Non c’è iniziativa più apprezzata in questo periodo dai cittadini di quella che il Gruppo consiliare del Partito Democratico sta portando avanti in tutte le stazioni della Lombardia per ribadire il NO all’aumento estivo del 10% sulle tariffe dei treni e mezzi pubblici soprattutto dopo il precedente aumento di Febbraio del 12,5%. Questa mattina eravamo in stazione a Magenta insieme agli amici del circolo PD cittadino a volantinare, nel frattempo gli altoparlanti annunciavo il ritardo di 45 minuti del treno per Milano Centrale. La verità è una, Regione Lombardia non ha tenuto fede all’impegno preso con il comitato pendolari che avrebbe anche compreso la portata di questi aumenti in cambio però di un progressivo miglioramento della qualità del servizio, tutto ciò non è avvenuto e i pendolari sono stufi. In questi mesi abbiamo misurato anche il degrado delle infrastrutture, biglietterie presenti solo nel 30% delle stazioni, obliteratrici fuori uso, WC assenti o inagibili nel 70% dei casi, niente accesso autonomo per disabili, questi sono solo alcuni esempi dello stato primitivo delle nostre stazioni. Continua la nostra battaglia accanto ai pendolari in Aula e in Commissione!
Qui il volantino con le nostre proposte e qui la storia di una pendolare specializzata in esercizi di meditazione.
Sotto il video registrato in stazione a Magenta.
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Sono perfettamente daccordo con Francesco. Mi ha fatto piacere, inoltre, questa mattina vederlo all’opera distribuendo volantini alla stazione di Magenta… Questo significa condividere e partecipare ai problemi dei cittadini. Grazie!
GC
Ricevo questa mattina il volantino distribuito in stazione a Magenta…”Inviateci una riflessione”…riflessioni, tante…speranze, quasi nessuna. Dopo più di 10 anni da pendolare sulla Novara-Milano, da studente prima e da lavoratrice poi, credo di aver visto di tutto, cose che voi umani nemmeno potete immaginare. Dai cronici ritardi a treni che spariscono dai tabelloni inghiottiti nel nulla senza che venga diffusa alcuna informazione, dalla sporcizia ai sedili inzuppati d’acqua perché percola all’interno quando piove e gocciola dall’alto, dalla sottile ironia di carrozze rimodernate con finestrini blindati per non disperdere la preziosa aria condizionata, peccato mancante nel 99% dei casi, a treni che, sempre nel filone “sottile ironia”, alle 10 di sera a giugno offrono aria condizionata e una piacevole temperatura interna di circa 15 gradi che coglierebbe impreparato anche un pinguino. Se non altro e sempre che non si sia cardiopatici, il viaggio quotidiano in treno purifica dalle tossine di qualunque giornata di lavoro, visto che le temperature raggiunte d’estate sono paragonabili a quelle di una sauna finlandese…chi ha provato una delle due cose sa come funziona, all’improvviso si inizia a sudare da pori della pelle che non si pensava di avere, con la differenza che la sauna solitamente è volontaria ed effettuata con adeguato costume da bagno, abbigliamento quantomeno sconsigliato in ufficio e di conseguenza sul treno. Non voglio soffermarmi sullo stato delle stazioni della Provincia o della Regione, aggiungo solo che a Magenta questo mese si attende il treno per Milano per lo più in pieno sole e con la piacevole compagnia di milioni di moscerini in libera uscita per l’happy hour mattutino, cosa che quantunque non imputabile alle Ferrovie, non fa altro che aggiungere un tassello alle quotidiane difficoltà e dà quella sensazione di ‘mucche al pascolo’ che fa tanto ‘Country’, sai com’è, e che prosegue una volta saliti sul treno dove l’effetto ‘mandria’ è assicurato.
Il punto è: pagherei il mio abbonamento anche 100 euro al mese se potessi affidarmi a questo mezzo di trasporto con fiducia, se ricevessi affidabilità e puntualità, se non dovessi prendere due treni prima dell’orario giusto per me per auto-compensare i ritardi, se non fosse il treno a decidere se questa sera posso o non posso uscire a cena o andare a un qualunque appuntamento in base a ritardi o cancellazioni, se i disservizi improvvisi ed imprevedibili che pur possono esserci venissero in qualche modo compensati da adeguati ‘piani B’ e non da spiegazioni tipo ‘non sappiamo che guasto –alla linea, NdA- sia né quando verrà riparato perché non sappiamo nemmeno quando uscirà qualcuno per andare a vedere’ (è successo, veramente). D’altro canto ricordo azioni tipo il famoso ‘sciopero dell’abbonamento’ cui, nell’ultima edizione, hanno purtroppo partecipato pochissime persone mentre la maggioranza esibiva il biglietto su richiesta del controllore senza proferire parola e senza difendere i pochi che hanno anche subito sanzioni per avere protestato in questo modo (non mi soffermerò sui cordoni di dipendenti delle ferrovie presenti nelle nostre stazioni in quei giorni per controllare i biglietti sulle banchine e impedirvi l’accesso a chi ne era sprovvisto –potremmo usare queste persone così disponibili in caso di guasti o mancanza di personale, ad esempio, invece che reclutarli per fare terrorismo psicologico?).
Direi che è il momento di smetterla con parole o promesse e di bloccare le società e gli organi di governo competenti intorno a un tavolo, iniziare a reinvestire o forse solo ad investire nel trasporto pubblico e non solo nell’Alta Velocità in modo serio, evitando sprechi e piccole ‘evasioni’, ottimizzando, magari anche in perdita inizialmente ma sapendo che nel momento in cui ai pendolari si chiederà 100, loro saranno felici di dare anche 110 perché saranno utenti soddisfatti.
Ci si vede stasera, stesso posto (in piedi!), stesso treno…sempre che non venga soppresso.
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