All’inadeguatezza dell’attuale normativa nazionale e regionale sul tema del consumo di suolo, il Pd lombardo risponde proponendo un antidoto i cui pilastri fondamentali sono: una misura oggettiva del consumo di suolo all’atto della pianificazione, attraverso l’istituzione di un elaborato ad hoc del Piano di Governo del Territorio (Carta del consumo di suolo);
l’introduzione dell’obbligo al riuso delle aree dismesse, degradate o sottoutilizzate preventivamente rispetto all’edificazione su suoli liberi (prevedendo l’incentivazione attraverso la defiscalizzazione degli oneri per la bonifica da trasferire all’ultimo utilizzatore);
la predisposizione di un sistema di incentivi e premialità sui comportamenti virtuosi dei comuni capaci di una progettualità per la manutenzione e cura del territorio e per il recupero ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente.
Con queste premesse, si impone improrogabile il dibattito sulla proposta di una normativa cogente atta ad arginare le dinamiche di consumo e di utilizzo improprio del suolo.
Vogliamo dimostrare che l’attuale dinamica di “svendita del territorio”, in cambio di oneri di urbanizzazione a copertura dei capitoli di spesa corrente dei bilanci locali, rappresenta una prassi non sostenibile dal punto di vista ambientale e tantomeno da quello economico. Il nostro obiettivo è il rilancio dell’economia e del mercato delle costruzioni attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Edificare sulle aree dismesse, degradate o sottoutilizzate e migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti, prevedendo anche la sostituzione di manufatti obsoleti, rappresenta un’occasione unica per l’occupazione e il rilancio dell’economia del futuro.
È stata un’iniziativa intensa e piena di contenuti, quella del tour dei consiglieri regionali Pd nel territorio dell’abbiatense magentino, la culla dell’Est Ticino, che si è svolta venerdì 10 Febbraio. Abbiamo ascoltato tutti, a partire dai pendolari, con un volantinaggio in tutte le stazioni della zona per spiegare il perchè dell’inefficienza ferroviaria, subito dopo ci siamo recati presso l’ospedale di Abbiategrasso per parlare con gli operatori della sanità facendo il punto su quella che è l’esperienza degli ospedali a rete. Successivamente siamo andati a Pontevecchio di Magenta, sede del Parco del Ticino; a pochi passi da Milano si scopre il ruolo fondamentale dell’agricoltura, gli agricoltori hanno avuto modo di dire la loro, facendoci capire quanto questa attività possa essere preziosa per lo sviluppo, anche economico, del territorio. Purtroppo anche sul magentino abbiatense persistono realtà industriali storiche in crisi come Novaceta e Saffa, abbiamo incontrato i sindacati e i lavoratori discutendo su quali strumenti la regione può mettere in campo per andare oltre agli ammortizzatori sociali, prendendo spunto anche dalle realtà che, per fortuna, stanno resistendo alla crisi, dando lavoro e producendo ricchezza. Non poteva mancare il dibattito con gli amministratori locali e, soprattutto con i candidati sindaci di Magenta, Abbiategrasso, Vittuone e Cuggiono che fin da ora dimostrano piena consapevolezza di quanto ragionare in termini di area vasta, possa produrre processi virtuosi per andare incontro alle esigenze dei cittadini.
Questa esperienza è stata importante per noi Consglieri Regionali, espressione dei territori, perchè abbiamo il compito di tradurre quanto ascoltato in proposte amministrative concrete, questa è la missione che i cittadini ci hanno affidato sta a noi non deluderli.
È stata bocciata la mozione che invitava il Parlamento ad accellerare l’iter legislativo di revisione del diritto di cittadinanza adeguandola ai mutati cambiamenti demografici e rispettosa di chi sul nostro suolo è nato e cresciuto.
La Lega nord è andata al di là del buon senso nascondendosi, ancora una volta, dietro a ragionamenti vetero ideologici che non stanno più né in cielo né in terra.
La discussione su questo argomento è arrivata ormai ai piani più alti della scala Istituzionale portando il Presidente Napolitano a prendere una posizione ben precisa definendo “Folle negare la cittadinanza a figli di immigrati”.
Per meglio intendere il comportamento della maggioranza Pdl-Lega, sul tema in questione, riporto il video con l’intera discussione avvenuta in aula. Il testo della mozione.
Venerdì 10 Febbraio, fa tappa nell’abbiatense-magentino il tour dei Consiglieri Regionali nelle province e nei territori della nostra Lombardia. Lo scopo dell’iniziativa è quello di ascoltare le realtà presenti sul nostro territorio in un periodo diverso da quello della campagna elettorale regionale, ciò ci consentirà di affrontare con più attenzione le istanze raccolte, in sede istituzionale.
Ci aspetta una lunga e intensa giornata, la mattina nelle principali stazioni per un volantinaggio che ci consentirà di spiegare ai pendolari le nostre proposte sul tema del trasporto pubblico locale. Sempre in mattinata, presso l’Ospedale di Abbiategrasso, affronteremo, insieme ai dirigenti dell’azienda ospedaliera di Legnano e della Asl 1 Milano, la situazione dei nostri ospedali e discuteremo sulla progettualità che si vuole perseguire per migliorare questo importante servizio, non mancherà successivamente a questo, l’appuntamento insieme agli operatori della sanità.
Nel pomeriggio ci sposteremo a Pontevecchio di Magenta, parleremo di un tema timidamente affrontato, quello dell’agricoltura e della valorizzazione del paesaggio; ascolteremo gli agricoltori e i proprietari degli agriturismi, ma anche i rappresentanti del Parco del Ticino , del Parcolo agricolo Sud e del Parco del Roccolo, un patrimonio di cui il nostro territorio deve essere fiero.
Non è finita, sempre a Magenta presso Casa Giacobbe l’appuntamento sarà con le realtà industriali in crisi. Nel magentino aziende come Novaceta e Saffa soffrono del momento storico che stiamo attraversando, ascolteremo quindi le preoccupazioni dei lavoratori e delle reappresentanze sindacali.
A questo punto, non poteva non esserci un momento di riflessione con l’economia del territorio per parlare di sviluppo e di come perseguirlo. Esistono nell’abbiatense – magentino esempi virtuosi di imprenditorialità che vanno incentivati. Insieme al mondo della cooperazione e alle principali aziende ragioneremo di questo tema fondamentale.
Ultimo appuntamento della giornata sarà l’incontro con gli amministratori locali del PD. Con i Consiglieri Comunali, Assessori, Sindaci e militanti del nostro partito parleremo di quanto fatto e di quanto si potrà fare nel terriotorio soprattutto in attesa dell’appuntamento elettorale del 6 e 7 Maggio che porterà al rinnovo di molte amministrazioni comunali.
Non ha caso sarà fondamentale la presenza dei nostri candidati sindaci, presenti con noi tutta la giornata, che nella conferenza stampa di presentazione dell’evento, hanno avuto modo di sottolineare (se eletti sindaci) la volontà di valorizzare i tavoli territoriali, un coordinamento di sindaci del territorio che insieme lavoreranno per meglio affrontare le problematiche del territorio, migliorando i servizi e coinvolgendo le realtà comunali più piccole spesso lasciate in disparte in questi anni di governo del centro destra.
Sia io che Lei crediamo nell’azione riformista degasperiana che nel dopoguerra ha sviluppato un progetto di paese divenuto la quinta potenza economica industriale.
Questo processo ha voluto dire coniugare democrazia e giustizia sociale per attuare un progetto politico nella stroria di un popolo.
Sono convinto che Lei non possa continuare quella tradizione cattolico – democratica nell’alleanza strategica con la lega nord.
Questa è una delle contraddizioni che politicamente non Le rendono onore e all’altezza dello statista che Lei vorebbe essere.
E’ risaputa la sua legittima ambizione romana e io sono convinto che dal punto di vista personale Lei abbia le carte in regola ed un’abilità politica che giustificano questa sua aspirazione.
Utilizzare il mezzo della lega come sponda non giustifica il fine del suo progetto. In questi lunghi diciassette anni a capo di Regione Lombardia Lei ha sviluppato processi virtuosi e non, ma non era mai capitato un suo scivolone di stile nel definire la minoranza “dei corvi” che comunque Le è sempre stata di stimolo con una atteggiamento riformista e quindi propositivo.
Questa volta non siamo d’accordo con Lei che le nuove vicende giudiziarie si trattino di casi personali, ma pensiamo che la magistratura abbia iniziato ad analizzare un sistema di potere che per troppo tempo si é consolidato nella nostra Regione e che va rimosso.
Siamo convinti che questo sia compito della politica prima della magistratura e la regola aurea a cui avrebbe dovuto sottostare era quella di non accettare la rielezione dopo il secondo mandato.
Per troppo tempo Lei ha chiesto al cavaliere la leadership, non doveva chiederla, ma prendersela, rischiando, sì, ma conquistando quella libertà che le avrebbe permesso di diventare un leader nazionale e magari anche uno statista. Troppo tardi per un disegno riformista abortito per sua volontà nei primi mesi del 2005.
Tuttavia fra poco più di un anno ci saranno le elezioni politiche, penso che Lei si ricandiderà per la terza volta al Parlamento, non sia ambiguo! Scelga direttamente di restarci a prescindere dall’esito elettorale. Inizi un nuovo progetto politico romano che vada oltre i legami di “bassa lega”.
In consiglio regionale, si è tornati a parlare di parchi ed in particolare delle nomine dei membri dei consigli di gestione. Il pd, attraverso un’interrogazione a risposta immediata, ha chiesto lumi all’assessore Alessandro Colucci sulla scelta delle designazioni dei commissari ritenute in contrasto con la legge regionale che prevede il rispetto alle caratteristiche dei rappresentanti. L’assessore ha difeso le scelte della Giunta avvenute, secondo lui, in maniera corretta, in linea con i criteri di esperienza e titolarità tecnica. La risposta però non ci ha affatto convinto. Come Pd ribadiamo la nostra totale insoddisfazione per la nomina dei commissari avvenuti palesemente secondo criteri di ‘cencelliana memoria’ su esclusiva indicazione della maggioranza. A noi, infatti, risulta che 8 dei 22 designati non risiedono nei comuni dei parchi e ben due neanche nelle province. Ancora una volta Pdl e Lega hanno dimostrato di essere famelici di posti creati ad hoc per i loro uomini.
L’assessore ha confermato l’impegno per quanto concerne il nuovo testo unico della legge Parchi. La scadenza, fissata dalla risoluzione per il 6 febbraio, è alle porte.
Attendiamo fiduciosi.
In questo post, di inzio anno, voglio proporre quanto si è discusso nell’ultimo Consiglio Regionale prima della pusa natalizia.
Con grande coraggio è stato introdotto per la prima volta in un testo di legge regionale e nazionale la tutela del suolo agricolo, che è uno dei problemi della nostra regione, il consumo del territorio ne è la diretta conseguenza. Le belle parole inserite nella normativa però non bastano, abbiamo voluto proporre perciò, degli ordini del giorno al testo unico in materia di agricoltura, foreste e sviluppo rurale, per impegnare la giunta e il consiglio regionale ad andare oltre le intenzioni e realizzare nel concreto gli obbiettivi preposti.
Ecco come è andata: Ordine del giorno 550 Respinto Ordine del giorno 551 Approvato Ordine del giorno 552 Approvato
Qualche giorno fa abbiamo parlato di acque minerali e del grande business che gira attorno a queste. Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012, che impegna la Giunta Regionale ad attivarsi presso la Conferenza delle Regioni perchè si innalzino i canoni di concessione delle acque minerali in modo tale che le regioni possano avere maggiori introiti. Queste lobby hanno le possibilità economiche di pagare di più, basta notare le grandi campagne pubblicitarie milionarie su tv e giornali che giornalmente propongono. L’ordine del giorno è stato approvato.
Con la Legge approvata Lunedì 5 Dicembre 2011, il Consiglio Regionale lombardo ha dato un ulteriore taglio del 10% allo stipendio dei Consiglieri Regionali che va sommato al 10% già applicato nel 2011, viene inoltre cancellato il vitalizio retributivo attualmente in essere. “Con il respingimento degli emendamenti del Pd e delle minoranze, Pdl e Lega hanno voluto mantenere tre privilegi che demarcano, ancora una volta, una disparità di trattamento tra elettori ed eletti” così dichiara il Consigliere Regionale Francesco Prina, “Abbiamo chiesto all’Istituzione Lombarda uno sforzo in più ovvero quello di far scattare il vitalzio non più al compimento dei 60 anni ma 65, di eliminare la possibilità di cumulare il vitalizio parlamentare con quello di consigliere regionale (vero e proprio scandalo) e un ulteriore decurtazione, proporzionale, dallo stipendio per quei consiglieri che percepiscono redditi da altre attività lavorative diverse da quella di consigliere”, prosegue Prina “La maggioranza ha perso un altra occasione per dare un giusto segnale ai cittadini che non vogliono più sentire parlare di privilegi, ma piuttosto, di concretezza amministrativa che possa risollevarli da un momento storico di ristrettezze economiche come queste”.
Il 5 di Dicembre è il giorno in cui il Governo Monti ci dirà quanti sacrifici ci aspettano, comunque un dato è certo il bilancio di Regione Lombardia per il 2012 è tagliato di un 1 Miliardo e 200 milioni già da parte del Governo Berlusconi. Solo questo dato la dice lunga sulle risorse che Regione e territori avranno a disposizione. In questo scenario oltre ai costi della politica, cui si sta provvedendo, vi sono delle e vere proprie nicchie di privilegi oggi più che mai incomprensibili, una di queste e il business delle acque minerali, in mano sempre di più alle multinazionali.
Fatta questa premessa, diamo due dati per la Regione Lombardia:
29 fonti imbottigliate da 24 marche che ogni anno forniscono la grande distribuzione in bottiglie di vetro e plastica per un totale di 12.500.000.000 litri un business di 2,3 miliardi di euro (Dati riferiti alla produzione del 2008, fonte Dossier di Legambiente “Il far west dei canoni di concessione per le acque minerali” – Marzo 2010) Regione Lombardia pur essendo la proprietaria delle acque concesse a dette società udite udite ha un introito annuale di appena un millesimo di euro per ogni litro, un grande regalo alle lobby delle acque minerali le quali in questi tempi di vacche magre sono le uniche che si permettono ancora di fare grandi pubblicità e ungere convegni politici o culturalmente di parte, un vero e proprio scandalo a cui bisogna porre rimedio. Per questo motivo, per il secondo anno, presenterò una mozione, sperando diventi risoluzione di tutto il Consiglio Regionale, per chiedere che in Conferenza Stato Regioni si vada a modificare il quadro nazionale affinchè le regioni possano centuplicare il proprio introito per rendere l’acqua minerale anch’essa un bene pubblico, quale realmente è e deve rimanere, come l’acqua del rubinetto. Referendum docet.
A questo proposito segnalo il buon fine del nostro emendamento presentato in consiglio, che ha ottenuto lo stanziamento di 800 mila euro per i comuni che sono intenzionati a realizzare le case dell’acqua (liscia e gasata) a disposizione e a costo zero dei propri cittadini. La dove sono state già realizzate rappresentano esempi virtuosi di risparmio economico e sostenibilità ambientale – sociale.
In data 25 Novembre la Corte Costituzionale ha reso incostituzionali gli articoli 48 e 49 della legge regionale n. 23 del 2010 inerente il servizio di erogazione dell’acqua pubblica, Regione Lombardia deve smetterla di rendere inapplicabile i dettami della normativa nazionale che vuole mantenere l’acqua un bene comune, lasciando ai comuni e alla loro ottimizzazione per ambito territoriale ottimale la gestione e l’erogazione dell’acqua che è e rimarrà bene pubblico.