Il 5 di Dicembre è il giorno in cui il Governo Monti ci dirà quanti sacrifici ci aspettano, comunque un dato è certo il bilancio di Regione Lombardia per il 2012 è tagliato di un 1 Miliardo e 200 milioni già da parte del Governo Berlusconi. Solo questo dato la dice lunga sulle risorse che Regione e territori avranno a disposizione. In questo scenario oltre ai costi della politica, cui si sta provvedendo, vi sono delle e vere proprie nicchie di privilegi oggi più che mai incomprensibili, una di queste e il business delle acque minerali, in mano sempre di più alle multinazionali.
Fatta questa premessa, diamo due dati per la Regione Lombardia:
29 fonti imbottigliate da 24 marche che ogni anno forniscono la grande distribuzione in bottiglie di vetro e plastica per un totale di 12.500.000.000 litri un business di 2,3 miliardi di euro (Dati riferiti alla produzione del 2008, fonte Dossier di Legambiente “Il far west dei canoni di concessione per le acque minerali” – Marzo 2010) Regione Lombardia pur essendo la proprietaria delle acque concesse a dette società udite udite ha un introito annuale di appena un millesimo di euro per ogni litro, un grande regalo alle lobby delle acque minerali le quali in questi tempi di vacche magre sono le uniche che si permettono ancora di fare grandi pubblicità e ungere convegni politici o culturalmente di parte, un vero e proprio scandalo a cui bisogna porre rimedio. Per questo motivo, per il secondo anno, presenterò una mozione, sperando diventi risoluzione di tutto il Consiglio Regionale, per chiedere che in Conferenza Stato Regioni si vada a modificare il quadro nazionale affinchè le regioni possano centuplicare il proprio introito per rendere l’acqua minerale anch’essa un bene pubblico, quale realmente è e deve rimanere, come l’acqua del rubinetto. Referendum docet.
A questo proposito segnalo il buon fine del nostro emendamento presentato in consiglio, che ha ottenuto lo stanziamento di 800 mila euro per i comuni che sono intenzionati a realizzare le case dell’acqua (liscia e gasata) a disposizione e a costo zero dei propri cittadini. La dove sono state già realizzate rappresentano esempi virtuosi di risparmio economico e sostenibilità ambientale – sociale.
In data 25 Novembre la Corte Costituzionale ha reso incostituzionali gli articoli 48 e 49 della legge regionale n. 23 del 2010 inerente il servizio di erogazione dell’acqua pubblica, Regione Lombardia deve smetterla di rendere inapplicabile i dettami della normativa nazionale che vuole mantenere l’acqua un bene comune, lasciando ai comuni e alla loro ottimizzazione per ambito territoriale ottimale la gestione e l’erogazione dell’acqua che è e rimarrà bene pubblico.
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