piccola velocità di Brescia, quale futuro?

Oggi io e Gianbattista Ferrari, abbiamo presentato un’interrogazione a risposta scritta sullo scalo merci “Piccola velocità” di Brescia per capire come la Regione intenda intervenire sull’incresciosa situazione che si sta creando attorno alla struttura.

Ci siamo rivolti direttamente all’assessore ai Trasporti Raffaele Cattaneo al quale ricordiamo che Brescia ospita sul proprio territorio uno scalo merci, detto la ‘Piccola velocità’, di oltre 700mila metri quadri, che rappresenta una potenzialità inespressa ma straordinaria per l’economia locale e per un concreto sviluppo dell’intermodalità e del trasporto su rotaia.

Nel documento ricordiamo che il 28 settembre 2007 è stato stipulato un Protocollo d’intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comune di Brescia, Ferrovie dello Stato e Associazione industriale bresciana in merito allo sviluppo della scalo. Il 26 maggio 2009 i soggetti hanno stipulato un accordo operativo per la riqualificazione e la gestione della piattaforma logistica e scalo intermodale merci, inclusa la realizzazione di opere interne allo scalo, e la realizzazione degli interventi di riorganizzazione della viabilità esterna.

Il problema è che a marzo scorso l’area è stata posta sotto sequestro, determinando un drastico calo della movimentazione di merci con conseguenti effetti sull’occupazione. Inoltre, gli operatori privati si sono visti recapitare da Fs Logistica, proprietaria dell’area, il preavviso di sfratto entro la fine del 2010, quando invece l’accordo del 2009 prevedeva una stesura del progetto definitivo di accessibilità entro un anno.

Non da ultimo, il paradosso: a fronte di queste premesse,  nei giorni scorsi ignoti hanno rimosso numerosi binari all’interno dello scalo, senza che nessuno rilevasse alcunché, sintomo del degrado e dell’assenza di controllo a cui è lasciata la Piccola velocità. E intanto, l’assessore provinciale ai Trasporti, che ha il ruolo di coordinatore dell’iniziativa, sostiene che si sia comunque nei tempi previsti dal protocollo di intesa.

Per questo io e Gianbattista abbiamo chiesto a Cattaneo quali siano le iniziative intraprese da Regione Lombardia per assicurare il rispetto degli impegni assunti per il rilancio dello scalo merci di Brescia; se sia stato stipulato il progetto definitivo di accessibilità, come previsto nell’accordo operativo; se sia stata calendarizzata la stipula dell’accordo di programma; se le Ferrovie dello Stato e gli altri soggetti interessati siano stati sollecitati a mantenere e concretizzare gli impegni assunti, considerato che l’ordinaria amministrazione dello scalo farebbe pensare l’esatto contrario.

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