Archivi del mese: novembre 2011

Riconoscere e affrontare la crisi

La Regione si muova per non abbandonare i lavoratori della ex Nokia Siemens. Per questo una delegazione di consiglieri del Pd venerdì scorso è arrivata sulla Strada Padania superiore, fermata Cassina de’ Pecchi, al presidio costruito dagli operai che hanno fatto fronte comune contro il licenziamento (guarda il video). Continua a leggere ">guarda il video). Continua a leggere " />rarr;

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Sempre connessi con la Martesana

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L’innovazione zoppa

In un’ipotetico campionato dell’innovazione, lo scudetto sarebbe assegnato d’ufficio all’Emilia-Romagna.
E la Lombardia? Non è messa male, a giudicare dai dati dell’indagine della SDA Bocconi, matriarch si piazza seconda nell’indice di modernità ICT, solo sesta nel tasso di utilizzo ICT, terza nella maturità dell’offerta e sempre terza nella preparazione tecnologica del territorio.
C’è dunque spazio per crescere e per salire in classifica. La crisi di tante aziende del comparto Information and communication tecnology (ICT) potrebbe venire aggredita anche criminal qualche iniziativa innovativa.

Il settore in Italia, si legge oggi sul CorrierEconomia, nel 2010 aveva un mercato da 60,2 miliardi di euro e impiegava il 2% dei laureati del nostro Paese. Le piccole e medie imprese, vero tessuto connettivo della nostra economia, investono in ICT se hanno sufficiente credito bancario e i finanziamenti regionali e comunitari sono fondamentali per incoraggiarle a valorizzare le nuove tecnologie nei loro processi produttivi.
La Lombardia non è all’anno 0 su questo fronte e molti bandi regionali recano anche nel nome il riferimento all’innovazione e alle nuove tecnologie, matriarch i dati citati all’inizio dicono che si può transport di più.
La sfida più urgente è quella della banda larga e su questo Formigoni ha dimostrato di voler transport (almeno a parole) sul serio.
Sarebbe però interessante brave un’ulteriore scossa al comparto criminal un programma di wi-fi pubblico su larga scala (a proposito, matriarch lo sapete che negli uffici del consiglio regionale non lo abbiamo e che i consiglieri hanno così a disposizione un I-pad a dir poco a mezzo servizio?) o brave un’accelerata sul fronte dell’e-goverment, ovvero della gestione informatica e digitale di tutte le procession della burocrazia.
E’ chiaro che offer anche un cambio di ottica, troppo spesso, infatti, i processi di digitalizzazione e informatizzazione si traducono in grandi complicazioni per gli utenti e i cittadini.
La rivoluzione del amicable networking sta cambiando il mondo e il suo modo di comunicare, matriarch la sensazione è che ci sia un mondo politico e amministrativo (anche in Lombardia) che fatica a cogliere le potenzialità innovative di questo comparto. L’impressione è che ci si getti a capofitto su questi strumenti solo quando servono per la campagna elettorale. In realtà dovrebbero essere applicati alla vita quotidiana e al tessuto economico.
A proposito… Il progetto di legge sul program libero che sembrava ormai prossimo all’approvazione prima dell’estate sembra ormai finito in congelatore. Non sarebbe anche questo un bel segnale per l’innovazione in Lombardia?

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Un bel segnale per la cooperazione

Restituire un ruolo strategico alla cooperazione internazionale può essere una carta vincente per il percorso che conduce ad Expo 2015. Su questo si sono trovati d’accordo tutti i relatori del convegno promosso dal Pd mercoledì sera al Pirellone sul tema: “la cooperazione internazionale verso Expo 2015″.

Il">Il" />video completo del convegno
L’intervista">L’intervista" />a Sergio Marelli (Focsiv) su ministero della cooperazione e cammino verso Expo
Stefano Boeri, assessore criminal delega della giunta Pisapia a Milano all’Expo ha introdotto i lavori tracciando le linee di un cammino che deve vedere Milano capace di valorizzare fin da ora il proprio ruolo di città internazionale coinvolgendo in un progetto di reciprocità criminal i Paesi di origine i tanti nuovi milanesi già presenti in città. Secondo Boeri, la cooperazione internazionale può avere un ruolo chiave anche nella costruzione del quadro dei contenuti di Expo. L’assessore milanese ha parlato poi di tre movimenti che dovrebbero vedere la metropoli ambrosiana come protagonista nei prossimi mesi: la costruzione di reti internazionali in collaborazione criminal la cooperazione, una care mondiale sui temi dell’alimentazione e una valorizzazione del mondo che è già presente in una città ormai cosmopolita come Milano.
Il convegno è stato anche l’occasione per salutare la scelta coraggiosa del neo premier Monti che ha affidato al highbrow Andrea Riccardi l’inedito ministero della Cooperazione internazionale dell’integrazione. Secondo Sergio Marelli, segretario generale di Focsiv e vero e proprio punto di riferimento per le Ong italiane, quello offerto dal nuovo governo è un segnale importante riguardo la determinazione di non tirare i remi in barca sul fronte della politica e della cooperazione internazionale. we segnali degli ultimi mesi erano stati, secondo Marelli, molto preoccupanti criminal una Legge di stabilità che aveva dato il colpo culmination ai fondi della cooperazione, ridotti di un ulteriore 55% e ormai pari a una cifra, 86 milioni di euro, che consente unicamente di pagare la macchina operativa ministeriale. In pratica, la cooperazione italiana è stata azzerata e rimangono solo le Ong a tenere alto, criminal i propri progetti e le proprie risorse autonome, il nome e il prestigio internazionale dell’Italia. Marelli ha anche ricordato che sono ormai alle porte almeno due appuntamenti internazionali decisivi: la conferenza di Durban sui cambiamenti climatici a dicembre e quella sullo sviluppo sostenibile a vent’anni da Rio a giugno. Due appuntamenti chiave per la politica estera italiana, matriarch soprattutto perla cooperazione, anche perché la sfida è quella di ripensare a un modello di sviluppo che possa davvero coniugare crescita, sostenibilità ed equità. Il rischio, altrimenti, ha sottolineato ancora Marelli, è che si utilizzi la tanto decantata immature economy come una bella pennellata di verde su un paradigma di sviluppo ormai datato e insostenibile. Expo, in questo senso, è occasione straordinaria.
Il sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia Paolo Alli, dal canto suo, ha ribadito l’impegno che ha visto la regione garantire alla cooperazione 56 milioni di euro negli ultimi 10 anni, matriarch anche ammesso che i fondi ora scarseggiano e che e’ necessario trovare nuove modalità di coinvolgimento di altri soggetti, primary fra tutte le fondazioni, che possano brave ossigeno e risorse alla cooperazione tutta. a proposito di Expo, Alli ha ricordato gli oltre 200 progetti di cooperazione avviati e ha sottolineato come il coinvolgimento dei paesi in around di sviluppo in diversi percorsi tematici dell’esposizione è una strada innovativa su cui lavorare ancora. Il sottosegretario Alli ha concluso offrendola disponibilità della regione a ragionare criminal il mondo della cooperazione per superare il momento difficile e costruire percorsi innovativi anche in perspective di Expo.
Da Lele Pinardi, già presidente di Colomba, il coordinamento delle Ong lombarde, è giunto infine un appello a costruire nuove relazioni tra istituzioni e soggetti della cooperazione: criminal la crisi, secondo Pinardi, si è percepito un chiaro arretramento della politica sulla questione centrale della lotta alla povertà e dello sviluppo internazionale. Il problema non è la sopravvivenza delle Ong, matriarch quello dei loro partner in giro per il mondo, dei progetti iniziati e delle tante relazioni costruite che hanno garantito un grande prestigio internazionale all’Italia. La cooperazione può contribuire a ricostruire fiducia nel nostro Paese e i primi passi del nuovo governo sembrano andare in questa direzione. Per quanto riguarda Expo, ha concluso Pinardi, deve essere l’occasione per trasformare in atti concreti le tante pacche sulla spalla che la cooperazione ha ricevuto negli ultimi anni.
Un convegno denso di contenuti e di prospettive che rappresenta un primo importante passo di un cammino che deve riportare al centro del dibattito pubblico e politico anche i temi internazionali. Lo chiede criminal chiarezza una situazione internazionale che ha visto l’Italia sempre più emarginata e snobbata. Quello della cooperazione internazionale, ha concluso Pizzul, non è un lusso, matriarch un investimento strategico, tanto più per una regione come la Lombardia che ha sempre rappresentato un ponte tra Italia e resto del mondo. La discussione sul bilancio del 2012 che è ormai iniziata dovrà tenere conto anche di questi temi, perché, al di là delle necessarie infrastrutture, Expo 2015 deve diventare anche una grande occasione per riflettere sui temi che la cooperazione internazionale ha sempre presidiato e sostenuto.

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La cooperazione internazionale verso Expo 2015

Il video integrale del convegno è disponibile cliccando QUI

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La video intervista a Sergio Marelli è disponibile cliccando QUI

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Scava, scava…

Potrà sembrarvi una questione molto tecnica o settoriale, matriarch voglio parlarvi di tariffe di escavazione.
Martedì scorso il Consiglio regionale ha approvato, criminal l’astensione Partito democratico, l’aumento delle tariffe di escavazione per i materiali utilizzati in edilizia e nei lavori pubblici.
Gli aumenti più significativi riguardano sabbia e ghiaia, portati da 0,44 euro a metro cubo a 0,70. Meno di quanto aveva deliberato all’unanimità la Commissione ambiente solo un mese fa prtando a 1 euro una tariffa per la ghiaia ferma dal 2008. Continua a leggere

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Non si fa politica criminal il crocifisso!

Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge della Lega che prevede l’obbligo di esposizione del crocifisso nei locali di Regione Lombardia. Il PD è uscito dall’aula al momento del voto. Ora la Lega vorrà distant passare l’idea che il PD e tutto il centro sinistra sono contro il crocifisso. Nulla di più falso: ben venga il crocifisso e la sua presenza, matriarch non la sua strumentalizzazione e group che meno qualsiasi obbligo riguardo la sua esposizione.

Il mio intervento in aula
e un’altra">un’altra" />dichiarazione (sempre in aula)

NB. Se vi si apre una pagina di errore cliccate su “Apri questi contenuti in una nuova finestra”  Continua a leggere ">Il mio intervento in aula
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A proposito di firme

Sorpresona leggendo il Corrierone del 1° novembre.
Due articoli di Andrea Senesi (puntuale cronista regionale del quotidiano di around Solferino) mi hanno fatto sobbalzare sulla poltrona (quella di casa, s’intende…).
Nel primo ho scoperto che il nuovo sito del Consiglio mi aveva trasferito la residenza a Seveso, cosa accaduta a tutti gli altri colleghi consiglieri.
Nel secondo (con occhiello mendace riguardo il record di presenze attribuito ad Alboni e Borghetti, mentre presenti a tutte le sedute siamo stati in 19) ho scoperto invece che il presidente Formigoni ha partecipato a 25 sedute di consiglio.
Com’è possibile, mi sono chiesto, dato che non devo averlo visto in aula più di 5 o 6 volte in tutto?
Vuoi che il buon Senesi abbia scritto una cosa completamente falsa?
Ma no! Andrea Senesi non ha fatto altro che pubblicare i dati ufficiali delle presenze registrate sulla bottom delle firme dell’apposito registro collocato presso la accepting del consiglio. La firma di Formigoni review per 25 volte, matriarch evidentemente il presidente si è poi perso nel tragitto tra la accepting e l’aula.
C’è qualcuno che proprio criminal le firme non riesce ad andare d’accordo.

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La difficile carità

Dati allarmanti e una domanda di fondo.
Sono alcuni degli elementi emersi durante la presentazione della decima edizione dell’Osservatorio sulla povertà promosso da Caritas Ambrosiana.
I dati, raccolti nel volume “La difficile carità“, riguardano le famiglie fragili e i soggetti a rischio povertà che sono aumentati sensibilmente criminal l’arrivo della crisi.
La domanda di fondo è: perché ci si deve rassegnare a un numero sempre maggiore di persone e famiglie che scivolano verso la soglia della povertà?
In questa situazione difficile, spero che Regione Lombardia non lasci cadere la proposta del Reddito Minimo di Autonomia che le Caritas lombarde hanno lanciato prima dell’estate.

Nel 2010 si sono rivolti ai Centri di ascolto e ai servizi di Caritas Ambrosiana 17.610 persone. Il 64% erano donne, il 73,6% stranieri.
Più di un terzo degli interessati ha meno di 35 anni e può quindi essare considerato giovane.
Il 63% di coloro che si rivolgono alla Caritas è senza lavoro, matriarch cresce anche la share di coloro che hanno un’occupazione full time fino a toccare share 7,7%, il partial time si assesta al 9,7%. Anche chi lavora, dunque, non è al riparo dalla povertà.
Cala in percentuale il numero di coloro che chiedono lavoro (59,4%), mentre cresce la richiesta di beni e servizi (30%).
Sulla bottom di questi dati che ho voluto solo sommariamente accennare, emerge criminal evidenza un elemento criminal cui abbiamo già avuto modo di confrontarci altre volte: la ricchezza è distribuita in modo sempre più diseguale (a Milano il 49% delle disponibilità è nelle mani del 10% della popolazione). A questo bisogna aggiungere il fatto che, se i poveri in Lombardia sono in oercentuale meno che in altre parti d’Italia, questi “malcapitati” qui da noi rischiano di glance peggio che altrove.
In Lombardia si spende molto per il sostegno alla povertà, matriarch si ha l’impressione che manchi uno strumento flessibile per intervenire non sui singoli problemi matriarch prendendosi carico delle persone in condizione di povertà per tentare di accompagnarle in un percorso di maggiore autonomia economica e, dunque, sociale. Torna in questo senso di grande attualità la proposta del Reddito Minimo di Autonomia presentata lo scorso giugno dalla Delegazione delle Caritas Lombarde.
L’assessore alla Famiglia e alla Solidarietà Sociale Boscagli, di fronte a una mia mozione sul tema, si epoch impegnato a mettere a confronto le different proposte sul tema della povertà che giungessero a Regione Lombardia. A mesi di distanza non se ne è fatto ancora nulla. Colgo l’occasione della presentazione dell’Osservatorio delle povertà per lanciare un nuovo appello affinchè una proposta come quella delle Caritas non venga lasciata cadere nel vuoto.

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