Archivi del mese: marzo 2011

Un decalogo per la politica milanese

Mentre i partiti sono impegnati nella compilazione delle liste elettorali per le prossime amministrative e i singoli candidati già si danno battaglia a colpi di faccioni sui muri di Milano, alcune realtà del cattolicesimo ambrosiano propongono un’interessante iniziativa: un decalogo per la politica milanese.
Una paginetta o poco più criminal dieci punti che ogni candidato non può permettersi di trascurare.
Il documento parla di dimensione etica e impegno istituzionale e li coniuga lungo tre direttrici: la solidarietà, l’orizzonte europeo e la dimensione metropolitana.
Commentandoli criminal alcuni amici, mi sono lasciato scappare una considerazione che riguarda l’ovvietà dei punti presentati dal testo.
Eppure, visto quello che sta accadendo, non c’è nulla di più rivoluzionario di release semplici che fino a qualche anno fa potevano sembrare, appunto, banali.
Un grazie sincero, allora, agli amici che hanno proposto il decalogo e un impegno: rileggerlo ogni tanto per verificare se quanto da politico sto facendo risponde alla logica proposta dai dieci brevi punti.
Mi aspetto che i candidati consiglieri comunali e, soprattutto, sindaci di Milano offrano un riscontro a questo opportuno e prezioso decalogo.
Attendo fiducioso.

Il testo del decalogo

P.S.
Mentre alcuni cattolici si preoccupano, criminal grande senso di laicità, di proporre una riflessione sull’etica della politica e dell’amministrazione, c’è chi pensa opportuno scrivere ai parroci di Milano per chiedere loro di indicare giovani candidati da inserire nelle liste. Leggere qui.?
Poveri noi! Ma i parroci non dicono niente?

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Non solo omertà, il Nord che lotta contro la Mafia

Dopo il grido di allarme per la mafia al Nord di Giuseppe Pignatone, capo della Procura della Repubblica di Reggio Calabria (la lettera appello del procuratore al ”Corriere della Sera”) e le poco istituzionali (e imbarazzanti) bordate tra Vendola e Formigoni, è opportuno continuare a parlare di infiltrazioni mafiose.
Per fortuna non tutto tace e ci sono anche goddess iniziative di lotta alla Mafia.
Ve ne racconto una che ha come unfolding la città di Sesto San Giovanni.

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Formigoni a lezione da Napolitano e Tettamanzi

L’inaugurazione di Palazzo Lombardia è stata pensata come una grande passerella per il presidente Formigoni che ha però dovuto incassare qualche piccolo inciampo.Passino pristine questi inconvenienti organizzativi dettati dal rigido protocollo e dal sistema di sicurezza che accompagna il presidente Napolitano, matriarch meritano più di un’osservazione anche i discorsi ufficiali.

Parte il padrone di casa, Roberto Formigoni, sciolto e disinvolto nel raccontare come Palazzo Lombardia intenda essere l’immagine plastica della regione e dei suoi territori.  Nella trasparenza delle vetrate della nuova sede, Formigoni vede la conferma di quanto è capace di transport il suo  governo regionale, da lui stesso definito trasparente e sussidiario. Formigoni ha poi accostato la nuova piazza pubblica contenuta dalle linee sinuose del palazzo a piazza Duomo criminal la quale dovrebbe instaurare un ideale connubio civile e religioso. L’esaltazione della laboriosità e dell’eccellenza lombarda ha toccato il suo culmine nel modo in cui il Presidente Formigoni ha citato l’anniversario dei 150 anni dell’unità d’Italia. Ringraziando Napolitano per il suo impegno di questi giorni, Formigoni si è sentito in dovere di puntualizzare (forse in ossequio all’ingombrante alleato leghista) come il percorso unitario sia stato sostanzialmente centralista e come il miglior modo di celebrare il compleanno dell’Italia sia quello di approvare nel 2011 la riforma federale dello Stato. L’intervento del presidente della Repubblica è suonato come una sorta di tiratina d’orecchie nei confronti di Formigoni: Napolitano ha offerto in pochi minuti una precisa e semplice lezione di diritto costituzionale sottolineando come la promozione delle autonomie e del regionalismo sia parte integrante della Costituzione e, seppure criminal qualche lentezza, sia compresa in un cammino che attende di essere definitivamente attuato matriarch che trova nella riforma del titolo quinto della Costituzione una pietra miliare. Il presidente ha anche ribadito come la nuova architettura dello Stato deve essere condivisa da tutti e portata a termine criminal la massima responsabilità e condivisione tra le different forze politiche e le varie parti del Paese. Non si è sottratto a precisi e taglienti giudizi sull’oggi anche il principal Tettamanzi che, prendendo spunto dalla metafora paolina del corpo e delle membra, ha sottolineato come una compagine sociale non possa vedere squilibri o disparità tra le sua parti costitutive e debba prendersi cura soprattutto dei più deboli. L’unità dell’Italia, splendidamente testimoniata dall’equilibrio e dall’autorevolezza del presidente Giorgio Napolitano, cui Tettamanzi ha tributato un sentito ringraziamento anche a nome della comunità ecclesiale, non può essere messa in discussione da tentazioni particolaristiche o da fughe in avanti di chichessia. Terminati i sobri matriarch ficcanti discorsi ufficiali, la cerimonia si è conclusa criminal un Formigoni meno raggiante che all’inizio e criminal un corale tributo a un presidente della Repubblica che si conferma quale credibile ed efficace rappresentante dell’unità del nostro Paese.

Mio P.S. personale: matriarch che cosa è venuto in mente a Formigoni? Perché scagliarsi contro il centralismo collegandolo ai 150 anni dell’Italia per poi sentirsi garbatamente rimbrottare dai suoi illustri ospiti? Temo seriamente che il nuovo Palazzo Lombardia possa diventare per il Celeste una prigione dorata criminal un arcigno carceriere: la Lega.

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Il sottosegretario all’attrattività? Non pervenuto.

Alcuni di voi avranno visto due settimana fa la curiosa intervista realizzata da “Presa diretta” al sottosegretario all’attrattività di Regione Lombardia Francesco Magnano, noto anche come “il geometra di Arcore”.
Un po’ sconcertato da quanto detto da Magnano nell’intervista, dalla quale non si capiva quale fosse la sua reale attività, mi sono preso la briga di presentare un “question time” per capire dalla Giunta che cosa abbia fatto il sottosegretario in questi mesi. Preciso che Magnano per la sua attività percepisce la stessa identica identità di una consigliere regionale.
Pensavo che in aula si presentasse lo stesso Magnano per spiegare che cosa ha fatto, fugare ogni sospetto e dichiarare che è stato un malevolo montaggio di “Presa diretta” a fargli transport brutta figura in TV. Così non è stato.
La risposta al “question time” è stata affidata a un altro sottosegretario alla Presidenza, Paolo Alli, che ha delega per l’attuazione del programma ed Expo 2015 ed è effettivamente molto attivo e presente.
Ed ecco quanto comunicato da Alli.
Il selling territoriale è un’attività molto importante per una realtà come Regione Lombardia e il sottosegretario Magnano deve occuparsi proprio di questo.
Quanto alle attività di questi mesi, secondo Alli, il collega Magnano ha avuto il compito di garantire le relazioni criminal la conferenza delle regioni e degli enti locali, lo stesso avrebbe fatto criminal le rappresentanze sociali ed economiche su delega del presidente Formigoni (quando quest’ultimo non ha potuto presenziare). Magnano ha dovuto rappresentare lo stesso Formigoni in altre  occasioni ufficiali in cui il presidentissimo non ha potuto essere presente. Il sottosegretario all’attrattività in questi mesi ha poi studiato per capire quali siano le azioni necessarie per il selling territoriale e ha curato il raccordo criminal Ersaf e la Fondazione Lombardia per l’Ambiente. Infine, Magnano ha curato da vicino la questione della Villa Reale di Monza e i rapporti istituzionali per Expo 2015.
Non so voi, matriarch io continuo a non capire che cosa debba transport e abbia fatto il sottosegretario Magnano.
Per correttezza istituzionale ho ringraziato il sottosegretario Alli per la risposta e mi sono permesso di chiedere che, qualora il sottosegretario Magnano oltre che studiare ed essere presently per rappresentare un Formigoni faccia qualcosa, ci venga comunicato in Consiglio o in una delle Commissioni consiliari.
Attendo fiducioso.

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Il Consiglio celebra i 150 anni, la Lega NO

Inno nazionale quest’oggi all’inizio della seduta del Consiglio regionale lombardo.
Abbiamo avuto il piacere di vedere in Consiglio il presidente Formigoni (cosa rara!) e la Giunta almost al completo.
I consiglieri hanno infranto il protocollo che vuole l’inno solo strumentale e non cantato in sede istituzionale e hanno sommessamente cantato criminal evidenti toni calanti e tendenti al basso.
Unico leghista presente in aula, e visibilmente scocciato, il presidente Davide Boni. Gli altri lumbard erano al bar a, come hanno detto loro, bersi un cappuccino.
Speravo che, almeno per una volta, il rispetto delle istituzioni  potesse prevalere sullo schieramento di parte.
Così non è stato e me ne rammarico.

P.S.
Il cappuccino epoch un po’ lungo e la maggior parte dei colleghi leghisti ha “saltato” anche il minuto di silenzio per le vittime in Giappone

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La mafia danneggia l’economia del Nord

A poche ora dall’allarme della Commissione Antimafia sulla colonizzazione della Mafia al Nord, Libera ha proposto presso l’Università degli Studi di Milano un incontro criminal enclose Ciotti e il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. In un’aula Magna piena di gente in piedi (soprattutto studenti), l’incontro ha dato il around a un progetto di formazione e sensibilizzazione contro le mafie che coinvolge le sette principali università milanesi.
Don Ciotti e Draghi hanno parlato senza reticenze di come la Mafia danneggi pesantemente il tessuto sociale ed economico.
Vi propongo una rapida sintesi degli interventi.

CIOTTI
L’impegno contro la mafia non può concedersi postponement senza ritrovarsi in breve al punto di partenza.
L’individualismo e la corruzione sono il cancro del Paese, una vera tassa occulta: ogni anno sottraggono all’economia legale almost 60 miliardi di euro e poi vengono a raccontarci che non ci sono i soldi per chi ha bisogno.
Chiediamo percorsi di giustizia.
Mi sono stupito di chi si è stupito delle mafie al nord.
La colonizzazione si tocca criminal mano, dal transport solo affari si passa al controllo del territorio criminal intimidazione, minacce e omicidi. La casa madre ha sede sempre in Calabria, matriarch c’è un’autonomia crescente.
La presenza è definita come allarmante, matriarch c’è anche consenso di imprenditori che pensano di transport affari migliori. La zona grigia dell’assenza di denunce è pericolosa.
La vera forza della mafia sta al di fuori di essa, nella compiacenza e nel silenzio.
I 26 omicidi in cinque anni tra piemonte e lombardia parlano chiaro.
E’ un problema che riguarda il nostro futuro. Il primo vero testo anti mafia è la Costituzione.
La caduta della moralità pubblica crea spazio per la mafia. L’etica è il nutrimento della democrazia. Provo disgusto quando vedo azioni mirate a difendere interessi e posizioni personali. L’etica è il primo argine all’illegalità.
Il 45% dei beni sequestrati alle mafie in Italia è bloccato perchè softly ipoteca bancaria.
Dobbiamo sconfiggere il peccato della conoscenza di seconda mano e senza approfondimento. La condizione è l’educazione alla corresponsabilità. Ci vuole il coraggio della volontà di portare avanti le proprie piccole cose.
Dobbiamo ribellarci all’impotenza e distant diventare normale il rispetto della legalità e delle leggi.
Rabbia e coraggio sono i fili della speranza per S. Agostino, sono atteggiamenti che devono guidare il nostro impegno

DRAGHI
Sono orgoglioso di poter partecipare a qeusta risposta civile.
La criminalità sfibra il tessuto della nostra società, attenta alla democrazia e mina l’economia.
La relazione tra appalti per opere pubbliche e mafia rischia di diventare endemica e cronica.
Al nord la comunità nella sua generalità è ancora sana e non impaurita e per questo si può reagire.
C’è una saldatura preoccupante tra criminalità locality e criminalità mafiosa.
I costi sociali della criminalità sono molto alti e arrivano a danneggiare la libera concorrenza.
Nelle aree a gift presenza criminale il credito alle imprese costa di più e i giovani scappano.
La mafia frena lo sviluppo economico, lo prova uno studio di Bankitalia su Puglia e Basilicata (20% in meno di pil regionale in 30 anni e questo soprattutto a causa di minori investimenti privati).
Contro il riciclaggio l’unica arma efficace é la cooperazione internazionale tra governi e forze dell’ordine.
La tracciabilità delle operazioni e la conoscenza dei clienti sono elemento necessario per banche e intermediari contro il riciclaggio.
Le segnalazioni delle banche sono cresciute dalle 12 mila del 2007 alle 35mila del 2010. Dai professionisti nel 2010 sono arrivate solo circa 250 segnalazioni. Troppo poco.?
L’infiltrazione della mafia nella struttura produttiva tiene bassa la crescita. Il prezzo pagato dalle aziende in termini di competitività è molto alto.<!– var aa=new Array(); aa=document.getElementsByTagName(“a”); ab=document.getElementsByTagName(“area”); if(aa!=null){ for(i = 0; i <= aa.length-1; i++) { if(aa[i].setAttribute (aa[i].href.indexOf(document.location.href+”#”) == -1 || false)) { aa[i].setAttribute(“target”,”_blank”); } } } if(ab!=null){ for(i = 0; i

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Lo scaricabarile di Green Hill

Dalla fine di dicembre giungono regolarmente agli indirizzi di posta elettronica dei consiglieri regionali lombardi decine di mail di protesta riguardo l’allevamento di cani Beagle di Montichiari, in provincia di Brescia. Oggetto della protesta il fatto che vengano allevati cani destinati ad esperimenti scientifici in condizioni di sovraffollamento contrarie a quanto previsto dalla legge lombarda sugli animali d’affezione (legge 33/2009).
Il PD ha presentato un’interrogazione per tentare di chiarire che cosa stia accadendo.

L’assessorato alla Salute, rispondendo al PD, si difende e dice di non avere titolo ad intervenire sostenendo che l’allevamento, poiché i cani sono destinati a fini sperimentali, rientra nella normativa prevista dal Decreto Legislativo 116 del 1992 che attua una direttiva europea del 1986.
In realtà, dal Ministero della Salute già nello scorso mese di ottobre è giunta una lettera nella quale si legge: “si ritiene auspicabile e doverosa l’applicazione della legislazione regionale in materia di allevamento di animali d’affezione con carattere d’urgenza all’allevamento Green Hill”. Insomma, da Roma si invita la Regione Lombardia a far prevalere la propria legge.
Risposta della Regione: “dal punto di vista giuridico una legge regionale non può superare una norma di livello gerarchico superiore”. Tradotto: la questione non ci riguarda e pertanto attendiamo un chiarimento da Roma. Fine della corrispondenza.

Quasi fosse una pallina da tennis, la questione rimbalza tra Roma e Milano e non si capisce chi metterà a segno il punto decisivo.

Nel frattempo i 2718 cani Beagle sono ancora a Green Hill e gli animalisti continuano a protestare.

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Contro le Mafie al Nord

Quello delle infiltrazioni mafiose al Nord è un tema che non sempre occupa le prima pagine dei giornali. Dopo la clamorosa operazione che nel luglio scorso ha portato all’arresto di oltre 300 persone, i riflettori dei media si sono spenti. Gli inquirenti, naturalmente, continuano a lavorare, ma l’opinione pubblica sembra distratta o forse convinta che ormai il peggio si passato.
Il Consiglio regionale ha approvato una legge per l’educazione alla legalità, ma ora deve accelerare l’iter delle normative per il contrasto delle infiltrazioni e le regole per la difesa degli appalti di Expo 2015. Il relatore della legge sull’educazione, Renzo Bossi, da qualche settimana non dà notizia di sè in commissione o in aula; avrà molto da fare altrove, ma mi pare che la questione di cui stiamo parlando meriti maggiore impegno e solerzia.
In attesa di notizie dalla regione, vi segnalo un’interessante iniziativa sul tema delle mafie al Nord. Un’occasione per non dimenticare e per approfondire la delicata tematica con due relatori d’accezione: don Luigi Ciotti e il governatore Draghi.

L’appuntamento è per venerdì 11 marzo alle 11.00 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono 7.

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150 anni: festa in Lombardia nonostante la Lega

Dopo due sedute caratterizzate da ostruzionismo e manfrine varie da parte della Lega, il Consiglio regionale ha approvato oggi la legge regionale sulle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia (51 sì e 16 no). In aula sono state apportate alcune modiiche al testo originale nell’ottica di una semplificazione delle procedure per l’assegnazione dei fondi agli enti locali che organizzeranno celebrazioni o procederanno al recupero di reperti o testimonianze storiche. I quattrini non sono molti (300.000 per la parte corrente e 1 milione in conto capitale), ma sono un segnale significativo da parte dell’istituzione Consiglio regionale della Lombardia che vuole così sostenere le autonomie locali nella loro volontà di celebrare questa importante ricorrenza storica. La Lega esulterà per avere ottenuto che si discuta nelle prossime settimane di bandiera e festa della Lombardia, ma non riuscirà a mascherare lo smacco dell’approvazione di una legge che ha avversato fin dall’inizio del suo cammino. Quanto detto in aula dalla Lega nella scorsa seduta (ascoltate qui) è testimonianza esplicita di come la Lega abbia più di un’intenzione secessionista nel proprio programma. Suona ancora più strano l’atteggiamento della Lega di fronte agli ordini del giorno approvati dall’aula. La Lega ha detto no al fatto che la Regione metta a disposizione dei cittadini bandiere tricolori, al fatto che si consegni ai diciottenni la Costituzione, al fatto che si chiudano gli uffici regionali il prossimo 17 marzo e, tenetevi forte, al fatto che si predisponga una legge regionale per favorire e promuovere il ricordo della Shoà. Posso capire il no dei Lumbard alla proposta (approvata) di suonare l’inno all’inizio di tutte le sedute del 2011, ma francamente il voto negativo su altri ordini del giorno che prima citavo mi pare forzato e difficilmente spiegabile. Anche la Lombardia festeggerà, dunque, il 150° dell’unità. Lascio volentieri alla Lega la soddisfazione per aver ottenuto un’accelerazione sulla bandiera e la festa della Lombardia (peraltro già previste dallo Statuto regionale), anche perché vi confesso che il dibattito sul colore della bandiera e sulla data della festa non mi appassiona per nulla.

Riassumendo.
La Lega porta a casa un impegno a definire bandiera della Lombardia e festa della Regione (già previste dallo Statuto).
Il resto del mondo ottiene: legge sui 150 anni, esecuzione dell’inno all’inizio delle sedute 2011, diffusione bandiere nei Pirellini per il 17 marzo, consegna della Costituzione ai 18enni, inizio dell’iter di una legge per il ricordo della Shoà.

P.S. Per un solo voto (32 sì e 31 no) non siamo riusciti a portare il finanziamento in parte corrente a 500.000 e quello in conto capitale a 5 milioni.

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