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Rogoredo, una scommessa da vincere alla svelta

rogoredoVia libera alla riapertura dell’ufficio di polizia ferroviaria presso la stazione di Milano Rogoredo. Con questo provvedimento il Ministero dell’Interno ha accolto le richieste di molti cittadini residenti di cui l’onorevole Paolo Cova, residente nella vicina zona del Corvetto, si è fatto portavoce in questi anni.

Saranno una ventina gli agenti impiegati nella stazione, non appena RFI (Rete Ferroviaria Italiana) allestirà adeguatamente i locali della stazione necessari. Le stanze utilizzate un tempo, infatti, non sono sufficienti per metratura e non sono dotate di uno spazio idoneo alla detenzione temporanea in caso di arresto.

Il quartiere di Rogoredo è da sempre un nodo strategico di collegamento della città e la sua importanza è cresciuta ulteriormente negli ultimi anni. Punto di raccordo tra metropolitana, passante ferroviario, treni pendolari, alta velocità, tangenziali e aeroporto di Linate, ha pagato caro gli scandali urbanistici che l’hanno interessato nel recente passato.

Poco al di là della stazione, in un’area isolata immersa nella vegetazione, un via vai continuo di giovani e giovanissimi testimonia plasticamente il riemergere di un uso diffuso di sostanze stupefacenti che i più pensavano non sarebbe tornato di moda anche tra i nostri ragazzi, creando disagi insostenibili in particolare nel sottopasso della stazione e in via Orwell.

Mi auguro che operazioni congiunte quali la riqualificazione ambientale dell’area verde ad opera di Italia Nostra, la riapertura del Posto Polfer nella stazione di Rogoredo e il completamento urbanistico dei progetti che riguardano il quartiere proseguano speditamente e restituiscano presto al quartiere la possibilità di vivere a pieno quella socialità che altre zone di Milano gli hanno sempre invidiato.

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Ema: una beffa per Milano che deve trasformarsi in una nuova sfida

 

IMG_8119Una grande occasione persa per Milano. E nel modo più beffardo possibile: il sorteggio.
Per Milano era il modo migliore e peggiore per perdere.
Migliore perché ha dimostrato che la candidatura della città a nuova sede dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) era solida e fondata.
Peggiore perché lascia un grande amaro in bocca.
Ma le regole erano chiare e, se dal sorteggio fosse uscita vincitrice Milano, saremmo qui a festeggiare, con buona pace di Amsterdam.
Ora bisogna guardare avanti. E mi permetto qualche considerazione, a costo di sembrare impertinente.

L’arrivo dell’Agenzia era, lo ripeto, una grande occasione per Milano, per il prestigio e il ruolo internazionale e per i flussi economici che sarebbe stato in grado di generare, soprattutto a livello di ospitalità, logistica e trasporti. Un indotto calcolato in 1,5 miliardi di euro all’anno.
Il sorteggio ha stabilito che tutto questo andrà ad Amsterdam.
Il destino ha dunque voltato le spalle a Milano?
Fatemi dire che il caso non esiste e che anche dalla vicenda di ieri possiamo trarre qualche indicazione per il futuro di Milano.
Ema, con il massimo rispetto per le sue funzioni, è sostanzialmente una sorta di grande ministero, una macchina burocratica che ha il compito di vagliare e validare le innovazioni in campo farmacologico. Il suo valore economico è dato soprattutto dall’indotto, fatto di servizi, ovvero pernottamenti, pasti, trasporti e ospitalità in genere. Un indotto non produttivo.
Milano non è mai stata una città “ministeriale”. La sua anima è sempre stata produttiva e non certo “burocratico amministrativa”.
Il sistema ambrosiano-lombardo ha dimostrato di essere all’altezza della sfida internazionale.
Il mancato arrivo di Ema non è una buona notizia per Milano, ma permette alla città di concentrarsi, in prospettiva, sulla sua vocazione di sempre. Per questo, il progetto per il post-Expo si annuncia strategico, a partire dalla presenza dello Human Technopole. In questo caso si parla di ricerca di altissimo livello e di possibilità di trasferirla nella filiera produttiva biomedicale che trova in Milano un polo di autentica eccellenza con possibili ulteriori sviluppi futuri.
Il sistema Milano deve ora giocarsi al meglio questa occasione, concentrando gli sforzi di tutti per far decollare al più presto Human Technopole e l’intero post-Expo e creando le condizioni perché il territorio metropolitano attiri investimenti per la ricerca e per la produzione di farmaci di nuova generazione.
La presenza di Ema a Milano avrebbe rafforzato questo sistema; il fatto che sia finita ad Amsterdam invita a proseguire il percorso e a creare una sorta di gemellaggio tra la metropoli olandese e la nostra città. Nell’ottica globale, dobbiamo creare un sistema europeo davvero innovativo e competitivo all’interno del quale Milano può giocare un ruolo determinante: lasciamo ad Amsterdam la burocrazia per far sì che Milano diventi leader nella ricerca e nella produzione.
Non è la riedizione moderna della favola “La volpe e l’uva” di Esopo, ma una sfida affascinante per un futuro più coerente con la storia e l’anima di Milano.

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Per una nuova dignità del lavoro

48-SettimanaSociale-Cagliari-2017-300x300Nei giorni corsi si è conclusa a Cagliari la 48^ Settimana Sociale dei Cattolici italiani. I 1000 delegati si sono confrontati per tre giorni sul lavoro, raccogliendo buone pratiche e rilanciando alcuni temi considerati fondamentali per lo sviluppo di un lavoro più attento alle persone e in grado di generare sviluppo. Durante la settimana sono state evidenziate alcune proposte concrete all’Unione Europea e al Governo Italiano, rappresentati a Cagliari dal presidente del Parlamento Europeo Tajani e dal Presidente del Consiglio Gentiloni.
In attesa di riprendere più compiutamente il dibattito cagliaritano e del documento finale, rilancio le proposte concrete emerse dalla Settimana. Continua a leggere

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In arrivo nuovi fondi per i film prodotti in Lombardia

La Film Commission sta per pubblicare un bando per il finanziamento di film prodotti in Lombardia. La notizia era attesa da tempo nell’ambiente dei film-maker lombardi e, anche se i fondi non sono tantissimi (728.000 €), credo sia un’occasione da non perdere. Continua a leggere

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Ci vediamo a Sondrio!

la mia lombardia sondrio 27apr2017

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Maroni in fuorigioco sui ticket

mozione sfiducia 2016 maroniContinua la telenovela dei ticket tagliati e poi reintrodotti.
Maroni da la colpa al governo, ma poi ammette che la Lombardia ha forzato la mano esponendosi a una quasi inevitabile censura da parte di Roma.
Il problema è la certezza della copertura finanziaria che la legge regionale affida a futuri, eventuali, risparmi in campo sanitario.
Maroni ieri ha incontrato Gentiloni e ha proposto di aprire un tavolo di confronto con il governo. Evidentemente, la grande sicumera espressa nelle scorse ore non è poi così granitica: la regione, come spesso accade, forza la mano e poi tenta di recuperare.
Piuttosto che affidarsi a norme pasticciate e improvvisate, non era meglio confrontarsi prima con il governo?
Ma, si sa, la logica spesso fa a pugni con la necessità di raccontare qualcosa ai giornali.

Ecco che cosa ha dichiarato Maroni dopo l’incontro con il premier: “Ho fatto presente al presidente Gentiloni che la nostra decisione di dimezzare i ticket è stata assunta a pareggio di bilancio. E’ vero che formalmente c’è una norma che prevede che ci sia invarianza di gettito, cioè che io abbasso per qualcuno e devo alzare per qualcun altro, ma gli abbiamo detto che siamo così virtuosi da poter abbassare per tutti”.
“La compensazione del mancato gettito – ha continuato Maroni – non la ottengo alzando i ticket per qualcun altro, ma riducendo la spesa: lavorando sulla migliore organizzazione del Sistema sanitario, ed è quello che viene fatto in Lombardia”.
I risultati, aggiungo io, son tutti da dimostrare: la riforma è in vigore da un anno e mezzo, ma non abbiamo visto lo straccio di un documento che certifichi i risparmi.

Maroni ha quindi proposto al presidente Gentiloni di fare per i ticket quello che è stato fatto per la Riforma della sanità: un tavolo tecnico, valutando questa come una sperimentazione, se funziona, viene accolta ed estesa a tutti.
Il presidente Gentiloni, secondo il governatore, si è detto interessato e disponibile. Se ci sarà il via libera, faremo un tavolo tecnico, il Governo ritirerà l’impugnativa davanti alla Corte costituzionale.

Maroni ha ricordato che, in via cautelare, in sede di autotutela, la regione ha scelto di sospendere la misura di taglio dei ticket, perché, in presenza di una impugnativa, potrebbe in astratto configurarsi un danno erariale se la Corte
Costituzionale deciderà per l’incostituzionalità della norma regionale.

Avete capito?
Maroni ammette di aver esagerato con una norma che va al di là di quelle che sono le possibilità della regione e invoca una prova di appello attraverso una “sperimentazione”. Conscio di non poter mantenere la promessa elettorale dell’azzeramento dei ticket, tenta di salvare la faccia concordando una via d’uscita onorevole con il governo. Per usare una metafora calcistica, quello di Maroni è un vero e proprio fuorigioco di rientro
Sui giornali leoni, ai tavoli istituzionali agnellini.

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Zanardi, Casa del Giovane e Legautonomie: premi allo sport che fa bene e all’impegno sociale

premio altro pallonePuntuale, da ormai vent’anno, a gennaio arriva il Premio Altropallone che intende sottolineare il valore di uno sport che non sia semplicemente asservito alle logiche dell’ showbusiness, ma promuova valori ed esempi positivi. In un felice connubio, da qualche anno vi è stato associato anche il premio S-Pace, che intende riconoscere l’impegno per la pace e le relazioni buone di associazioni ed enti pubblici. L’edizione 2016 di Altropallone è stata assegnata ad Alex Zanardi; il premio S-Pace alla Casa del Giovane di Pavia e a Legautonomie Lombardia. Continua a leggere

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L’anima e il futuro di Milano continuano ad attrarre

milano duomo dettaglio - per webMilano continua ad attrarre. I dati del 2016 elaborati dalla Camera di Commercio testimoniano il perdurare dell’effetto post-Expo sul turismo in città. Le radici di tale successo, però, hanno radici lontane. L’esposizione universale è riuscita nell’intento di dare nuova linfa ed energia a una città dall’anima profonda, che ha saputo sfruttare anche quell’occasione internazionale per catalizzare attorno a sé un racconto rinnovato.

Sulla scia del dibattito che trova spazio oggi nelle pagine milanesi del Corriere della Sera, mi permetto di riproporvi la parte finale del prologo “L’anima e il futuro di Milano”, scritto poco più di un anno fa.

Expo ha rappresentato in questo un obiettivo formidabile per la città intera, una sfida da vincere per riaffermare il proprio ruolo trainante e la centralità che Milano porta iscritta nel nome e che ha sempre caratterizzato la sua funzione.

Quale sarà la Milano del dopo Expo?

Rispondere a questa domanda significa provare a mettersi in ascolto dell’anima e tentare di delineare un percorso che possa consegnarle un futuro di sviluppo che le consenta di continuare a vivere il suo ruolo di città capace di fare sintesi nuove, rilanciare progetti e, perché no, realizzare sogni che altrove parrebbero impossibili.

Il 2017 si apre con aspettative sulla città molto alte, perché alte sono le sfide che Milano dovrà affrontare e che la segneranno per i prossimi decenni: le opportunità che sembrerebbero aprirsi a livello cittadino con le autority e le società in fuga da Londra dopo la Brexit, il progetto dell’Human Technopole, il piano di riqualificazione degli scali ferroviari, solo per citarne alcune. Se ben colte, si tratta di sfide a partire dalle quali è possibile delineare un protagonismo ulteriormente rinnovato della città, che ha tutte le caratteristiche per contribuire in modo determinante a sviluppare progetti politici, sociali e programmatici per la Città Metropolitana, per la Lombardia, per l’Italia e per l’Europa.

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anima e futuro di milano

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L’Est Lombardia e la sfida del mangiare bene

east-lombardyLa Lombardia Orientale è Regione Europea della Gastronomia 2017.
Il territorio compreso fra le province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova ha ottenuto il prestigioso riconoscimento internazionale grazie a una collaborazione all’insegna dell’eccellenza enogastronomica.

La Lombardia Orientale è uno fra i territori italiani ed europei con la più alta concentrazione di prodotti alimentari certificati: 25 prodotti di origine protetta, altrettanti vini a denominazione di origine e ben 22 ristoranti stellati.
L’offerta turistica per l’anno 2017 sarà ricca di eventi.
A tavola si potrà spaziare dai ristoranti stellati alle osterie e trattorie della tradizione.
Nelle città d’arte si potranno scoprire pasticcerie e gastronomie, spesso gioielli di storia.
Oltre 80 saranno le iniziative diffuse sul territorio che si aggiungeranno a grandi eventi già presenti come la 1000 Miglia, il Festival Monteverdi, il Festival Franciacorta in Cantina e Bergamoscienza.
Sono state tracciate 8 Strade del Vino e dei Sapori che potranno essere percorse in vario modo, bicicletta e auto storica comprese.
C’è anche un riferimento virtuale, il sito www.eastlombardy.it che proporrà informazioni di attualità, itinerari, indirizzi e informazioni sui prodotti certificati.
Direttore del progetto è Roberta Garibaldi, secondo la quale il riconoscimento di Regione Europea della Gastronomia rappresenta uno strumento e uno stimolo a fare rete e a diffondere un nuovo modello di cultura del territorio.
Vero motore del progetto sono stati gli operatori turistici, del settore agricolo e della produzione locale, oltre che del commercio e dei servizi. Continua a leggere

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Identità e tradizione: la conservazione della cultura lombarda

In quanti modi si dice ‘confetto’ in Lombardia? Probabilmente uno per ogni provincia. Ecco perché è difficile poter parlare di “lingua lombarda”. Parola di Laura Barzaghi, probabilmente una delle poche consigliere regionali ad utilizzare quotidianamente il dialetto.
Anche per questo il PD non è andato oltre l’astensione riguardo la legge di riordino della cultura lombarda. Continua a leggere

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