
Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani
Questo è il momento storico in cui siamo chiamati a prendere coscienza di un passaggio cruciale della nostra Repubblica Italiana e della qualità della sua democrazia. Stiamo vivendo una drammatica crisi economica, sociale, culturale e quindi politica del nostro paese da considerare epocale, perchè strutturale e senza possibilità di ritorno. Una crisi, ma anche un’unica ed irripetibile opportunità. La svolta sostanziale da imprimere al paese è quella di valorizzare il meglio della cultura e dell’azione del governo Monti all’interno dei valori solidaristici del riformismo democratico. La consapevolezza di assumerci la responsabilità di governare il Paese, significa anche riequilibrare verso l’equità la futura azione del governo attuale, senza nostalgie di ritorno al passato, senza inutili promesse e, sulla base di una rigorosa serietà, creare le condizioni di un governo politico legittimato dal voto democratico. Perchè ciò avvenga è indispensabile che il PD superi le aree di consenso che oggi lo compongono, sappia conquistare il vasto mondo di chi si astiene e anche parte dell’elettorato deluso dall’avventura della Lega e più in generale del centrodestra. Costoro hanno fallito, in particolare al Nord, in quanto soprattutto non sono stati capaci di trasformare in una politica efficace e concreta ciò che hanno promesso. Oggi tocca a noi, è un’occasione unica per proporre un’alternativa seria e credibile, testimoniata da persone concrete, capaci e innovative. Renzi è un ottimo sindaco di una delle più belle e importanti città Europee, ha tutto il diritto di candidarsi alle primarie del centro sinistra per determinare il candidato premier che dovrà essere proposto alle elezioni della prossima primavera. Matteo, il giovane sindaco, il “ribelle”, l’innovatore, “il rottamatore”, il comunicatore, il continuista dell’agenda Monti, il rinnovatore che lavora dentro e per il PD ma percepito nel partito come “divisivo” dalle diverse culture politiche che lo compongono. Bersani, un ottimo segretario di un partito nato quattro anni fa dall’incontro di diverse culture politiche, ha tutto il diritto di candidarsi alle primarie del centro sinistra per determinare il candidato premier che dovrà essere proposto alle elezioni politiche della prossima primavera. PierLuigi, il competente, il progressista-moderato, l’unitivo delle diverse culture politiche, il continuista critico dell’agenda Monti, l’ex ministro delle riforme liberali, il garante della fossile “dorsale organizzativa “del PD. Nelle primarie di un partito o di coalizione per il governo di un paese, non si compete per ottenere un vincitore e un perdente, ma per scegliere tra due proposte con sfumature diverse di uno stesso progetto. B. Obama e I. Clinton, nelle primarie Democratiche Americane si sono confrontati, con franchezza; ma poi governano insieme…..( a dimostrazione che il metodo delle primarie negli USA è condiviso e ben sedimentato, quello che non è da noi). È quello che auspico avvenga anche tra Bersani e Renzi. A questo riguardo, è stato bello quello che in modo inaspettato Bersani ha detto all’ assemblea nazionale del PD, Domenica scorsa: ” Se canterò anche con Renzi ? Certo, faremo un duetto, perchè no” ? Il preferito dalle primarie a capo del governo, il secondo vicepremier, dico io perchè no? Sarebbe un grande passo in avanti del neonato Partito Democratico, un bell’esempio di democrazia e tenuta interna delle componenti culturali del partito. Una maturità politica foriera di un futuro solido, unitivo e prospero dell’esperienza progressista. Certo una sfida a tutte le ideologie che tendono ad irrigidire (se non ad esasperare) il confronto per trasformarlo in conflitto aperto ! Noi lavoreremo per tenere unita questa esperienza, che in questo momento storico ha bisogno di consolidarsi attraverso processi unitivi e non disgregativi. Perché ci attende un secondo appuntamento che dovremo vincere per offrire al Paese un esecutivo stabile e capace di governare la complessa modernità contemporanea. Il compito di guida ha come imperativo “del dover essere” la responsabilità di tener unito il partito e la coalizione per tutto il mandato che i cittadini ci affideranno. Chiedo ai candidati ed a tutti gli amici di centro sinistra, di tener presente questi aspetti, prima di lasciarsi andare in partigianerie passionali denigratorie divisive e foriere di risultati “tafaziani” che farebbero contenti solo i veri avversari politici cioè quelli di centrodestra. Scegliere tra queste due opportunità è difficile, il Partito Democratico ha bisogno dell’iniezione di giovinezza e di freschezza Renziana, tuttavia il Paese ha bisogno di un capo del Governo competente e responsabile che sappia tener unito la compagine di centrosinistra tutta. È per queste motivazioni che auspico la contaminazione e convivenza virtuosa tra le due leadership nella proposta della squadra che si propone di governare per il prossimo decennio la nostra amata Repubblica Italiana. Riusciremo in questo ? Ai posteri l’ardua sentenza, a noi in questi momenti “drammatici” per la vita politica nazionale e regionale, il compito di tener unito questo unico partito, ( il PD !) come una grande ricchezza ed opportunità che va rilanciata,non mortificata !!! Perché, oggi sfido chiunque nel breve tempo sappia trovare l’alternativa.! Abbiamo un imminente appuntamento con la storia: tra quattro mesi le prossime elezioni politiche.!
P.S.: con la consapevolezza che una legge elettorale di tipo proporzionale, studiata perchè nessuno vinca, può rendere vana l’efficacia delle nostre primarie….. vale la pena esasperare il confronto nel partito ? Oppure queste primarie saranno uno strumento per far nascere un partito mai nato ?
Sempre sulle primarie, seguirà settimana prossima una seconda riflessione.