Archivi del mese: novembre 2012

Crisi: in Lombardia aumentano i poveri

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Discutibili scappatoie sulla certificazione energetica

Lo scorso 21 novembre la Giunta regionale ha approvato una delibera sulla certificazione energetica degli edifici. Come sapete quest’ultima è ormai uno strumento prezioso per poter valutare le prestazioni energetiche di un edificio: edifici in classe energetica alta hanno un buon mercato, quelli in classe bassa o senza classe faticano a trovare acquirenti. Anche perché abitare in una casa con una buona classe energetica significa poter contare su significativi risparmi di gestione e diminuire di molto il proprio impatto ambientale.
Ci si poteva aspettare che la delibera di Giunta proseguisse su questa strada virtuosa che la Lombardia si vanta da anni di avere intrapreso e invece… Ho chiesto a un’amica consulente energetico ed esperto di Casa clima un parere che vi sintetizzo qui di seguito.
Con un cattivissimo pensiero finale. Continua a leggere

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Perchè Formigoni ha fallito

Qualche sera fa il governatore Formigoni, prima di vedere gli UFO a Parigi (curiosate su Twitter…) mi ha gratificato di una citazione in un cinguettio:

@r_formigoni: Fabio Pizzul candidato alle primarie del Pd dice: “Non si possono buttare 17 anni di Formigoni. Molto e’ stato fatto e bene”

Il presidente faceva riferimento a una mia dichiarazione riportata da “Il Giornale”, in un articolo di Marzio Brusini, in cui si rifletteva sul fatto che il programma del Patto civico riprende molti temi sfruttati anche da Formigoni in questi anni. Informo Formigoni del fatto che io, come gli scrivevo in privato, per fortuna della Lombardia non sono candidato alle primarie e completo il mio pensiero con alcune riflessioni sulla Lombardia e su quello che considero un vero e proprio fallimento di Formigoni.Confermo che i 17 anni e mezzo di governo formigoniano non siano tutti da buttare. Confermo anche che molto è stato fatto e bene, ma ribadisco con forza un concetto: i presupposti di governo e le conseguenze degli stessi sono stati per molti versi dannosi e vanno radicalmente cambiati. Tento di spiegarmi con un esempio concreto.

Avete presente Palazzo Lombardia? Il nuovo grattacielo diventato sede della Giunta regionale lombarda è a parer mio l’immagine di una regione che ha fatto cose buone, ma ha sbagliato l’impostazione di fondo.Nessuno puó dire che Palazzo Lombardia sia una cosa brutta e mal fatta: tempi e modi di costruzione sono stati rispettati, la regione ha riunito gli uffici risparmiando su molti affitti, per costruirlo è stato dato lavoro a moltissime persone in un tempo di crisi.Tutto vero, ma proviamo anche a fare un altro ragionamento.Il costo complessivo del nuovo palazzo si aggira intorno ai 300 milioni di euro. Non sostengo che siano soldi sprecati, ma vi invito a pensare che cosa avrebbero rappresentato per la Lombardia quegli stessi 300 milioni se uilizzati, ad esempio, per interventi sul territorio di messa in sicurezza e manutenzione di zone soggette a rischio idrogeologico. Ipotizziamo, stando molto larghi, una media di 2 milioni di euro a intervento e avremmo avuto 150 comuni lombardi con meno rischi, meno costi potenziali in termini di recupero del territorio e meno pericoli per la popolazione e le attivitá economiche locali. Anche dal punto di vista della costruzione di opportunitá di lavoro la differenza sarebbe stata enorme: con Palazzo Lombardia il lavoro è stato garantito a Impregilo e alla sua filiera di subappalti, con gli interventi sul territorio avrebbero lavorato centinaia di piccole e medie imprese sul territorio lombardo. Non mi pare una differenza da poco per l’economia. La differenza tra le due prospettive è esattamente la stessa che passa tra una gestione centralista e finalizzata alla promozione della regione e una gestione attenta al territorio e alla valorizzazione delle sue risorse e potenzialitá. Volete mettere peró l’efficacia propagandistica di quella che è stata definita la piú grande opera pubblica in Lombardia da due o tre secoli a questa parte? A me piace pensare una regione che si lascia alle spalle le cose buone e meno buone del centralismo formigoniano per inaugurare una nuova stagione di attenzione ai lombardi, ai loro territori, alle loro risorse e di sviluppo sostenibile. In un tempo di crisi mi pare l’unico modo davvero concreto per tornare a fare della Lombardia un riferimento in termini sociali, economici e politici. La grandeur formigoniana e i soi epigoni rischiano di consumare in modo irrimediabile l’anima della nostra regione. Le tentazioni dell’individualismo e dell’eccellenza ad ogni costo sono un tarlo corrosivo che dobbiamo fermare.

I piú coraggiosi possono leggere a questo proposito un editoriale che Sequeri ha scritto per “Avvenire” un anno fa.   
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San Raffaele, un’eccellenza da mantenere

Martedì mi sono fermato presso il presidio permanete dei lavoratori del comparto (infermieri, tecnici, assistenti sanitari, operatori…) del San Raffaele. Protestano per gli annunciati 244 licenziamenti da parte dell’azienda, rilevata, come saprete da Giuseppe Rotelli, già proprietario del Policlinico San Donato, del Galeazzi e di altri 16 ospedali.

Il gruppo Rotelli può operare le scelte che ritiene più opportune, ma non può tradire gli impegni presi, primo tra tutti quello di mantenere il livello di servizio sanitario garantito, nonostante tutte le malversazioni e i buchi di bilancio, dal San Raffaele anche durante il pesante periodo delle inchieste che hanno portato alla condanna in primo grado di Pierangelo Daccò.

Si sapeva che il passaggio da una gestione non profit a una gestione profit avrebbe potuto creare problemi al San Raffaele, ma la vicenda dei 244 licenziamenti rischia davvero di infliggere un colpo molto pesante all’ospedale.

Martedì i rappresentanti sindacali del San Raffaele si sono recati a Palazzo Marino, incontrando l’amministrazione comunale milanese, ieri hanno avuto un incontro con la proprietà.

Mi auguro che si possa andare oltre l’attuale atteggiamento di chiusura per tentare una mediazione che apra alla possibilità di non mettere in discussione il servizio offerto dal San Raffaele.

Spero che anche Regione Lombardia faccia sentire la sua voce.

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Generazione web: impossibile connettersi?

Ricordate l’iniziativa Generazione web? Per gli smemorati si tratta del bando che ha consentito a 270 scuole lombarde di garantire ad alcune loro classi l’utilizzo di tablet e PC per la didattica.
Un progetto sicuramente interessante che rischia peró di esser catalogato tra le iniziative brillanti a parole, ma complicate nei fatti.

Primo aspetto.
Le classi digitali sono partite, gli strumenti sono a disposizione, ma non è detto che i docenti siano giá in grado di adattare la loro modalitá di insegnamento alle nuove tecnologie. Non basta avere una lavagna elettronica, un tablet o un e-book per passare a un modo innovativo e creativo di insegnare. Pensare che basti lo strumento tecnologico per risolvere la questione significa non conoscere le dinamiche che regolano la didattica e la vita scolastica.
Non sarebbe stato meglio, allora, pensare a un progetto di formazione e tutoraggio per gli insegnanti e le classi coinvolte dal progetto? Il rischio è altrimenti che dopo un po’, smaltita l’ebbrezza della novitá, tutto torni come prima.

Secondo aspetto.
Vengono segnalati problemi sull’utilizzo di alcuni testi in formato elettronico, a livello di compatibilitá tra i vari dispositivi e di lettura dei testi multimediale. Anche in questo caso mi è parsa un po’ avventata la scelta di passare immediatamente al tutto digitale senza un accompagnamento e una qualche gradualitá. A livello di annunci la scuola full digital è una bellissima cosa, a livello pratico e quotidiano puó anche trasformarsi in un piccolo incubo.

Terzo aspetto.
Ma qui sono maligno… Chiedo perdono.
Scorrendo la graduatoria delle scuole assegnatarie del contributo, si scopre che la regione si è fatta carico di liquidare tutte le scuole paritarie e, solo una volta esaurito questo elenco, ha contribuito alle statali che devono invece in gran parte attendere i fondi statali. Potrebbe sembrare un puro e semplice espediente tecnico, in realtá puó nascondere un inghippo: la regione paga subito o quasi, lo stato si fa attendere e c’è anche chi teme che quei soldi, in realtá potrebbero anche non arrivare. Ed ecco il cattivo pensiero: sistemiamo le paritarie e diamo loro certezza, per le statali vedremo, tanto sono abituate ad avere a che fare con ritardi e mancati finanziamenti…

Mi pare ce ne sia abbastanza per dire che Generazione web è una gran bella operazione e fa sicuramente fare qualche passo avanti alla scuola lombarda, come al solito, però, ci si è molto preoccupati dell’immagine che non sempre poteva peró si coniuga efficacemente con il realismo e la prudenza.

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Formigoni benedice i disabili

Peccato che siano fondi (circa 6 mila euro all’anno per famiglia) che fino a ieri passavano dai comuni e che ora la regione ha deciso di gestire direttamente.
Poco importa da dove provengono, è vero, basta che ci siano, ma sapete com’è, far arrivare alle famiglie una lettera con la propria firma, sotto elezioni, non guasta mai.

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