Archivi del mese: aprile 2013

E la Lombardia dov’è?

Una manifestazione importante e sentita che voleva radunare i più giovani atleti italiani. Eppure, gli studenti lombardi non c’erano. In occasione delle iniziative per il quarto anniversario del terribile terremoto de L’Aquila, si è tenuta la manifestazione di apertura delle finali nazionali di corsa campestre dei Giochi studenteschi, che ha coinvolto circa 600 studenti delle scuole di istruzione secondaria di primo e secondo grado in rappresentanza di tutte le regioni d’Italia. L’evento era organizzato dal Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con Coni, Fidal e Ministero dello Sport. La presenza di tanti giovani studenti, provenienti da ogni angolo d’Italia, ha voluto rappresentare un’ulteriore spinta per la rinascita della città, dimostrando così vicinanza e solidarietà della scuola italiana nei confronti delle studentesse, degli studenti e delle popolazioni duramente colpite dal terremoto.

Solo gli studenti e i docenti lombardi non hanno potuto partecipare e contribuire con la propria presenza a questo momento educativo. Dal responsabile dell’attività sportiva dell’Ufficio scolastico regionale Marco Bussetti è giunta “come unica motivazione la mancanza di tempo e risorse per organizzare la partecipazione regionale degli studenti”.
Con un’iterrogazione ho voluto chiedere al neo assessore allo sport della regione Antonio Rossi se fosse a conoscenza delle motivazioni che hanno portato all’esclusione della partecipazione degli studenti della Lombardia alle finali nazionali di corsa campestre e se potesse verificare se, anche in altre discipline, ci sia il rischio di veder mancare la partecipazione della rappresentanza lombarda.
Ho anche chiesto ad Antonio Rossi se non sia necessario un intervento della Regione per far sì che agli studenti lombardi non venga preclusa l’opportunità di partecipare ai Giochi studenteschi, una delle poche reali occasioni di collegamento e collaborazione tra scuola e mondo dello sport.
La brutta figura ormai è cosa fatta, la possibilità di evitarne altre c’è ancora.

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Quando la bugia non è pietosa, ma dannosa…

Nella collanina Laterza che ho già avuto modo di citare nei giorni scorsi, Idòla, è stato pubblicato recentemente un breve librettino a firma prestigiosa: Zygmunt Baumann.
Al centro del tentativo di demistificazione è l’asserto secondo il quale la ricchezza di pochi avvantaggerebbe tutti.
Una tesi contraddetta dalle marcate diseguaglianze che le nostre società portano con sè e che ha portato a un allarmante allargamento della forbice tra povertà e ricchezza.

Baumann chiude le sue 95 pagine con una frase che offro alla vostra riflessione:

La nostra situazione è la conseguenza ultima dell’aver sostituito la competizione e la rivalità – modo d’essere drivante dal credere nell’arricchimento dei pochi come la via maestra per il benessere di tutti – all’anelito umano, troppo umano, a una coabitazione basata sulla cooperazione amichevole, la reciprocità, la fiducia, il riconoscimento e il rispetto vicendevole.

Un giudizio impietoso su tante nostre giornate e attività.

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