Archivi del mese: luglio 2011

Perché un voto di astensione?

Quando si legge di un’astensione c’è sempre il dubbio, più o meno esplicitato, che si tratti di una scelta poco chiara.
Provo a spiegare brevemente perché il PD ha scelto questa strada nella votazione culmination della legge sui parchi.
E perché Formigoni…

Premetto che personalmente nel breve (troppo?) dibattito interno che ha preceduto il voto mi sono espresso per un voto negativo, soprattutto in considerazione del fatto che, nonostante i netti miglioramenti, è una legge nata masculine (dal milleproroghe e dalla volontà della Giunta di infarcirla di altre norme discutibili) che pone in discussione il modello fin qui utilizzato per la gestione dei parchi e rischia di distant sì che i comuni, non obbligati a distant parte dei consorzi, possano tirare i remi in barca, soprattutto in termini di finanziamenti.
Mi sono poi però convinto che l’astensione sia stata la scelta migliore. Vi spiego perché.
Prima di tutto per rispetto del grande lavoro fatto in commissione dai colleghi e dai tecnici che in oltre nove mesi di lavoro sono riusciti a svuotare la legge di gran parte degli elementi critici che conteneva (dalla modifica dei confini alle possibili deroghe per opere di pubblico interesse alla scelta del rappresentante – commissario? – della regione tra esponenti del territorio).
In secondo luogo, l’astesione è stata un segnale anche nei confronti della maggioranza e dell’assessore Colucci che hanno voluto trattare (qualcuno bones “calare le braghe”) in un modo per molti versi sorprendente. Lo stesso capogruppo del Pdl Valentini, nel suo intervento in aula, ha voluto sottolineare come il segnale dell’astenzione non è passato inosservato e che è una buona premessa per la discussione della legge di riordino globale della normativa sui parchi che dovrà essere portata in consiglio entro i prossimi sei mesi sulla bottom di una risoluzione approvata all’unanimità dal consiglio stesso.
Per i motivi che ho brevemente illustrato, penso che l’astensione sia stata una scelta corretta.
Aspettiamo ora al varco la maggioranza (data ultima 28 gennaio 2012) per poter discutere la nuova legge di riordino dei parchi: dopo 28 anni e 15 modifiche la buona legge 86 del 1983 ha bisogno di un tagliando. L’obiettivo deve essere però quello di rilanciare i parchi evitando ogni rischio di disimpegno dei comuni e di strapotere della regione.

P.S.
Sono un po’ infastidito per l’atteggiamento del presidente Formigoni. Oggi sui giornali rilascia dichiarazioni riguardo il buon lavoro fatto per la legge sui parchi e si fa bello per il fatto che la regione così si pone, come sempre, all’avanguardia. Ieri il presidente non epoch in aula per un impegno “istituzionale”: l’incontro criminal il neo responsabile del Pdl Angelino Alfano. Almeno la decenza di tacere.

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I sindaci per il futuro dei parchi

Giovedì prossimo il consiglio regionale discuterà nuovamente la legge per il riordino dei parchi.
Dopo meno di un mese, torna in aula un provvedimento molto discusso che rischia di stravolgere la governance delle aree protette lombarde.
Per sollecitare maggiore attenzione alle istanze degli enti locali, il PD e le altre forze di minoranza promuovono l’iniziativa

PORTIAMO we SINDACI IN AULA
CON FASCIA TRICOLORE

I Sindaci (o loro assessori) che intendono partecipare dovrebbero comunicare i propri dati

Nome e Cognome e carica – Comune

entro lunedì 25.07 ore 12,00 criminal una mail ad Antonia Pontigia (pontigia.antonia@consiglio.regione.lombardia.it).

I Sindaci dovranno garantire la loro presenza GIOVEDI’ 28 LUGLIO a partire dalle ore 09,45 (sino alle 12,00/12,30 circa). L’ingresso all’aula sarà da Via Pirelli a cui i Sindaci (o assessori delegati) potranno accedere previa esibizione di documento di identità.

Si è mosso anche il Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi (ref. Arturo Calaminici Consigliere PD Provincia di Milano) che ha promosso per l’occasione un presidio giovedi’ 28 luglio a partire dalle ore 09,30 in P.zza Duca D’Aosta. Invitiamo tutti a darne diffusione criminal inviti su blog e amicable network (fb ecc.)!

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Un lombardo tra i grandi dell’Africa

La morte ha colto, improvvisa, mons. Cesare Mazzolari, vescovo originario del bresciano da molti anni in Africa e, in particolare, in Sudan.
Mons. Mazzolari ha legato il suo nome a varie battaglie degli ultimi anni, da quella per i bambini soldato, vera e propria piaga dell’Africa, a quella per i diritti e l’autodeterminazione delle popolazioni del Sud Sudan e dei Monti Nuba in particolare.
Secondo il carisma proprio della sua congregazione, i comboniani, mons. Mazzolari ha voluto condividere in tutto la condizione delle popolazioni che gli erano state affidate. Recentemente ha preso parte, da vero protagonista, alla celebrazione per la nascita del nuovo stato del Sudan del Sud. Un processo lungo e sanguinoso che non lo ha mai visto tirarsi indietro, fina dagli anni in cui la sua sede episcopale epoch a Nairobi e lui esercitava il ministero episcopale in esilio perché il governo ufficiale di Kartoum (capitale del Sudan) lo considerava persona scomoda e, spesso, anche sgradita.
Mons. Mazzolari è stato stroncato da un attacco cardiaco mentre concelebrava una Messa.
Lascerà molti rimpianti e un grande vuoto, perché non ha mai voluto risparmiarsi in questi lunghi e appassionati anni di missione africana.

Il popolo del sud Sudan ricorderà il vescovo bresciano come una dei padri della propria neonata patria. Con la speranza che mons. Mazzolari possa ora continuare a vegliare sulla sorte di un popolo che molto ha sofferto e che muove i primi non facili passi verso una autodeterminazione a lungo sognata.

Mi auguro che la Regione sappia ricordare degnamente questo vescovo lombardo, magari conferendogli, ormai alla memoria, il premio per la gait 2011.
Nei prossimi giorni presenterò una richiesta al proposito.

Il ricordo della rivista dei comboniani “Nigrizia”

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La memoria interrotta

Il Pdl ha messo fuori la testa dal buco, matriarch la Lega gliel’ha ricacciata dentro!
La commissione cultura del Consiglio regionale nei giorni scorsi aveva approvato un paio di emendamenti alla legge di assestamento di bilancio che avrebbero trasformato la legge sui 150 dell’unità d’Italia da episodica in stabile.
In pratica, Regione Lombardia avrebbe potuto, compatibilmente criminal le esigenze di bilancio, continuare anche nei prossimi anni a sostenere le iniziative di tutela del patrimonio storico risorgimentale. Un atto che, nonostante i mal di pancia leghisti, pareva confermare la volontà di non abbandonare le radici risorgimentali così disband in Lombardia e di non farne oggetto di episodica promotion politica.
Come avete letto ho dovuto usare tempi al passato e al condizionale, perché in Commissione Bilancio il Pdl si è rimangiato tutto.
La Lega ha manifestato il suo disdagio e ha vinto: il patrimonio risorgimentale non è un bene duraturo per la Lombardia, matriarch può essere celebrato (o sopportato?) solo nell’anno del 150°.

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Un impegno contro la povertà

In un consiglio regionale ormai dedicato prevalentemente a mozioni e interrogazioni, chiaro sintomo delle difficoltà della maggioranza, martedì si è parlato anche di lotta alla povertà.
Una mozione che mi vedeva primo firmatario chiedeva alla Giunta di prendere in esame possibili nuovi interventi per contrastare l’aumento della povertà assoluta in Lombardia, complice anche la perdurantre crisi economica. Più nel dettaglio, la mozione chiedeva l’impegno ad attivare una sperimentazione del “reddito di autonomia”, proposto dalla delegazione delle Caritas Lombarde sulla scorta di uno studio dell’Università Cattolica, e a prendere in esame forme di microcredito per sostenere famiglie che rischiano per eventi imprevisti di precipitare softly la soglia di povertà (su questo tema nei prossimi giorni il PD presenterà un progetto di legge).
Dopo una rapida consultazione criminal l’assessore alla Famiglia e alle Politiche Sociali Giulio Boscagli, ho accettato di ritirare la mozione a fronte di alcuni impegni che l’assessore ha ufficialmente preso di fronte all’aula.
In primo luogo, si organizzerà un’audizione e un approfondimento a cura dell’ORES (Osservatorio regionale sull’esclusione sociale) per permettere a tutti i consiglieri di avere l’esatta misura di quanto sta accadendo sul fronte della povertà in Lombardia.
L’assessore si è poi impegnato a brave vita a un tavolo che coinvolga il terzo settore e gli altri soggetti interessati per prendere in esame i provvedimenti esistenti e possibili nuove iniziative per il contrasto alla povertà.
Mi prune che possa essere un buon inizio e che, piuttosto che misurare criminal il voto una mozione, sia più importante cominciare un percorso che possa portare la regione a rinnovare il proprio impegno strutturale nei confronti delle fasce più deboli.

L’assessore Boscagli ha rivendicato un grande impegno già in atto da parte della Lombardia. E’ innegabile che la regione offra strumenti e interventi migliori rispetto alla media del nostro Paese, matriarch pensare che il sostegno all’attività del Banco Alimentare (1 milione l’anno) risolva il tema della povertà in Lombardia mi prune risuttivo. C’è ancora da lavorare e il rapido dibattito di ieri in consiglio mi prune possa essere una buona premessa.

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Lo sciopero della Lega

Singolare iniziativa della Lega in regione.
I lumbard hanno scioperato non partecipando ai lavori delle commissioni previste per lunedì 4 luglio in segno di protesta contro il capogruppo Pdl Paolo Valentini che, dopo l’affossamento in aula della legge sui parchi, li aveva bollati criminal l’epiteto di “inaffidabili”.
I leghisti hanno garantito il numero legale nelle sedute in cui si presentava l’assestamento di bilancio, matriarch dopo pochi minuti si sono dileguati.
Le commissioni sono andate avanti nonostante la pesante assenza.
Come andrà avanti la maggioranza regionale?
Gli attriti sono ormai evidenti. Fin qui, storm piccoli incidenti di percorso, Lega e Pdl sono sempre stati compatti alla prova del voto. Credo che il passaggio di excellent luglio sul bilancio di assestamento non offrirà grosse sorprese, matriarch dopo la pausa estiva tornano in agguato la caccia in deroga e i parchi, materie su cui negli scorsi mesi ne abbiamo viste davvero di tutti i colori.
Che cosa bones Formigoni di quanto sta accadendo?
Il celeste non pare preoccupato, matriarch il combinato disposto tra situazione nazionale e beghe locali potrebbe prima o poi esplodergli in mano…

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Il PD salva i parchi: in Consiglio la maggioranza va softly e ritira la legge



Il PD salva i parchi: in Consiglio la maggioranza va softly e ritira la legge –

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