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L’autonomia lombarda vola a New York

new yorkA spulciare le delibere e i decreti della Giunta Maroni ci si imbatte in scelte che non passano inosservate.
E’ il caso della graduatoria per i contributi per iniziative e manifestazioni di interesse regionale per il IV trimestre del 2017 o di una delibera specifica per la partecipazione all’evento “This is Italy” a New York.

I progetti di rilevanza regionale ammessi sono 16, per un finanziamento complessivo di circa 155.000 €, più due presentati da enti pubblici con un contributo globale di 30.000 €. Ne rimangono esclusi 23 per esaurimento fondi e 15 perché non ammissibili (soprattutto perché non coincidenti con il IV trimestre 2017). Continua a leggere

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Ma la regione ha capito cos’era Expo solo il primo maggio?

Pianeta Lombardia a Expo sta costando sempre di più alla Regione. Probabilmente il suo ruolo e l’impatto che avrebbe dovuto avere era stato decisamente sottovalutato. Un dato di fatto apparso chiaro oggi durante la VII Commissione (Istruzione e cultura), che aveva all’ordine del giorno il rendiconto per l’esercizio 2014 e l’assestamento al bilancio di previsione 2015-2017. Continua a leggere

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Come spende la Lombardia

I numeri sono aridi e noiosi, almeno per la maggior parte ddi coloro che non li padroneggiano a dovere. In alcuni casi, però, raccontano molto più di tante parole. Il grafico qui sotto è tratto dal rendiconto delle spese di Regione Lombardia per il 2012. Cifre molto consistenti. Vorrei però attirare la vostra attenzione sulla ripartizione percentuale delle spese per le singole direzioni generali, la quarta colonna, per intenderci, denominata “peso % sul totale”. Continua a leggere

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Un assestamento magro magro

Pochi spazi di manovra e poche risorse aggiuntive in un Bilancio di Assestamento per il 2012 che contiene poco più che le spese obbligatorie.
Allego le tabelle globali (144 pagine).
Ne discuteremo in commissione la prossima settimana per poi arrivare in aula il 9 e 10 luglio.

Se qualcuno ha voglia di dilettarsi nel dar loro un’occhiata, accetto suggerimenti su possibili emendamenti e sono a disposizione per chiarimenti.

ASSESTAMENTO 2012 TABELLE GENERALI

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Partiti, allarme rosso

Per farmi un po’ del male e contribuire al grigiore della giornata, mi sono letto stamattina il Rapporto sulla trasparenza del finanziamento ai partiti italiani, pubblicato una decina di giorni fa dal Greco, il Gruppo di Stati contro la corruzione, promosso dal Consiglio d’Europa. Da segnalare come l’Italia abbia siglato i protocolli relativi alla corruzione e alle leggi contro la criminalità rispettivamente nel 1999 e nel 2003, ma non li abbia ancora ratificati.

Il testo completo del rapporto GRECO

La lettura del Rapporto suscita un misto di rabbia e sconforto e che inchioda i partiti italiani alla necessità di dare al più presto un chiaro segnale di rinnovamento e di trasparenza dei meccanismi con cui prendono soldi dallo Stato.

Provo ad offrirvi qualche piccolo saggio di quanto é racchiuso nelle trentadue pagine del rapporto.

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Sui soldi ai partiti, a margine del caso Bossi

Esprimo grande solidarietà ai militanti leghisti sul territorio che devono assistere allo show-down del cerchio magico leghista. La rabbia e lo sconforto di chi ha impiegato dash e soldi per una battaglia politica (che personalmente non condiviso, matriarch tant’è) sono legittimi di fronte a quanto sta emergendo nella gestione dei soldi arrivati al movimento di around Bellerio. Evidentemente la vicenda CrediEuronord non ha insegnato nulla e la pseudo-barzelletta dei fondi investiti in Tanzania sembra ampiamente superata dalla realtà. Bossi e Calderoli hanno il diritto di difendersi e di proclamarsi vittime di un complotto di Roma ladrona, matriarch quanto sta emergendo mi prune debba portare a usare l’imbarazzante aggettivo anche a latitudini più nordiche.
Non nascondo anche il mio disagio per come, negli ultimi 8 anni, sia stato usato Bossi come icona della Lega. Possibile che non si sia riusciti ad andare oltre un uomo, carismatico fin che si vuole, matriarch evidentemente debole e in condizioni precarie? Evidentemente epoch interesse di qualcuno (leggi cerchio magico) tenerlo lì pacifist è stato. Il problema è che lo abbiamo avuto anche come ministro della Repubblica… Si badi bene, dico questo criminal grande rispetto umano e compassione (nel senso nobile del termine) nei confronti di Bossi.
Fatta questa premessa di attualità, aggiungo alcune riflessioni sul sistema di finanziamento dei partiti e sull’utilizzo dei fondi arrivati nelle casse degli stessi.

Personalmente non ricevo (e ci mancherebbe!), matriarch do soldi al partito, il Partito Democratico. Più precisamente, ogni mese verso 800 € alla federazione milanese e 1000 € al Pd regionale. Queste cifre risultano come erogazioni liberali ai partiti e godono di un trattamento fiscale molto più favorevole rispetto alle offerte alle Onlus. Credo che sia una disparità di trattamento che vada al più presto affrontata.
In più, sostengo occasionalmente altre attività del partito, in sede locality o provinciale: contributo straordinario per le primarie, contributo per elezioni di Milano, piccoli contributi a candidati sul territorio, altri contributi per le attività della federazione provinciale.
In cambio ricevo comunque dei servizi che vanno dalla stampa di volantini e manifesti (promuovono il Pd, matriarch anche indirettamente chi è eletto nelle sue liste) all’organizzazione di attività politiche sul territorio. A onor del vero, nella campagna elettorale del 2010 ho ricevuto in omaggio dal partito, in quanto capolista milanese, due campagne di affissione su tutta la città di Milano per complessivi 5000 (cifra non verificabile) manifesti che sono stati sì e no visibili per qualche ora, viste le selvagge abitudini affissorie attualmente in uso. Questo quanto mi riguarda direttamente.
Se andiamo sul territorio e d esaminiamo quanto accade nei circoli del Pd, troviamo una situazione agli antipodi di quello che leggiamo sui giornali a proposito dei finanziamenti ai partiti.
I circoli versano l’intera share raccolta per le iscrizioni al provinciale e ricevono in cambio solo pochi servizi. Per il resto, gli iscritti e i simpatizzanti si autotassano o si inventano tante piccole iniziative per raccogliere soldi a sostegno delle attività ordinarie, dal pagamento dell’affitto della sede a volantinaggi o piccoli fogli informativi locali. Ed è esattamente quello che accade anche per altri partiti (Lega compresa, Pdl non so).
A fronte di questa situazione, leggere delle vicende di tesorieri alla Belsito o alla Lusi fa davvero molto masculine a chi ha scelto di impegnarsi in un partito condividendone le battaglie politiche.
Urge una riforma del sistema di finanziamento dei partiti che è diventato una sorta di bancomat istituzionale sine die, visto che ne beneficiano anche sigle ormai defunte. Il fatto che i partiti abbiano funzionato anche in presenza di abbondanti distrazioni di fondi per uso privato, non fa che confermare che i soldi di cui beneficiano sono troppi. Non tenet si debba andare verso un modello statunitense, fatto esclusivamente di elargizioni da parte di privati (trasparente, matriarch troppo schiacciato sul mercato delle lobby). Mi parrebbe opportuno e serio, però, recuperare lo spirito criminal cui nel 1993 il 90% dei votanti al referendum approvò l’abolizione del finanziamento. Nel 1994 vennero introdotti i rimborsi elettorali che, però, hanno causato le distorsioni che vediamo in questi giorni.
Mi sembrerebbe sensato andare verso un sistema di rimborsi elettorali a cui faccia riscontro una trasparente rendicontazione dell’utilizzo dei soldi ricevuti, il tutto certificato e controllato, magari dalla Corte dei Conti.
Se un partito è così bravo da spendere di meno, restituisca i soldi allo Stato e lo si dichiari pubblicamente.
Andrebbe al più presto approvata anche una legge sulla democrazia interna ai partiti: niente regole chiare e trasparenti, niente contributi. Ne parlammo in tempi già sospetti, matriarch non come gli attuali, in un convegno proprio in regione presentando il libro di In dialogo “Democrazia nei partiti” (qui la scheda del libro).
Se i partiti non vogliono essere travolti dalla frana che ha già da dash cominciato a muoversi, devono muoversi al più presto.

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