Archivi del mese: luglio 2012

Non possiamo tacere

Il tanto annunciato e smentito avviso di garanzia a Formigoni é arrivato. Che cosa cambia questo ulteriore tassello della vicenda giudiziaria che ha travolto la Lombardia?

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Cimeli storici alla lombarda

Da ieri la Lombardia ha una nuova legge: riguarda la tutela e la valorizzazione di reperti e cimeli storici non appartenenti al periodo della Prima Guerra Mondiale.

L’obiettivo è quello di far sì che i collezionisti lombardi che ritrovino reperti o cimeli storici possano vedere riconosciuto il loro impegno dopo aver segnalato l’oggetto da loro posseduto al sindaco affinché provveda a inserirlo nell’apposito registro regionale dei reperti e cimeli.

Ma non c’é giá il registro nazionale dei beni culturali?

Che bisogno c’é di una regionalizzazione della tutela di cimeli e reperti?

E secondo quale logica i comuni dovrebbero, nelle condizioni in cui sono, sobbarcarsi anche l’onere di gestire questa catalogazione?

Domande che potrebbero continuare e che fotografano, almeno in parte, le motivazioni che hanno portato il PD ad esprimere un voto negativo per una norma pasticciata e di dubbia utilità. La sensazione è che si voglia introdurre una sorta di registro dei beni culturali “in minore” non tanto per tutelare la meritoria opera dei cultori della storia locale, quanto per offrir loro una sorta di salvacondotto rispetto alla più vincolante normativa nazionale. Non voglio arrivare a definire la nuova legge una sorta di sanatoria per “tombaroli”, ma qualche sospetto…

Insomma, nella migliore delle ipotesi è una legge inutile che crea adempimenti burocratico amministrativi in barba alla tanto declamata semplificazione normativa.

Per questo non ha avuto il mio voto.

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Nuovo Cinema Italiano

Centro sperimentale di cinematografia – Sede Lombardia – 19 Luglio 2012 -
Visita Commissione Cultura del Consiglio Regionale della Lombardia

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Tre banalità e un’idea per il PD

Tre idee banali e scontate che mi piacerebbe che il PD sapesse comunicare:

- non siamo contro le preferenze, anche se preferiamo i collegi uninominali

- non siamo capaci solo di litigare, ma sappiamo discutere e decidere

- Vogliamo guidare il Paese e non ci accontentiamo di condizionarlo, come pare intenzionato a fare Berlusconi che dà l’impressione di voler correre più per non perdere potere che per governare l’Italia. Ma peferisco guardare all’interno del PD: servono i contributi di tutti e la capacità di non escludere i diversi, semmai di valorizzarli. Ciascuno deve portare il suo pezzettino di consenso per costruire un cammino largo e convincente, attraverso una mediazione che ci faccia crescere e convincere fasce sempre più vaste degli elettori della affidabilità del PD.

E ora, una piccola proposta per la Lombardia. Continua a leggere

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Scuola e università nelle delibere di Giunta

Un post un po’ tecnico per segnalare due recentissime delibere della Giunta.
Riguardano il cosiddetto dimensionamento scolastico e i contributi per il diritto allo studio per le università lombarde.

Con la delibera sul dimensionamento si intende porre rimedio al pasticcio dell’accorpamento delle scuole che è finito anche sotto i riflettori della Corte Costituzionale per l’invasione di campo del Governo (quello vecchio) nei confronti delle regioni per l’obbligo del numero di scuole (o autonomie) da “eliminare”. Con la delibera la Giunta intende definire i criteri di accorpamento e sanare le scelte già fatte. Non so se sia sufficiente, stiamo valutando la presentazione di un progetto di legge per definire con più precisione e correttezza istituzionale i criteri con cui procedere alla creazione di nuovi istituti comprensivi o aggregazioni di scuole.
dimensionamento scolastico

Per l’Università, la Giunta ha pubblicato i criteri con cui distribuire i contributi per il diritto allo studio alle diverse università lombarde. Un testo importante perché stabilisce i fondi a disposizione e i criteri per la loro distribuzione agli studenti.
diritto allo studio universitario 2012

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Dietro le sbarre di Canton Mombello

Il 3 Luglio c’è stata la prima uscita ufficiale della Commissione Carceri del Consiglio regionale della Lombardia.
Come promesso, ci siamo recati al carcere bresciano di Canton Mombello, da dove giungevano notizie di uno sciopero della fame dei detenuti per protestare contro le difficili situazioni di detenzione.
Mattinata intensa, con visita a un paio di raggi e incontro con i responsabili del carcere, del tribunale di sorveglianza e dell’ASL seguito da un ulteriore incontro con il comitato dei detenuti.
A fronte delle pessime condizioni logistiche, con una presenza di detenuti più che doppia rispetto alla capienza regolamentare, abbiamo apprezzato l’impegno del direttore e di tutto il personale per rendere meno pesante una situazione oltre il limite della decenza. All’ingresso di Canton Mombello siamo stati accolti da un piccola manifestazione messa in scena dal “Comitato per la chiusura del carcere lager di Canton Mombello” accompagnati da alcuni parenti di detenuti.
I toni accesi del presidio e la presenza della quasi totalità delle testate giornalistiche locali bresciane ci hanno subito segnalato l’urgenza del problema.
Durante i colloqui e la visita abbiamo potuto constatare le difficilissime condizioni logistiche, ma abbiamo anche avuto modo di apprezzare la grande dedizione degli agenti penitenziari e di tutto il personale che, come ci ha spiegato la direttrice, deve fare i conti con budget di spesa praticamente ridotti a zero e con la necessità di rendere meno gravose possibili le condizioni dei detenuti.
Rispetto a quanto ho visto circa un anno fa (qui il post della visita del 2012), le condizioni rimangono critiche (i detenuti sono aumentali) ma c’è da segnalare anche l’impegno profuso dalle istituzioni locali e da tutti coloro che vivono o lavorano nel carcere bresciano. Sono stati sostituiti tutti i materassi, quasi tutte le celle dispongono di un frigorifero e sono state allestite docce in ogni cella. Condizioni che altrove si sognano, come raccontavo a proposito di San Vittore a Milano. A questo c’è da aggiungere la tinteggiatura delle aree comuni realizzata dai detenuti che hanno partecipato ai corsi garantiti dalla dote formazione regionale che ha fatto arrivare 146 mila € nell’ultimo anno a Canton Mombello.
Nonostante queste note positive, la situazione del carcere bresciano rimane insostenibile e l’unica soluzione possibile appare quella della costruzione di un nuovo edificio carcerario. Il Comune di Brescia con l’approvazione del PGT ha individuato un’area disponibile nella zona dell’altro carcere di Brescia, Verziano.

Il comitato dei detenuti ci ha poi consegnato una lettera (qui potete leggere il testo integrale) nella quale si denuncia con chiarezza le condizioni del carcere e si lancia un appello a una radicale riforma del sistema giudiziario carcerario a partire da due provvedimenti come l’amnistia e l’indulto che , almeno a giudizio degli ospiti di Canton Mombello, potrebbero dare un significativo impulso all’alleggerimento delle condizioni detentive a Brescia e altrove. L’appello dei detenuti si è poi concentrato sull’abuso della detenzione preventiva e sui tempi inaccettabili delle decisioni del Tribunale di Sorveglianza in merito a permessi e pene alternative.

Al termine della visita, come Commissione carceri, abbiamo preso alcuni impegni. Prima di tutto la presentazione di un ordine del giorno al bilancio per reperire alcuni fondi da mettere a disposizione di piccoli interventi urgenti nelle carceri lombarde, approvato oggi con voto unanime. Saranno inoltre presentate entro fine luglio due mozioni, una per sollecitare l’inserimento del nuovo carcere di Brescia tra le opere prioritarie del Piano Carceri e l’altra nella quale recepire le istanze presentate dai detenuti di Canton Mombello, indulto e amnistia compresi, per sollecitare il Parlamento ad agire in tal senso. Ci siamo infine impegnati a tornare tra qualche mese a Brescia per verificare la situazione dei detenuti.

Un’ultima considerazione: le condizioni del carcere bresciano sono davvero difficili e non garantiscono il rispetto della dignità dei detenuti, ma parlare di “lager” mi pare davvero poco rispettoso del lavoro di chi ci opera e del tentativo di rendere meno pesante possibile la detenzione. Almeno questo va riconosciuto alla direttrice e a tutti i suoi collaboratori.

 

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Un bilancio per chi?

Consiglio Regionale 9 Luglio 2012 - Fabio Pizzul

Il mio intervento in aula in occasione del dibattito sull’assestameno del bilancio 2012. Parlo di criteri generali per la stesura di un bilancio, ovvero per chi lo si compila, di cultura, di sport e di scuola. Con poche speranze di attenzione…

Con i numeri, quindi con il bilancio, si possono avere diversi approcci o atteggiamenti.

Si può compilare un bilancio pensando solo a se stessi, nel tentativo di capitalizzare, finché c’é tempo, quello che il ruolo consente.

Si può scrivere un bilancio pensando a gruppi specifici, territoriali, di pressione o di interesse, per mettere in sicurezza il consenso in vista di possibili nuove elezioni o per recuperare terreno di fronte a imprevisti e rovinosi rovesci.

Si può anche, ma é operazione temeraria, costruire un bilancio pensando all’interesse di tutti i cittadini, magari mettendo in secondo piano propri e di propri amici.

Nulla di tutto questo. La sensazione é che il bilancio che noi stiamo discutendo sia andato oltre o, forse è meglio dire che si sia fermato ben prima: é un bilancio che, mi si passi l’espressione, si nasconde dietro alla dimensione puramente tecnica dei numeri. Con l’affermazione, corretta ma non esaustiva, che possiamo permetterci solo spese obbligatorie e con l’ammissione, a mezza voce, che possiamo unicamente e mestamente prepararci all’obbligo di pareggio di bilancio previsto ormai in costituzione: un appuntamento che ci attende, anche se non conosciamo ancora i dettagli, per il 2014.

Sotto i numeri abilmente e correttamente gestiti dal sempre puntuale assessore Romano Colozzi e dalla competente ed efficiente struttura della direzione programmazione e bilancio, che colgo l’occasione per ringraziare per il prezioso lavoro in un tempo non semplice per la pubblica amministrazione, sotto i numeri, dicevo, é difficile capire quali delle scelte fondamentali che ho enunciato all’inizio si possa intravvedere.

Il problema é proprio questo: non si coglie una strategia, ma il puro e semplice tentativo di sopravvivere a se stessi costruendo provvedimenti finalizzati a garantire una navigazione di piccolo cabotaggio, in balia di bonacce improvvise o altrettanto fulminee burrasche.

Manca una visione di lungo respiro e si va avanti (per quanto nessuno lo sa) con l’illusione di poter gestire con gli stessi strumenti e con le stesse politiche che potevano forse funzionare in tempi pre crisi una nuova situazione economica e sociale che non potrà certo tornare quella di prima.

Insomma, va di moda proporsi come tecnici, o forse travestirsi da tecnici, ma quando questo serve solo a mascherare una sostanziale impossibilità (a causa di veti reciproci) a porre in atto un cambiamento radicale delle politiche regionali, questo é chiaro indice che stiamo tirando a campare.

La sensazione é che ciascuno, in questi tempi di proclamata e non sempre praticata austerità, abbia come maggiore preoccupazione quella di giustificare il proprio operato e di difendere l’utilità o quanto meno la non inutilità del proprio ruolo. Non dico altro e ricordo che forse dovremmo preoccuparci dei problemi dei cittadini, unico modo per giustificare la nostra funzione e disinnescare pericolose derive populiste.

Qualche breve noterella sulle politiche di competenza della VII commissione.

Sport: non consideriamolo un lusso. Per la prevenzione, la coesione sociale e la cura del territorio lo sport é un elemento fondamentale. Il drastico taglio delle risorse allo sport non é un bel segnale anche in vista della discussione della legge di riordino della normativa relativa allo sport che, nelle intenzioni della commissione competente e, mi auguro, anche della Giunta, dovrebbe servire a rilanciare l’attenzione per lo sport e soprattutto per lo sport di base. Senza risorse, i miracoli non si fanno.

Solo una battuta e un auspicio per l’istruzione. La battuta riguarda la destinazione di 4 milioni di euro che sono stati sottratti all’edilizia scolastica e che sono ricomparsi nel bando Generazione web per garantire la possibilità di dotare gli studenti lombardi (2000, se non ricordo male) di tablet e altri strumenti informatici.

Mi auguro che le assicurazioni dell’assessore relativamente al prossimo arrivo di nuovi fondi per l’edilizia scolastica possano presto venire confermate, perché sono tante le situazioni lombarde che richiederebbero interventi che comune e province non sembrano in grado di garantire.

L’auspicio é relativo invece alla bozza di accordo proposta nella Conferenza Stato Regioni sull’attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione, un accordo necessario anche per chiarire il panorama delle risorse finanziarie che le regioni possono disporre per gestire, con maggiore trasparenza ed efficienza il sistema scolastico. L’auspicio é che Regione Lombardia metta in campo tutta la sua forza politica per far sì che l’accordo diventi definitivo e si possa davvero inaugurare questa nuova fase con il giugno 2013. Ma questo auspicio sarà anche oggetto di una specifica mozione.

Infine la cultura. A onor del vero, questo settore con l’assestamento recupera qualche risorsa in più rispetto agli altri di cui ho parlato, ma queste cifre non fanno altro che consentire la prosecuzione minima delle attività culturali fin qui sostenute da Regione Lombardia. Grazie a questo rendiconto, solo per fare un esempio, la Lombardia onora i propri impegni nei confronti delle Fondazioni di cui é parte a livello societario, ivi compresa quella Scala oggetto di particolare attenzione da parte del presidente Formigoni nelle scorse ore. Dover attendere fino a luglio per avere la certezza di questi fondi non é un bel segnale per queste importanti realtà regionali.

Rimane poi tutto e solo sulla carta il buon proposito di coinvolgere strutturalmente soggetti privati per il sostegno alla cultura e soprattutto allo spettacolo dal vivo. Attendiamo notizie concrete in proposito, ma le attendono soprattutto gli operatori culturali e dello spettacolo lombardo, i giovani in particolare, ma su questo ci sarà uno specifico ordine del giorno.

Così come per il cinema, di cui pertanto non parlo.

Abbiamo presentato qualche emendamento, più per ragioni simboliche che per convinzione di poter modificare l’inerzia di questo bilancio.

Rimangono, pertanto, molti punti interrogativi su questi capitoli di bilancio che non ci rassicurano per il prossimo futuro dello sport, della scuola e della cultura della Lombardia.

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Open data, un antidoto alla politica virtuale

Avanti con grande libertà e con altrettanta prudenza. É quanto è emerso dal convegno sull’opengovernment in Lombardia che si è tenuto ieri sera al Pirellone.

Serve un grande salto culturale per far sì che la pubblica amministrazione superi lo scoglio della carta e si converta definitivamente a un nuovo modo di comunicare coni cittadini.

Tutto quanto ha a che fare con il software libero o open source aiuterebbe molo in queso passaggio, non solo per considerazioni di carattere economico, ma soprattutto per i meccanismi di partecipazione e condivisione che sarebbe in grado di innescare. Continua a leggere

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Opengoverment in Lombardia

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Emergenza continua nel carcere di San Vittore

Visita lampo venerdì pomeriggio al carcere milanese di San Vittore dopo la segnalazione di uno sciopero della fame in corso da parte di un gruppo di detenuti per segnalare le difficili condizioni in cui si vive nelle celle del carcere di piazza Filangeri.
Parecchi e ormai cronici i problemi che si accentuano con l’arrivo del caldo.
Proveremo a trovare qualche fondo nell’assestamento di bilancio, se non altro per far fronte alle emergenze più evidenti.
Ve ne racconto qualcuna qui di seguito. Continua a leggere

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