Importante aderire alla proposta di Avviso pubblico

urnaContrastare corruzione e malaffare è un preciso dovere per chiunque si renda disponibile all’impegno pubblico. Più che mai è un’emergenza, che riguarda ogni forza politica, che deve unire tutte le persone per bene per espellere chi per bene non è.

Ecco perché è importante che i Comuni aderiscano ad Avviso Pubblico e che i Candidati sottoscrivano precisi impegni. La corruzione, la mafia, il malaffare si combattono e sconfiggono assumendoci le nostre responsabilità!

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Antimafia, fondamentale partire dalle scuole

girelli_antimafiaIl Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità la risoluzione che ho presentato, a nome della Commissione Speciale Antimafia, per impegnare la Giunta Regionale Lombarda a chiedere al Ministero dell’Istruzione di prevedere negli Obiettivi Specifici di Apprendimento delle scuola di primo e secondo grado l’educazione antimafiosa. Definizione forte che vuole significare la consapevolezza che parlare di mafia, contraffazione, corruzione, non può più essere un tabù, ma diventare una necessità per attivare un vero contrasto.

ASCOLTA IL MIO INTERVENTO

Ecco perché penso sia indispensabile prevedere una adeguata informazione e conoscenza fin dal momento della formazione scolastica. La mafia, la corruzione hanno fortemente inciso sul nostro modello socioeconomico, lo hanno minato, reso più debole, meno competitivo. Soprattutto hanno mortificato tante storie, tante aspirazioni, tante speranze. Hanno reso meno libera e meno democratica la nostra società.
La reazione deve essere forte e di tutti. Cominciando dal mondo della scuola, coinvolgendo studenti, insegnanti, genitori. La cultura della legalità è il primo vero ostacolo ad ogni forma di mafia e corruzione.

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No ragazzi non è tutto finito. Ci siete voi e molti insieme a voi

pino_maniaciCi ho pensato un po’, un bel po’, prima di scrivere queste righe. E confesso di aver deciso di farlo non per commentare un fatto, la vicenda che sta travolgendo Pino Maniaci e Telejato, che sinceramente mi ha procurato un forte sconcerto, un dolore interiore difficile da spiegare.

No, mi ha convinto a farlo la lettura di alcuni vostri post, dove traspare  il dolore, lo sgomento, la delusione che solo i giovani possono provare, davanti ad un esempio, ad un riferimento, ad uno che per molti ha rappresentato il motivo della presa di coscienza del dovere etico e civile di combattere la mafia, di stare dalla parte delle regole, della democrazia, della libertà.

No ragazzi, non è tutto finito. Ci siete voi, con il vostro impegno, il vostro lavoro, la vostra determinazione, il vostro coraggio, la vostra testimonianza che sono e rimangono un valore assoluto, una forza incredibile, un positivo contagio. Vi muovete in modo diverso, ciascuno con il proprio talento, chi studiando, chi comunicando, chi in università, chi nel giornalismo, chi in altri mondi, tutti mossi da un unico desiderio, essere rispettosi di se stessi e degli altri, liberi da ogni compromesso, fiduciosi di costruire un futuro migliore. In questi anni non sapete quanto avete contribuito ad aver interessato altri giovani a seguire il vostro esempio, in futuro non potete immaginare quanto, nello svolgere i ruoli che la vita vi affiderà, potrete essere portatori di legalità. Ma ancor di più forse non vi rendete conto di quanto imbarazzo avete provocato in chi come me si è trovato a ricoprire un sia pur piccolo ruolo istituzionale, scoprendo quanto poco aveva fatto per conoscere e contrastare concretamente il fenomeno mafioso rispetto alla vostra giovane determinazione. Ma la cosa più bella è che avete saputo trasformare l’imbarazzo in reazione, infondendo una forte iniezione di voglia di fare, recuperare il tempo perduto, coinvolgere chi ti sta attorno nel farlo.

Certo capisco il sentimento che in queste ore è dentro di voi, perché è anche dentro di me. Non so come si svilupperà e come si concluderà la vicenda di Telejato e del suo direttore. Certo il video e le intercettazioni prodotte sembrano piuttosto eloquenti. Vi confesso però che voglio guardare a quella esperienza (ho avuto occasione di visitare quegli studi) non come il triste tramonto di un riferimento del giornalismo di frontiera, ma come il luogo dove sono nati giovani coraggiosi, coscienze determinate. Dove qualcuno, tanti, hanno davvero creduto a quanto dicevano, lo hanno vissuto, lo stanno vivendo.

Continuate a guardare al vostro impegno con la serenità di chi sa che sta facendo la cosa giusta, che sa che anche quando attorno sembra che i riferimenti crollino, la cosa da fare e cercare di essere voi stessi un riferimento, e di farlo insieme. Perché la lotta alla mafia, non é una storia di morte, di porcherie, di mancati eroi, è una storia di giovani speranze, di sincero coraggio, di entusiasmo, di fiducia e di libertà.

Ecco perché non è tutto finito. Ci siete voi, e in molti con voi a percorrere la medesima strada, a inseguire il medesimo obiettivo. Forza, in cammino!

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“Non era lui ad avercela con la mafia, ma la mafia ad avercela con lui”

la torre30 aprile 1982. A Palermo viene assassinato, assieme a Rosario Di Salvo, PIO LA TORRE.

Al suo impegno dobbiamo la Legge Rognoni-La Torre, la 646 del 13 dicembre 1982, strumento di straordinaria efficacia nel contrasto alla mafia.
La storia di Pio La Torre è l’ennesimo esempio di chi è stato lasciato in gran solitudine nel contrastare in modo vero, con quotidiana testimonianza, con iniziative giudiziarie e proposte di Legge, la mafia. Celebrato dopo essere stato assassinato, sopportato, se non ostacolato, mentre da vivo combatteva. La sua è la Storia simile a quella di Dalla Chiesa, di Falcone, di Borsellino, di tanti altri lasciati morire ammazzati in sostanziale solitudine.

Questo è ciò che più mi indigna, che mi lascia sempre più distante da una certa convegnistica antimafiosa, da una certa spettacolarizzazione del tema fine a se stessa, dalle tante importanti e roboanti frasi, a volte anche capaci di suscitare forti emozioni, ma nulla più. E’ tempo di parole forti, non suadenti, di iniziative concrete, non proclami. Soprattutto è tempo di testimonianze condivise.

La Legge Rognoni-La Torre ne è un esempio. Va attuata fino in fondo, troppi sono i ritardi e le difficoltà, troppo il tempo che passa dalla confisca al riutilizzo dei beni, ancora più complesso il tema delle imprese. In Commissione stiamo lavorando a proposte serie e concrete, per contribuire a farlo, nostro dovere è portarle a termine. Un modo per ricordare in modo degno Pio La Torre, un modo, insieme a tanti altri, per non lasciare solo chi, anche adesso, è essere in prima linea a combattere un male assoluto come la mafia e che deve sentire ogni momento attorno a se la protezione e la partecipazioni di tutti noi. E’ la mafia che va individuata, isolata, distrutta.

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Riflessioni sull’intervista a Piercamillo Davigo

davigoQuante polemiche sulle dichiarazioni di Piercamillo Davigo, neo presidente dell’Anm (Associazione nazionale magistrati). Sulla sua intervista al Corriere della Sera si è detto e scritto di tutto, a volte con merito, a volte dando l’impressione di non aver letto quanto da lui detto.

Personalmente trovo le sue affermazioni, o meglio l’intervista volendo estendere l’opinione non solo alle risposte ma anche alle domande, condivisibili solo parzialmente. Se infatti è evidente che il quadro di corruttela rispetto alla stagione di tangentopoli non è certo mutato, la lettura di quegli anni e il giudizio in ogni caso “generalizzato” che ne esce, penso siano forzati e non del tutto obbiettivi.

Le indagini degli anni ’90 misero a nudo un malcostume che era noto a buona parte della politica che “contava”, ma che difficilmente poteva essere sconosciuto a tutto il resto del mondo. La vicenda du Mario Chiesa non svelò un misfatto nascosto, semplicemente offrì l’occasione di intervenire in considerazione dell’involuzione e disfacimento che oramai avevano indebolito il sistema politico. La conseguenza fu l’annientamento di alcune forze (in alcuni casi avvenuto in modo per quanto possibile “dignitoso”, come dimenticare l’austero ruolo di Martinazzoli?), in altri rinunciando alla propria storia (si pensi al trasloco nel centro destra dei presunti interpreti dell’ideale socialista). Lasciando, ne rimango convinto, non del tutto completato il lavoro.

Connivenze fra una parte politica e alcune fonti di finanziamento, più o meno lecite, rimangono politicamente opache. Di questa mancanza di pulizia ancora oggi se ne portano serie conseguenze dove fondazioni, intromissioni fra politica e mondi socioeconomici, appesantiscono non poco la credibilità del centro sinistra. Ma dopo quella stagione cosa è cambiato? Poco o nulla, anzi forse la situazione è peggiorata, sostiene Davigo. Come dargli torto?
Si pensi solo alle vicende di Regione Lombardia degli ultimi anni: l’unico rischio è dimenticare qualche indagine o arresto, vista la consistenza. Perché é avvento questo?

Principalmente per il sentimento dell’opinione pubblica che presto archiviò la stagione dell’indignazione per ricadere nel vecchio vizio di assecondare la mala politica, complice, non va dimenticato anche il comportamento di alcuni protagonisti di tangentopoli. Il passaggio in politica di alcuni magistrati, rivelatisi poi incapaci o peggio ancora “non diversi” dagli altri, l’eccessivo protagonismo di altri, hanno infine dato un forte contributo.

La necessità ora è però non ricadere nei meccanismi del passato, avvalorando, se non direttamente, ma anche solo indirettamente, la tesi che la politica è corrotta, senza distinguo. Che in politica vi sia tanta corruzione è vero. Che spetti alla politica – che continuo a voler pensare in gran maggioranza onesta – ripulire se stessa, cacciando a pedate corrotti e omertosi, è ancora più vero. Ciascuno faccia la propria parte, ogni partito lavori al proprio interno senza cadere nella ridicola gara nel contare gli inquisiti altrui.
La magistratura sia messa in condizione di lavorare al meglio, con strumenti legislativi adeguati alla sfida che le si chiede, individuare e colpire i corrotti. Lo faccia però con indagini, processi, sentenze, rivendicando e difendendo la propria indipendenza innanzi tutto astenendosi dall’invadere quella altrui.

Detto questo rimane ovviamente immutata la stima e la riconoscenza verso il dottor Davigo, rifuggendo e ritenendo sbagliata qualsiasi polemica fra politica e magistratura. L’indipendenza fra i poteri dello Stato altro non è che una garanzia per concretizzare e difendere quanto espresso nei valori della prima parte della nostra Carta Costituzionale, quanto mai attuali nella loro straordinaria profondità. Valori, troppo spesso, traditi.

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Fattore di pressione e Montichiari: il Consiglio di Stato ci ha dato ragione

montichiariSu Montichiari il Consiglio di Stato ci ha dato ragione: reintroducendo di fatto l’esecutività del fattore di pressione delle discariche, impedisce che venga realizzato un ennesimo sito. (La mozione che avevo presentato: leggi qui per saperne di più)

La nostra mozione sosteneva Regione Lombardia nella sua ferma opposizione a qualsiasi decisione che togliesse la possibilità di definire se un territorio è già sufficientemente “pressato” da servitù, come era accaduto con il Tar proprio nel caso di Montichiari. Il Consiglio di Stato ci ha dato pienamente ragione. E non poteva essere altrimenti.

Infatti l’istituzione e la regolamentazione del fattore di pressione per le discariche si sono resi necessari come linea guida per una corretta e sostenibile pianificazione di settore, rispettosa dell’ambiente e della salute dei cittadini. In particolare, il fattore si è reso indispensabile per alcuni territori regionali che vedono una pericolosa concentrazione di impianti e opere con pesanti impatti ambientali, sinergie e rischi di accumulo di possibili inquinamenti.

Il caso di Montichiari è emblematico, ma ora varrà una volta per tutte in ogni altra situazione analoga, almeno per quanto riguarda la Lombardia.

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Trasporto ferroviario, in gioco c’è la qualità del servizio

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Ecco il testo della mozione presentata oggi in Consiglio Regionale sul tema trasporto ferroviario. Io sono il primo firmatario.
In gioco c’è la qualità del servizio che ogni mattina lavoratori, studenti, cittadini quotidianamente utilizzano. Trenitalia, Regione Lombardia devono attivarsi, trovare soluzioni, migliorare il servizio, favorire un sempre maggior utilizzo del treno e un sempre minor uso dei mezzi su gomma.
Questo significa progresso; questo significa migliorare la qualità della nostra vita; questo significa rispettare i diritti dei cittadini.

IL TESTO DELLA MOZIONE

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Buona Pasqua!

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Pasqua di sofferenza e di Resurrezione,  la croce ne é il simbolo per tutti. Sono giorni di tremendo dolore, dove vite spezzate da una violenza sempre più spietata nei luoghi della nostra tranquilla quotidianità, ci strappano la coperta di un’apparente tranquillità, ci insinuano la paura nelle  menti, e, se non stiamo attenti, il rancore nei nostri cuori. Il dramma che da un po’ di tempo si consuma lungo le strade che conosciamo, é il dramma che da anni vivono milioni di persone, tutti i giorni, per alcuni bambini é là sconvolgente normalità di tutta la loro vita e forse solo ora cominciamo ad intuire cosa possa aver significato per loro.
É questo il momento di scelte difficili, di decisioni importanti, dove la fermezza della risposta non può essere separata dalla giustizia e dal riconoscimento dell’altro. Dobbiamo ricercare sempre più l’unità tra nazioni che fanno della democrazia e libertà, non solo di facciata,  i pilastri fondanti del loro essere, creare legami fra popoli che nella diversità trovino l’elemento comune, che li rende tanto simili, nei bisogni e nelle speranze.
Dobbiamo soprattutto ritrovare un po’ di pace in noi stessi, ricucire le ferite, impedire che il dolore ci tolga la capacità di distinguere la giustizia dalla vendetta, la punizione dalla violenza. La peggior cosa che ci possa capitare é uscire stravolti da questi momenti, distrutti nel difficile tentativo che in anni abbiamo cercato di creare un Europa che, sulla tragedia di due terribili guerre mondiali, sapesse costruire pace, dialogo e unità fra le nazioni.
Che la Pasqua possa davvero portare a ciascuno di noi quel po’ di serenità di cui abbiamo tanto bisogno, che ci aiuti a trasformare il buio di questi giorni nella speranza di una nuova resurrezione.
Buona Pasqua.

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Sì, ho paura

ueDavanti a certi tragici fatti, all’ennesima strage di innocenti, all’azione sempre più efferata e immorale del peggiore dei terrorismi – perché mascherato da giustificazioni ideologicoreligiose – il sentimento che prevale è solo uno, quello della paura. Non credo ai facili slogan, “io non ho paura”, credo alla necessità di fare i conti con la paura e nella capacità di reagire in modo vero, autentico, superando la pura istintività, capendo cosa è necessario fare. Cominciando dal chiedersi cosa vogliono questi terroristi.

È evidente: distruggere un’idea di mondo libero e democratico, di popoli che si incontrano e si rispettano, di mercati che trovano un equilibro più equo. Un mondo basato sullo scontro, sulla divisione, sull’ingiustizia, sulla diseguaglianza, sulla negazione dei diritti è il loro obiettivo. Solo in questo contesto si nascondono interessi geopolitici ed economici, si sviluppano strategie che nulla hanno a che fare con l’idea di libertà che ha da tempo caratterizzato la cultura europea. E

Ecco perché l’Europa è uno dei bersagli principali, ecco perché Bruxelles, Parigi, diventano il simbolo di un cuore pulsante, da trafiggere, imbrattare con il sangue di innocenti. Desolante la risposta degli estremismi politici europei, compresi quelli italiani, forse i peggiori per demagogia ed opportunismo. Per loro la risposta è la sospensione di Schengen, il ricacciare i profughi nello loro tragedie, il limitare le misure di libertà. Insomma fare quello che i terroristi vogliono.

Io penso che invece sono due le azioni da attivare. Sviluppare la massima sinergia internazionale, fare fronte comune non in una prova muscolare che molte volte nasconde l’approfittarne della situazione per consumare ulteriori ingiustizie, Turchia e Russia hanno molto da spiegare al riguardo, ma in un’azione coordinata fatta si di iniziative militari, purtroppo inevitabili, di un enorme lavoro di intelligence, ma soprattutto di una politica internazionale dove ad essere al primo posto è la persona e non l’interesse economico.
Attivare un controllo vero delle persone presenti nei nostri Paesi, azioni incisive tese a debellare ogni forma di radicalismo o brodo culturale nel quale il terrorismo fondamentalista trova rifugio, adepti e protezione.

Certo non è facile capire il confine tra giustizia ed inutile buonismo, ma è anche nella capacità e nel coraggio di affrontare il problema che possiamo sperare di riuscire nel nostro obiettivo. Si, ho paura, ma non solo della vigliacca violenza di chi ci ammazza, ma anche della stupida reazione di chi a volte non affronta il problema, lo usa e ne fa un vessillo di scontro. La paura non si cancella, si supera, con il coraggio della propria identità, con la determinazione delle proprie regole, con il valore universale e immenso che si chiama libertà, che, se ci crediamo, è la nostra vera conquista!

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Pendolari e Frecciarossa: questa mattina iniziativa in stazione

CONF STAMPA TRENIQuesta mattina insieme ai colleghi, Mauro Parolini e Fabio Rolfi, abbiamo tenuto una conferenza stampa, in Stazione Centrale per sollecitare Regione Lombardia a risolvere al più presto ed in maniera definitiva la questione dei Frecciarossa che sulla linea Milano – Brescia (Desenzano) stanno creando numerosi disagi ai pendolari bresciani. Il raddoppio della linea Milano – Verona deve diventare un’opportunità per nuovi treni e non una penalizzazione per chi tutti i giorni per ragioni lavorative o di studio si muove all’interno della nostra regione con mezzi pubblici. Abbiamo voluto testimoniare, al di là delle differenti posizioni politiche, che su questo tema la sollecitazione e la richiesta di azioni immediate nei confronti dell’Assessore regionale alla Mobilità Sorte è unanime. Erano presenti anche alcuni pendolari bresciani che stanno promuovendo la raccolte firme  per una petizione da consegnare a Regione Lombardia.

Chiediamo da subito l’estensione dell’utilizzo della Carta Plus o dell’abbonamento FB anche sui servizi Frecciarossa.  Inoltre nel medio lungo periodo si dovrà decidere una volta per tutte se Regione Lombardia intende collegare Brescia con Milano con treni veloci o in alternativa mantenere la possibilità per i pendolari di salire a bordo dei Frecciarossa.

 

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