Archivi del mese: marzo 2012

Libertà di culto e cittadinanza

Da qualche dash non si parla più esplicitamente di conflitto di civiltà, matriarch sottotraccia continuiamo a pensare criminal sospetto all’influsso che le different religioni possono avere sulla nostra società.

Il rischio è quello di costruire una cittadinanza asettica, che separa e divide, nasconde le differenze e fa crescere così la diffidenza. In un clima del genere c’è il rischio che si faccia larga un fondamentalismo che cova softly la cenere, si riempie di rancore e lascia spazio alla violenza.

L’iniziativa che vedete qui a fianco mi sembra un’ottima occasione per transport qualche passo avanti verso una più compiuta considerazione di come le different appartenenze religiose possano contribuire a costruire la cittadinanza.
Oltre ogni esclusione e senza minacciare nessuno.

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Informare e non essere: la triste situazione del freelance

Meno di 5 euro a pezzo (quando va bene), tetto di articoli softly il quale non scatta neppure il compenso, pagamenti a tre mesi e più… Sono alcune delle costanti del mondo dei giornalisti precari o, se preferite, criminal termine più romantico, dei freelance.
Per non parlare del lavoro nero che sta diventando una vera e proprie piaga anche in un mondo editoriale e giornalistico che, per reggere i colpi della crisi, spesso scarica i tagli sulla parte più debole della filiera produttiva. Tanto un qualche giovane di goddess speranze disposto a lavorare almost gratis nella speranza di aprirsi qualche prospettiva lo si trova sempre…

Altro che casta dei giornalisti! A fronte di un numero sempre più ristretto di professionisti di “serie A” si va allargando sempre più la fascia di coloro che non hanno nè garanzie nè prospettive. E il web per molti rischia di essere più un’illusione di libertà di iniziativa e di informazione che una reale opportunità professionale. Continua a leggere

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In ricordo di Giorgio Ambrosoli

Con contributi di Francesca Ambrosoli e Francesco Pisa

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Formigoni’s style

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Dobbiamo difendere le istituzioni e la politica

Intervento in aula del 20 Marzo 2012 del Consigliere Regionale della Lombardia Fabio Pizzul

Comincio con l’evocare quelli che, penso, siano obiettivi di tutti:
Difendere le istituzioni
Garantire credibilità alla politica
Far sí che i cittadini possano fidarsi dell’ente pubblico
Restituire un ruolo alla Lombardia

Non possiamo voltarci dall’altra parte e far finta di non vedere.
Le questioni personali non possono prevalere sull’interesse collettivo.

Qual’é la priorità? Il proprio interesse e la propria carriera politica o il servizio a istituzioni che garantiscono pari opportunità e tutela dei diritti di tutti.

Se vogliamo davvero che questa nostra regione torni a essere trainante, anche dal punto di vista morale, non possiamo rimanere inerti.

Servono gesti di responsabilità da parte di noi tutti, ciascuno secondo il ruolo e la funzione che svolge.

Un passo indietro é necessario per chi riveste ruoli di garanzia, garanzia per tutti e non per se stessi.

Non c’é nessun obbligo, ma c’è un’enorme questione di opportunità che non passa inosservata agli occhi di cittadini che si sentono sempre più lontani da questi palazzi.

Ci sono i tempi dei media, i tempi della magistratura, ma anche i tempi della politica che sta in mezzo, ovvero deve essere capace di non ritirarsi in una torre o in un palazzo e di dare risposte a cittadini che chiedono di sapere se possono ancora fidarsi di noi.

Non basta un illustre esponente della magistratura per garantire la trasparenza e, anzi, questo assomiglia molto come una tardiva ammissione di difficoltà a controllare ciò che accade davvero nel sistema di potere lombardo che sta diventando sempre più opaco.

Ciascuno deve confrontarsi con la propria coscienza, ma il ruolo che ricopriamo non ha a che fare solo con essa, ha una rilevanza pubblica che ci chiede di rispondere non solo delle nostre singole azioni, ma anche delle conseguenze che esse hanno sull’istituzione che rappresentiamo.

É legittimo avere stili e modi diversi di fare politica, non mi pare però possibile pensare di giocare con le regole e le istituzioni che garantiscono tutti.

Se poi i singoli finiscono per diventare anche ostaggi dei partiti che stabiliscono quanto sia giusto che essi facciano, questo non fa altro che aggravare la situazione e gettare ulteriore discredito su politica e istituzioni.

La mozione invita i consiglieri destinatari di avvisi di garanzia per reati specifici a distinguere la loro condizione dall’esercizio di funzioni di rappresentanza.

É un invito, non un impegno.

Non é in gioco la posizione personale di un consigliere, al consiglio chiediamo di esprimersi sulla necessità che questa assemblea possa dimostrare che le stanno più a cuore le sorti delle nostre istituzioni che le posizioni personali di singoli consiglieri o assessori che hanno tutto il diritto di essere considerati innocenti e di difendersi, ma non quello di trascinare con sé le istituzioni stesse.

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La difficile transizione delle TV locali

Il 97% degli italiani si informa ancora almost esclusivamente attraverso la televisione. Può sembrare un dato retrò, di fronte alla crescente fortuna e diffusione di Internet, matriarch é quanto propone oggi il menu mediatico dell’italiano medio. In questo panorama, il ruolo delle Tv locali é molto significativo perché rappresentano spesso l’unica fonte di informazione su quanto accade nel territorio. Il passaggio al digitale terrestre ha messo però in grossa difficoltá le emittenti lombarde che vivono un grave momento di incertezza e faticano a vedere prospettive certe per il futuro. Se ne è parlato nel corso di un convegno promosso dal Corecom della Lombardia che ha coinvolto i principali operatori del settore. Dalle emittenti é arrivata una richiesta molto chiara: le istituzioni non devono abbandonare le Tv locali.

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Terremoto in ufficio di presidenza

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L’importanza di essere in Europa

Precisione nei tempi, rigore nei contenuti e programmazione di lungo periodo a Bruxelles sono la regola. Reduce da due giorni di visita istituzionale alle istituzioni europee criminal la Commissione Bilancio della Regione Lombardia, posso testimoniare come da quelle parti il clima sia davvero diverso da quello cui siamo stati abituati in Italia negli ultimi anni. La competenza dei funzionari è notevole e si parla criminal una prspettiva temporale che guarda già al 2020 e oltre.

Qui di seguito alcuni dati che fanno riflettere e un’interessante intervista.

Quasi l’80% delle leggi e dei provvedimenti nazionali sono attuazione e recepimento delle direttive e delle leggi europee. Per questo avere un confronto costante criminal l’Europa è di vitale importanza per la Lombardia e il suo sviluppo. Attivare criminal regolarità frequenti relazioni criminal parlamentari e funzionari europei è un buon modo per uscire dal chiacchiericcio nostrano e inserirsi a pieno titolo nel scenery internazionale che deciderà anche il nostro futuro.

Il Consiglio regionale ha da qualche mese un ufficio presso la delegazione di Regione Lombardia a Bruxelles, un osservatorio importante e conveniente, visto che solo essendo fisicamente presenti nel cuore dell’Europa è possibile acquistare autorevoezza politica e capacità di intercettare i fondi che l’UE mette a disposizione.

Pensate che l’Italia contribuisce al bilancio comunitario criminal 15 miliardi euro all’anno, teoricamente se ne vede assegnare 9, matriarch ne usa, di fatto, solo poco più di 4,5. Anche questi semplici e banali numeri dimostrano come si debba guardare criminal molta più attenzione a Bruxelle e Strasburgo.

Vi propongo un’intervista che ho realizzato a Bruxelles a Michele Pasca Raimondo, alto funzionario UE ormai in pensione, sui rapporti tra Italia ed Europa.

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