Su buono e dote scuola Maroni “supera” Formigoni

In VII Commissione Cultura e istruzione ieri, durante la discussione sul bilancio, sono emerse rassicurazioni sul fronte dei fondi per la formazione professionale per l’anno 2014-2015, ma abbiamo scoperto che non vale la stessa cosa per il diritto allo studio.

Dalle schede del bilancio preventivo emerge chiara la scelta politica di Maroni di mantenere i contributi per il buono scuola (quello destinato agli studenti delle private), per il quale c’è un investimento di circa 30 milioni di euro, analogo agli anni precedenti. Si passa, invece, da 23 milioni e mezzo a circa 5 milioni per le risorse regionali per la componente al reddito, la cosiddetta dote scuola per il sostegno al reddito (lo strumento indirizzato agli studenti di tutte le scuole). Neppure l’ex presidente Formigoni era arrivato a proporre una differenza così marcata.

Non solo: dalla lettura del bilancio è balzato subito agli occhi un altro dato impressionante: alla voce ‘assegni di studio individuali a studenti meritevoli’ si passa da circa 5 milioni a zero euro.

Negli ultimi anni come Pd avevamo insistito per il riequilibrio tra le risorse destinate alla dote scuola per il sostegno al reddito e quelle destinate al buono scuola per la libertà di scelta e avevamo ottenuto risposte confortanti. Invece, questo bilancio di previsione configura un ritorno a uno squilibrio difficile da sostenere e da spiegare.

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2 risposte a Su buono e dote scuola Maroni “supera” Formigoni

  1. Pingback: CAOS ISTRUZIONE: CHE NE SARA’ DELLA SCUOLA? | Burnews

  2. Sabrina scrive:

    ANONIMUS lunedec, 12 novembre 2012, 10:49 pmCome mai Albertini che si dice ersese fuori da inciuci e quant altro ha fatto costituire un azienda quando era sindaco di MILANO NEL 2002 costringendo 65 lavoratori di un azienda comunale ad accettare senza se e senza ma (COMPLICI ANCHE I SINDACATI) un trasferimento di ramo d azienda facendo in modo che gli acquirenti persone del mondo SIEMENS (51 %)a lui molto vicino ne divenissero principali azionisti .ora si trovano a ersese probabilmente completamente estromessi dal lavoro che svolgevano con l azienda cedente e dopo ersese stati acquistati da un altro gruppo non hanno garanzie di prosequzione nell attivita’ consulenziale con l azienda comunale???? un particolare non idifferente l azienda comunale che ha ceduto attualmente ha circa 400 milioni di euro d indebitamento COMPLIMENTI PER LE SCELTE FATTE . E vogliono candidarsi alla presidenza della regione? una continuita’ senza dubbio , ma di scelte scellerate . Grazie




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