Archivi del mese: marzo 2010

Un grazie a tutti. Ora rimbocchiamoci le maniche

Un grazie a tutti: a quelli che hanno votato PD, ai 9518 che mi hanno preferenziato, a quelli che hanno votato un altro candidato. Ora abbiamo di fronte 5 anni nei quali dobbiamo far cambiare idea ai Lombardi. Un lavoro difficile ed impegnativo che deve essere vissuto sull’agire quotidiano e non sul “tutto subito”. Avrò sicuramente bisogno dell’aiuto di tutti.

Gianni Girelli

Di seguito le preferenze della lista Pd della Provincia di Brescia

Girelli Gian Antonio   9518 voti (eletto)

Ferrrari Gian Battista 7431 voti (eletto)

Squassina Arturo 4725 voti

Maffeis Piero 2741 voti

Bandera Serafina 2084 voti

Venturi Laura 1543

Ramponi Cristina 1148

Colosio Rosa Rita  947

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Appello al voto

Cara cittadina, caro cittadino,

l’appuntamento elettorale del 28 e 29 marzo non è banale, ma riguarda la scelta di chi nei prossimi cinque anni deciderà per noi  riguardo importanti settori della nostra vita quotidiana: sanità, servizi sociali, trasporti, infrastrutture, scuola, lavoro e altro ancora. Diventa importante partecipare e far partecipare al voto per
sconfiggere il dilagante distacco da una politica litigiosa e incapace di essere realmente d’aiuto alle persone. Una politica diversa è possibile. Il Partito Democratico cerca di farla, aiutalo nel suo intento. Vota e fai votare Partito Democratico e se ritieni esprimi la preferenza indicando il mio nome GIRELLI, per portare in Consiglio Regionale la voce i problemi e le speranze dei territori bresciani.
Grazie

                                                                                                                                                                                         Gianni Girelli

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«Il Pd con Girelli, i giovani e la politica del fare»

«Un nome nuovo per una fede antica», questo lo slogan con il quale il senatore Guido Galperti ha presentato ieri, nella sede bresciana del Partito Democratico in via Risorgimento, il candidato bresciano alla carica di consigliere regionale per la lista Pd «Penati Presidente».
Gian Antonio Girelli, 47 anni, originario di Barghe, paese del quale è stato sindaco dal 1993 al 2006, presidente della Comunità Montana della Valle Sabbia dal 1995 al 2004 ed ex consigliere provinciale, ha rinnovato, a poche ore dal voto, una proposta elettorale tracciata sulla linea cattolica e popolare, maturata nelle esperienze passate, prima nell’adesione al Partito Popolare e poi alla Margherita, portate poi nell’attuale esecutivo Pd.
«È un momento di grande rilancio per il partito; vogliamo incontrare la gente e avvicinarla alla politica, partendo dai giovani, la parte più dinamica della società – ha spiegato Girelli -. L’abbiamo voluto fare confrontandoci con le persone, con i loro bisogni e aspettative e prestando attenzione alla realtà locale».
Territorio e agricoltura, ambiente, salute e welfare i punti che il programma va a toccare e che verranno avanzati in regione; «Serve una legislatura regionale concreta, che riesca a fare meglio rispetto a quella degli ultimi 5 anni, che si ponga obiettivi precisi e li realizzi, senza perdersi in discorsi inutili – ha aggiunto il Senatore -. Oltre le problematiche legate alla crisi del settore primario e alla mancata revisione della legge 157 per la caccia, troppe cose sono rimaste in sospeso, in particolare le questioni relative all’autostrada Brebemi della Val Trompia, attesa da ormai troppi anni e alla gestione del sistema fieristico, oscurato dal polo milanese».a. carb. dal Giornale di Brescia del 26/03/2010

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Alle ACLI dibattito sui temi sociali

Dal Giornale di Brescia del 24/03/2010

Nelle intenzioni degli organizzatori sarebbe dovuto essere un dibattito a tre voci. Alla fine – per l’assenza all’ultimo minuto di Gianmarco Quadrini (Udc), impegnato con Pier Ferdinando Casini – è stato un confronto a due quello andato in scena ieri nella sede Acli in via Corsica. Da un lato Margherita Peroni (Pdl), dall’altro Gian Antonio Girelli (Pd), che hanno dato vita, secondo il presidente provinciale delle Acli, Roberto Rossini, che ha introdotto la serata, «a uno dei pochissimi confronti della campagna elettorale». Stuzzicati da Flavia Bolis, i due politici bresciani hanno discusso di territorio, sanità, lavoro e famiglia.
In merito alla prima tematica: «Brescia è un territorio senza un disegno di sviluppo preciso» esordisce Girelli, ricordando come in questa stagione «in cui si parla tanto di federalismo, occorre una classe dirigente all’altezza per pianificare le azioni da intraprendere». Margherita Peroni precisa che non è stata l’introduzione del Pgt «a determinare lo sfruttamento abnorme del territorio, poiché la considerazione del suo valore si è purtroppo persa da oltre un decennio».
Parlando di sanità, la Peroni ritiene che «per sviluppare una politica adeguata sia indispensabile investire nella prevenzione e nell’assistenza domiciliare». Girelli denuncia invece come si sia persa «la capacità di mantenere sul territorio servizi sanitari di qualità». Sul tema del lavoro e della formazione professionale, Girelli accusa la Regione di aver fatto poco «per mettere assieme imprese, lavoratori e università» e ritiene che «se non viene premiato il merito sarà difficile chiedere ai giovani di impegnarsi».
La Peroni ricorda come la crisi possa essere superata con la ricerca di nuovi prodotti e processi: «È perciò indispensabile investire nell’alta formazione e creare uno stretto collegamento tra aziende e università». Entrambi i candidati concordano sull’importante ruolo che la famiglia deve avere nelle scelte politiche, mentre sulle reti tra enti locali, Girelli evidenzia i risultati raggiunti dalle Comunità Montane, e la Peroni si dice favorevole alle Unioni di Comuni.
Ultima domanda: Perché andare a votare? Peroni: «Perché se le cose vanno male è anche colpa di chi non ha scelto». Girelli: «Perché il voto è stato una conquista e quindi bisogna averne cura».
Mario Nicoliello


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Penati: in Lombardia più lavoro e meno spese

A Brescia il candidato del Pd alla presidenza della Regione

Dal Giornale di Brescia del 24 Marzo
Lavoro e questione morale. Sono questi i due temi principali su cui si è concentrato ieri a Brescia Filippo Penati, il candidato del Partito democratico alla presidenza della Lombardia.
Penati accompagnato dal segretario provinciale Pietro Bisinella e dai candidati bresciani Arturo Squassina, Gianantonio Girelli, Laura Venturi e Cristina Ramponi ha concentrato la prima parte del suo intervento sull’emergenza del lavoro nella nostra Regione.
Fondo per i disoccupati
Il mondo lombardo del lavoro e le sue emergenze è stato al centro della visita bresciana di Penati che in mattinata ha incontrato a Desenzano i lavoratori della Federal Mogul in presidio da sei mesi davanti allo stabilimento chiuso dalla fine del 2009 per decisione della multinazionale americana proprietaria dell’impianto e che intende vendere l’area. Da parte sua Penati ha assicurato che la prima iniziativa legislativa che farà se dovesse essere eletto presidente della Regione sarà quella di «imporre un vincolo di destinazione per le aree industriali dismesse per i prossimi dieci anni. Vogliamo impedire che aree a destinazione industriale vengano trasformate in aree commerciali, speculando così sul lavoro dei lombardi».
Ma il candidato democratico punta anche su di un’altra iniziativa: 700 al mese per un anno per coloro che perdono il lavoro. Ma dove reperire i fondi? «Si tratta di scegliere le priorità, Formigoni dice che i soldi non ci sono; io rispondo che i circa 250 milioni di fondo annuale per questa politica corrispondono sì e no all’1% del bilancio della Regione, è solo una questione di volontà politica». Penati attacca quindi la tessera sanitaria regionale, «inutile: perché non è stata mutuata a livello nazionale e che è costata ai contribuenti oltre 500 milioni dal 2006. Soldi che sarebbero potuti essere tranquillamente usati per sostenere il lavoro».
Ma c’è spazio anche per parlare di questione morale. Penati sollecita Formigoni a prendere posizione sul caso Prosperini (l’assessore regionale che ha patteggiato 2 anni e 10 mesi dopo essere stato indagato per corruzione). E riferendosi anche alle vicende giudiziarie della moglie di Abelli, Rosanna Gariboldi, e del consigliere comunale Milco Pennisi parla di un serio problema per la politica della nostra regione.
Un registro degli eletti
Per queste ragioni Penati propone di istituire in Lombardia un registro degli eletti, per la trasparenza dei loro redditi e patrimoni, sul modello del «Register of Members’ interests» che è stato istituito in Gran Bretagna nel 1974.
«Nel registro inglese i membri del Parlamento sono tenuti a indicare le cariche direttive ricoperte in società pubbliche e private, ogni attività remunerativa, l’identità dei clienti di servizi la cui prestazione dipende o trova origine nello status di membro del Parlamento – ha spiegato Penati – ogni finanziamento o beneficio anche anteriore all’elezione, doni e ospitalità ricevuti, beni immobili diversi dalla residenza personale e partecipazioni societarie. Lo stesso faremo in Lombardia».
Infine il candidato democratico annuncia che la sua eventuale Giunta sarà dimezzata rispetto a quella attuale: «Al posto di 15 assessorati ne prevederò solo 7, tre dei quali assegnati a donne. Il motivo è presto spiegato: in Regione ci sono sette commissioni, mi chiedo allora perché gli assessori debbano essere il doppio. Inoltre ritengo inutili i quattro sottosegretari alla presidenza, che eliminerò».
Politica del risparmio
Filippo Penati poi chiude il suo incontro con un suo cavallo di battaglia, ovvero l’addizionale Irpef dello 0,5% che i contribuenti lombardi pagano, ma che il candidato del Pd vorrebbe togliere: «Formigoni sostiene che è impossibile togliere questa imposta. Io lo inviterei a chiedere al suo collega Galan che dal primo di gennaio di quest’anno ha tolto l’addizionale dalle imposte che devono pagare i contribuenti veneti. Se sarò eletto l’addizionale scomparirà».
Carlo Muzzi
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Il mio impegno per i treni pendolari

Il trasporto su rotaia deve diventare una priorità per il nostro governo regionale. Lo chiede Gianantonio Girelli, candidato Pd alle prossime Regionali, sottolineando che, ad oggi, «il Pirellone considera Brescia, su questo tema, la periferia dell’impero».
«Si è investito molto sui grandi progetti, come l’Alta velocità – dice Girelli – e ci si è dimenticati di potenziare il trasporto regionale. La direttrice, Brescia-Milano è dotata dei treni più vecchi e sporchi dell’intera rete regionale». Con l’introduzione degli Eurostar City, aggiunge il candidato Pd, «il servizio per il trasporto regionale dei pendolari bresciani è peggiorato e tanti sono costretti a ripiegare sui cosiddetti treni veloci, con un sovraprezzo minimo del 30%». Inoltre, «la precedenza a questi treni ha determinato ritardi sempre più accentuati per i convogli regionali».
Girelli quindi insiste sul «ripristino dei treni regionali per Milano nella fascia oraria dalle 9.30 alle 13». «Attualmente – ricorda il candidato Pd – un utente che voglia recarsi a Milano in quelle ore deve salire sui costosissimi Eurostar City. Senza tenere conto dei pendolari di Rovato e Chiari, che non hanno nessuna possibilità di raggiungere il capoluogo».
Una proposta riguarda anche «l’introduzione di una carta di accesso sui treni Eurostar City per i pendolari, con la compartecipazione della Regione all’esborso economico, come già avviene in Piemonte e in Veneto». dal Giornale di Brescia del 23/03/2010

Il volantino distribuito

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Letta: «Costruire l’alternativa»

Intervista al vicesegretario del Pd Enrico Letta: «Guardiamo con fiducia alle Regionali»
La ricetta economica per la Lombardia: «Meno burocrazia per facilitare le imprese»

dal Giornale di Brescia del 19 Marzo

«Un buon risultato elettorale alle Regionali ci permetterà di avere 3 anni per costruire l’alternativa al Governo». Parola del vicesegretario del Pd Enrico Letta che ieri ha visitato il nostro giornale, accompagnato dal candidato democratico al Consiglio regionale Gianantonio Girelli inserito nella lista del Pd a sostegno di Filippo Penati.
Come vede l’attuale situazione politica a meno dieci giorni dal voto?
Siamo sconvolti dalla virulenza di questa campagna elettorale da parte del Pdl, caratterizzata da un’acrimonia impressionante. In sostanza non si parla di nulla.
La mia impressione è che nell’attuale maggioranza dopo due anni si sia aperta una crepa che nel precedente Governo Berlusconi era comparsa al quarto anno, quando il premier fu costretto ad un rimpasto e che ebbe, poi, come risultato la vittoria del centrosinistra alle elezioni del 2006. Berlusconi sembra in una posizione molto debole, avviato verso un lento declino che gli impedisce di avere la forza necessaria per «rovesciare il tavolo» e mettere a posto le cose che non vanno nel suo esecutivo: i rischi collegati a queste situazione sono tutti a sfavore del Paese.
Anche il Pd ha vissuto in questi mesi alti e bassi con gli alleati. Come è la situazione al momento?
All’interno del Pd, l’elezione di Bersani a segretario e l’affermazione di una linea unitaria ha portato maggiore serenità. Si temeva che l’abbandono di alcune componenti come quella di Rutelli potesse avere effetti negativi, invece oggi possiamo dire che ciò non è accaduto. Più complesso è il tema legato all’alleanza con i radicali, anche se la vicenda del Lazio e l’atteggiamento costruttivo della Bonino hanno facilitato i rapporti. Ma una cosa è chiara: il Pd si è rinforzato e nei prossimi tre anni avrà modo di costruire alleanze solide, in cui dovrà essere il partito di riferimento. Per intenderci, non ci saranno più situazioni analoghe a quelle dell’ultimo Governo Prodi in cui il principale partito della coalizione aveva solo il 17% e gli alleati potevano creare situazione destabilizzanti.
Il Pd avrà sempre un atteggiamento tollerante nei confronti degli alleati, ma è e sarà la forza principale del centrosinistra.
Ci sono altre sfide interne che il Pd deve fronteggiare?
Sicuramente quella della classe dirigente. Dobbiamo puntare sulla formazione dei quadri e riparare ai danni provocati dalla legge elettorale nazionale che ha sfalsato la politica. Il rinnovo dirigenziale passa anche attraverso scelte lungimiranti. La candidatura di Gianni Girelli in Lombardia va letta in questo senso: ormai una stagione politica, quella di Formigoni, si è chiusa e il Pd deve guardare ai prossimi appuntamenti disponendo di una classe politica fresca e responsabile.
Come vede i rapporti di forza tra Pdl e Lega al Nord?
Mi sembra chiaro che la corsa sia già vinta dal Carroccio almeno in Piemonte e Veneto. L’avanzata leghista è molto preoccupante, ma al tempo stesso va registrata una reazione quasi nulla da parte del Pdl che sembra implodere e i cui elettori sembrano permeabili alle istanze della Lega. Al Nord solo in Lombardia sembra che il partito di Berlusconi possa resistere all’avanzata leghista. È chiaro che questo sbilanciamento a favore della Lega allontanerà ancora di più l’Udc dal centrodestra per avvicinarlo politicamente alle nostre posizioni. Tornando alla Lega penso che questa sia l’ultima occasione in cui potrà vestire il doppio ruolo di forza di Governo a Roma e di opposizione a livello locale.
Quali sono le proposte del Pd per la Lombardia?
Molto ruota attorno ai temi del rilancio. È necessario un grande impegno per il settore manifatturiero: da un lato serve una maggiore valorizzazione degli aspetti più immateriali come il brand, l’innovazione e il rapporto con i mercati internazionali. Dall’altro per dare una mano alle Pmi, bisogna sburocratizzare il sistema, sostituendo la politica d’incentivazione con un modello automatico di crediti d’imposta. Oltre a questo deve essere portato avanti con decisione lo sviluppo delle infrastrutture che in Regione sono ancora al palo e che risulteranno determinanti per l’expo.
Carlo Muzzi

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Enrico Letta a Lumezzane e Concesio

Domani il vicesegretario del Partito democratico Enrico Letta intervenirrà negli incontri elettorali previsti alle 18.30 a Lumezzane al Centro commerciale Arcadia e alle 20.15 a Concesio all’auditorium delle scuole medie di San Vigilio.

Due incontri dove saremo presenti io, il segretario Provinciale Pietro Bisinella, Silvano Corli, Diego Peli e spero tanti amici!

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Trasporti e pendolarismo

La mobilità ha un ruolo rilevante nella vita di tutti noi,  per ragioni di lavoro, di studio, di tempo libero.

Per questo un sistema di trasporti efficiente dovrebbe essere un diritto acquisito per i cittadini e un dovere garantirlo per le istituzioni.

In Lombardia non è così:andate nelle nostre stazioni, salite sui treni regionali, chiedetelo ai tanti pendolari che ogni giorno aspettano treni in ritardo.

E’ ora di cominciare a… muoversi, è ora di cambiare.

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Girelli (Pd): “riconoscere le autonomie locali”

«Altro che federalismo, al centralismo romano si è sostituito quello milanese»

Dal GIORNALE DI BRESCIA del 11 Marzo

Dopo 25 anni di attività politica – l’esperienza nei popolari di Martinazzoli prima, nella Margherita poi e oggi nell’esecutivo regionale del Pd -, Gian Antonio Girelli (Gianni) ha presentato la sua candidatura nella lista provinciale del Partito democratico in corsa alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

Il programma di Gianni Girelli (che ha preso le mosse sul sito web www.giannigirelli.com e dal supporto di un comitato elettorale a suo nome) poggiandosi sul motto «Diamo valore al nostro territorio» si snoda attraverso una serie di idee e riflessioni «sulla congiuntura economica attuale, per esempio, un periodo di enorme difficoltà che sta portando alla chiusura di aziende e alla perdita di posti di lavoro, con conseguente dispersione di fiducia da parte dei giovani e delle famiglie. La Regione, eccetto generici bandi di aiuto e qualche bonus, non ha saputo definire una seria strategia sociale ed economica: sarebbe necessario creare tavoli di confronto con le piccole e medie imprese, comprendere l’evoluzione del tessuto economico e capire come vogliamo reinventarci per continuare a detenere l’eccellenza produttiva; il sostegno ai cittadini, dal canto suo, deve tener conto delle reali esigenze di ciascuno».

La vicinanza alla popolazione, ha proseguito Girelli, si scontra «con un approccio al federalismo opposto rispetto al vero significato del termine: assistiamo a una sostituzione del centralismo romano con uno milanese. La mia, la nostra idea di Regione attiene a un federalismo che sappia riconoscere le autonomie locali, in particolare il ruolo dei Comuni, con politiche coperte da adeguate risorse finanziarie; la rete amministrativa è in costante impoverimento: pensiamo ai continui tagli o all’idea di eliminare le Comunità montane».
Riferendosi alle difficoltà legate alla presentazione della lista Pdl alle regionali, Gian Antonio Girelli ha sottolineato la «criticità del momento politico in atto; la faccenda è stata affrontata in modo arrogante e poco rispettoso: sarebbe stato sufficiente che chi ha sbagliato chiedesse scusa e cercasse una soluzione condivisa per ovviare al problema. In questi casi la forma è anche sostanza, le regole devono essere osservate e invece siamo dinanzi a chi governa la Lombardia da 15 anni e, pur disponendo di imponenti mezzi, non è in grado di rispondere all’”abc” normativo. Vogliamo invitare i bresciani a ragionare su tali dinamiche».ra. mo.
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