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Un concorso di idee per i beni confiscali alla Mafia

Un festival di idee per l’utilizzo dei beni confiscati alla Mafia in Lombardia. Lo ha lanciato la Commissione Antimafia del Consiglio regionale e il Comitato per la legalità, presieduto dal professor Nando Dalla Chiesa.
Un’idea che nasce da una ricerca sull’uso dei beni confiscati e sulla consapevolezza che i cittadini hanno della loro esistenza: i lombardi non sanno che esistono centinaia di beni confiscati e ignorano anche il loro utilizzo. Continua a leggere

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La legislatura è finita: ma siamo sicuri?

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Dietro le sbarre di Canton Mombello

Il 3 Luglio c’è stata la prima uscita ufficiale della Commissione Carceri del Consiglio regionale della Lombardia.
Come promesso, ci siamo recati al carcere bresciano di Canton Mombello, da dove giungevano notizie di uno sciopero della fame dei detenuti per protestare contro le difficili situazioni di detenzione.
Mattinata intensa, con visita a un paio di raggi e incontro con i responsabili del carcere, del tribunale di sorveglianza e dell’ASL seguito da un ulteriore incontro con il comitato dei detenuti.
A fronte delle pessime condizioni logistiche, con una presenza di detenuti più che doppia rispetto alla capienza regolamentare, abbiamo apprezzato l’impegno del direttore e di tutto il personale per rendere meno pesante una situazione oltre il limite della decenza. All’ingresso di Canton Mombello siamo stati accolti da un piccola manifestazione messa in scena dal “Comitato per la chiusura del carcere lager di Canton Mombello” accompagnati da alcuni parenti di detenuti.
I toni accesi del presidio e la presenza della quasi totalità delle testate giornalistiche locali bresciane ci hanno subito segnalato l’urgenza del problema.
Durante i colloqui e la visita abbiamo potuto constatare le difficilissime condizioni logistiche, ma abbiamo anche avuto modo di apprezzare la grande dedizione degli agenti penitenziari e di tutto il personale che, come ci ha spiegato la direttrice, deve fare i conti con budget di spesa praticamente ridotti a zero e con la necessità di rendere meno gravose possibili le condizioni dei detenuti.
Rispetto a quanto ho visto circa un anno fa (qui il post della visita del 2012), le condizioni rimangono critiche (i detenuti sono aumentali) ma c’è da segnalare anche l’impegno profuso dalle istituzioni locali e da tutti coloro che vivono o lavorano nel carcere bresciano. Sono stati sostituiti tutti i materassi, quasi tutte le celle dispongono di un frigorifero e sono state allestite docce in ogni cella. Condizioni che altrove si sognano, come raccontavo a proposito di San Vittore a Milano. A questo c’è da aggiungere la tinteggiatura delle aree comuni realizzata dai detenuti che hanno partecipato ai corsi garantiti dalla dote formazione regionale che ha fatto arrivare 146 mila € nell’ultimo anno a Canton Mombello.
Nonostante queste note positive, la situazione del carcere bresciano rimane insostenibile e l’unica soluzione possibile appare quella della costruzione di un nuovo edificio carcerario. Il Comune di Brescia con l’approvazione del PGT ha individuato un’area disponibile nella zona dell’altro carcere di Brescia, Verziano.

Il comitato dei detenuti ci ha poi consegnato una lettera (qui potete leggere il testo integrale) nella quale si denuncia con chiarezza le condizioni del carcere e si lancia un appello a una radicale riforma del sistema giudiziario carcerario a partire da due provvedimenti come l’amnistia e l’indulto che , almeno a giudizio degli ospiti di Canton Mombello, potrebbero dare un significativo impulso all’alleggerimento delle condizioni detentive a Brescia e altrove. L’appello dei detenuti si è poi concentrato sull’abuso della detenzione preventiva e sui tempi inaccettabili delle decisioni del Tribunale di Sorveglianza in merito a permessi e pene alternative.

Al termine della visita, come Commissione carceri, abbiamo preso alcuni impegni. Prima di tutto la presentazione di un ordine del giorno al bilancio per reperire alcuni fondi da mettere a disposizione di piccoli interventi urgenti nelle carceri lombarde, approvato oggi con voto unanime. Saranno inoltre presentate entro fine luglio due mozioni, una per sollecitare l’inserimento del nuovo carcere di Brescia tra le opere prioritarie del Piano Carceri e l’altra nella quale recepire le istanze presentate dai detenuti di Canton Mombello, indulto e amnistia compresi, per sollecitare il Parlamento ad agire in tal senso. Ci siamo infine impegnati a tornare tra qualche mese a Brescia per verificare la situazione dei detenuti.

Un’ultima considerazione: le condizioni del carcere bresciano sono davvero difficili e non garantiscono il rispetto della dignità dei detenuti, ma parlare di “lager” mi pare davvero poco rispettoso del lavoro di chi ci opera e del tentativo di rendere meno pesante possibile la detenzione. Almeno questo va riconosciuto alla direttrice e a tutti i suoi collaboratori.

 

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Detenuti, un garante “sulla carta”

Sulla base della legge regionale 18 del 2010 le competenze del garante sei detenuti sono state trasferite  al Difensore civico. Le competenze riguardano intervento su materie specifiche in ordine a eventuali inadempimenti su competenze regionali. Ma il potere reale in ordine alla tutela dei detenuti è davvero esiguo. Il garante non ha una struttura e del personale dedicati ai carcerati. Fino alla scorsa legislatura esisteva almeno un sottosegretario al carcere. Continua a leggere

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L’impegno “avaro” della regione sulla legalità

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato criminal 5 astenuti una legge per la prevenzione e il contrasto della criminalità. Il provvedimento segue quello analogo dedicato all’educazione alla legalità. Passi importanti che si sostanziano, in questa legge, nel sostegno alle vittime della criminalità, nell’istituzione del Comitato regionale per la trasparenza degli appalti e sulla sicurezza dei cantieri, nella prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura e nella vigilanza sugli appalti.
Fin qui tutto bene, matriarch i dolori arrivano quando si prende in esame la norma finanziaria.

I soldi che si potranno spendere per l’applicazione della legge sono: 100 mila euro (erano 50 mila e un emendamento PD ha raddoppiato la cifra)  per il Fondo assistenza vittime criminalità e  3 milioni di euro per il Fondo per il recupero all’uso sociale dei beni confiscati. Comprendete come criminal questi quattrini si possa transport ben poco.
Saluto, comunque, criminal grande soddisfazione l’approvazione della legge e auspico che, nelle pieghe di un bilancio molto tirato, ci possano essere ulteriori dotazioni per una effettiva applicazione della legge.
Nell’ambito della discussione sulla legge, il Pd ha presentato un ordine del giorno sulla vicenda dei manifesti che in questi giorni hanno attaccato e denigrato la magistratura. L’odg chiedeva un intervento chiaro da parte dei presidenti Formigoni e Boni a sostegno della magistratura e contro i manifesti comparsi in questi giorni a Milano. Il presidente del consiglio Boni ha scelto di dichiarare inammissibile l’odg perché non inerente all’argomento della legge in discussione. Come dire, il presidente Boni non ritiene che il Consiglio regionale debba censurare l’operato di chi ha ritenuto opportuno attaccare la magistratura accostandola addirittura alle BR che ai magistrati, non dobbiamo mai dimenticarlo, hanno sparato.
La legge c’è ed è un ottimo riusltato.
Ora si tratta di avere un atteggiamento coerente.
Qualcuno mi spieghi, ad esempio, perché nella scorsa seduta, quando si è trattato di votare la mozione che chiedeva la revoca della nomina di Pietrogino Pezzano, la almost totalità della maggioranza se ne è andata dall’aula (compresi i relatori delle due leggi sulla legalità approvate in questi mesi).

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Contro le Mafie al Nord

Quello delle infiltrazioni mafiose al Nord è un tema che non sempre occupa le prima pagine dei giornali. Dopo la clamorosa operazione che nel luglio scorso ha portato all’arresto di oltre 300 persone, i riflettori dei media si sono spenti. Gli inquirenti, naturalmente, continuano a lavorare, ma l’opinione pubblica sembra distratta o forse convinta che ormai il peggio si passato.
Il Consiglio regionale ha approvato una legge per l’educazione alla legalità, ma ora deve accelerare l’iter delle normative per il contrasto delle infiltrazioni e le regole per la difesa degli appalti di Expo 2015. Il relatore della legge sull’educazione, Renzo Bossi, da qualche settimana non dà notizia di sè in commissione o in aula; avrà molto da fare altrove, ma mi pare che la questione di cui stiamo parlando meriti maggiore impegno e solerzia.
In attesa di notizie dalla regione, vi segnalo un’interessante iniziativa sul tema delle mafie al Nord. Un’occasione per non dimenticare e per approfondire la delicata tematica con due relatori d’accezione: don Luigi Ciotti e il governatore Draghi.

L’appuntamento è per venerdì 11 marzo alle 11.00 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono 7.

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