interventi della giunta.

Ma questo non basta, dobbiamo andare avanti approvando anche le leggi a garanzia della trasparenza degli appalti e a contrasto del lavoro nero, contro il fenomeno dell’usura e in aiuto a alle vittime delle mafie.

I contenuti della Legge:

La Regione contribuirà alla realizzazione da parte degli istituti scolastici e delle università, di attività didattiche integrative, laboratori, indagini e ricerche sulla criminalità organizzata, anche attraverso la promozione di corsi di aggiornamento del personale docente; promuoverà inoltre la ricerca, la documentazione e l’informazione su questi temi e sosterrà le iniziative finalizzate allo sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica, alla lotta contro le mafie.

La legge istituisce inoltre la giornata dell’impegno contro le mafie, che si terrà ogni anno il 21 marzo, e dà il via libera a un Osservatorio sulla legalità che ogni anno predisporrà per il Consiglio regionale una relazione sull’efficacia delle azioni messe in campo in attuazione della legge stessa.

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