Archivi del mese: aprile 2010

CENA DI RINGRAZIAMENTO CON GIANNI GIRELLI

Gianni Girelli intende ringraziare tutti gli amici che hanno contribuito alla sua elezione a Consigliere regionale. 

Tutti quelli che hanno dato un aiuto “concreto”  sono invitati:

DOMENICA 2 MAGGIO ALLE ORE 20.00 
PRESSO CASA SAN FILIPPO A BRESCIA
VIA FERRANDO TOMMASO 1 (ZONA VIA CHIUSURE)

Vi chiediamo, però, di darci conferma della presenza entro Giovedì, per evidenti motivi organizzativi. (alla mail alessandro.duina@virgilio.it  o al n. di cell 3397213805)

Clicca qui per vedere l’Ubicazione di Villa S.Filippo: http://www.paginebianche.it/execute.cgi?ts=1&qs=Casa%20S.%20Filippo&dv=Brescia&of=19180&iq=001921683828032495000113&om=0&cod=000000951318&tu=0

Il Comitato Elettorale

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«Brescia poco rappresentata in Regione» Secondo Gianantonio Girelli (consigliere regionale Pd) «avere un solo assessore danneggia la provincia»

«La prima considerazione è da semplice bresciano: il fatto che nella nuova Giunta regionale ci sia un solo assessore espresso dal nostro territorio (e per di più con una delega allo sport molto ridotta rispetto a quella che nella precedente tornata amministrativa prevedeva anche turismo e politiche giovanili) danneggia l’intera provincia». Gianantonio Girelli, neoeletto consigliere regionale del Partito democratico, guarda così alla Giunta nominata venerdì da Roberto Formigoni.
Ed esprime più di una preoccupazione: «Finita la campagna elettorale e chiuse le urne e dismesso l’abito del vincitore o dello sconfitto vale la pena di guardare alle cose con obiettività. E quel che ne emerge è che Brescia è oggettivamente sottorappresentata: un unico assessore leghista e l’incarico di sottosegretario per Alberto Cavalli. Sulle cause di tutto questo dovrebbe probabilmente aprire una riflessione al proprio interno il Pdl. Intanto trova una conferma ulteriore l’idea tutta formigoniana di una Regione che non ha nulla a che vedere con una visione autonomistica ma che mette in campo un governo milanocentrico, poco attento alle esigenze e alle sollecitazioni del territorio e rispondente invece a logiche di corrente e a compensazioni di gruppi di potere».
Un pericolo, per Brescia. «Specialmente – prosegue ancora Gianantonio Girelli – se pensiamo che questa Giunta dovrà articolare sul territorio interventi complessi e importanti come l’appuntamento con Expo 2015, il piano sanitario, il piano cave, il sostegno al lavoro…». Cosa può accadere ora? «Da parte mia accadrà che, pur nel rispetto delle diverse posizioni, io mi metterò a completa disposizione per un confronto puntuale e continuo sia con l’assessore Monica Rizzi sia con il sottosegretario Alberto Cavalli. Sappiano – conclude il consigliere regionale Pd – che avranno da parte nostra un’opposizione non preconcetta ma concentrata sulle cose da fare. Un’opposizione attenta e costruttiva è ancora più necessaria quando la maggioranza rischia di non saper garantire appieno la rappresentatività del territorio».
Intanto il presidente Roberto Formigoni ha confemato l’incontro di domani con gli «Stati generali dell’economia e del lavoro». Sarà l’occasione per una «analisi approfondita della situazione economica e occupazionale della Lombardia, una verifica puntuale sull’efficacia delle misure anti-crisi decise dalla Regione tra 2009 e 2010 e le proposte di nuovi interventi di sostegno a favore di tutti i settori produttivi per creare nuovi posti di lavoro».
Parteciperà all’incontro il vicepresidente e assessore regionale all’Industria, Artigianato, Edilizia e Cooperazione, Andrea Gibelli.
All’appuntamento sono stati invitati tutti i soggetti protagonisti del mondo economico e imprenditoriale: banche, organizzazioni imprenditoriali (industria, agricoltura, piccole imprese, artigianato e commercio), Camere di commercio, sindacati, alcune imprese singole. m. l.  Dal Giornale di Brescia del 25 aprile 2010 
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Intervista rilasciata a BsNews

Gianatonio Girelli è stato il candidato più preferenziato del Pd e, mentre si prepara ad insediarsi al Pirellone con il collega Gianbattista Ferrari, gli rivolgiamo qualche domada per  avere un suo punto di vista in merito al risultato del  partito in provincia di Brescia.

Qual’ è la sua analisi del voto in provincia di Brescia relativamente ai consensi ottenuti dal Partito Democratico?

Il Pd tiene e dimostra come in alcune realtà territoriali si sia consolidata la presenza del partito, ma non bisogna tacere che in altri posti  il Pd dimostra tutte le proprie difficoltà a diventare un reale competitor del centro destra.

Perché?

Il Pd negli ultimi tempi, tra congressi e primarie, ha lavorato molto al suo interno per definire la propria classe dirigente  e la  sua linea politica. Ma ora non si può più indugiare. E’ necessario, quindi,  ritonare sul territorio e lavorare sui contenuti della proposta politica in modo che il Pd sappia instaurare un’alleanza con il Paese. I cittadini devono individuare il Pd come scelta possibile. Inoltre inviterei alcuni trent’enni ad essere più prudenti perché vorrei che la politica nasca dalla base e non venisse imposta dagli editoriali di Repubblica. Il popolo delle e.mail deve comunque tenere presente il popolo del mercato. E i giovani dovrebbero impegnarsi a cercare voti per tentare qualche esperienza ammnistrativa, invece che polemizzare all’insegna di logiche tutte interne al partito.

Si riferisce a Rienzi, Civati e altri nomi nazionali che hanno  commentato il risultato elettorale in questi giorni o alle dichiarazioni apparse sui quotidiani locali dei giovani del Pd bresciano?

Ad entrambi.

Lei è il candidato più preferenziato del Pd, come si spiega tale risultato?

Ho concepito la mia campagna elettorale come un lavoro di squadra puntando sia sui molti giovani che  mi hanno dato una mano che sui riferimenti che avevo in provincia, persone con le quali ho condiviso anche esperienze amministrative. Sonoi andato in luoghi dove da tempo il Pd mancava e sono contento di notare che ia geografia dei miei voti rappresesentia l ’intero territorio bresciano.

Gianbattista Ferrrari che ha fatto una difficile compagna elettorale dalla clinica nella quale è ricoverato da febbraio verrà con lei a Milano, mentre non è riuscito a spunatre il secondo mandato Arturo Squassina…

Il partito della città ha adottato la candidatura di Ferrari che è stato ed è persona autorevole e riconoscibile, mentre Arturo Scquassina ha comuque ottenuto un buon risultato intercettando un elettorato che è un suo bagaglio  e non è scontato fosse del Pd. Ora sarà compito del partito non dispederlo e dargli voce.

Quali sono a suo parere le cause del forte astensionismo che ha caratterizzato queste elezioni regionali?

A dispetto della diffusa critica che intravede nelle segreterie dei partiti il luogo da dove vengono catapultati parlamentari, senatori e comunque, in generale, gli eletti  mi ha abbastanza sorpreso l’elevata percentuale degli astenuti nelle uniche elezioni dov’era possibile esprimere una preferenza e quindi votare le persone. Detto questo, credo che in questa campagna elettorale si sia parlato poco dei problemi della gente, i cittadini si possono disinteressare della politica, ma non viceversa.

Che riflessi avranno su Loggia e Broletto queste elezioni?

La Loggia ne esce certamente consolidata, mentre per quanto riguarda il Consiglio Provinciale è in atto una sorta di rimpasto in Giunta dopo l’elezione di Mauro Parolini che gestiva un assessorato molto importante per l’intera provincia, un assessorato di  rilievo anche in termini di competenze della Regione. Ma l’impressione che ho del Broletto è di uno stallo con il quale il Pd dovrà trovare i mezzi per confrontarsi affinchè riparta l’azione amministrativa. (www.bsnews.it)

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