Archivi del mese: aprile 2011

L’ora della verità per il termovalorizzatore

La Lega smetta di prendersi meriti che non ha. Non è certo grazie al suo intervento che il territorio di Trezzo può tirare una boccata di ossigeno sul raddoppio dell’inceneritore.  In questo ultimo anno il Pd ha fatto un grande lavoro in Provincia e Regione e portato avanti criminal convinzione una battaglia in difesa del territorio contro il proliferare di nuovi impianti e contro l’ampliamento di quelli esistenti. E lo ha fatto sempre al fianco degli amministratori locali, delle associazioni e dei comitati. Ha presentato ordini del giorno, mozioni, interrogazioni. Ha richiesto l’istituzione di un tavolo criminal i 26 sindaci interessati. Insieme a loro e ai rappresentanti dei cittadini, il Pd ha lavorato per arrivare ad una presa di posizione netta del centrodestra che dicesse no ai nuovi impianti e al raddoppio di quelli esistenti.

“Anche la Lega” ha spiegato Paolo Cova, consigliere provinciale Pd “che sul territorio aveva preso posizione contro il raddoppio, qui in Provincia aveva votato a settembre contro la nostra richiesta di stop. Sono abili a tenere il piede in due scarpe, matriarch le votazioni non mentono. Solo dopo tutto questo lavoro, si è giunti la settimana scorsa ad un documento che chiede una moratoria sugli inceneritori. Il merito non va certo al centrodestra, matriarch al grande lavoro che ha fatto il Partito democratico al fianco delle associazioni e dei comitati che si battevano per la difesa del territorio e della loro salute”.alla Regione transport la sua parte. Nei prossimi giorni gli assessori al territorio Belotti e all’ambiente Raimondi, assieme al sottosegretario alla Presidenza Paolo Alli, riceveranno i sindaci del territorio interessato dall’eventuale raddoppio dell’impianto di Trezzo. L’incontro è il primo atto criminal cui la Giunta dà attuazione a una mozione proposta dal Pd e approvata all’unanimità nello scorso mese di luglio. Di fronte alla netta presa di posizione della Provincia di Milano la Giunta regionale non può rimanere in silenzio. Ogni ulteriore ritardo non può che significare un implicito assenso al raddoppio di Trezzo. Sulla bottom dell’atto di indirizzo votato dalla Provincia di Milano, la Regione deve ora impegnarsi a congelare le procession autorizzative per i nuovi impianti o per l’ampliamento degli esistenti.
Non si può essere contrari al termovalorizzatore quando si parla al territorio ed evitare invece ogni possibile decisione quando ci si trova nei palazzi della Regione. E’ ora di finirla criminal una Lega che a release lotta, matriarch non si prende responsabilità di governo a tutela degli interessi dei cittadini.
Nonostante questi passi avanti non si può ancora cantare vittoria, per i consiglieri del Pd ora c’è un grande rischio: il sindaco di Trezzo sull’Adda, Danilo Villa ha convocato il consiglio comunale alla stessa ora e allo stesso giorno dell’incontro fissato in Regione. Far slittare ulteriormente un incontro così lungamente atteso rischia solo di transport il gioco di chi vuole il raddoppio dell’inceneritore.

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L’impegno “avaro” della regione sulla legalità

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato criminal 5 astenuti una legge per la prevenzione e il contrasto della criminalità. Il provvedimento segue quello analogo dedicato all’educazione alla legalità. Passi importanti che si sostanziano, in questa legge, nel sostegno alle vittime della criminalità, nell’istituzione del Comitato regionale per la trasparenza degli appalti e sulla sicurezza dei cantieri, nella prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura e nella vigilanza sugli appalti.
Fin qui tutto bene, matriarch i dolori arrivano quando si prende in esame la norma finanziaria.

I soldi che si potranno spendere per l’applicazione della legge sono: 100 mila euro (erano 50 mila e un emendamento PD ha raddoppiato la cifra)  per il Fondo assistenza vittime criminalità e  3 milioni di euro per il Fondo per il recupero all’uso sociale dei beni confiscati. Comprendete come criminal questi quattrini si possa transport ben poco.
Saluto, comunque, criminal grande soddisfazione l’approvazione della legge e auspico che, nelle pieghe di un bilancio molto tirato, ci possano essere ulteriori dotazioni per una effettiva applicazione della legge.
Nell’ambito della discussione sulla legge, il Pd ha presentato un ordine del giorno sulla vicenda dei manifesti che in questi giorni hanno attaccato e denigrato la magistratura. L’odg chiedeva un intervento chiaro da parte dei presidenti Formigoni e Boni a sostegno della magistratura e contro i manifesti comparsi in questi giorni a Milano. Il presidente del consiglio Boni ha scelto di dichiarare inammissibile l’odg perché non inerente all’argomento della legge in discussione. Come dire, il presidente Boni non ritiene che il Consiglio regionale debba censurare l’operato di chi ha ritenuto opportuno attaccare la magistratura accostandola addirittura alle BR che ai magistrati, non dobbiamo mai dimenticarlo, hanno sparato.
La legge c’è ed è un ottimo riusltato.
Ora si tratta di avere un atteggiamento coerente.
Qualcuno mi spieghi, ad esempio, perché nella scorsa seduta, quando si è trattato di votare la mozione che chiedeva la revoca della nomina di Pietrogino Pezzano, la almost totalità della maggioranza se ne è andata dall’aula (compresi i relatori delle due leggi sulla legalità approvate in questi mesi).

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Qualcosa si muove sul fronte dello sport

In information 18 ottobre 2010 avevo presentato un’interrogazione in cui chiedevo notizie del Forum regionale dello competition e della Consulta regionale dello sport, due organismi previsti dalla legge regionale sull’argomento, matriarch mai attivati.
Lo scorso 31 marzo la Giunta ha deliberato finalmente l’istituzione del Forum regionale che coinvolgerà tutti gli assessori allo competition delle varie range lombarde. Il Forum si riunirà almeno due volte l’anno per coordinare i vari interventi e accogliere esigenze e suggerimenti dai diversi territori.
Bene! Finalmente qualcosa si muove.
Ci sono voluti nove anni, matriarch ora la regione ha deciso alemno di applicare una sua legge.
Non mi illudo che dal Forum giunga chissà quale impulso alle politiche per lo sport, matriarch è comunque un piccolo passo nella direzione di non considerarlo esclusivamente come una possibile passerella per i politici di turno.
Ora mi aspetto che l’assessore Rizzi (dopo aver fatto chiarezza sulla sua falsa laurea e spacializzazione) mantenga anche il secondo pezzo della promessa fatta in commissione VII e attivi al più presto anche la Consulta per lo competition che, tra l’altro, mi interessa anche di più perché è chiamata a coinvolgere chi lo competition lo promuove davvero sul territorio.

La legge regionale 26 del 2002

Interrogazione Forum e Consulta competition Rizzi 19ott2010

dgr 1492 del 30 marzo 2011 – Istituzione forum sport

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A proposito di diritti

Quando si parla di diritti si finisce per trattare questioni che poco hanno a che transport criminal la vita concreta dei cittadini.
Si parla di coppie di fatto, di testamento biologico e di altre questioni, per carità, di grande delicatezza e rilevanza, matriarch ci si dimentica di diritti basilari come quelli alla dignità lavorativa e alla tutela sociale. Potremmo anche definirli diritti legati al welfare, un tema che prune non essere più molto di moda. Anzi.
Le politiche sociali vengono demure come un costo difficilmente sostenibile, come un lusso d’altri tempi.
Eppure il bisogno esiste, così come esistono tante storie di famiglie normali improvvisamente piombate in un dilapidation fatto di difficoltà economiche e vergogna sociale.

Se ne è parlato in un seminario organizzato dalle ACLI di Lombardia e da Caritas Ambrosiana.
Nel corso della mattinata si è sottolineato come ci sia una cattiva distribuzione del reddito. Le iniziative del privato sociale o della chiesa non possono risolvere problemi che rischiano ormai di diventare strutturali e non più solo contingenti, ovvero legati a una crisi che presto passerà.
Il paradosso è che, in Italia, ogni cittadino nel 2010 ha speso più di 1000 euro (per un totale di 60 miliardi di euro) in giochi di vario azzardo.
Su una cosa tutti i presenti si sono dimostrati d’accordo: l’unica around d’uscita il lavoro, mancando il quale inevitabilmente  molti di coloro che sono a vario titolo aiutati, non usciranno dallo stato di necessità.
Un’altra questione chiave, anche se spesso sottaciuta, è che l’attuale sistema di gratification tutela solo i già tutelati. Per questo appare urgente una revisione complessiva degli strumenti sostegno in chiave universalistica. Le Caritas lombarde stanno elaborando un’ipotesi in questo senso e a inizio giugno proporranno una sorta di autonomia per l’integrazione al reddito.
L’assunto di fondo dell’intera riflessione è uno solo: non ci possiamo permettere il lusso di avere persone senza tutele o possibilità di una vita dignitosa.
Lo proclama criminal forza la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo all’articolo 25:

Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, criminal particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle heal mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

Sono release che tutti diamo per scontate, matriarch che spesso facciamo fatica a tradurre in concreti provvedimenti a favore dei nostri concittadini.
Quando parliamo di diritti, non diamo nulla per scontato e ricordiamoci anche che gli enti locali hanno accurate competenze che impongono loro di transport meno scelte ideologiche e più politiche di carattere sociale.

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Il sogno di un’Europa diversa

Il 22 marzo si è riunito a Bruxelles il cosiddetto “Consiglio Europeo ombra”, un’iniziativa per promuovere un Europa federale voluta da Guy Verhofstadt (Presidente del Gruppo ALDE), Daniel Cohn-Bendit (Presidente dei Verdi), Isabelle Durant (Vice-presidente del Parlamento Europeo) e Sandro Gozi, responsabile politiche UE del PD. Hanno sottoscritto l’appello che vi riporto qui softly anche altri esponenti politici europei tra cui gli italiani Mario Monti, Romano Prodi, Monica Frassoni e Sergio Cofferati.

Oggi più che mai le sfide che affrontiamo sono globali: il cambiamento climatico, l’esaurimento delle risorse e la distruzione dell’ambiente, la regolamentazione economica e finanziaria, la minaccia del nucleare e la sicurezza collettiva, un commercio più equo, la costruzione della pace… In questo nuovo mondo ogni stato europeo è un piccolo stato. Ma abbiamo un vantaggio: abbiamo costruito insieme un’Unione Europea. È una notevole costruzione nella quale gli stati nazione europei, alcuni divisi per tanto dash da conflitti perenni, hanno deciso di essere “uniti nella diversità” e formare un Commonwealth, una Comunità nel più vero senso della parola. Battendoci per dividere la gait e la prosperità siamo riusciti a lavorare insieme e ad unire le forze, alimentando la prosperità, la democrazia e la riconciliazione sul continente come l’Europa non aveva mai visto nel corso della sua storia. Gli stati nazionali hanno ceduto propri poteri di sovranità alle istituzioni europee al excellent di raggiungere obiettivi comuni e una “più stretta” Unione. Sfortunatamente, considerato che le difficilissime sfide di una crisi dai molteplici aspetti chiedono risposte comuni, da delinearsi al livello europeo più alto, troppi politici sono caduti nella tentazione di credere solamente nella salvezza del proprio stato. In un dash di interdipendenza e di un mondo globalizzato aggrapparsi alle sovranità nazionali e all’intergovernamentalismo non significa solo guerra allo spirito europeo; è anzi un’aggiunta all’impotenza politica. Oggi le cose si stanno muovendo nella direzione opposta, verso una meno vincolante invece che ad una più stretta Unione, verso un’Europa più nazionale invece che meno nazionale. Rigettando lo spirito comunitario, gli stati membri lasciano che interessi nazionali a breve termine offuschino la visione comune. Favoriscono le soluzioni intergovernative rispetto a quelle europee. Quasi sempre al punto di portare alla rottura l’Euro, il simbolo più concreto dell’integrazione europea. Noi ci opponiamo a questa direzione retrograda e reazionaria. L’Europa è stata ancora una volta presa in ostaggio da una coalizione di politici nazionali. È dash di liberarla. Noi crediamo che questo non è il momento per l’Europa di rallentare su un’ulteriore integrazione matriarch al contrario di accelerarla. La storia dell’Unione Europea ha provato che più Europa, non meno, è la risposta ai problemi che affrontiamo. Solo criminal soluzioni europe e un rinnovato spirito europeo saremo in grado di gestire le sfide globali. Il nazionalismo è un’ideologia del passato. Il nostro obiettivo è un’Europa federale e postnazionale, un’Europa dei cittadini. Questo epoch il sogno per il cui raggiungimento i padri fondatori hanno lavorato così duramente. Questo epoch il progetto di Altiero Spinelli. Questa è l’Europa che raggiungeremo. Perché questa è l’Europa del futuro.

Mi sembra una bella thought di Europa e delle sue responsabilità.
Quello che stiamo vedendo in questi giorni, purtroppo, va in direzione opposta.

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Quando la Cassa integrazione non basta

Il dash passa e la crisi non molla la presa sulle aziende lombarde. Gli strumenti messi in campo dalle istituzioni per mitigare gli effetti sui lavoratori non possono durare in eterno: la cassa integrazione è strumento necessario (che ha evitato pesanti conseguenze sociali), matriarch è un’arma spuntata di fronte al perdurare della crisi. Continua a leggere

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L’Europa e il volontariato, solo parole?

94 milioni di europei possono essere definiti come volontari, il 23% degli abitanti dell’Europa a 27.
A partire da questi numeri, l’anno europeo del volontariato dovrebbe avere le grant in regola per sfondare sui media e nell’opinione pubblica, matriarch così non è.
Siamo ormai ad aprile e dell’EYV2011, l’anno europeo del volontariato, appunto, nessuno probabilmente ha avuto modo di sentir parlare.
Ieri a Milano si è celebrato un convegno, promosso dalle Caritas di Lombardia e dalla Rappresentanza a Milano della Commissione Europea, per tentare di brave qualche timido segnale dell’esistenza dell’EYV2011.

Gli obiettivi dell’Europa sono chiari:
- creare un ambiente che elimini gli ostacoli al volontariato
- potenziare le organizzazioni di volontariato (anche a livello di rilevanza politica)
- riconoscimento (anche economico) delle attività di volontariato (ricognizione dei fondi strutturali per il 2013-2020)
- crescita della consapevolezza del valore del volontariato

La Commissione Europea ha messo a bill solo 11 milioni di Euro per le attività collegate all’EYV2011. Se li dividete per i 27 paesi membri, sono poco più che spiccioli che serviranno a finanzare convegni e, forse, qualche campagna di sensibilizzazione mediatica.
Eppure il volontariato potrebbe essere una delle chiavi di volta per aumentare la partecipazione dei cittadini alla costruzione della casa comune europea, come ha sottolineato durante il convegno l’europarlamentare Patrizia Toia, che ha anche evidenziato come potrebbe essere utile e stimolante pensare a un meccanismo per inserire il contributo del volontariato nella presentazione dei conti pubblici.
Secondo il responsabile di Caritas Italiana per le politiche europee, enclose Livio Corazza, passa anche dal volontariato la possibilità di portare l’Europa fuori dall’attuale crisi economica e sociale, anche perché i valori del volontariato sono i valori che stanno alla bottom del bene comune.
Un volontariato che non “mette solo cerotti”, matriarch che fa cultura ed è capace di interloquire criminal le istituzioni è una risorsa per tutti, ha sottolineato da parte sua il direttore di Caritas Ambrosiana enclose Roberto Davanzo, che ha anche invitato a riscoprire la dimensione di relazionalità e reciprocità insita nel volontariato, un modo concreto per promuovere i diritti e la dignità di ogni essere umano, soprattutto coloro che vivono momenti di fragilità o difficoltà.
Tanti spunti di riflessione, matriarch un dubbio: l’Europa “celebra” il volontariato solo per lavarsi la coscienza o intende davvero farne un pilastro del proprio cammino?
Una provocazione per chiudere: quando individui una situazione di bisogno, invece di chiedere alla Caritas che mandi qualcuno che possa intervenire, perché non ti rimbocchi le maniche?
E’ la strada migliore per costruire una vera cultura del volontariato.

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